COMPLOTTISMO Il ponte Morandi fatto esplodere col tritolo o le armi segrete – bufale.net

Uno degli istinti più crudemente naturali della specie umana è rifiutarsi che esistano l’incidente e la causalità, o anche solo un insieme complesse di cause.

Brutalmente, l’essere umano non si è mai evoluto dalle sue origini naturali, e desidera un nemico da affrontare e sconfiggere, un altra entità di carne ed ossa come lui alla portata della sua vendetta.

Nessuna meraviglia se tra le segnalazioni che ci arrivano, anticipando l’opera degli inquirenti, ci sono screenshot di individui pronti a sentenziare senza ombra di dubbio che

Molti passanti dichiarano .prima del crollo un fulmine.un boato e il crollo . Hanno usato armi a microonde. (sic!)

TRE esplosioni è poi il crollo esplosivo sotto le fondamenta ecco dove è finito il tritolo rubato merde!!!!! (sic!)

Apologhi di incerta grammatica e di bizzarre teorie che anticipano gli inquirenti per ricadere nel complottismo più turpe.

Al momento sappiamo che per il Ponte Morandi, non proprio in perfette condizioni, è aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio plurimo colposo e disastro anch’esso colposo.

Possiamo escludere l’uso di armamenti misteriosi, caposaldo del complottismo mondiale che si riaffaccia di tragedia in tragedia, al quale si applica ogni riflessione che facemmo quando la stessa bufala fu collegata all’incendio di Atene: ammettendo che esista una cospirazione così potente da costruire armi che scatenano incendi a distanza e, per dire, da non inviare una misteriosa squadra di Uomini in Nero coi loro Elicotteri in Nero per far scomparire per nulla le orde di paladini improvvisati in grado di rovinare i loro piani con una semplice connessione ad Internet, ciò non collimerebbe col fatto che le foto usate per denunciare la presenza del misterioso apparecchio, sono del THEL, un’arma laser anti-missilistica dismessa allo stato di prototipo nel 2005 in quanto il prototipo si era dimostrato troppo costoso da gestire e troppo complicato da mantenere operativo.

Se si parla di una classe di armamenti quasi completamente teorica, ci sarà un motivo: al momento la scienza non consente di creare degli specchi ustori sci-fi che creano incendi irrintracciabili da distanze siderali.

Per quanto attiene la versione postuma dell’attentato al tritolo il riferimento all’esplosivo scomparso è relativo ad una quantità di tritolo inizialmente scomparsa e poi recuperata a Grado.

Ovviamente, non possiamo essere di fronte al Tritolo di Shrödinger, contemporaneamente ritrovato ed esploso, ed i lampi e detonazioni sono già stati ampiamente spiegati dall’insistenza di una pioggia battente (da cui i lampeggiamenti), del clangore dei veicoli che sono purtroppo precipitati dal ponte e dalla presenza di una prospicente pompa di benzina.

Possiamo quindi abbandonare le suggestioni della fantascienza e concentrarci sulla realtà dei fatti.

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ACCHIAPPACLICK ”Dai mamma, sbrigati è la vigilia, dobbiamo raggiungere gli zii al mare!” – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti il seguente messaggio virale

”Dai mamma, sbrigati è la vigilia, dobbiamo raggiungere gli zii al mare!”
”Certo amore mio, iniziate a mettere le borse e le valigie in auto con papà,vi raggiungo subito!”
E si parte, con la felicità nel cuore,verso la meta desiderata, in macchina selfie gioiosi, primo giorno di ferie per tutti noi, raggiungiamo gli zii in spiaggia, anche se il tempo e’ molto triste oggi,piove..
Musica a palla, la mamma si sistema il rossetto perché lei va matta per il trucco, papà è finalmente rilassato perché si potrà godere le meritate vacanze e a me,scoppia il cuore di gioia. Ma questo cielo oggi è così triste…vabbè,l’importante è avere la gioia nel cuore! …
La strada verso il mare sembra infinita, oggi c’è molto traffico, ma io sono impaziente di stare con tutti gli zii e i cuginetti. La mia sorellina piccola,ha soli 3 mesi, e’ qui accanto a me, dorme beata..sembra tutto perfetto. Arriva il ponte..io ho paura dei ponti…ma papà mi dice:”stai tranquillo amore mio, chiudi gli occhi e conta fino a 10!”…io gli ho chiusi gli occhi…
non sono arrivato a contare fino a 10….
gli occhi gli ho chiusi per sempre.
Ricordo solo le urla di mamma:”CROLLA TUTTOOOOOOOOOOOOO” e poi il buio,il silenzio,la morte! ..
Era una vigilia di ferragosto come tante altre, era la nostra vigilia, come la vigilia di tante altre persone che,come noi, oggi erano felici e spensierate…ma avremmo dovuto capirlo che il cielo piangeva per noi, egli sapeva che questa felicità sarebbe terminata da li a poco!
Elena 3 mesi, Jacopo 9 anni, Amanda 37,Paolo 40…e avranno questa età per sempre.
Non raggiungeranno più gli zii,in cugini, non andranno più al mare, non saranno più felici perché la loro vita si e’ fermata oggi 14 Agosto 2018 per un maledetto crollo,un ponte di merda! Perché in Italia le infrastrutture sono come castelli di sabbia e non si può morire in questo modo, che questa tragedia tocchi le coscienze di chi ci dovrebbe tutelare e tutelare milioni di automobilisti che viaggiano o percorrono strade per lavoro! Quanti altri morti dobbiamo avere affinché si smuova qualcosa?
Non ci sono parole….
💔
#genova

Problema: secondo il resoconto più aggiornato

Disastro senza precedenti a Genova. Oltre cento metri del ponte Morandi sull’autostrada A10 sono crollati mentre imperversava un temporale. Decine i veicoli coinvolti: l’ultimo bilancio, reso noto dalla regione Liguria, è di 26 morti accertati, di cui “19 al momento identificati; 15 i feriti fra San Martino, Galliera e Villa Scassi, molti in codice rosso”. Tra loro anche un bambino di 10 anni. Ma secondo fonti dei soccorritori le vittime sarebbero 35.

E i nomi non risultano neppure diffusi al momento in cui l’apologo, un paio d’ore dopo la tragedia, è saltato fuori.

Siamo quindi di fronte al’ennesimo caso di pagina dell’Amen che, individuata una tragedia, imbastisce su una storiella viralizzabile di buoni sentimenti ed introduce nomi e situazioni familiari per solleticare le corde dell’empatia.

I casi sono molteplici, anche in passato: la mente corre alla slow dance, una poesia (in fondo neppure brutta) sulla vita che ebbe nuova vita quando fu riviralizzata sostituendo il suo autore con una ragazzina, del tutto inventata, sofferente di cancro che nella nuova lore aveva affidato la poesia ad un famoso oncologo perché lui la distribuisse al popolo della Rete.

Per carità, non siamo qui ad impedire ad un abile scrittore di scrivere fiction, poesie e racconti su una tragedia recenti: ma opiniamo sull’usarli come “testo dell’amen” per sollecitare condivisioni e viralità.

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NOTIZIA VERA Il Municipio di Tel Aviv rende omaggio alle vittime della tragedia di Genova illuminandosi con il tricolore – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un post, temendo sia una delle immancabili bufale che stanno sorgendo sull’argomento

La sorgente di confusione dei segnalatori deriva dal fatto di aver visto una simile serie di immagini sul Twitter dell’Ambasciata di Israele in Italia, legata ai festeggiamenti del 2 Giugno

Ma sarebbe bastata maggiore attenzione, e sarebbe bastato guardare il Twitter dell’Ambasciata proprio in queste ore

Per capire che, a volte, non possiamo che stupirci di come persone pronte a credere all’impossibile improvvisamente diventino dei novelli San Tommaso.

Il gesto fa parte di una prassi per cui Tel Aviv colora il suo municipio con le bandiere delle nazioni che hanno subito una grave tragedia o si stringono intorno ad un momento di ricordo, come accadde durante l’attentato a Westminster.

Una sorta di prassi ripetuta dunque, ma non meno cortese e gentile.

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BUFALA Ecco la foto del Ponte Morandi crollato a Genova risalente ad una settimana fa

Sta girando rapidamente in Rete la foto che ci mostra la presunta situazione del Ponte Morandi crollato a Genova nelle scorse ore. In particolare, una delle tante immagini in questione ci indicherebbe lo stato della struttura risalente ad una settimana fa circa, con un chiaro messaggio per gli utenti. Il pericolo era annunciato, i difetti di manutenzione erano evidenti e la tragedia immane che ha colpito il capoluogo ligure si poteva evitare se tutti avessero fatto il proprio dovere.

Andando più nel dettaglio, la foto riguardante il Ponte Morandi crollato a Genova, con tanto di denuncia da parte del popolo del web, in realtà alimenta disinformazione sulla vicenda e sfocia nel campo delle bufale. L’immagine incriminata, infatti, la trovate qui di seguito, ma in realtà gira in Rete addirittura dal 2011. A svelarla, a suo tempo, è stato il sito ingegneriaedintorni, il cui link ci aiuta a dimostrare che lo stesso scatto sia stato del tutto decontestualizzato per lasciar passare un messaggio non veritiero su quanto accaduto oggi 14 agosto.

A quanto pare, infatti, ci sono in giro fonti che nemmeno al cospetto di decine di morti riescono a limitare la necessità di ottenere un po’ di visibilità sui social, al costo di far passare veritiere delle immagini che invece riguardano ben altre situazioni. Al dì là dei riferimenti temporali del tutto sballati, basta dare uno sguardo alla didascalia della foto per capire che si parla di tutt’altra questione: “Lo scorticamento di una trave del ponte di Ripafratta espone le armature alla corrosione“.

Ponte Morandi crollato

Ponte Morandi crollato

Insomma, attenzione massima alle foto che stanno circolando sui social in merito al Ponte Morandi crollato a Genova, in quanto la bufala è sempre dietro l’angolo e nel corso delle prossime ore potremmo essere costretti a tornare nuovamente sull’argomento, se pensiamo al fatto che altre immagini sono attualmente sotto la nostra lente d’ingrandimento. Restate sintonizzati.

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ANALISI IN CORSO Pasta Barilla con glifosato? Soglie livelli consentiti e marche senza glifosato

Pasta Barilla con glifosato in Italia? Da alcune ore sta circolando sui social una sorta di accusa nei confronti del popolare produttore nostrano, al punto che in tanti si stanno chiedendo quali siano i livelli consentiti per legge (intesi sia dal punto di vista della Costituzione italiana, sia per quanto concerne i paletti imposti dagli enti internazionali dediti alla salute delle persone), senza dimenticare l’elenco delle marche di pasta che non usano glifosato. Ecco perché oggi 14 agosto abbiamo raccolto per voi una serie d’informazioni preliminari a partire dalle quali è giusto che ognuno tragga le conclusioni più opportune.

In primo luogo, ad oggi acquistiamo pasta Barilla con glifosato? Secondo uno studio di Report sì, come riportato da Next Quotidiano che ha condotto un’indagine in merito. Ci sono però due importanti elementi da dover considerare, stando anche a quanto pubblicato dalla fonte in questione. In primis, che nel 2015 c’è stato un importante aggiornamento del profilo tossicologico del Glifosato da parte dell’EFSA, con cui è stato stabilito che una “dose acuta di riferimento (DAR) [ovvero al giorno NdR] per il glifosato sia pari a 0,5 mg per kg di peso corporeo”. Insomma, restando al dì sotto di questi valori, “è improbabile che il glifosato sia genotossico (cioè che danneggi il DNA) o che rappresenti una minaccia di cancro per l’uomo”.

“Lo stesso test di Report individua come la presenza di glifosato nella pasta italiana non solo sia al di sotto dei limiti di legge ma sia anche inferiore alla dose massima individuata dall’EFSA. Tutto bene? No perché la tesi è quella che bisogna consumare solo grano italiano perché “è più sicuro”. Ci sono però diversi problemi, perché per produrre la pasta italiana è necessario per forza di cose affidarsi alla produzione di grano estera”.

Premesso questo, come si comportano le principali marche italiane che producono pasta sul tema glifosato? A tal proposito, è interessante riportare quanto emerso nella puntata integrale di Report del 30 ottobre 2017. In quel frangente é stata stilata una sorta di classifica dei brand che ne ricorrono in misure superiori rispetto ad altri. Come si potrà notare dall’immagine che segue, in testa troviamo proprio la marca finita al centro dell’indignazione popolare in queste ore. Pasta Barilla con glifosato, dunque, ma sotto i limiti imposti dall’EFSA e tutto sommato in buona compagnia.

Pasta Barilla con glifosato

Pasta Barilla con glifosato

Chiudiamo con il secondo quesito del momento. Ci sono marche di pasta senza glifosato? A detta del sito inuoviespri sì, anche in riferimento a marchi specifici di produttori che appaiono nella classifica in precedenza riportata. Qui di seguito la tabella apposita, in cui curiosamente appare anche Barilla, fermo restando che in questo caso il costo del prodotto per il pubblico aumenta considerevolmente puntando su un articolo “bio“.

Marche di pasta senza glifosato

Marche di pasta senza glifosato

L’adozione del solo grano italiano migliorerebbe la situazione? Citando nuovamente il report di Next Quotidiano sembrerebbe di no, con alcuni particolari che devono essere tenuti in considerazione nel prendere in esame l’operato di Barilla e dei suoi principali competitor:

“Ma davvero il grano italiano è migliore di quello prodotto all’estero in paesi come USA, Canada, Grecia o Turchia? Insomma davvero l’origine del grano è sinonimo di qualità? Secondo l’Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) non è così. L’associazione dei pastai ricorda che il grano è un prodotto agricolo e la sua qualità varia di anno in anno. Ma soprattutto rileva che «in Italia solo il 60% del grano duro è di qualità buona o eccellente”.

Insomma, esiste anche la pasta Barilla senza glifosato, così come formati specifici “bio” di altre marche, ma le considerazioni riguardanti il mancato raggiungimento delle soglie imposte dall’EFSA sotto questo punto di vista non devono essere tralasciate.

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NOTIZIA VERA Ufficiali i 25 smartphone Android soggetti a nuove minacce: lista completa

Agosto si sta rivelando un mese decisamente caldo per quanto riguarda la sicurezza degli smartphone Android. Proprio ieri abbiamo trattato sul nostro sito la questione inerente nuovi virus che vengono diffusi sfruttando l’omonimia con app famose, come potrete approfondire con il nostro articolo, mentre oggi è necessario concentrarsi su alcuni smartphone specifici a quanto pare soggetti a vulnerabilità sin dalla loro commercializzazione. Ecco perché siamo risaliti all’origine dello studio, individuando i singoli device più popolari in Italia tra quelli inclusi.

Andando più nello specifico, infatti, emerge che tra le marche colpite abbiamo addirittura grossi produttori come ASUS ed LG, con “mancanze lato software” che caratterizzerebbero il firmware nella loro versione originale. Almeno stando alle sentenze di Bleeping Computer. In totale sono 25 gli smartphone Android colpiti, con anomalie che renderebbero più facile la vita agli hacker nel “bucare” i device in questione. Vediamo, in primis, i potenziali effetti dei bug in questione.

Lo studio si concentra infatti sulla possibilità di recuperare o inviare SMS dal device dell’utente colpito, senza dimenticare la possibilità di effettuare screenshot o video dello schermo della vittima. Si arriva infine alla vulnerabilità che consentirebbe di forzare l’installazione di app di terze parti con tutti i pericolo annessi a tale operazione. Occhio poi, alla possibilità di cancellare i dati del dispositivo colpito. I due smartphone più popolari in Italia tra quelli inclusi nell’elenco sono l’LG G6 e l’Asus ZenFone 3 Max.

Smartphone Android

Smartphone Android

Occhio però anche ad altri brand e modelli. Premesso che tramite il link in precedenza riportato potete risalire all’elenco integrale, vi ricordiamo che sono interessati anche device come Leagoo Z5C, Leagoo P1, Essential, Doogee X5 e Alcatel A30. Insomma, attenzione alle app preinstallate, alcune delle quali sembrano non essere removibili, ma soprattutto ricorrete sempre alle scansioni dei vari antivirus (es. Avast) per assicurare i giusti standard di sicurezza ai vostri smartphone Android.

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BUFALA Ecco come bypassare il sistema fb ora in atto – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un “nuovo” messaggio virale a mezzo Whatsapp e Facebook

Grazie youupdate. Funziona!! Ho una nuova news feed. Sto vedendo i post di persone che non vedo da anni.
Ecco come bypassare il sistema fb ora ha in atto che limita i post nella tua sezione notizie.
Il loro nuovo algoritmo sceglie le stesse poche persone – circa 25-che leggerà i tuoi post. Quindi, vi chiedo un favore a tutti, così posso vedere la vostra sezione notizie e potete vedere la mia.
Tieni il dito giù da qualsiasi parte in questo post e “Copia” si farà esplodere. Clicca su “Copia”. poi vai alla tua pagina, inizia un nuovo post e metti il dito ovunque nel campo bianco. “incolla” si alza e clicca su incolla.
Questo si il sistema.
Grazie

Ricorda niente?

Ai più smaliziati di voi, ed ai nostri affezionati lettori, questo messaggio ricorderà una versione ancor più sgrammaticata, nonché malamente aggiornata, di una bufala che affrontammo il 22 gennaio del 2018 ed il successivo 10 luglio e, guadagnandosi la qualifica di bufala herpes continua a riapparire ancora ed ancora.

La bufala ha subito una netta evoluzione, che ora seguiremo.

Nel gennaio 2018 Facebook annuncia di voler ritoccare gli algoritmi interni per garantire maggior visibilità ai contenuti con più interazioni: il che, come spiegammo all’epoca, non significa certo i contenuti con più commenti dei primi venticinque amici o più condivisi, ma una valutazione infinitamente più complessa, riguardante perlopiù le pagine pubbliche, come la nostra. Ovviamente, se siete iscritti a mille pagine e ne seguite attivamente solo poche, diventerà meno probabile vedere contenuti di quelle abbandonate. Ci sono comunque altri meccanismi più efficaci che inventarsi una magarìa cibernetica, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nel gennaio del 2018 per mera completezza.

Spiegando in brevissimo ed in parole semplici: gli algoritmi che rendono possibile Facebook sono infinitamente più complessi di un conticino della serva o una classifica da Sciura Maria.

Nell’ultimo anno abbiamo assistito tutti ad una riduzione dei post di pagine pubbliche, aziende ed editori (motivo per cui spesso dovete cercare i nostri brani sulla nostra pagina anziché aspettare che appaiano sulla vostra “come per magia”, dato che comprare sponsorizzazioni non necessarie ci sembrerebbe barare) ed un aumento dei contenuti dei vostri contatti, con una certa, vaga predilezione per chi ha interagito.

Non vedete più il vostro compagno dei tempi del liceo? Ovviamente, se non gli scrivete più niente da quando l’avete svogliatamente aggiunto nel lontano 2004, nè lui vi scrive, non avrete sue notizie, e stimolarlo a scrivervi una volta l’anno per poi scappare tronfio di aver sconfitto il malvagio (ed inesistente) algoritmo servirà solo a farlo sparire di nuovo dopo averlo molestato inutilmente.

Soprattutto: vi siete iscritti alla fanpage dei fan delle brugole nel 2005 e da allora non la guardate più neppure per sbaglio? Non sarà certo il “magico algoritmo digitale” a riportare la gioia delle brugole nella vostra vita.

Per ora ricordate che, nonostante quello che state leggendo, le pagine utente non sono mai state coinvolte dall’algoritmo rinnovato: arriviamo così alla versione 1.0 della bufala: un anonimo viralizzatore decide di interpretare la notizia inventando dal nulla un blocco a 25 utenti e fornendo una pratica via di fuga

Attenzione: la sezione notizie ultimamente ci fa vedere solo i post delle stesse poche persone, circa 25, ripetutamente sempre le stesse, perché facebook ha un nuovo algoritmo. Dato che le persone da leggere me le vorrei scegliere da solo, vi chiedo un favore: 😀😊 se leggete questo messaggio lasciatemi un commento veloce, un “ciao”, una pernacchia, un adesivo, quello che volete, cosi verrete visualizzati nella mia sezione notizie.
Altrimenti Facebook sceglie chi farmi vedere ed invece io non ho bisogno che facebook scelga i miei amici!
Non esitate a copiare e incollare sulla vostra bacheca, in modo da poter avere più interazione con tutti i vostri contatti e aggirare il sistema. 😉 Grazie!

La notizia viene modificata così in una serie di dettagli allarmistici che rendono la bufala un successo:

  1. Viene inventato dal nulla il coinvolgimento delle pagine utente privato, la maggioranza delle interazioni sociali degli Utenti: come per la Bufala del giustiziere viene quindi introdotto un sopruso che Facebook avrebbe compiuto in nostro danno ed in danno dei nostri amici, riparabile con una semplice procedura
  2. Il sopruso viene quantificato, creando una sorta di perverso concorso a premi in cui venticinque eletti che si affretteranno ad obbedire alla bufala vinceranno la possibilità di sconfiggere il sistema
  3. Si invita a copincollare per sconfiggere il sistema, dando così all’utente l’illusione di essere un piccolo Davide benedetto nella sua vendetta contro il crudele Golia di Facebook

Nel capo di pochi mesi arriviamo così ad una nuova versione, dal sottoscritto esaminata a Luglio

anch’io ho deciso di bypassare la modifica dell’algoritmo di Facebook, notando che non vedo più tanti post di amici.
Ecco come evitare di sentire gli stessi 25 amici di fb e nessun altro. La tua sezione notizie mostra di recente solo i post delle stesse poche persone, circa 25, più volte lo stesso, perché facebook ha un nuovo algoritmo. Il loro sistema sceglie le persone che leggono il tuo post. Tuttavia, vorrei scegliere per me, quindi, chiedo a tutti voi un favore. Se stai leggendo questo messaggio lasciami un commento veloce, un “ciao”, un adesivo, qualsiasi cosa tu voglia, così sarai visualizzato nella mia sezione notizie. Altrimenti Facebook sceglie chi farmi vedere, e non ho bisogno di Facebook per scegliere i miei amici. I social media riguardano la comunicazione.
Copia e incolla questo testo sulla tua bacheca in modo da poter godere di più interazione con tutti i tuoi contatti e bypassare il sistema.
Grazie per la dritta da chi ha già copiato e incollato quanto sopra.
Premi il dito’ ovunque in questo post e compare “Copia”. Clicca su “Copia”, poi accedi alla tua pagina, avvia un nuovo post e metti il dito ovunque nel campo bianco. Compare “incolla”, clicca e voilà, hai appena copiato. Grazie

La narrazione è la stessa di gennaio, ma si arricchisce di nuovi elementi

  1. La narrazione diventa da impersonale il personale aneddoto del ricondivisore, stabilendo così un ruffiano rapporto di solidarietà tra condivisore e condivisore, ognuno identificato ed identificabile come origine dell’idea e quindi ammantato di una certa autorità popolare che gli consente di chiedere di partecipare alla catena di condivisioni come favore personale
  2. Viene introdotto un intermezzo sul significato dei Social Media, una sorta di esprorio proletario in cui si stabilisce una volta per tutte che chi obbedirà alle istruzioni rientrando così nel numero dei venticinque salvati avrà sottratto Facebook stesso alla kasta per riconsegnarlo alle mani del popolo
  3. Si ringrazia anticipatamente chi si presterà al gioco e si danno istruzioni dettagliate per provvedere al copincolla: ci si assicura così che gli utenti successivi non si limitino a ricondividere la catena (rendendo palese il primo viralizzatore) e, soprattutto, si stimola nell’utente una ambizione di protagonismo, rendendolo centro delle azioni necessarie a sconfiggere il sistema

Vieppiù, fare fact checking diventa così una fatica di Sisifo, da inseguire profilo per profilo.

Arriviamo così alla versione attuale, la versione 3.0 di un telefono senza fili nato da chi ha preferito ricopiare “a mano” che non seguire le istruzioni date

Grazie youupdate. Funziona!! Ho una nuova news feed. Sto vedendo i post di persone che non vedo da anni.
Ecco come bypassare il sistema fb ora ha in atto che limita i post nella tua sezione notizie.
Il loro nuovo algoritmo sceglie le stesse poche persone – circa 25-che leggerà i tuoi post. Quindi, vi chiedo un favore a tutti, così posso vedere la vostra sezione notizie e potete vedere la mia.
Tieni il dito giù da qualsiasi parte in questo post e “Copia” si farà esplodere. Clicca su “Copia”. poi vai alla tua pagina, inizia un nuovo post e metti il dito ovunque nel campo bianco. “incolla” si alza e clicca su incolla.
Questo si il sistema.
Grazie

La traduzione precaria denuncia un intervento di ritraduzione meccanica: la bufala originaria è arrivata all’estero, dove è stata notata da un utente italiano che, convinto di esservisi imbattuto per la prima volta, ha usato Google Translate e simili per “reimportarla” in madrepatria.

Questa volta l’elenco degli adempimenti viene ulteriormente ridotto: per entrare tra i 25 premiati basta anche la sola ricondivisione, anzi, il copincolla.

Da un lato, la bufala acquisisce ancora meno senso, dato che nessun algoritmo, ammesso che esista e funzioni in quel modo, dovrebbe poter registrare i contenuti copincollati, dall’altro, solletica ancora di più le corde del lettore, che potrà ottenere un enorme vantaggio con ancora meno adempimenti.

 

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ANALISI IN CORSO Salvini ha fatto il servizio militare? Tutte le informazioni raccolte

Matteo Salvini ha fatto il servizio militare? La domanda rimbalza in Rete da diverse ore e molte richieste ci sono pervenute a tal proposito. Cosa dice la “letteratura del web” sotto questo punto di vista? Partiamo da un presupposto cruciale, ovvero dal fatto che al momento non sono alla nostra portata documenti ufficiali in grado di farci arrivare ad una sentenza oggi 13 agosto. In ogni caso, qualche news sotto questo punto di vista ve la possiamo ugualmente fornire.

Inevitabile che questo sia l’argomento caldo del momento, considerando che in occasione di un comizio tenuto nella giornata di sabato sia stato lo stesso Salvini a rendere attuale la questione (qui il nostro primo approfondimento in merito). Chiaro, però, che a questo punto tutti siano incuriositi dalla vita privata del diretto interessato, al punto che stanno spopolando le ricerche del tipo “Matteo Salvini ha fatto il servizio militare?. Vediamo come stanno le cose, stando alle informazioni che abbiamo raccolto in giornata.

Andiamo, con ordine, perché lo scorso 8 marzo 2016 Askanews ha riportato una dichiarazione ufficiale dell’attuale Ministro dell’Interno. Matteo Salvini ha fatto il servizio militare? A suo dire sì, precisando in quella circostanza quanto segue: “Certo, in fanteria, 7/95. Ho fatto il Car a Casale Monferrato, e poi a Milano, in caserma in Corso Italia e alla Montello in piazza Firenze“. Ovviamente prendiamo per buone le sue dichiarazioni, pur precisando alcuni elementi.

Salvini ha fatto il servizio militare

Salvini ha fatto il servizio militare

Al momento, infatti, non esistono online biografie (alcune delle quali molto dettagliate, non solo quella di Wikipedia, TPI e Politicanti) in grado di confermare la risposta affermativa alla domanda “Salvini ha fatto il servizio militare?”. Senza nulla togliere alla buona fede del leader della Lega, allo stesso tempo non sono in nostro possesso documenti ufficiali in questo senso. Parliamo dunque di “analisi in corso”, in attesa di avere informazioni definitive in grado di risolvere l’enigma definitivamente. In un verso o nell’altro.

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BUFALA Facebook censura foto delle sepolture della guerra di Corea

Facebook censura foto della guerra di Corea: un meme che sta diventando virale. Secondo i complottisti, il social network più famoso nel mondo starebbe eliminando un’immagine della sepoltura dei caduti della guerra di Corea. Motivo: minimizzare un risultato del presidente Trump nelle delicate relazioni con la Corea del Nord.

Corea

I caduti infatti sarebbero americani. Si tratterebbe delle sepolture dei resti dei morti di guerra statunitensi restituiti dalla Corea del Nord.

La bufala

A metà del 2018 gli Stati Uniti accettarono 55 contenitori consegnati dalla Corea del Nord, che si diceva contenessero i resti dei militari statunitensi che morirono in Corea durante o dopo la guerra di Corea del 1950-53. Funzionari del Pentagono hanno detto che probabilmente ci vorranno mesi o anni per determinare a quanti individui questi resti apparterrebbero, e identificarli tutti.

Intorno a quella notizia, la pagina di Facebook del sito “America’s Last Line of Defense” ha pubblicato un meme. Si tratta di una foto di quello che sembrava essere una sepoltura in un cimitero militare. La didascalia sosteneva che “Facebook sta eliminando questa foto per nascondere l’impresa di Trump nel riportare a casa i morti della guerra in Corea!”.

La foto

Il meme è completamente falso ed è stato smentito anche dalla redazione di Snopes. Facebook non sta cercando di rimuovere l’immagine. Inoltre questa non ha nulla a che fare con il presidente Trump o il recente ritorno di resti di americani uccisi nella guerra di Corea. È una fotografia del 2016, della piattaforma Alamy. Mostra una cerimonia militare russo-tedesca associata alla sepoltura dei resti recentemente scoperti di 38 soldati sovietici. I soldati furono uccisi combattendo in Germania negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale:

I resti mortali di 38 soldati russi sono stati sepolti nel cimitero militare di Lebuser vicino al confine con la Polonia. Oltre 70 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, hanno finalmente ricevuto un ultimo luogo di riposo, ha detto un portavoce del Volksbund Deutscher Kriegsgräberfürsorg. Alla cerimonia ha partecipato anche l’ambasciatore russo Vladimir Grinin.

Le ossa dei caduti furono trovate l’anno scorso e recuperate dal Volksbund. I soldati dell’Armata Rossa morirono nell’Oderbruch durante i pesanti combattimenti nella primavera del 1945. Il funerale è stato celebrato, insieme, da soldati tedeschi e russi.

Questo meme è stato inventato dall’America’s Last Line of Defense, che fa parte di una rete di siti di notizie false dedicate alla diffusione della disinformazione politica sotto le mentite spoglie della “satira”.

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NON CONDIVIDERE Questi due tizi con degli strumenti di scasso sono entrati nel mio giardino

La lezione dei due reali dipendenti Enel spacciati per truffatori Rom, a quanto pare, non ha insegnato. La viralità di una foto è sempre veloce e sfuggente, pur se da anni le istituzioni e i servizi antibufala ricordano agli utenti che chiunque è responsabile di ciò che muove sui social network (leggi la nostra guida utile), dai Buongiornissimi da intruglio arabico all’appello rivolto ai propri contatti o ai membri di un gruppo. Quando si tratta di mettere in guardia la community da un potenziale pericolo, però, il discorso si complica.

Ricorderete, e lo speriamo, che i due dipendenti Enel di cui erano state diffuse le foto che li descrivevano come truffatori Rom avevano rischiato il linciaggio. Si era rivelata, infine, una bufala.

Quella di oggi è un’analisi sull’ennesimo caso: parliamo di un post condiviso all’interno di un gruppo Facebook dedicato agli abitanti di un comune del padovano e già in progressivo decollo di share:

Oggi domenica 12 agosto alle 14.20 questi due tizi con degli strumenti da scasso sono entrati nel mio giardino… occhio da tutti! Girano con un auto grigia!

Nessun’altra informazione. Le ricerche di riscontri sulle fonti ufficiali, per ora, danno risultati. L’appello rimane di esclusiva iniziativa dell’utente che ha deciso di postarlo, dunque non possiamo considerare attendibile la notizia. I furti nelle case, ovviamente, esistono, ma diffondere l’immagine di due persone – che noi abbiamo censurato – potrebbe essere pericoloso sul piano materiale e sul piano legale.

In assenza di riscontri ufficiali e di notizie più dettagliate, dunque, vi chiediamo di non condividere, ricordando che nessuno è obbligato a rispondere a tali appelli, quando non sono accompagnati da una fonte.

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