ACCHIAPPACLICK Più il nostro quoziente intellettivo è alto e meno crediamo in Dio: gli atei sono più intelligenti dei credenti – bufale.net

Minestra riscaldata: è l’unico modo che abbiamo per definire certe notizie, un po’ ritoccate, riesumate dal frigo degli anni passate e date in pasto agli istinti vocianti e rissosi del popolo della Rete.

Nella nazione delle partite Scapoli contro Ammogliati, delle risse alla Ciao Darwin, dove persino la campagna elettorale si riassume in risse tra diverse fazioni, avere una notizia che contrapponga atei e credenti è la clamorosa ricetta della viralità, immortale e imbattibile.

Sta facendo enormemente discutere, e non poteva essere altrimenti, lo studio del dipartimento di analisi dell’Università di Rochester di New York pubblicato sul sito del noto quotidiano The Independent e dedicato alla relazione tra il cervello umano e l’esistenza di Dio. I risultati dello studio infatti dicono che gli atei sono più intelligenti di chi ha una qualche fede religiosa.
Molti studi sembrano confermarlo

La ricerca del team dello stimato professor Miron Zuckerman, si è avvalsa – tra gli altri – di tre psicologi che hanno condiviso la definizione di intelligenza […]

Ed anche in questo caso, le fazioni ci sono: gli atei e i credenti. La rissosa flame in stile Ciao Darwin! è assicurata, con i baitati a sciamare per la rete vantandosi della loro superiore intelligenza e, di contro, i trollati a rispondere per le rime.

Una questione complessa banalizzata in una clickbait da flame facile: ciò che l’Independent ha riportato nel 2013, ormai discetamente lontano è che un trio di psicologi, in una serie di studi cominciata nel 1921, ha “scoperto” che su 63 gruppi di studio esaminati, in 53 casi i soggetti dichiarati atei avevano un IQ maggiore.

Possiamo quindi desumere che gli Atei siano più intelligenti?

Partiamo da un concetto base: si parla di una meta-analisi, un riassunto statistico, basato peraltro su un metodo di misurazione dell’intelligenza ormai deprecato in favore di analisi maggiormente comprensive.

Sia pur però partendo dal concetto che esistono diversi tipi di intelligenza e l’IQ ne misura solo alcuni, lo studio si inerpica in alcune possibili (e condivisibili) spiegazioni, compatibili con la scienza degli anni in cui è partito e ricorrette col tempo: ad esempio un ateo potrebbe (sottolineiamo, potrebbe) essere maggiormente incline a cercare nella scienza le spiegazioni che un credente fondamentalista sarà invece portato ad accettare come opera della divinità: ma anche in questo caso dovremmo accettare che né gli atei né i credenti sono monoliti.

Se è vero che in 53 gruppi di controllo su 63 ad oggi gli atei avevano un IQ superiore, diventare atei non vi renderà automaticamente più intelligenti e diventare credenti non vi causerà una lobotomia istantanea.

Potete quindi stare tranquilli, e ricordarvi che se letto questo articolo andrete su Internet a flammare sconosciuti sulla base delle vostre credenze personali, sicuramente avete fallito l’obiettivo di mostrarvi intelligenti.

 

 

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ACCHIAPPACLICK Milano, branchi di nordafricani scatenati: italiani accerchiati, picchiati e rapinati

Il 20 maggio 2018 il sito ormai abbonato alle nostre analisi, Voxnews, pubblica una notizia che, dal titolo, disegna un quadro di nordafricani inferociti sguinzagliati per Milano. Per mendicare lettori nello stile che più lo distingue appone in copertina un’immagine totalmente estranea ai fatti riportati.

Questo è quanto si legge nel testo:

La situazione a Milano è totalmente fuori controllo. Doppia rapina, con vittime giovani italiani circondati e aggredita da branchi di immigrati.

Uno lo hanno accerchiato e minacciato, poi gli hanno strappato dalle mani il telefono e tutto quello che aveva nel portafogli: 300 euro. Infine sono scappati senza lasciare traccia. E’ stato terrore per un ragazzo italiano di 29 anni, rapinato in Piazza Duca d’Aosta a Milano, davanti alla Stazione Centrale. Ormai zona perduta della città in mano ai criminali d’importazione.

Tutto è successo intorno alle 14.30 di sabato 19 maggio, come riferito dai carabinieri del comando provinciale di Milano. Quando i militari sono arrivati sul posto i quattro erano scappati senza lasciare alcuna traccia. La vittima ha riferito alle forze dell’ordine che i rapinatori avevano fattezze e accento nordafricano.

Nella notte tra venerdì e sabato, invece, un altro italiano, di 35 anni, è stato accerchiato e rapinato da sette malviventi in corso Como. In questo caso i malviventi — descritti sempre agli investigatori come uomini nordafricani — sono scappati con 250 euro in contanti e un anello.

Sbarcano a Lampedusa e il governo li traghetta prima in Sicilia e poi li carica sui treni verso nord. L’immagine in alto, ricorderete, riguarda un recente episodio: quella volta, ad essere accerchiati, furono due militari. E’ zona di guerra.
Nel riportare lo sdegno e il feroce dissenso, gli autori fanno un collage di più notizie riportando episodi ovviamente riprovevoli, ma è naturale pensare che i loro lettori si fermano al titolo e non intendono comprendere che si tratta di episodi distinti. Andiamo per ordine:

La rapina in Piazza Duca d’Aosta, 19 maggio

Deliberatamente, Voxnews prende in prestito un articolo pubblicato il 20 maggio su Milano Today in cui viene riportato il grave episodio consumatosi ai danni di un ragazzo di 29 anni di fronte alla Stazione Centrale di Milano. Dopo esser stato derubato del telefono, è stato costretto a consegnare i 300 euro che aveva nel portafogli. La vittima ha riferito ai Carabinieri che gli aguzzini erano 4, tutti con accento e sembianze nordafricane. Fortunatamente – scrive Milano Today, il ragazzo non ha riportato traumi. Il fatto si è svolto alle 14:30 del 19 maggio.

La rapina in Corso Como, 18 maggio

Voxnews, ancora, fa copia-incolla dallo stesso articolo di Milano Today riportando un fatto vero avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 maggio, quando un italiano di 35 anni è stato rapinato di un anello e 250 euro da un gruppo di 7 nordafricani. Il gruppo, prima di derubarlo, l’aveva accerchiato.

In entrambi i casi, i malviventi si sono dati alla macchia senza lasciare traccia.

L’aggressione ai militari alla Stazione Centrale, 21 aprile 2017

La fotografia scelta come immagine di copertina mostra un’istantanea scattata durante un episodio di violenza collettiva avvenuto nell’aprile 2017 alla Stazione Centrale di Milano. Il Corriere della Sera riportava:

Momenti di tensione venerdì pomeriggio sul piazzale antistante la Stazione Centrale a Milano, dove alcuni extracomunitari, che soggiornano abitualmente nei giardinetti, avrebbero tentato di aggredire i militari dell’operazione «Strade sicure». Un profugo, in evidente stato di alterazione, avrebbe cercato di prendere l’arma a uno dei militari. Il giovane è stato allontanato: a quel punto un gruppo di immigrati hanno reagito in modo molto acceso e sono seguiti momenti concitati.

Due militari sono rimesti leggermente feriti nel cercare di riportare la calma. Uno degli aggressori è stato fermato. Dopo la rissa il piazzale della stazione è stato presidiato da numerosi poliziotti e carabinieri. Il fermato è un giovane africano 25enne che, a quanto si è appreso successivamente, si sarebbe avvicinato con altri migranti ai militari dell’operazione «Strade Sicure» rivolgendo frasi minacciose e insultandoli e cercando di toccare la loro arma di ordinanza. Secondo alcune testimonianze erano palesemente alterati, forse perché ubriachi e avrebbero anche sputato contro i militari. È intervenuta una pattuglia di carabinieri per allontanarli. Mentre gli altri se ne andavano, il 25enne ha dato in escandescenze spaccando bottiglie per terra, fino a quando è stato immobilizzato e portato via.

Sempre il Corriere, il 22 aprile 2017 riporta:

Un parapiglia iniziato, appunto, dopo che uno degli immigrati, un senegalese di 27 anni con permesso di soggiorno per motivi umanitari, aveva cercato di strappare il mitra dalle mani del militare.

[…]

Gli uomini [i militari con i Carabinieri che erano giunti in soccorso, ndr] si avvicinano al 27enne senegalese, cercano di bloccarlo. Lui, che ha precedenti per droga ma anche problemi psichiatrici, inveisce e si scaglia contro i carabinieri che a fatica riescono a bloccarlo e a chiuderlo in macchina. In quel momento altri africani circondano gli uomini delle forze dell’ordine e cercano di estrarre l’amico dalla gazzella.

La foto usata come copertina da Voxnews, dunque, interessa questa vicenda ed è stata scattata dal Pirellone.

La maxi-rissa tra immigrati di fronte alla Stazione Centrale, 19 maggio

In chiusura all’articolo, sempre Voxnews, riporta un fatto denunciato dal consigliere comunale leghista Massimiliano Bastoni con un video postato il 19 maggio sulla sua pagina Facebook:

Come scrive Corriere della Sera:

Immagini postate sulla sua pagina Facebook dal consigliere comunale della Lega, Massimiliano Bastoni, la rissa avvenuta nella serata di sabato tra immigrati in piazza Duca d’Aosta, di fronte all’ingresso della stazione Centrale. Le forze dell’ordine sono intervenute per riportare la situazione sotto controllo.

Nel nostro modesto servizio non intendiamo negare lo stato di emergenza in cui versa il piazzale antistante la Stazione Centrale di Milano (qui un esempio di Milano TodayCorriere della Sera), tanto meno nasconderci di fronte ai gravi fatti che interessano le rapine a danno dei cittadini da parte di malviventi che si muovono per impossessarsi di smartphone e contanti, per poi fuggire e rendersi non rintracciabili.

No, non neghiamo la gravità di tali vicende.

È importante fare informazione su questi episodi, ma Voxnews lo fa nel modo sbagliato, creando un calderone dentro il quale – come sempre opera – in ogni articolo getta un’intera comunità, descritta come feroce e spietata. Un esempio è l’articolo che oggi analizziamo: un’immagine di decine di persone che accerchiano dei militari accompagnata da un titolo come: «Milano, branchi di nordafricani scatenati: italiani accerchiati, picchiati e rapinati», agli occhi di un lettore distratto e poco disposto ad approfondire appare come una singola situazione in cui un esercito di migranti inferociti aggredisce impunemente cittadini inermi.

Pur riportando fatti veri e oltremodo gravi, non è questo il giusto modo di informare sui fatti. Questa strategia si chiama acchiappaclick, e Voxnews è tra i siti più attivi nell’universo web della disinformazione.

 

 

 

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BUFALA Lascia un milione di euro al suo cane: “Abbiate cura di lui”

Ormai i termini/nomi “avvocato Andrea Fabio Ferrari”, “Antonio Zaccagni” e “Milioni di euro” dovrebbero essere entrati nei filtri automatici di rimozione delle redazioni.

Sempre il solito metodo: “il giornalista chiama risponde “l’avvocato” che conferma la storia. Il giornalista non fa nessuna nuova verifica e pubblica il tutto, esattamente come spiegato dai colleghi di  “Butac.it

Invece sembra proprio non vengano percepiti come sinonimo di bufala, ed ecco che ancora molte testate nazionali pubblicano una bufala.

Non solo REPUBBLICA, ma anche:

LA STAMPA

http://www.lastampa.it/2018/05/22/societa/lascia-un-milione-al-proprio-cane-dopo-che-gli-ha-salvato-la-vita-la-storia-di-pasquale-e-tor-ABYa2j30kj1WPjChtP0rUO/pagina.html

VELVETPETS

Tor, il cane da un milione di euro cerca casa

Tor può permettersi una vita da pascià. Ce ne sono centinaia di migliaia come lui che sono rinchiusi in un canile senza speranza, lui invece è stato baciato dalla fortuna: il suo proprietario, Pasquale Rizzo, funzionario delle Ferrovie dello Stato in pensione, avellinese trasferito a Milano da una decina d’anni, è morto a 90 anni senza eredi diretti, lasciando al suo cane tutti i suoi averi, valutati dal tribunale meneghino in un milione di euro.

Il signor Pasquale aveva preso con sé il cucciolo Tor, trovato a due passi dalla sua villetta a schiera della periferia milanese sette anni fa, quando aveva 83 anni. Un’età alla quale, spesso, gli animalisti che devono dare in adozione animali randagi preferiscono non affidarli, per evitare che poi l’animale resti solo. Ma il caso di Tor prova che non sempre questo criterio è valido. Anzi. Il pensionato, che riempiva le sue giornate con le passeggiate insieme al cane, suo grande amico, e la collaborazione con alcuni studi di commercialista, visto che era laureato in Economia e commercio, sentiva di avere un forte debito con Tor.

Il cane gli aveva salvato la vita una mattina del 2014, quando l’uomo, appena alzato, aveva avuto un infarto e solo l’abbaio del suo cane aveva allarmato i vicini che non sentivano mai la sua voce risuonare insistentemente come quella volta.

Avevano chiamato l’ambulanza e Pasquale Rizzo era sopravvissuto solo per l’attenzione che aveva ricevuto dal suo amico più grande. Così, all’indomani di quella brutta avventura, era andato in uno studio legale e all’avvocato Andrea Fabio Ferrari aveva confidato di voler lasciare tutto a Tor. «In Italia – spiega il titolare dello studio – a differenza che in altri Paesi, non è possibile nominare erede direttamente un animale, però tramite l’istituto giuridico del legato testamentario si può far sì che un soggetto, l’esecutore testamentario, vigili affinché il patrimonio sia “asservito” alle esigenze del cane».

Alla fine di aprile il signor Pasquale è morto e il legato, scritto in un testamento olografo, è diventato operativo. Pasquale viveva ad Avellino, aveva lavorato fuori diversi anni, e nella sua città d’origine aveva solo parenti lontani. L’avvocato ha rimesso la questione nelle mani del tribunale e il giudice ha nominato esecutore un amico di Rizzo, anche lui commercialista che vive a Milano, Antonio Zaccagni.

Tor da quando il suo “ papà” non c’è più, vive in una pensione «non un canile – spiega l’esecutore testamentario – una bella struttura dove vive comodamente, ma pensiamo che sarebbe preferibile affidarlo a una famiglia che ami gli animali» . Perciò il commercialista chiede se ci fosse qualcuno, anche della Campania, di dove era originario Pasquale, che voglia adottare il cane: un animale “ spesato” di tutto, che merita amore e rispetto.

«Sono stati valutati un milione di euro i risparmi su due conti correnti di Rizzo e due appartamenti uno a Milano e uno ad Avellino, che sono stati dati in affitto. Al cane non mancherà niente, ma io continuerò a vigilare che i soldi vengano impiegati per lui, come dispone il testamento e come il suo padrone ha espresso nelle sue ultime volontà. Se Tor dovesse mancare prima, quel patrimonio potrebbe essere destinato alle esigenze di altre fondazioni o associazioni che si occupano di animali che possono fare istanza a me o al Tribunale di Milano».

Per offrirsi di adottare Tor, ovviamente accettando tutti i controlli che il caso richiede, prima e dopo l’adozione, si può scrivere all’indirizzo antonio- zaccagni@ libero.it. Per lui il suo amico Pasquale non tornerà mai più, ma almeno avrà un affetto – si spera – disinteressato (e non attratto dal suo essere un ereditiero) e potrà essere ancora amato.

Il problema è che ora all’estero stanno riportando queste bufale perchè condivise da MEDIA affermati italiani:

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ACCHIAPPALIKE “La delocalizzazione è un bene” in un libro di testo per la Scuola Media

Un post pubblicato oggi, 21 maggio 2018, sulla pagina Facebook Ufficio Sinistri. Il buco nero in cui è scomparsa la sinistra ha raggiunto un importante tasso di viralità nelle ultime ore:

La Buona Scuola del PD.

Libri di scuola degni di Goebbels, praticano il lavaggio del cervello e l’indottrinamento del dogma liberista e europeista ai bambini:

Delocalizzare è un bene, lavorare 15 ore al giorno in un paese straniero per una paga da fame fa di te una persona progressista e aperta.

Fuori il liberalismo dalle nostre scuole! 

Il post riporta la foto del brano di un libro di testo, con evidenziata una frase che ha sollevato l’indignazione dei lettori:

La delocalizzazione è un bene anche per il Paese in cui la produzione viene trasferita perché in quell’area vengono creati nuovi posti di lavoro che, per quanto poco pagati, sono sempre meglio della disoccupazione.

Per via delle insistenti richieste dei lettori, gli autori del post hanno pubblicato il titolo del libro in cui è contenuto quel capoverso, con il nome dell’editore e degli autori. Si tratta, come riportato nella scheda di De Agostini, di un libro di testo rivolto agli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado, dal titolo Leonardo, Le stanze della tecnologia di Cesare Benedetti e Corinna Romiti.

Il concetto espresso con tanto livore dagli autori della pagina – che scomodano Joseph Goebbels, il concetto di “lavaggio del cervello” e vocaboli come “dogma” – con il testo riportato, il Partito Democratico attraverso il provvedimento della Buona Scuola avrebbe scelto di worshippare la delocalizzazione delle aziende e insegnare ai ragazzi che ciò rappresenta un bene, per indottrinarli ad accettarla passivamente. Lo stesso concetto è ripreso da Il Primato Nazionale in un articolo pubblicato il 21 maggio dal titolo: «Il dogma liberista sui banchi di scuola: “La delocalizzazione è un bene”» nel quale, però, già dall’incipit tradisce una sottile insicurezza sull’attendibilità del post, pur supportandolo:

La delocalizzazione? Una sana scelta economica, anche se ha lo spiacevole effetto collaterale di creare nuovi schiavi a basso costo. Sembra dirci questo un paragrafo di un libro di testo per studenti che sta circolando in queste ore sui social network.

Grazie agli strumenti web, però, è possibile trovare un’anteprima del libro menzionato sul sito Scuolabook.it. A pagina 22 troviamo chiarezza:

Riportiamo di seguito la parte evidenziata:

La delocalizzazione è un bene anche per il Paese in cui la produzione viene trasferita perché in quell’area vengono creati nuovi posti di lavoro che, per quanto poco pagati, sono sempre meglio della disoccupazione.

Nel Paese di origine del prodotto si crea invece un grosso problema, perché qui, in seguito al trasferimento della produzione, le fabbriche chiudono e le persone che vi erano impiegate si ritrovano all’improvviso senza lavoro.

Il fenomeno della delocalizzazione può avere anche un altro effetto: quello della migrazione della forza lavoro. Questo si verifica quando una certa area non è più in grado di offrire un numero sufficiente di posti di lavoro e quindi i lavoratori sono costretti a spostarsi.

Decontestualizzare il primo capoverso dal resto del testo comporta, appunto, la creazione di una facile disinformazione che diventa un’ennesima strategia per procacciare lettori. La verità, come è ben evidente, è diversa da quella riportata. Non pare che il libro voglia fare un elogio alla delocalizzazione delle aziende, tanto meno per operare un lavaggio del cervello sugli studenti. Nell’apporre il tag al nostro articolo, dunque, abbiamo utilizzato lo stesso colore della categoria Precisazioni per evidenziare che il capoverso esiste, ma è decontestualizzato per una prevedibile mossa acchiappalike degli autori.

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NOTIZIA VERA Aosta, l’epica gaffe di Berlusconi: “Preferisco lei”. Il coordinatore FI: “È mia figlia”

La viralità di questi giorni è concentrata su un fatto avvenuto ad Aosta al termine di un comizio elettorale. Silvio Berlusconi stava ricevendo dei doni da parte del coordinatore regionale di Forza Italia Massimo Lattanzi:

Le immagini, trasmesse anche dall’emittente locale Aosta Oggi, mostrano il leader di FI raggiunto sul palco da Lattanzi e da una ragazzina. Come riporta Corriere della Sera, in fede a quanto è possibile sentire nel video:

In Valle d’Aosta per le elezioni regionali, al termine di un comizio a Berlusconi vengono fatti alcuni regali. Doni che Berlusconi sembra gradire, ma mai come chi glieli ha portati: “Posso scegliere io? Preferisco lei“, dice indicando la ragazza salita sul palco con un quadro e un tipico cavallino in ceramica. “E’ mia figlia, sei un buongustaio“, risponde ridendo il padre, il coordinatore regionale di Forza Italia Massimo Lattanzi. “Cosa bisogna inventarsi per fare finta di essere ancora giovani”, la chiusura dell’ex premier per uscire dall’imbarazzo.

La notizia è stata ripresa dai principali organi di stampa e anche dalle agenzie. Possiamo parlare, dunque, di notizia vera.

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BUFALA La Sangria Capriccio è contaminata dal virus dell’HIV

Le bevande che vengono realizzate con Sangria frizzante Capriccio sarebbero contaminate dal virus dell’HIV.

Ebbene, si tratta di una bufala bella e buona, smentita dal team di Snopes.

Ad inizio del mese di maggio, il lancio della bevanda Capriccio Bubbly Sangria ha fatto molto clamore sul web e su tanti portali, che si sono immediatamente preoccupati di fare dei confronti con Four Loko e non hanno rinunciato a fare subito speculazioni sugli ingredienti di tale bevanda e sui possibili effetti sui consumatori.

Una delle voci relative alla Sangria Capriccio Bubbly maggiormente diffuse e importanti riguarda una schermata di un presunto notiziario che sarebbe stato trasmesso da parte della stazione televisiva di Chicago WFLD (Fox 32 Chicago) che affermava come tale bevanda sarebbe in grado di diffondere l’HIV in tutto il mondo.

In realtà non esiste alcuna prova a supporto di tale tesi e nemmeno che WLFD o altre stazioni televisive o quotidiani abbiano mai trasmesso un simile rapporto. La foto pare essere una copia digitalizzata di un falso annuncio che è stato sovrapposto a uno screenshot di un servizio normalissimo di Fox News / WFLD riguardante l’improvvisa popolarità di tale bevanda.

La bufala relativa alla Capriccio Sangria, in realtà, è solamente l’ultima di una lunga serie di notizie false che sostengono come diversi alimenti siano stati contaminati dal virus dell’HIV. Queste voci non portano mai alcuna prova, però, della capacità di tale virus di sopravvivere in questo tipo di ambiente sufficientemente a lungo per poter rappresentare un pericolo a tutti gli effetti per gli inconsapevoli consumatori.

Secondo l’OMS, tra l’altro, l’HIV non può essere trasmesso tramite l’acqua o il cibo, semplicemente perché non vive molto a lungo al di fuori del corpo umano.

 

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DISINFORMAZIONE Migliaia di tedeschi protestano contro il caro benzina (Foto)

Una foto mostra migliaia e migliaia di tedeschi che lasciano le proprie automobili per inscenare una protesta contro i prezzi altissimi che ha raggiunto la benzina.

Ebbene, in realtà la foto che non ha alcuna attinenza con quanto riportato nella didascalia.

Tale foto ha ricevuto un gran numero di condivisioni sui social media con un testo che indica come sia in atto una protesta di milioni di tedeschi che hanno abbandonato in strada le loro macchine per protestare nei confronti del rincaro dei prezzi del carburante.

Ad ogni modo, si può notare molto facilmente dall’immagine come le persone sembrano più asiatiche che tedesche. Tra l’altro, in Germania non si ricordano nel corso degli ultimi anni proteste così eclatanti contro i prezzi del carburante o per altri motivi.

La foto in questione, in realtà, si riferisce ad un enorme ingorgo di traffico che è durato per svariati giorni in Cina: con ogni probabilità si tratta di una coda chilometrica di auto in una particolare porzione della China National Highway 110, risalente all’agosto del 2010.

Queste congestioni e blocchi del traffico sono una delle problematiche avvertite più di frequente sul territorio cinese. Inoltre, i lavori per la realizzazione di una parte della superstrada Pechino-Tibet hanno inevitabilmente portato un traffico ancora maggiore sulla National Expressway 110, che in pratica si sviluppa in modo parallelo.

Diverse fonti attribuiscono tale immagine ad una congestione di traffico verificatasi per via delle feste nazionali del 2015 in Cina, ma in realtà la foto pare essere molto più vecchia.

Il 20 novembre 2017 ci eravamo occupati della versione italiana della didascalia di questa foto, di cui ha riportato riferimenti anche Snopes.

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BUFALA L’acqua di cocco è un sostituto endovenoso del plasma sanguigno

L’acqua di cocco si può sfruttare come vero e proprio sostituto endovenoso del plasma sanguigno.

Si tratta di una bufala di cui si è occupata anche la redazione di Snopes, non credeteci!

Se da una parte l’acqua di cocco è stata proclamata, nel corso del XXI secolo, come bevanda salutare, c’è da dire che le sue proprietà dal punto di vista medico sono legate ad affermazioni e aneddoti che si riferiscono a parecchi decenni prima.

Per decenni, giusto per fare un esempio, sono stati tramandati racconti (non provati) secondo cui, durante la seconda guerra mondiale, le truppe britanniche e giapponesi sfruttavano il liquido, subito dopo averlo ricavato da una noce di cocco, per la somministrazione di cure endovenose di emergenza alle loro truppe.

Più di recente, nel 2002, venne pubblicata una storia secondo cui l’acqua di cocco veniva ribattezzato il “fluido della vita”, in cui si affermava che poteva essere impiegato come vero e proprio sostituto del plasma sanguigno dal momento che è sterile, non presenta al suo interno pirogeni e non produce calore, così come non va a distruggere le cellule del sangue. Diversi siti web dedicati al benessere e alla salute, come Listverse e Body Ecology, hanno sostenuto tali affermazioni.

L’affermazione è emersa anche all’interno di un post umoristico legato ai vampiri vegani che circolavano sul web.

Secondo George Yaghmour, un medico autorizzato che lavora presso la Keck School of Medicine della University of Southern California, le conseguenze di un tale uso dell’acqua di cocco non sarebbero per nulla simpatiche. Infatti, l’acqua di cocco non va ad imitare il plasma extracellulare, quanto in realtà i fluidi intracellulari.

Nel corso dei periodi di crisi come gravi guerre o epidemie, l’acqua di cocco poteva essere certamente servita come alternativa per il personale medico per poter guadagnare tempo con la cura. In realtà, però, i livelli di acidità, ipotonia e potassio non fanno dell’acqua di cocco la soluzione perfetta per la rianimazione.

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NOTIZIA VERA E PRECISAZIONI Orrore a Roma: immigrati a bordo di Panda rossa rapiscono donna e la stuprano tutta la notte. Boldrini dove sei?

Un articolo pubblicato il 19 maggio 2018 dal sito Tg Quotidiano – che non è una testata ufficiale – racconta una notte d’orrore consumatasi a Roma ai danni di una donna di 44 anni, sequestrata e stuprata da un gruppo di uomini a bordo di una panda rossa:

Due stranieri hanno costretto la 44enne a salire su una Panda rossa e l’hanno pestata e violentata per tutta la notte

Stava aspettando il bus notturno alla fermata di Rebibbia, come sempre dopo il lavoro. Ma due stranieri l’hanno avvicinata con la scusa di chiedere informazioni, le hanno puntato un coltello addosso e l’hanno costretta a salire su una Panda rossa. Poi hanno abusato di lei ripetutamente e infine l’hanno scaricata in strada.

È la notte di orrore che ha vissuto una 44enne a Roma e che racconta oggi il Messaggero. Attorno all’una di notte, la donna è stata rapita da due uomini – ora ricercati – che l’hanno portata sotto un cavalcavia in una zona isolata non lontana dal casello dell’A1 a Guidonia. Qui – racconta la vittima – c’erano altri due stranieri ad aspettarli. I quattro l’hanno presa a morsi, picchiata e minacciata con un coccio di bottiglia. Poi a turno l’hanno violentata brutalmente, per poi lasciala in strada.

A chiamare i soccorsi è stata proprio lei, ancora scossa. Al 113 ha raccontato l’orrore subìto. Li ha descritti come indiani, sui 30 anni. Uno di loro, il primo che l’ha approcciata, pare fosse sotto effetto di alcool o droga. “Avevo paura che mi avrebbero ammazzata”, ha raccontato la donna ai soccoritori.

Nel ricordare agli autori di TG Quotidiano – e ai loro lettori – che Laura Boldrini non è più Presidente della Camera, partiamo con la precisazione che la foto usata come copertina è fuorviante, perché come riporta Il Messaggero, fonte citata nella notizia:

Era sola e l’autobus non passava. Invece è spuntata una Panda rossa con due indiani a bordo.

La nostra precisazione non intende creare delle attenuanti, perché la brutalità di uno strupro di gruppo è un atto feroce. Quando accadono fatti del genere, però, creare della disinformazione solo per attirare qualche click in più è un atteggiamento triste e da mendicanti del web. Doppia disinformazione, dunque: citare la Boldrini nel titolo e apporre un africano in copertina, mentre la Boldrini non è più Presidente e gli aguzzini della povera donna erano indiani, è una disperata mossa per attirare lettori.

Man in Sports Car Blowing Kisses — Image by © Jason Horowitz/Corbis

Come riporta Il Messaggero con la conferma de Il Tempo Roma Today, la donna – 43 anni, con la passione per il cinema – nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 maggio si trovava in attesa del bus notturno di Rebibbia, sulla via Tiburtina, all’1 circa. In quel momento è arrivata una panda rossa al bordo della quale vi erano due uomini di origine indiana – bengalese, scrive Il Tempo – e dopo diversi tentativi di attaccare bottone le è stato offerto un passaggio. Al suo rifiuto, la donna è stata costretta a salire a bordo dell’auto e condotta fino al ridosso del casello A1 di Guidonia, dove ad attendere il gruppo c’erano altri due uomini.

La vittima è stata violentata e picchiata ripetutamente da due di essi, mentre i restanti la tenevano ferma.

Terminate le torture e le violenze, la donna è stata abbandonata in via di Tor Mastorta ed è riuscita ad allertare il 113. La procura di Tivoli ha avviato le indagini e sta analizzando tutte le immagini delle videocamere presenti lungo il tragitto dell’orrore. Il procuratore Francesco Menditto ha riferito che «Il quadro di quanto accaduto è completo» e, secondo gli organi di stampa, i quattro uomini avrebbero le ore contate.

Secondo Il Giornale, infine, le indagini si sarebbero strette intorno all’uomo definito a capo del branco. Il titolo riporta: “Aveva occhi come Satana”. Trovato il capobranco bengalese dello stupro di Guidonia, ma in realtà non esiste ancora né un volto né un nome. Si legge, inoltre, che la vittima ha riferito di aver visto i suoi aguzzini maneggiare un telefonino sia per riprendere lo scempio, sia per mostrarle filmati di altre violenze sessuali. Si indaga, dunque, per stupro di gruppo, sequestro di persona e per altri episodi precedenti alla vicenda rimasti sicuramente impuniti.

Il teatro della violenza / Il Giornale

La notizia, dunque, è vera e le indagini per la cattura dei 4 uomini sono ancora in corso. È fuorviante e illogico, però, citare la Boldrini nel titolo e apporre la foto di un africano in copertina.

Il sindaco di Guidonia Montecelio, Michel Barbet, ha espresso solidarietà alla donna in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook il 19 maggio:

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BUFALA Eddie Murphy è morto in un incidente d’auto

Una notizia sta nuovamente prendendo piede sul web: l’attore Eddie Murphy sarebbe morto in un incidente d’auto pochi giorni fa.

Ebbene, si tratta di una clamorosa bufala, anche di cattivo gusto.

Subito dopo la scomparsa, verificatasi nell’aprile dello scorso anno, di Charlie Murphy, fratello di Eddie Murphy, un articolo ha cominciato a diventare virale sui social media, riportando come quest’ultimo fosse morto in un incidente stradale.

Per ora non si capisce ancora il motivo per cui tale post, che tra l’altro è stato pubblicato ben tre anni fa, nel 2015, è diventato così popolare solo ora. Con ogni probabilità, tra l’altro, il fatto che sia scomparso il fratello di Eddie Murphy ha senz’altro generato un po’ di confusione negli utenti sul web. Un attore di Bollywood denominato Rishi Kapoor avrebbe anche diffuso un post per errore su Twitter relativo proprio alla morte di Eddie Murphy, anche se ha poi prontamente provveduto a cancellare il tweet.

Il reclamo in questione è stato diffuso da Linkbeef. Si tratta di un fornitore di notizie false e bufale relative alla scomparsa di personaggi famosi e celebrità. Tra le altre notizie false che vennero pubblicate da parte di Linkbeef comprendevano un reclamo secondo il quale un membro di una banda sarebbe morto dopo aver placcato d’oro i suoi organi genitali. Tra le altre bufale anche quella di un bambino che è stato cresciuto in laboratorio e clonato, senza dimenticare il pilota del volo Malaysia Airlines 370, che venne trovato vivo, oppure un uomo benestante che stava provando a reclutare un gran numero di donne per diventare le future madri dei suoi figli. Oppure un’altra bufala relativa alla morte del famoso attore comico Adam Sandler.

 

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