BUFALA Questa foto mostra il lago Kawaguchi in Giappone (foto)

Una fotografia mostra il lago Kawaguchi nei presi del monte Fuji, in Giappone.

Si tratta, però, di un falso.

Un’immagine davvero sbalorditiva viene piuttosto di frequente condivisa online con la didascalia che sottolinea che quello ritratto sia il Lago Kawaguchi vicino al Monte Fuji in Giappone.

Il lago Kawaguchi si trova effettivamente poco distante dal Monte Fuji, ma tale foto non mostra questo lago giapponese. Infatti, si tratta di una foto falsa che combina almeno tre immagini, realizzata da Robert Jahns, ovvero un fotografo e un artista digitale che piuttosto di frequente pubblica il suo lavoro con il nickname di Nois7 su Instagram. Tale immagine è stata pubblicata sulla sua pagina il 29 maggio scorso con una specifica didascalia.

Gran parte delle creazioni digitali di Jahn sono state scambiate per delle immagini autentiche. Uno dei suoi capolavori più apprezzati mostra una balena di grandi dimensioni che nuota attraverso il Canale di Venezia (ed è chiaramente un falso).

L’immagine presunta del Lago Kawaguchi è stata creata combinando almeno tre immagini diverse. Si tratta del primo piano di questa immagine che mostra, in realtà, un bacino di riserva a Washington DC. Non è stato possibile identificare con esattezza la fonte della foto di montagna, ma tale immagine del Monte Fuji si può trovare su tanti siti web di sfondi desktop. L’immagine del molo e della barca probabilmente proveniva ancora da una terza foto.

Le foto autentiche del Lago Kawaguchi sono piuttosto simili a questa, effettivamente. Ad esempio la seguente immagine, dove ci sono fiori di ciliegio, uno specchio d’acqua baciato dal sole e una catena montuosa sullo sfondo.


Come si può notare, la più importante differenza, in confronto alla foto falsa in cui era presente una barca, è che tale foto del Lago Kawaguchi mostra un luogo reale, che si può davvero visitare, mentre l’altra era solamente frutto dell’immaginazione e della capacità di combinare le foto con un computer.

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NOTIZIA VERA E PRECISAZIONI Gli arti amputati si possono portare a casa

Le persone che vengono sottoposte a delle amputazioni possono firmare dei documenti che permettono loro di portare a casa gli arti che sono stati rimossi dopo l’operazione.

amputati

Si tratta di una notizia che combina elementi reali con alcune falsità.

Partiamo da quello che è vero. Tanti ospedali hanno una documentazione specifica che permette ai pazienti di riportare a casa gli arti dopo le procedure di amputazione, tranne in alcuni casi in cui vi è un rischio troppo grande per la salute del paziente stesso.

Invece, quando il problema è legato a virus o batteri che hanno colpito il tessuto dell’arto amputato, allora al paziente potrebbe essere imposto il divieto di portare a casa l’arto. Tre Stati hanno delle leggi che vietano espressamente la proprietà privata di organi umani.

Tutto è nato da una storia molto curiosa che ha cominciato a diffondersi agli inizi del mese di giugno, con un post anonimo su un forum Reddit.

L’uomo, che non è stato identificato, ha diffuso un link alle foto che si riferiscono alla ferita e anche al processo di amputazione.

Viene descritto da Vice come un uomo sui 38 anni che ha mantenuto la custodia del suo piede amputato, mettendo addirittura in frigo l’arto: un’idea piuttosto bizzarra, ma che i professionisti del settore medico hanno ammesso come verosimile.

Tre Stati come Louisiana, Missouri e Georgia hanno delle leggi che vietano la proprietà privata delle parti del corpo, senza dimenticare la legge sulla protezione e il rimpatrio delle tombe dei nativi americani, che proibisce ovviamente anche il commercio privato dei resti dei cadaveri. Sembra che l’arto sia stato e preparato come se fosse un piatto da servire in tavola, al punto tale che sembra sia stata anche scritta una ricetta.

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NOTIZIA VERA Questi sono due ragazzi colpiti dal vaiolo (foto)

Questa foto mostra le drammatiche differenze tra due ragazzi che sono stati esposti alla medesima fonte di vaiolo.

L’immagine è vera.

L’importanza della vaccinazione contro il vaiolo spesso passa quasi inosservata nella società attuale, dal momento che tale patologia è stata sradicata ufficialmente negli anni Ottanta. Gli utenti del web, però, hanno imparato a conoscere questa terribile malattia grazie ad una foto che è diventata virale su Facebook. Questa immagine scioccante mostra due bambini che erano stati esposti alla medesima fonte di vaiolo che è stata inviata a Reddit.

Si tratta di una foto autentica che è stata scattata nei primi anni del 1900 da parte del Dottor Allan Warner presso il reparto di isolamento dell’Ospedale di Leicester, nel Regno Unito. Warner ha fotografato un buon numero di pazienti colpiti da vaiolo per studiare ogni aspetto della malattia. Nel 1906 la Scottish Medical and Surgical Journal ha evidenziato quanto sia stato fondamentale il lavoro svolto da Warner.

La rivista medica sta facendo riferimento ad una serie di immagini di Warner che erano state in origine pubblicate su Atlas Of Clinical Medicine, Surgery and Pathology qualche anno prima, nel 1901. Questa specifica foto, originariamente, era accompagnata dalla didascalia che riportava che entrambi i bambini avevano 13 anni ed erano stati colpiti dallo stesso ceppo di vaiolo nel medesimo giorno, ma solamente uno dei due era stato vaccinato.

Altre immagini di questo tipo si possono trovare in questo volume. Ad esempio, le seguenti foto mostrano due sorelle di 21 e 15 anni che sono state esposte alla stessa fonte di vaiolo nello stesso giorno. Anche in questo caso, solamente una delle due sorelle è stata sottoposta a vaccinazione.

 

 

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NOTIZIA VERA Scoperti due aghi nella mozzarella Mukki della Valcolatte Piacenza: i lotti ritirati

Sono stati scoperti due aghi nella Mozzarella Mukki, almeno stando a quanto emerso da una segnalazione effettuata da una ragazza di origini pugliesi che ha effettuato l’acquisto del prodotto all’interno dello store supermercato Esselunga di via Masaccio, per la precisione a Firenze. Immediato il coinvolgimento dell’azienda produttrice, vale a dire la Valcolatte Piacenza, che si occupa appunto dell’unica fase in cui può essere avvenuto il fatto. Stupore assoluto e vicenda che dovrà essere necessariamente approfondita dalle autorità competenti.

Va detto che nella storia di questi marchi mai c’erano stati casi di aghi nella mozzarella Mukki, o comunque incentrati sulla presenza di corpi estranei all’interno della confezione. Resta il fatto che la notizia ha trovato conferme dalle autorità, mentre dall’azienda stessa sono giunte conferme importanti sulla tipologia dei lotti potenzialmente interessati da questa vicenda e prontamente ritirati dal mercato:

“Per completezza e chiarezza dell’informazione, è necessario specificare che la mozzarella è un alimento commercializzato a marchio Mukki ma prodotto da un’azienda accreditata, la Valcolatte di Piacenza. Secondo il produttore, al lotto interessato appartengono 1920 confezioni di mozzarella da 125 grammi. Stando ad una relazione della stessa Valcolatte, non sussisterebbero possibilità affinché un oggetto così estraneo alla filiera produttiva della mozzarella possa finire dentro ad una confezione. Mukki è in continuo contatto con le autorità competenti, Nas dei Carabinieri e Asl, per collaborare al fine di un chiarimento quanto più veloce e approfondito possibile dell’accaduto; nell’interesse dei consumatori e dell’azienda stessa, nota per la salubrità dei suoi alimenti”.

Una vicenda che in qualche modo ricorda quella della Nutella ritirata a causa della salmonella (qui il nostro report sulla vicenda), ma se in quel contesto abbiamo parlato fortunatamente di una bufala, con la mozzarella Mukki siamo al cospetto di una notizia del tutto vera e confermata anche dalle autorità. Nel giro di pochi giorni dovremmo avere qualche informazione in più per individuare eventuali responsabilità dietro questo grave episodio.

Altre conferme in merito sono giunte anche da GreenMe nelle ultime ore, oltre a Il Fatto Alimentare. Nel frattempo, dopo le segnalazioni dei due aghi nella mozzarella Mukki, si attende una presa di posizione anche dalla Valcolatte Piacenza. Nel frattempo, attenzione massima ai lotti riguardanti la mozzarella da 125 gr con scadenza 29/06/2018.

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Tema: “Asfaltare”. Svolgimento

Qui è Luca.

Era il 9 maggio quando sono partito alla volta di Oristano per partecipare a un incontro con gli studenti del Liceo Scientifico, per una giornata all’insegna dell’informazione e della comunicazione. Il mio panel prevedeva la mia oscura presenza – amo il nero, soffro di calvizie e ho una carnagione molto chiara, per cui ero una specie di Nosferatu de noartri – in compagnia di uomini della Questura e della Polizia Postale.

Dopo aver lasciato l’Aula Magna ho salutato e ringraziato coloro che hanno reso possibile l’evento, qualche amico venuto ad ascoltarmi e la sigaretta che ho letteralmente incenerito una volta fuori. Pochi giorni dopo, il Direttore del settimanale L’Arborense mi ha comunicato che su Internet avrei trovato articoli che parlavano del mio intervento. Incuriosito, mi sono messo alla ricerca. Tra tutti i risultati, mi sono trovato menzionato in un articolo che da lontano emanava i miasmi del fiele, della menzogna, dell’odio e della violenza.

Il sito si chiama CICAP Stop. Blocchiamo la disinformazione assassina di Stato e il pezzo, pubblicato il 19 febbraio 2017 (addirittura), titolava: Bufale.net crea Marco Staone, fa girare la bufala in rete per poi far finta di smascherarla. Poco rilevante, considerando che alcune persone, puntualmente, ci accusano di inventarci le bufale per poi fare un’opera di finto debunking. Siamo abituati e lo accettiamo.

Ora, ragazzi, leggiamo:

I criminali negazionisti di bufale.net ne combinano un’altra delle loro, fanno girare la bufale di un falso medico loro complice per poi far finta di smascherarlo. Il loro amico in questione è l’attore criminale G. M. S. questo infatti non viene offeso come è tipico fare dei cicappini criminali,ma viene quasi elogiato per le sue malefatte. Qui la foto del testa di cazzo criminale:

Le poche righe delle teste di cazzo di bufale.net sono( Il video si fa beffe delle classiche teorie complottiste che riguardano i vaccini e i loro effetti. Ma chi si cela dietro il medico chirurgo che diffonde il video prima che questo – come sempre – venga censurato? Senza andare lontano, lo stesso volto si era calato nei panni dell’imprenditore Marco Corrosa, fuggito dall’Italia a causa delle tasse e che aveva fatto il suo esordio in occasione del Referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016.) Confermano tutte le ipotesi,i criminali di bufale.net sono complici, a favore dello sbaffeggiamento, e per loro l’unico rischio che si incorre è dicono sia quello di incorrere a fraintendimenti 🙂 questo è il criminale che ha scritto per bufale.net 

Luca Mastinu

nuove teste di cazzo crescono! Ma la Boldrini non è contro le bufale, e loro non sono ingaggiati per essere severi contro le bufale e non leggeri come in questo caso? EVIDEMTEMENTE LE BUFALE CHE GIRANO IN RETE HANNO TUTTE LA FACCIA DELLA STESSA MEDAGLIA ( LA FACCIA DI CULO DI MICHELANGELO COLTELLI DAVIDE PUENTA WALTER QUATTROCIOCCHI E PAOLO ATTIVISSIMO ME! AUGURI MERDE! 

Okay, dopo l’ondata travolgente di refusi, vocaboli trascritti in caps, volgarità e fratture miocardiche annesse, ho pensato che l’articolo avesse del patologico. In poche parole, secondo questo signore, noi di Bufale.net saremmo gli autori di tutti i travestimenti di G.M.S., creati appositamente da noi per crearci materiale e smentirlo, dunque per offrire al pubblico un’immagine distorta sulla realtà. Ancora, l’autore parla di CICAP (ecco cos’è) e, come sottotitolo del nome del sito, scrive:

la magistratura dovrebbe intervenire immediatamente contro i criminali che sono nello stato illegittimo e contro tutti i trollazzi del cicap dei giornali e degli antibufale facendoli arrestare e tenendoli a vita a pane e acqua dentro una squallida prigione impuzzolita dal loro stesso piscio.

Sì, amico mio, senza apparire ai tuoi occhi roteanti come cinico e buffone (quest’ultima parola, consentimi, la uso nei tuoi riguardi), ti dico che hai seriamente bisogno di un sanitario competente, che verifichi la tua anamnesi e faccia un completo restyling alle tue facoltà. No, cicci, non ti dico che sei pazzo, ti dico che non stai bene e devi fare qualcosa. Perché lo dico con tanta sicurezza? Seguimi bene, come io ho fatto con te leggendo il tuo anatema:

  • Non hai una prova di ciò che dici, ma lo scrivi con violenza verbale e diffamatoria;
  • Sbatti sulla pagina la mia foto, il mio nome e li associ a parole come criminaletesta di ca**o;
  • Offendi l’intero staff di bufale.net, tacciandolo di negazionismo, ancora usi la parola criminali e insisti nel dire che quelli di bufale.net creano le bufale;
  • Infine prendi uno come GMS, conclamato troll/bufalaro della rete e inveisci anche su di lui.

Amico, tesoro, è troppo. Sai anche tu di non avere prove del fatto che Bufale.net crei i personaggi che abbiamo citato. Sì, mein herz, non hai le prove e finiscila di sbattere i pugni sulla scrivania. Forse vorresti avere un nemico e lo hai trovato nei servizi antibufala che ogni giorno, in Italia, cercano di rinfrescare le idee anche a quelli come te. Non lo accetti, ci sta, ma sulla rete tutti sono responsabili di ciò che scrivono.

Anche tu.

Accettalo passivamente, tesoro. Hai scritto queste cose, io le ho archiviate, e ora resteranno imprigionate nella rete per sempre. Anche se dovessi cancellare il tuo pezzo. Ora, mi rivolgo a tutti i lettori / autori / blogger / scrittori della rete: contate fino a 10 prima di scrivere qualcosa. La rete non è la tazza di un WC, è un mondo. Ciò che viene diffuso comporta delle conseguenze. Sempre.

Anche ciò che hai scritto tu, amico mio.

Sì, mi chiamo Luca Mastinu, ho 35 anni e scrivo per Bufale.net. Sin dall’inizio della mia esperienza ho scelto di firmare tutti i miei articoli col mio nome. Tu, invece, chi sei?

Concludo con una precisazione che mi preme fare: impara il significato della parola negazionista (leggi da questo link). L’hai imparato? Bene. Rivolgi la stessa parola a tua madre. A tua sorella, tuo fratello, tuo padre. Insomma, a qualcuno. Fammi sapere che ti rispondono.

Infine, rivolgila a te stesso e fatti una carezza. È tutto ciò che ti resta da fare.
Intanto mi adopero per querelarti.

Un abbraccio,

Luca Mastinu,
criminale negazionista e testa di ca**o di Bufale.net.
Ogni tanto caporedattore, se me lo consenti.

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BUFALA Nuovo Trump Tower hotel aperto a Pyongyang

Un hotel Trump Tower è stato aperto negli ultimi giorni a Pyongyang, in Corea del Nord, esattamente nello stesso giorno dello storico summit che ha visto protagonisti il presidente americano Trump e quello nordcoreano Kim Jong-Un.

trump tower

Si tratta, però, di una bufala.

Infatti, il 12 giugno scorso, esattamente la data dello storico summit tra il presidente nordcoreano e quello degli Stati Uniti d’America, i social media sono stati invasi da fake news. Tra le altre, anche quella relativa al “battesimo” di un nuovo hotel della catena Trump Tower, che sarebbe stato aperto a Pyongyang, la capitale della Corea del Nord.

La maggior parte dei post in questione rimandano ad un articolo intitolato “Torre di Trump viene aperta a Pyongyang” pubblicato su un sito web denominato Duffel Blog, che viene descritto come la fonte di notizie maggiormente affidabile dell’esercito americano. L’articolo metteva in evidenza che l’impresa con marchio Trump avrebbe sistemato in fretta e furia un edificio che già esisteva, ma non era mai stato completato.

Se è vero che lo sfortunato Ryugyong Hotel esiste e si trova esattamente nel centro di Pyongyang, meglio conosciuto al di fuori dei confini nazionali con il nome di “hotel della sventura”, non ci sono notizie sul fatto che sia stato ristrutturato e marchiato come proprietà di Trump. Né esistono delle prove sulla dichiarazione pubblica che sarebbe stata rilasciata da Trump, in cui elogiava i tacos dell’hotel.

L’articolo è chiaramente una presa in giro sull’hype che è stato generato dall’incontro tra Trump e Kim Jong-Un.

Come è stato spiegato da una clausola di esclusione di responsabilità presente sul sito, lo stile tipico a cui si rifà il blog di Duffel è quello legato alla satira sociale e politica. Tra l’altro, anche prima dell’articolo in questione, giravano sul web diversi meme e barzellette che prevedano l’annuncio della costruzione di una Trump Tower a Pyongyang.

 

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BUFALA Rimane depresso dopo un Happy Meal e denuncia McDonald’s

Un uomo ha citato in giudizio McDonald’s perché era ancora depresso dopo aver mangiato un Happy Meal. Si tratta, però, di una vera e propria bufala.

A partire già dallo scorso mese di luglio, si sono cominciati a diffondere dei rumors secondo cui la famosa catena McDonald’s ha ricevuto una denuncia da parte di un uomo che era rimasto depresso anche dopo aver consumato un Happy Meal.

Questa storia è stata pubblicata per la prima volta da parte di 8shit.net che, come si può facilmente intuire dal nome, diffonde notizie in chiave satirica o vere e proprie bufale.

L’articolo riportava la storia di un uomo che ha preso fin troppo sul serio una campagna di marketing, nel caso specifico quella di McDonald’s. L’uomo si chiamerebbe Ruben Caradehuevo e avrebbe denunciato la celebre catena per circa 1,5 milioni di dollari per il motivo sopra detto.

Un disclaimer nel filmato presente sul sito web mette in evidenza la vera natura di 8Shit.net, ovvero un portale web che si dedica alla diffusione di notizie di stampo umoristico e satirico. Tutti i contenuti che vengono pubblicati sul sito sono inventati e non dovrebbero essere considerati diversamente, quindi.

Questa falsa notizia può senz’altro ricordare un’altra causa particolare che venne intentata contro McDonald’s negli anni Novanta. In quel caso, la società venne davvero citata in giudizio per aver servito un caffè eccessivamente caldo. Quella causa era reale, anche se non era così frivola come piuttosto di frequente è stata presentata.

Ecco la fonte che ha smascherata la bufala.

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DISINFORMAZIONE Ospedale sostituisce la bandiera americana con quella LGBTQ

Un ospedale a Fort Wayne, nell’Indiana, ha sostituito la bandiera americana con una bandiera arcobaleno della LGBTQ.

È una notizia che rappresenta una miscela di falsità e verità.

Lo scorso 15 giugno, la pagina di Facebook “Uncle Sam’s Misguided Children” ha condiviso un meme che invita gli utenti a chiamare un ospedale per gli affari dei veterani e cominciare a lamentarsi di una presunta sostituzione della bandiera americana con una bandiera arcobaleno LGBTQ.

Il post riportava un suggerimento per gli utenti di chiamare la struttura ospedaliera e convincere la direzione a rimettere la bandiera della nazione a stelle e strisce.

Il post in questione è stato diffuso il 15 giugno, sollecitando gli utenti a telefonare all’ospedale per lamentarsi. Un articolo di WANE del 12 giugno, tre giorni prima, ha evidenziato che le bandiere erano state sostituite solamente per un giorno, come previsto.

Nonostante il meme abbia correttamente riportato che l’ospedale per veterani a Fort Wayne aveva innalzato una bandiera con l’arcobaleno, simbolo dei gruppi omosessuali, in realtà, ha creato confusione sulla sostituzione definitiva della bandiera americana. Infatti, la bandiera LGBTQ ne ha preso il posto solamente per un giorno del mese di giugno. Quindi già il giorno seguente, il 12 giugno, tutte e cinque le bandiere militari americane sono ritornate al loro posto.

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NOTIZIA VERA Trump accusa il Canada di contrabbando di scarpe

Il presidente americano Donald Trump ha detto che i canadesi contrabbandano le scarpe al di fuori dei confini degli Usa dopo averle modificate per farle apparire vecchie.

Si tratta di una notizia vera.

Trump ha rilasciato un’altra dichiarazione in riferimento al Canada, non certo piacevole, lo scorso 19 giugno. Di fatto, ha parlato di una storia molto particolare durante un discorso sui contrabbandieri che portano scarpe clandestinamente all’interno dei confini a stelle e strisce.

Trump, parlando nel corso di un evento organizzato dalla National Federation of Independent Business (NFIB) ha rilasciato alcune dichiarazioni molto curiose, ma non ha voluto identificare il giornale che avrebbe stampato la storia. Il NFIB non ha voluto rispondere alla richiesta di commentare l’osservazione fatta dal presidente americano.

Ad ogni modo, distributori e rivenditori di calzature in America hanno rimproverato Trump per il suo commento, rilasciando dichiarazioni non proprio accomodanti. Ad esempio, il presidente e amministratore delegato del gruppo commerciale Matt Priest ha detto che qualsiasi persona da qualunque nazione è la benvenuta nella vendita di calzature negli Stati Uniti.

Tra l’altro, il governo canadese non ha stabilito alcun tipo di limitazione specifica per l’importazione delle calzature americane nel paese. La maggior parte dei beni che hanno un valore superiore a 200 dollari canadesi viene sottoposta a dazi e tasse se importata oltre le 24 ore dopo l’acquisto.

L’osservazione di Trump, però, è solo l’ultima di una lunga serie di attacchi verbali nei confronti del Canada e del suo primo ministro, Justin Trudeau, che accusano il Paese di beneficiare e trarre vantaggi economici dagli Usa.

 

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BUFALA Picchiata infermiera italiana a bordo della nave Acquarius. Volevano abusarne

Cavalcare l’onda dei topic e inventare notizie nascondendosi dietro il dito della satira (leggi la nostra guida utile), è l’hobby preferito di chi fa l’elemosina sul web. In questi giorni, la loro ossessione è il caso Aquarius, trascritto erroneamente Acquarius. I bufalari più incalliti, costretti a chiudere i loro portali a seguito delle tonnellate di segnalazioni, ritornano sempre con nuovi siti freschi di giornata, esattamente come nel caso de il-quotidiano.info, che nella descrizione riporta:

” Il Quotidiano.info ” non è una testata giornalistica a tutti gli effetti, e non viene aggiornato quotidianamente. Alcune delle notizie riportate potrebbero essere inesatte o inventate a scopo satirico, per far riflettere o semplicemente per divertire. Vogliate comunicarci se qualche contenuto presente nel sito turba la vostra sensibilità, provvederemo a rimuoverlo o a modificarlo.

Il 18 giugno pubblicano:

La donna si era recata nella stiva della nave per recuperare dei viveri da distribuire, quando tre ragazzi tunisini di 27, 30 e 22 anni l’hanno afferrata da dietro e hanno iniziato a strapparle i vestiti di dosso, la donna dopo aver fatto resistenza è stata brutalmente picchiata, solo le urla e i rumori che hanno attirato alcuni membri dell’equipaggio l’hanno salvata da una fine quasi certa. La donna, una giovane infermiera di 27 anni ha riportato qualche livido ed un evidente stato di shock dovuto allo spavento,  è stata trasportata al più vicino ospedale di Valencia non appena sbarcata, e sottoposta a visita ortopedica e psichiatrica.

La domanda è una sola: era il caso? Perché inventare notizie di violenza sessuale proprio su questo tema?

L’intento, ovviamente, è accumulare visite attraverso il canale dell’odio. Gli autori delle bufale lo sanno: esiste un pubblico sempre più grande, affamato di razzismo e indinniazione, che ogni giorno attende una conferma alle proprie teorie d’insofferenza. La notizia non ha riscontro in alcuna testata, e non perché la stampa serva del potere vuole tenere i lettori all’oscuro. Semplicemente, il fatto non esiste.

La bufala è generata sfruttando le principali parole chiave dei trend di Google, tra cui AcquariusAquariusnave, migranti e via discorrendo, per dare cibo ai coprofagi del web.

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