BUFALA Sesso a via Baldo degli Ubaldi – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un video piccante. Una coppia che fa sesso in stazione, col solito commento indinniato e indinniante in un linguaggio semplice ed accattivante, non scevro di errori, non privo di mistificazioni evidenti (archiviato qui)

Via Baldo degli Ubbaldi regà! Guardate, a viabbaldo degli Ubbaldi sto! (sic!) Por*od**o! Para, por*od**io! Varda che robba! Via Baldo degli Ubaldi! Mannaggia, Ma*on*a, la dai la machinata che fila! Ragà, eccolo regà, por*od**o, para! PAra, por*od**io! Varda! Eheh, eheh! Mannaggia la ma*onna aho! Varda che robba aho! Viabbaldo degli Ubbaldi, por*o**io la cicciaella, varda che robba! Mannaggia Cristoforo Colombo! Ecco lo vedi? Varda che robba aho!

E trattasi di una bufala: è infatti evidente da un’analisi anche cursoria del video, che non riportiamo in integrale che non si tratta né della stazione metro di Baldo degli Ubaldi, né dell’omonima via.

Il video, attenzione, contenuto a luci rosse, è stato ridoppiato è prelevato di peso da un account Twitter dove viene descritto come un evento accaduto in Nigeria nel maggio 2018, del quale parlò la blogosfera locale.

Del resto, basta notare le insegne evidentemente in lingua inglese e l’assoluta mancanza di corrispondenza tra la topografia del luogo e quella di Baldo degli Ubaldi.

Uso creativo del turpiloquio a parte, possiamo quindi archiviare definitivamente il filmato alla lettera B: B come bufala.

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NOTIZIA VERA Censimento ROM, Mentana dimostra a Salvini perché non si può fare

Si parla tantissimo in queste ore a proposito del censimento rom, dopo la proposta di Salvini di “schedare” questa particolare categoria qui in Italia al fine di favorirne l’identificazione e di aumentare a suo modo di vedere gli standard di sicurezza nel nostro Paese. Immediatamente, sui social, sono scattate le riflessioni da parte di coloro che si sono interrogati sulla fattibilità dell’eventuale operazione, ma soprattutto sul fatto che una mossa del genere si possa ritenere in linea con quanto dichiarato all’interno della Costituzione.

Ecco dunque arrivare immediata la replica da parte di Enrico Mentana. Il noto volto di LA 7, infatti, ha deciso di sbilanciarsi in modo deciso sulla questione del censimento rom, dicendo la sua all’interno della propria pagina Facebook con un lungo post. Come al solito, il discorso risulta argomentato e dettagliato, provando ad approfondire alcune disposizioni legislative entrate in vigore 80 anni fa con il caso degli ebrei tristemente noto.

Insomma, ognuno può maturare l’opinione che ritiene più giusta per quanto concerne la delicata questione del censimento rom, ma una riflessione attenta sulle obiezioni di Enrico Mentana alle recenti dichiarazioni di Salvini è come non mai necessaria. Di sicuro questa presa di posizione alimenterà le discussioni a distanza tra chi è favorevole alla proposta del leader della Lega, e chi invece dopo il caso Aquarius ha maturato idee diametralmente opposte.

Di sicuro l’argomento è controverso, presenta non poche sfaccettature e richiede un profondo studio della materia prima di esporsi pubblicamente, evitando in questo modo di alimentare tensioni e disinformazione. La sensazione è che nelle prossime settimane si parlerà ancora parecchio di censimento rom considerando questi presupposti.

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BUFALA E ACCHIAPPALIKE Vladimir Putin su Matteo Salvini e le ONG (video)

La pagina Facebook Noi con Salvini ha pubblicato un video che mostra il presidente russo Vladimir Putin durante un’intervista. Secondo i sottotitoli, Putin si esprime circa le decisioni del Ministro dell’Interno Matteo Salvini e sulle ONG:

 

Putin – sempre secondo i sottotitoli – dissente dalle misure adottare dal Vicepremier e sensibilizza sul dispendio di vite umane, parlando dell’Italia come il Paese in cui non si piegano più schiene sotto il sole, per qualsiasi retribuzione. Per chiudere la sua intervista, afferma:

Qui in Russia non abbiamo mai avuto di questi problemi. Qui c’è gente che ha voglia di lavorare.

L’intervista pubblicata da Noi con Salvini è un falso messo in rete per raccogliere un certo numero di condivisioni, sfruttando il topic del #PutinCheDiceCose e del tema di questi giorni, che interessa la nave Aquarius e la politica di Matteo Salvini su ONG e porti.

Un nostro lettore, infatti, ci fa notare che esiste un video pubblicato dal canale YouTube PandoraTV con traduzione simultanea fuori campo in italiano, con data 13 ottobre 2015:

Si tratta, in realtà, di un’intervista rilasciata dal Presidente Putin al giornalista Vladimir Solovyov l’11 ottobre 2015 (dunque ben prima dei fatti dell’Aquarius e del governo Conte) a Sochi. Nella descrizione del video leggiamo:

In questa intervista rilasciata a Sochi, Putin svela alcuni retroscena dell’intervento russo in Siria e descrive la sua visione dello scacchiere mediorientale. Si sofferma poi sulla sua linea di politica estera e sulle condizioni dell’economia russa.

Come i lettori potranno notare, l’intervista si estende per circa 20 minuti, dunque gli amministratori della pagina Noi con Salvini hanno compiuto un’opera e di decontestualizzazione (estrapolando solo i primi 3 minuti) e di disinformazione, sostituendo con sottotitoli in italiano inventati alle parole realmente pronunciate dal leader russo. Ricordiamo, inoltre, che PandoraTV è una community di giornalismo partecipativo creata soprattutto per monitorare le notizie pubblicate da RT News – la rete televisiva del Governo Russo – e da Russia Today. Per confermare quanto tradotto da PandoraTV esiste il video ufficiale della stessa intervista, pubblicato l’11 ottobre 2015 sul canale YouTube Ruptly, un distaccamento della rete RT con sede a Berlino:

Titolo e descrizione, ancora, confermano che Putin stesse parlando dell’intervento anti-terrorismo della Russia in Siria. È matematicamente e logicamente impossibile che il presidente Russo, nel 2015, si stesse occupando della politica di Salvini, dell’Aquarius e delle ONG. Per questo parliamo di bufala acchiappalike. La logica e la matematica, specie in questi casi, non possono essere un’opinione.

Tranne se, dopo tutte le qualità da supereroe attribuite dai viralizzatori a Putin, gli si vuole riconoscere il potere di viaggiare nel tempo.

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NOTIZIA VERA E PRECISAZIONI Greenpeace ha attivato il servizio Plastic Radar

Nelle ultime ore sta circolando una Catena di Sant’Antonio che informa sull’attivazione del servizio Plastic Radar da parte di Greenpeace:

Ciao a tutti vi informo che Greenpeace ha attivato il servizio Plastic Radar: quest’estate potremo contattare su Whatsapp il numero +39 342 3711267 per segnalare la presenza di plastica sulla spiaggia, sui fondali o che galleggia sulla superficie del mare, mandando una foto in cui si veda la marca dell’azienda produttrice e condividendo la posizione! AIUTIAMO L’AMBIENTE!!! COMBATTIAMO IL DISIMPEGNO E L’IRRESPONSABILITÀ!!!

Se potete inoltrate questo messaggio, facendolo diventare una catena, forse una delle pochissime catene utili e sensate… infatti, se non lo mandate a 7 persone o scemenze del genere, non succederà niente, semplicemente meno persone saranno a conoscenza di quest’opportunità per collaborare con Greenpeace in modo semplice e gratuito…

In passato avevamo pubblicato una guida utile sulle iniziative da condividere anche senza ricorrere alle Catene di Sant’Antonio. Vi ricordiamo, prima di procedere alla nostra analisi, che le suddette catene possono snervare il vostro interlocutore e dunque, paradossalmente, non conoscere diffusione.

Tuttavia, la notizia della nascita del progetto Plastic Radar di Greenpeace è vera ed è riportata sul sito ufficiale dell’associazione in un comunicato pubblicato il 1° giugno 2018:

Greenpeace lancia oggi Plastic Radar, un servizio per segnalare la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie dei mari italiani. È possibile partecipare all’iniziativa utilizzando la più comune applicazione di messaggistica istantanea, Whatsapp, inviando le segnalazioni al numero di Greenpeace +39 342 3711267.

Come si evince, Greenpeace non richiede di creare una catena di Sant’Antonio. In ogni caso, Greenpeace spiega:

L’iniziativa è alla portata di tutti, basta avere un telefono cellulare su cui sia installata l’applicazione Whatsapp e, una volta ritrovato un rifiuto in plastica sulle spiagge, sui fondali o sulla superficie dei mari italiani, segnalarlo al numero di Greenpeace +39 342 3711267 tramite l’applicazione. Per effettuare una segnalazione sarà necessario scattare una foto del rifiuto e, se possibile, fare in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica di cui è costituito. Successivamente va inviata a Greenpeace, insieme alle coordinate geografiche del luogo dove è stato individuato il rifiuto. Ogni segnalazione viene elaborata da Greenpeace e i dati relativi a tipo di rifiuto e posizione saranno disponibili in forma aggregata – nell’arco di 24-48 ore – sul sito plasticradar.greenpeace.it

Esiste, dunque, una sezione ufficiale dell’iniziativa sul sito di Greenpeace (a questo indirizzo), con un video promozionale:

Iniziativa e numero di telefono, dunque, corrispondono al vero e questa volta una Catena di Sant’Antonio dice cose vere. Greenpeace ha lanciato la campagna Plastic Radar per combattere l’abbandono di rifiuti di plastica nelle spiagge.

 

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GUIDA UTILE Protezione umanitaria, questa sconosciuta

Ci capita molto spesso di imbatterci tra i commenti in utenti rissosi e poco cortesi che, come un disco rotto graffiato dalla disinformazione ripetono concetti desueti come

Se nn scappano dalle guerre allora devono essere rimpatriati.

Insomma, la improbabile teoria secondo cui, essendo gli stati di provenienza non attinti da un conflitto riconosciuto, lo status di profugo ed il programma di protezione umanitaria non dovrebbero applicarsi. Ciò è una interpretazione imperfetta e pertanto inapplicabile al caso di specie della normativa richiamata. Volendo risparmiare ai lettori una secca lettura del testo normativo, ed al contempo volendo evitare di surrogarmi ad una Lectio Magistralis sul D.Lgs. n. 286/98, lo scrivente vi indicherà un perito commento da cui trarre indicazioni:

La protezione umanitaria é una forma di protezione (non internazionale) diversa rispetto allo status di rifugiato e allo status di protezione sussidiaria, e infatti è disciplinata dal Testo Unico sull’immigrazione e richiamata dal cosiddetto Decreto procedure ai fini della sua applicazione nell’ambito della procedura di asilo. Detta forma di protezione è riconosciuta al richiedente protezione internazionale quando la Commissione Territoriale, pur non accertando la sussistenza di esigenze di protezione internazionale, ritiene che esistano seri motivi di carattere umanitario che giustificano la permanenza del richiedente sul territorio nazionale: “Nei casi in cui non accolga la domanda di protezione internazionale e ritenga che possano sussistere gravi motivi di carattere umanitario, la Commissione trasmette gli atti al Questore per l’eventuale rilascio del permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 5, c. 6, del D.Lgs. n. 286/98” (art. 32 D.Lgs. 25/08).

 Il riconoscimento della protezione umanitaria comporta il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari da parte della Questura competente per territorio.
L’art. 5, c. 6, del D.Lgs. n. 286/98, che appunto disciplina l’ipotesi della sussistenza di esigenze di protezione umanitaria, prevede che “Il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno possono essere altresì adottati sulla base di convenzioni o accordi internazionali, resi esecutivi in Italia, quando lo straniero non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli Stati contraenti, salvo che ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano” (art. 5 comma 6 D.Lgs. 286/98).
Quindi ogni eccezione che d’ora in poi leggerete sul presunto stato di “profughi” dei migranti additata per stabilire una presunta “illegittimità” della loro posizione è inapplicabile e deprecata. Lo status di rifugiato non sarebbe comunque condizione necessaria e sufficiente per l’applicazione della protezione umanitaria.Sulla protezione umanitaria apprendiamo:

La disposizione normativa non enuncia in via esemplificativa quali debbano essere considerati i seri motivi, pertanto, è suscettibile di ampia interpretazione, e possono esservi ricondotti i bisogni di protezione a causa di particolari condizioni di vulnerabilità dei soggetti, quali per esempio motivi di salute o di età, ma anche una grave instabilità politica del paese di origine, episodi di violenza o insufficiente rispetto dei diritti umani verificatesi nello stato di provenienza, carestie, disastri naturali o ambientali ecc., ecc.

Le disposizioni in materia di protezione umanitaria previste dall’ordinamento interno possono peraltro trovare applicazione anche laddove nei confronti della persona interessata sussista comunque un concreto pericolo di essere sottoposto a torture e/o a pene o trattamenti inumani e/o degradanti in caso di rientro nel Paese d’origine (art. 3 Convenzione europea dei diritti dell’uomo).
Infatti:
La normativa italiana non definisce in termini univoci quali siano le esigenze di protezione umanitaria di un individuo: l’art. 5, co. 6 del D.Lgs. n. 286/98 adotta una previsione di carattere generale che consente la tutela di una vasta categoria di fattispecie soggettive, non riconducibili alla protezione internazionale. Riferimenti normativi si rintracciano nella Direttiva. 2005/85/CE nel D.Lgs. 25/08 e nel D.Lgs. 286/98.
In nessuna parte della citata normativa, pertanto, si parla di “migranti provenienti da un paese in guerra”, bensì vengono elencati alcuni casi, come elenco esemplificativo ma non tassativo.È evidente a chiunque la grave condizione di instabilità, rischio sociale e sanitario, povertà e carestia dei paesi interessati, quindi la presunta assenza di basi del provvedimento di protezione umanitaria è, a sua volta, infondata.
Ad abundantiam, ricorda lo scrivente che anche la concessione dello status di rifiugiato può essere subordinata a requisiti diversi dallo stato di guerra del paese di provenienzapreferendo il legislatore adottare il più neutro termine di “persecuzione”, precisato in:

Possono richiedere asilo coloro che non possono o non vogliono tornare nel loro Paese perché temono persecuzioni. Per richiedere il riconoscimento dello “status di rifugiato” è necessario presentare una domanda motivata e, nei limiti del possibile documentata, con l’indicazione delle persecuzioni subite e delle possibili ritorsioni in caso di rientro nel proprio Paese.

Il termine “persecuzione” non è definito nella convenzione di Ginevra. Il manuale dell’Unchr del 1992 chiarisce che “dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951 si può dedurre che costituisce persecuzione ogni minaccia alla vita o alla libertà”.

ATTI DI PERSECUZIONE (AI SENSI DELL’ARTICOLO 1A DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA RELATIVA ALLO STATUS DEI RIFUGIATI)

  • atti sufficientemente gravi, per loro natura o frequenza, da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali, in particolare dei diritti per cui qualsiasi deroga è esclusa a norma dell’articolo 15, paragrafo 2, della convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
  • quando la somma di diverse misure – tra cui violazioni dei diritti umani – ha un impatto sufficientemente grave sulla persona

ESEMPI DI COMPORTAMENTI PERSECUTORI

  • atti di violenza fisica o psichica, compresa la violenza sessuale
  • provvedimenti legislativi, amministrativi, di polizia eo giudiziari, discriminatori per loro stessa natura o attuati in modo discriminatorio
  • azioni giudiziarie o sanzioni penali sproporzionate o discriminatorie
  • rifiuto di accesso ai mezzi di ricorso giuridici e conseguente sanzione sproporzionata e discriminatoria
  • azioni giudiziarie o sanzioni penali come conseguenza del rifiuto di prestare servizio militare in un conflitto, quando questo comporterebbe la commissione di crimini o reati
  • atti specificamente diretti contro un sesso o contro l’infanzia

In ogni caso, sia in Italia che nel resto di Europa parlare di “immigrati che se non fuggono dalla guerra vanno rimpatriati” sta commettendo una intollerabile levità.

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BUFALA Nessuno proveniva da paesi in guerra , dunque nessuno ha lo status di rifugiato #stopfintiprofughi – bufale.net

Il martirio dei profughi dell’Aquarius non finirà mai: finito il drammatico viaggio per mare, comincia la tortura dei mille tagli della disinformazione seriale, con perverse gare a svilire la solidarietà, umiliare la carità e occultare la corretta informazione.

Un profilo pubblico cui non gradiamo dare visibilità ci mostra questo meme indinniato ed indinniante

Accertamenti da parte delle autorità portuali spagnole . Nessuno proveniva da paesi in guerra , dunque nessuno ha lo status di rifugiato . Risultato ? A tutti è stato dato un visto. #accoglienzaveriprofughi #stopfintiprofughi

Meme, naturalmente, assolutamente privo di fonti e con un Renzi buttato a casaccio perché, evidentemente, per molti la campagna elettorale non è mai finita.

Ma davvero? Scusate, vi abbiamo detto solo ieri che, e ci ripetiamo per i meno attenti che evidentemente affollano le nostre file come

Scopriamo infatti da AFP che

La situazione dei migranti dell’Aquarius deve ora essere esaminata caso per caso dalle autorità spagnole.

Ogni migrante “saprà se ha lo status di rifugiato o se è un migrante economico” ma anche “se è colpevole di determinati reati che lo rendono soggetto all’espulsione”, ha detto venerdì il portavoce del Governo, Isabel Celaa.

Parigi ha già accettato di ospitare una parte, e l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati ha dichiarato ad AFP di essere pronto “ad inviare entro l’inizio della settimana (a Valencia) personale in grado di assicurarsi di chi rientri sotto beneficio del diritto d’asilo”.

L’offerta di Parigi è stata accolta dal capo del governo spagnolo, per il quale “dimostra che è in questo quadro di cooperazione che l’Europa deve dare una risposta, in uno spirito di solidarietà europea dal contenuto reale”.

Possibile che nell’universo parallelo del nostro viralizzatore in poche ore passi il tempo necessario per le immagini, il personale parigino atteso per l’inizio della settimana si sia presentato ancora prima che la settimana iniziasse e le necessarie valutazioni siano state compiute?

Assolutamente impossibile, anzi, invitiamo eventuali soggetti dalle capacità profetiche pronte a vaticinare il futuro di darci due dritte su chi vincerà i Mondiali di Calcio 2018, consentendoci così un empio giro di scommesse.

Celia a parte, siamo di fronte al famoso punto debole dell’indinniato speciale: basta scrivere qualsiasi cosa in tutto maiuscolo su una foto perché la Folla Manzoniana 2.0 creda acriticamente nell’impossibile.

5.360 condivisioni crescenti di una bufala, non si spiegano altrimenti.

Ora voi ci chiederete: ma quanto tempo ci vorrà per queste valutazioni?

Ad esempio, almeno 45 giorni, nei quali i profughi della Aquarius resteranno stabilmente in Spagna preparando i necessari incartamenti, nonché eventuali ricorsi ed ogni tutela necessaria.

La fonte che scommetto qualcuno ci chiederà ossessivamente incapace di credere che un meme brutto ed anonimo postato da un perfetto sconosciuto su Internet possa avergli mentito, ci deriva da El Pais, ma noi generosamente tradurremo per i meno versati nella lingua di Albione

The 630 migrants who were rescued by the humanitarian ship Aquarius and turned away by Italy and Malta have been granted special permission to stay in Spain for 45 days. The news comes after the immigrants arrived in Valencia on Sunday on three vessels after an arduous eight-day journey at sea.

I 630 immigrati salvati dalla nave umanitaria Aquarius e scacciati dall’Italia e da Malta hanno ottenuto un permesso speciale per restare in Spagna per 45 giorni. La notizia arriva dopo l’arrivo, questa domenica, degli immigrati a Valencia dopo un tortuoso viaggio di otto giorni in mare.

Under Spanish law, people who are caught trying to enter the country illegally are considered irregular migrants and subject to deportation. Some are detained at migrant holding centers (CIEs) for a maximum of 60 days and then released if the repatriation orders have not been processed, while Moroccans and Algerians are deported immediately by virtue of bilateral agreements with those countries.

Secondo la legge spagnola, le persone che entrano illegalmente nel territorio sono considerate migranti irregolari e deportato. Alcune sono detenute nei CIE fino a 60 giorni e poi rilasciate se le richieste di rimpatrio non sono state valutate, mentre Marocchini ed Algerini vengono deportati immediatamente a cagione di accordi bilaterali con quei paesi.

[…]

But the people aboard the Aquarius are not considered irregular migrants, as they are in Spain on an official invitation from the government for humanitarian reasons. They will receive a 45-day residency permit, after which the law will consider each individual’s case. All 630 of them are entitled to request asylum.

Ma le persone a bordo dell’Aquarius non sono considerate immigrati irregolari, poiché sono in Spagna per invito ufficiale del governo per ragioni umanitarie. Riceveranno un permesso di residenza di 45 giorni, al termine dei quali la legge considererà individualmente ogni caso. Tutti e 630 hanno i requisiti per richiedere asilo.

Vi abbiamo anche messo la parte rilevante in grassetto: non penso abbiate più scuse per rivolgervi alla disinformazione.

E potete diffidare, anzi segnalare come fake news, bloccare, bannare e cancellare chiunque vi dica di avere notizie sulle richieste di asilo prima dei 45 giorni indicati.

Perché con la verità non si transige.

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ALLARMISMO BUFALA “Hanno comprato dei bocconcini da uno che faceva le mozzarelle, la bambina aveva la SEU” – bufale.net

Ogni volta che un fatto di cronaca colpisce l’attenzione, arrivano le catene virali di S.Antonio a mezzo WhatsApp.

Esiste una struttura base usata da molte di queste creazioni, in cui ci siamo più volte imbattuti: un abuso del servizio di messaggistica audio porta una voce anonima, perlopiù femminile, con una cadenza amichevole e sovente legata al vernacolo locale, lanciare in scioltezza gravi accuse verso enti o persone della comunità locale, confidando nell’anonimato e richiedendo la massima condivisione.

In questo caso, il testo è una libera reintrepretazione della triste morte della piccola bambina di Foggia a causa della Sindrome Emolitico-Uremica (forma tipica) di cui abbiamo parlato proprio recentemente

Hanno comprato dei bocconcini, stavo dicendo, la bambina ne ha mangiati due. Tornati a casa, giorno dopo la bambina ha cominciato a stare male, l’hanno portata all’ospedale, il pronto soccorso l’ha mandata in pediatria, in pediatria hanno detto che aveva una gastroenterite emorraggicca (sic!), praticamente “Ci facciamo la flebo e te ne vai a casa”, però la bambina mentre stava là si è sentita male, l’hanno dovuta trasportare in rianimazione e dopo nemmeno mezz’ora è partita con l’elicottero per Bari, dove hanno appurato che la bambina aveva la SEU. Questo pezzo di mer*a di M****** di L***** acquistava il latte all’estero, non pastorizzato, perché lo pagava una stron*ata, e faceva le mozzarelle. Quindi vi voglio avvisare, visto che questo cornuto vende anche anche a Foggia, non comprate mozzarelle di marca L********* di M***** di L*****

L’appello, che a tratti per contenuti e cadenza ricorda le invettive ricevute da Rocco Tanica, tastierista di Elio e le Storie Tese da una misteriosa e vendicativa figura nota come la “Nasty Sciura”, ha avuto grande diffusione.

Cosa c’è di vero? Ben poco, oseremmo dire. Ci sono stati segnalati altri messaggi WhatsApp che, giustamente, invitano a limitare la condivisione.

È infatti vero che sono stati effettuati controlli presso le industrie alimentari che usano prodotti facilmente deperibili, ma anche nell’acqua di mare dello stabilimento frequentato dalla piccola ed in ogni altro luogo possibile, ma, al momento, non è stato individuato alcun focolaio, tampoco relativo alla ditta descritta chiaramente dalla voce anonima.

Ditta che, ricordiamo, è stata informata della grave diffamazione a suo danno e quindi potrà prendere tutti i provvedimenti del caso.

La mente corre ad una simile bufala, diffusa esattamente un anno fa, laddove l’untore fu “individuato” nei gelatai artigianali di una cittadina pugliese e l’appello fu diffuso usando il nome ed i recapiti di un medico pediatra che fu costretto, anche in questo caso, a sporgere immediatamente denuncia per arginare la catena.

Vi ricordiamo che, essendo la SEU in forma tipica diffusa da un sierotipo del comune batterio Escherichia Coli, la miglior prevenzione non è l’allarmismo, ma le ordinarie norme igieniche necessarie per evitare l’infezione dallo stesso, è che l’unico stumento efficace per riconoscere casi di contaminazione alimentare è il ricorso alle autorità locali, o al portale del Ministero della Salute.

Di certo non ad anonime catene virali diffamatorie.

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Tutte le fakenews sulla nave Aquarius, tra nostromi, esperti di “cose” e me l’ha detto mio cuggino

Con l’arrivo della nave Aquarius a Valencia si chiude a conti fatti una “dieci giorni” caratterizzata da fake news, personaggi improbabili come il falso Nostromo che ha denunciato i presunti lussi sull’imbarcazione, senza dimenticare le molteplici bufale che hanno investito la figura di Salvini. Insomma, materiale in abbondanza per i cosiddetti “analfabeti funzionali“, sempre pronti a ricondividere sui social qualsiasi genere di notizia pur di affermare le proprie tesi, cercando improbabili conferme prive di ogni fondamento. Godetevi la raccolta che abbiamo scelto per voi.

La prima bufala riguardante la nave Aquarius l’abbiamo riportata ai nostri lettori circa una settimana fa, con un presunto video proveniente dalla stessa imbarcazione in cui si mostravano immigrati costretti a sopravvivere in condizioni tutt’altro che disagiate. Inutile dire che si trattava di un filmato di repertorio proveniente da un’altra nave. Immancabile poi la parentesi dedicata alla Boldrini, che secondo alcuni italiani avrebbe addirittura invocato la Sharia per fermare Salvini ed il suo approccio al problema immigrazione.

La settimana è proseguita con un altro personaggio che su argomenti di pubblico dominio come quello della nave Aquarius fa costantemente la sua apparizione. Stiamo parlando del Papa Bergoglio, il quale avrebbe pensato addirittura ad una scomunica per Salvini. Si arriva poi al video più discusso degli ultimi giorni, quello del falso Nostromo che avrebbe raccontato “tutta la verità” in merito all’esperienza vissuta a bordo dell’imbarcazione. Peccato che si tratti di un noto troll.

Si arriva poi alle fake news delle ultimissime ore, come quella del falso sondaggio di LA 7, con risultati tra le altre cose scontati, fino ad arrivare al rimpatrio di tutti gli immigrati presenti sulla nave Aquarius, con una presunta decisione a sorpresa da parte del governo spagnolo. Insomma, per gli amanti delle bufale, siamo reduci da una decina di giorni in cui si è avuto solo l’imbarazzo della scelta nel ricondividere sui social notizie in realtà totalmente false.

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BUFALA Vignetta shock con la copertina Charlie Hebdo intitolata “Italie merde”

Fa discutere moltissimo in queste ore la vignetta di Charlie Hebdo, che secondo alcune fonti social avrebbe pubblicato una copertina intitolata “Italia merde“. L’iniziativa avrebbe preso spunto dalle recenti decisioni assunte dal nostro governo, in primis da Salvini, con la chiusura dei porti che avrebbe provocato la reazione indignata da parte del resto d’Europa. Si tratta tuttavia di una bufala, che tra le altre cose qualcuno aveva lanciato in Rete già qualche anno fa e che come allora sta vedendo diversi utenti abboccare.

Qual è la ragion d’essere della bufala Charlie Hebdo chiamata “Italie merde”? Probabile che qualche profilo Twitter voglia riattualizzare la polemica a distanza tra parte del popolo italiano ed il resto d’Europa sul tema dell’immigrazione, lasciandoci credere che all’esterno le recenti mosse da parte di Salvini non siano ben viste. Non è un caso che i primi commenti da parte dei creduloni stiano andando proprio in quella direzione come si potrà notare dalla fonte.

 

Ad oggi, come riportato a suo tempo, non si registra la presenta di alcuna vignetta intitolata “Italie merde” nell’archivio di Charlie Hebdo, a differenza di quello che emerge anche attraverso la finta copertina che vi riportiamo di seguito e che a conti fatti

rappresenta il cuore pulsante della bufala che abbiamo pescato per voi oggi.

Charlie Hebdo

L’argomento è piuttosto delicato e noi pensiamo che a stretto giro verranno fuori altre bufale in linea con lo stile della falsa vignetta Charlie Hebdo che sarebbe stata chiamata dai suoi ideatori “Italie merde”. Le strumentalizzazioni politiche generate da non-notizie, sul tema dell’immigrazione, in questo particolare periodo storico sono all’ordine del giorno. Tutto sta nello smentire la fonte tempestivamente.

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ACCHIAPPACLICK Governo spagnolo: “Tutti i migranti della Aquarius saranno rimpatriati !”- la solidarietà era finta – bufale.net

Una delle ricette base della viralità è sempre la stessa: si prende un soggetto molto in voga nell’informazione corrente e gli si mettono in bocca frasi oltraggiose, scandalose o viralizzabili. Così, spacchettando un articolo di tre giorni fa di Libero Quotidiano, TG Quotidiano ci delizia oggi con informazioni non più aggiornate, ma ben viralizzabili

Qualche settimana in Spagna, poi tutti a casa, in Africa. Sarà questo il destino della gran parte dei seicento migranti finiti al centro di un feroce scontro diplomatico fra Roma, Madrid e Parigi. Il governo di Pedro Sánchez – primo ministro dipinto dai giornali italiani come un illuminato filantropo da contrapporre alle barbarie del nuovo esecutivo a trazione leghista – ha confermato che non ci sarà alcun trattamento di favore per i profughi respinti da Malta e Italia. Potranno sbarcare a Valencia, ma dopo verranno seguite le procedure standard. Quelle stesse procedure che hanno reso la penisola iberica uno dei luoghi meno attraenti d’ Europa per le ondate di stranieri che ogni anno attraversano il mare in cerca di fortuna. Alla frontiera con il Marocco, per farla breve, i militari hanno il grilletto facile. Si spara senza troppe discussioni. E chi entra normalmente viene riaccompagnato alla porta in tempi relativamente brevi.

Qualche settimana in Spagna, poi tutti a casa, in Africa. Sarà questo il destino della gran parte dei seicento migranti finiti al centro di un feroce scontro diplomatico fra Roma, Madrid e Parigi. Il governo di Pedro Sánchez – primo ministro dipinto dai giornali italiani come un illuminato filantropo da contrapporre alle barbarie del nuovo esecutivo a trazione leghista – ha confermato che non ci sarà alcun trattamento di favore per i profughi respinti da Malta e Italia. Potranno sbarcare a Valencia, ma dopo verranno seguite le procedure standard. Quelle stesse procedure che hanno reso la penisola iberica uno dei luoghi meno attraenti d’ Europa per le ondate di stranieri che ogni anno attraversano il mare in cerca di fortuna. Alla frontiera con il Marocco, per farla breve, i militari hanno il grilletto facile. Si spara senza troppe discussioni. E chi entra normalmente viene riaccompagnato alla porta in tempi relativamente brevi.

Cosa è rimasto di vero nello stato attuale delle cose? Ben poco.

Scopriamo infatti da AFP che

La situazione dei migranti dell’Aquarius deve ora essere esaminata caso per caso dalle autorità spagnole.

Ogni migrante “saprà se ha lo status di rifugiato o se è un migrante economico” ma anche “se è colpevole di determinati reati che lo rendono soggetto all’espulsione”, ha detto venerdì il portavoce del Governo, Isabel Celaa.

Parigi ha già accettato di ospitare una parte, e l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati ha dichiarato ad AFP di essere pronto “ad inviare entro l’inizio della settimana (a Valencia) personale in grado di assicurarsi di chi rientri sotto beneficio del diritto d’asilo”.

L’offerta di Parigi è stata accolta dal capo del governo spagnolo, per il quale “dimostra che è in questo quadro di cooperazione che l’Europa deve dare una risposta, in uno spirito di solidarietà europea dal contenuto reale”.

Il che, come vedete, è ben diverso da “li rimanderanno indietro”: anzi, allo stato le domande di asilo saranno divise tra Francia e Spagna.

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