NOTIZIA VERA E PRECISAZIONI Orrore a Roma: immigrati a bordo di Panda rossa rapiscono donna e la stuprano tutta la notte. Boldrini dove sei?

Un articolo pubblicato il 19 maggio 2018 dal sito Tg Quotidiano – che non è una testata ufficiale – racconta una notte d’orrore consumatasi a Roma ai danni di una donna di 44 anni, sequestrata e stuprata da un gruppo di uomini a bordo di una panda rossa:

Due stranieri hanno costretto la 44enne a salire su una Panda rossa e l’hanno pestata e violentata per tutta la notte

Stava aspettando il bus notturno alla fermata di Rebibbia, come sempre dopo il lavoro. Ma due stranieri l’hanno avvicinata con la scusa di chiedere informazioni, le hanno puntato un coltello addosso e l’hanno costretta a salire su una Panda rossa. Poi hanno abusato di lei ripetutamente e infine l’hanno scaricata in strada.

È la notte di orrore che ha vissuto una 44enne a Roma e che racconta oggi il Messaggero. Attorno all’una di notte, la donna è stata rapita da due uomini – ora ricercati – che l’hanno portata sotto un cavalcavia in una zona isolata non lontana dal casello dell’A1 a Guidonia. Qui – racconta la vittima – c’erano altri due stranieri ad aspettarli. I quattro l’hanno presa a morsi, picchiata e minacciata con un coccio di bottiglia. Poi a turno l’hanno violentata brutalmente, per poi lasciala in strada.

A chiamare i soccorsi è stata proprio lei, ancora scossa. Al 113 ha raccontato l’orrore subìto. Li ha descritti come indiani, sui 30 anni. Uno di loro, il primo che l’ha approcciata, pare fosse sotto effetto di alcool o droga. “Avevo paura che mi avrebbero ammazzata”, ha raccontato la donna ai soccoritori.

Nel ricordare agli autori di TG Quotidiano – e ai loro lettori – che Laura Boldrini non è più Presidente della Camera, partiamo con la precisazione che la foto usata come copertina è fuorviante, perché come riporta Il Messaggero, fonte citata nella notizia:

Era sola e l’autobus non passava. Invece è spuntata una Panda rossa con due indiani a bordo.

La nostra precisazione non intende creare delle attenuanti, perché la brutalità di uno strupro di gruppo è un atto feroce. Quando accadono fatti del genere, però, creare della disinformazione solo per attirare qualche click in più è un atteggiamento triste e da mendicanti del web. Doppia disinformazione, dunque: citare la Boldrini nel titolo e apporre un africano in copertina, mentre la Boldrini non è più Presidente e gli aguzzini della povera donna erano indiani, è una disperata mossa per attirare lettori.

Man in Sports Car Blowing Kisses — Image by © Jason Horowitz/Corbis

Come riporta Il Messaggero con la conferma de Il Tempo Roma Today, la donna – 43 anni, con la passione per il cinema – nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 maggio si trovava in attesa del bus notturno di Rebibbia, sulla via Tiburtina, all’1 circa. In quel momento è arrivata una panda rossa al bordo della quale vi erano due uomini di origine indiana – bengalese, scrive Il Tempo – e dopo diversi tentativi di attaccare bottone le è stato offerto un passaggio. Al suo rifiuto, la donna è stata costretta a salire a bordo dell’auto e condotta fino al ridosso del casello A1 di Guidonia, dove ad attendere il gruppo c’erano altri due uomini.

La vittima è stata violentata e picchiata ripetutamente da due di essi, mentre i restanti la tenevano ferma.

Terminate le torture e le violenze, la donna è stata abbandonata in via di Tor Mastorta ed è riuscita ad allertare il 113. La procura di Tivoli ha avviato le indagini e sta analizzando tutte le immagini delle videocamere presenti lungo il tragitto dell’orrore. Il procuratore Francesco Menditto ha riferito che «Il quadro di quanto accaduto è completo» e, secondo gli organi di stampa, i quattro uomini avrebbero le ore contate.

Secondo Il Giornale, infine, le indagini si sarebbero strette intorno all’uomo definito a capo del branco. Il titolo riporta: “Aveva occhi come Satana”. Trovato il capobranco bengalese dello stupro di Guidonia, ma in realtà non esiste ancora né un volto né un nome. Si legge, inoltre, che la vittima ha riferito di aver visto i suoi aguzzini maneggiare un telefonino sia per riprendere lo scempio, sia per mostrarle filmati di altre violenze sessuali. Si indaga, dunque, per stupro di gruppo, sequestro di persona e per altri episodi precedenti alla vicenda rimasti sicuramente impuniti.

Il teatro della violenza / Il Giornale

La notizia, dunque, è vera e le indagini per la cattura dei 4 uomini sono ancora in corso. È fuorviante e illogico, però, citare la Boldrini nel titolo e apporre la foto di un africano in copertina.

Il sindaco di Guidonia Montecelio, Michel Barbet, ha espresso solidarietà alla donna in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook il 19 maggio:

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BUFALA Eddie Murphy è morto in un incidente d’auto

Una notizia sta nuovamente prendendo piede sul web: l’attore Eddie Murphy sarebbe morto in un incidente d’auto pochi giorni fa.

Ebbene, si tratta di una clamorosa bufala, anche di cattivo gusto.

Subito dopo la scomparsa, verificatasi nell’aprile dello scorso anno, di Charlie Murphy, fratello di Eddie Murphy, un articolo ha cominciato a diventare virale sui social media, riportando come quest’ultimo fosse morto in un incidente stradale.

Per ora non si capisce ancora il motivo per cui tale post, che tra l’altro è stato pubblicato ben tre anni fa, nel 2015, è diventato così popolare solo ora. Con ogni probabilità, tra l’altro, il fatto che sia scomparso il fratello di Eddie Murphy ha senz’altro generato un po’ di confusione negli utenti sul web. Un attore di Bollywood denominato Rishi Kapoor avrebbe anche diffuso un post per errore su Twitter relativo proprio alla morte di Eddie Murphy, anche se ha poi prontamente provveduto a cancellare il tweet.

Il reclamo in questione è stato diffuso da Linkbeef. Si tratta di un fornitore di notizie false e bufale relative alla scomparsa di personaggi famosi e celebrità. Tra le altre notizie false che vennero pubblicate da parte di Linkbeef comprendevano un reclamo secondo il quale un membro di una banda sarebbe morto dopo aver placcato d’oro i suoi organi genitali. Tra le altre bufale anche quella di un bambino che è stato cresciuto in laboratorio e clonato, senza dimenticare il pilota del volo Malaysia Airlines 370, che venne trovato vivo, oppure un uomo benestante che stava provando a reclutare un gran numero di donne per diventare le future madri dei suoi figli. Oppure un’altra bufala relativa alla morte del famoso attore comico Adam Sandler.

 

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BUFALA Vince alla lotteria e ricopre il giardino del capo con 20 mila tonnellate di letame – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti la seguente notizia, targata FlopTV

C’è chi vince due volte alla lotteria e decide di acquistare un auto e di viaggiare e chi, vincendo una singola volta, preferisce coronare il proprio sogno. Quale?

Far recapitare 20 mila tonnellate di letame e ricoprire tutto il giardino dell’ex capo per vendicarsi dei continui soprusi patiti.

Si chiama Brian Morris ed è un cinquantenne residente presso la piccola cittadina di Clarendon Hills. Poche settimane fa aveva monopolizzato le notizie locali grazie alla sua incredibile vincita alla lotteria: 125 milioni di dollari.

Alla domanda:

Cosa farai con questo denaro?

Morris aveva dato una risposta inconsueta:

Leggete le notizie, vedrete!

Nessuno si aspettava che quell’uomo potesse investire parte della sua vincita in una geniale vendetta a carico dell’ex datore di lavoro che, evidentemente, non lo avrebbe trattato benissimo negli anni.

Brian Morris ha acquistato 20 mila tonnellate di letame (al prezzo di 224 mila dollari) e ha inserito, nel campo dedicato all’indirizzo per la consegna, il domicilio del suo ex datore di lavoro, George Fitzgerald.

L’uomo, alle sei del mattino, è stato svegliato dal frastuono del camion impegnato a spargere il suo prezioso carico su tutto il giardino fuori casa. Appena resosi conto di quello che stava accadendo, Fitzgerald ha chimato la polizia che è arrivata con un ritardo di 15 minuti. Sono bastati questi brevi momenti per dare al camion la possibilità di spargere metà del carico totale.

Brian Morris, chiaramente divertito dalla scena, è stato tutto il tempo dall’altro lato della strada per godersi lo spettacolo. Appena visti gli agenti, è subito corso a costituirsi con delle frasi che il tenente della polizia ha immediatamente condiviso con la stampa:

L’accusato ci ha detto che ha lavorato per la vittima per 17 anni ed è stato sempre trattato come una merda. Ha dovuto sopportare i soprusi perché aveva bisogno di soldi, ma oggi, con la vincita da 125 milioni di dollari, ha voluto vendicarsi.

Dopo essere stato liberato dalla polizia ha annunciato che la scia di scherzi sarebbe continuata e ha detto ai giornalisti di tenersi pronti.

La storiella ha tutti i caratteri della Bufala del Giustiziere, struttura di sicura viralità a cui deve il suo successo.

Abbiamo anche in questo caso un uomo del popolo, un travet vessato dai cattivi che, una bella mattina, viene posto nella posizione di vendicarsi contro il malvagio di turno (un capo, uno straniero, un altro soggetto “protetto dalle autorità”). Il cittadino honesto (sic!) che nella sua vita non ha mai goduto della protezione delle autorità che avrebbero dovuto salvarlo dalla vessazione improvvisamente usa il suo ritrovato potere per infliggere una grave punizione (fisica o umiliante) al cattivo, al quale non resta che contattare le autorità. L’uomo del popolo viene così punito, ma grazie alle condivisioni virali del popolo della rete anche la “ingiusta” punizione delle autorità viene ribaltata e, da trionfatore, divide i suoi successi con chi ha creduto in lui.

Un canovaccio molto efficace per stimolare la viralità, ma del tutto falso. Una storiella ottenuta assemblando delle foto prese da altre fonti col canovaccio del Giustiziere.

Il soggetto dall’aria divertita non è un “eroe popolare”, bensì un tizio arrestato in stato di ubriachezza, la cui aria ilare è dovuta dallo stato di intossicazione perdurante al momento dell’identificazione. Del resto, il 14 nella foto identificativa sta per l’anno, in quanto l’evento è avvenuto nel 2014.

La storiella inventata invece è apparsa su un blog americano chiamato World Daily News Report il 14 Maggio, ed il WDNR è un noto portale “satirico” che nel disclaimer riporta

World News Daily Report assumes all responsibility for the satirical nature of its articles and for the fictional nature of their content. All characters appearing in the articles in this website – even those based on real people – are entirely fictional and any resemblance between them and any person, living, dead or undead, is purely a miracle.

Il World News Daily Report si assume ogni responsabilità per la natura satirica dei suoi articoli ed il loro contenuto immaginario. Tutti i personaggi apparsi negli articoli di questo sito – anche quelli che sembrano basati su persone reali – sono solamente immaginari ed ogni somiglianza tra loro e persone viventi, morte o non morte è da considerarsi un miracolo.

Ma come riporta Hoax Alert, spesso le notizie satiriche del WNDR finiscono ricopiate da altri portali e diffuse come vere per maggior viralità, e persino l’intervento di Snopes è stato tardivo rispetto ai nostrani viralizzatori, che hanno persino deciso di usare il tag La nuda verità per diffondere una virale creazione altrui.

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BUFALA Video struzzi sugli sci sfrecciano sulla neve

Questo filmato mostra un gruppo di struzzi mentre sono incredibilmente intenti a sciare sul versante di una montagna.

Si tratta, chiaramente di un video clamorosamente inventato e di una bella bufala.  Gli struzzi possono sciare? È questa la domanda che si sono fatti un po’ tutti gli utenti nel momento in cui hanno visto per la prima volta il video. Ed effettivamente si tratta di un quesito decisamente ridicolo, ma effettivamente la serie di filmati in questione è stata in grado di innescare sul serio quantomeno il dubbio.

Questi video, infatti, mostrano degli struzzi, che ricordiamo non sono capaci di volare, mentre stanno sciando senza alcuna fatica su una montagna innevata emersa nei primi anni 2000.

Da quel momento le voci non si sono certamente placate. Qualche giorno fa, una pagina di Facebook ha riproposto varie immagini e filmati relativi a tali struzzi. In realtà, si tratta di una campagna pubblicitaria che ha come obiettivo quello di promuovere il turismo in Giappone. Il filmato è stato montato digitalmente, con gli sciatori professionisti che hanno usato dei costumi di struzzo per far sembrare possibile che tali volatili potessero sciare tranquillamente su una montagna.

Gli spot pubblicitari in questione sono stati realizzati dall’agenzia pubblicitaria Tugboat di Tokyo nei primi anni 2000.il primo annunciato è stato realizzato dalla East Japan Railway Company, mentre gli altri video hanno visto il coinvolgimento di altre società nipponiche, come la All Nippon Airways. Sembra che tale campagna sia composta da quattro video differenti. Una registrazione dell’utente JetCrow su YouTube permette di godersi tutti e quattro i filmati.

 

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DISINFORMAZIONE Donna ingravidata da un calamaro

È mai possibile che una donna rimanga incinta dopo aver mangiato dei calamari? Sono ormai diversi anni che sul web girano dei titoli veramente esagerati, second cui una donna in Corea del Sud sarebbe rimasta ingravidata tramite via orale dopo aver consumato un calamaro.

Si tratta di una notizia perlopiù falsa. Cerchiamo di capire meglio i fatti. La parte vera: una donna ha subito diverse punture dolorose dopo aver mangiato una busta di spermatozoo

Una disavventura che è stata trasformata in una storia sensazionale.

Un articolo che è stato pubblicato da The Sun nel 2012 sosteneva come una donna fosse rimasta incinta di 12 piccoli calamari.  Proprio per rimanere al passo, anche il The Mirror pubblicò un articolo secondo cui la donna sudcoreana era diventata incinta di calamari, avvisando tutti i lettori di prestare la massima attenzione a mettere in bocca i frutti di mare.

Con il passare degli anni, le fandonie su questa presunta storia sono aumentate a dismisura: tra le altre, anche quella della pagina Facebook Nameless.tv all’interno di un episodio di Weird Wild World.

In realtà tutto si riferisce ad una storia pubblicata su Pathology International nel settembre 2011. Una donna sudcoreana di 63 anni ha mangiato un sacchetto di sperma mentre stava consumando del calamaro crudo. In realtà non c’è stata nessuna gravidanza e non è nato nessun piccolo calamaro. La sfortunata donna, in poche parole, ha dovuto subire la rimozione degli spermatofori di calamaro. In poche parole, hanno estratto una capsula in cui era presente sperma di calamaro dalla bocca di questa donna. Per varie ragioni scientifiche, tali spermatozoi non si sono sviluppati in piccoli calamari.

In realtà, nonostante la storia sia particolarmente strana, ci sono dei precedenti, documentati da varie ricerche mediche, come questo rapporto del 2012 pubblicato su Zoomorphology.

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BUFALA Attenzione! Il tuo account WhatsApp Messenger è scaduto – bufale.net

Questa volta riceviamo, e giriamo, segnalazione direttamente dalla pagina social della Polizia Postale

Pare inutile dirvi che WhatsApp non è (o meglio, non è più) un servizio a pagamento.

Per un certo periodo in passato infatti WhatsApp ha avuto un piccolo canone annuale di 99 centesimi, poi rimosso definitiviamente nelle versioni successive.

Ed anche quando era necessario tale pagamento, la richiesta di rinnovo avveniva tramite messaggi e un’interfaccia di pagamento incorporati nell’interfaccia di sistema, e giammai contenuta in anonimi messaggi online che conducono a link a caso.

Con questo tipo di bufala ci scontriamo ormai da anni, e la chiave è sempre la stessa: phishing.

Non è una brutta parola, è un termine inglese di cui vi abbiamo parlato più volte che esprime un tipo di truffa assai particolare e comune: ricordate il Totò di Tototruffa che fingendosi l’Ingegner Trevi, discendente del creatore dell’omonima fontana convinceva un turista italoamericano a comprare la Fontana da lui con un congruo anticipo?

Ecco, il phishing è la versione moderna di quella bufala: in questo caso, seguendo il link, troverete solo un sito internet composto da un truffatore, che nella migliore ipotesi vi iscriverà a diversi servizi a pagamento, nella peggiore vi chiederà nome, cognome, indirizzo e dati di una carta di credito per provvedere al “rinnovo” e, naturalmente, userà tali dati per i suoi scopi senza alcuna possibilità per voi di richiederne cancellazione o inibizione.

Dareste i dati della vostra carta di credito ed altri dati personali ad uno sconosciuto? Noi diciamo di no, e se foste così distratti da cascare nella trappola, non vi resterebbe altro che bloccare la carta di credito e denunciare il fatto alla Polizia Postale per evitare che il vostro nome sia “speso” per altre operazioni truffaldine.

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BUFALA Muore 80enne e lascia 3 milioni in eredità a Berlusconi – bufale.net

Questa è una sbufalata flash (cit.) perchè ormai molti giornali hanno compreso l’errore che hanno commesso e stanno aggiornando gli articoli.

La domanda che però ci poniamo è: Non potevano controllare prima di pubblicare questa notizia ? erano presenti molti campanelli d’allarme.

Citiamo ad esempio il Corriere della sera:

La storia fa più o meno così: una ottantottenne aquilana, deceduta 20 giorni fa, ha lasciato in eredità tutti i suoi beni, ammontanti a 3 milioni di euro a Silvio Berlusconi. La notizia — riportata da alcune agenzie di stampa e ripresa da molti siti — è resa nota dall’avvocato Andrea Ferrari, che in una nota descrive il profilo della generosa signora: «Anna C. ex impiegata della Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, originaria di L’Aquila ma con ultima residenza a Palermo», «venuta a mancare circa venti giorni fa, nubile e senza figli, proprietaria di ben 3 immobili, diversi terreni e due conti correnti», avrebbe deciso di lasciare il denaro «al Cavaliere in ragione – come si legge nel testamento – della riconoscenza per gli anni di lavoro passati insieme». Una vicenda curiosa: e completamente falsa. Anche questa, infatti — come molte altre, apparse nelle scorse settimane — non è che una bufala, messa in piedi da quella che Paolo Beltramin, sul Corriere, aveva descritto come «la fabbrica italiana delle fake news»: la fantomatica F.I.R., fondazione italiana risparmiatori.

La fondazione fantasma

«Il sito web ufficiale della Fir», scriveva Beltramin giorni fa, «la presenta come «un’associazione di consumatori e utenti, liberamente costituita, autonoma, senza fini di lucro e a base democratica e partecipativa». Nei contatti, però, non ci sono né un numero fisso né nomi propri, solo un cellulare anonimo. A una ricerca più approfondita, si scopre che la Fir non è nel registro delle fondazioni lombarde, non ha codice fiscale né partita Iva; lo stesso sito web è stato registrato appena quattro mesi fa, nella Repubblica Ceca. In compenso viene indicata la sede, davvero prestigiosa: via Tortona 37 a Milano, nel cuore del distretto della moda e del design, proprio dove in questi giorni è in scena il Salone del Mobile». E al numero di cellulare — lo stesso dell’avvocato Ferrari, quello della fantomatica 88enne dell’Aquila — chi risponde? Giorni fa, «Andrea Rossi, avvocato»: che aveva promesso di «spedirci via mail carta d’identità, atto fondativo e statuto della fondazione, riferimenti dei notai coinvolti: stiamo ancora aspettando».

Gà dall’11 Maggio, un nostro vecchio collaborare “David Puente“, aveva messo in guardia su queste notizie “Milionarie” fra cani e maxi risarcimenti:

La Fondazione Italiana Risparmiatori e la storia del maxi risarcimento da 800 mila euro per aver contratto l’epatite C

Ancora! Si, ancora una volta la “Fondazione italiana risparmiatori” in mezzo a queste storie legate a grosse somme di denaro, dopo quella dei tre miliardi di lire in Svizzera e del gattino ereditario: […]

Ormai molti giornali non hanno scusanti su questo aspetto, ma per loro fortuna stiamo collaborando con loro ad alcune iniziative di cui presto vi metteremo al corrente.

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DISINFORMAZIONE Foto incidente aereo a L’Avana – bufale.net

Sono queste le foto che mostrano le conseguenze di un incidente aereo accaduto a L’Avana poche ore fa?

In realtà, si tratta di foto che non c’entrano alcunché. Ieri un aereo che trasportava più di 100 passeggeri si è schiantato al decollo dall’aeroporto internazionale Jose Martì a L’Avana, a Cuba. Nel momento in cui i notiziari hanno cominciato a diffondere dettagli circa l’incidente, si sono cominciate a diffondere delle immagini che presumibilmente mostravano proprio la caduta e hanno iniziato a diventare virali sui social media.

Queste immagini, però, sono piuttosto vecchie e mostrano diverse incidenti aerei che non sono collegati. Da questa prospettiva si può notare molto meglio il contenuto di tali immagini e diverse informazioni su dove e quando siano state scattate effettivamente.

Questa foto pare che sia stata scattata dall’utente Paul Berberian su Twitter: mostra un aereo della British Airways in fiamme all’interno di un aeroporto di Las Vegas nel settembre di tre anni fa. La BBC cercò di fare immediatamente chiarezza sui fatti.

Questa foto è stata ripresa dall’utente Bishnu Sapkota su Twitter. L’uomo ha ripreso un aereo passeggeri US-Bangla Airlines che si è schiantato in un aeroporto di Kathmandu, in Nepal, nello scorso mese di marzo. Ecco come si sono svolti i fatti secondo CBS.

Foto autentiche relative all’aereo che si è schiantato ieri a L’Avana si possono notare meglio all’interno di questo video report diffuso da Fox News.

Purtroppo, anche in questo caso, si tratta di un altro brutto esempio di condivisione di foto false o vecchie spacciate per quelle effettivamente legate a tragedie attuali. Può apparire una pratica priva di conseguenze, ma in realtà nel migliore dei casi confondono le persone e creano un ambiente di disinformazione per tutti coloro che sono alla ricerca della verità. Nel peggiore dei casi, invece, tale pratica si trasforma in propaganda che è in grado anche di ostacolare senza mezzi termini delle indagini.

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BUFALA La trota Blu Bow (foto)

Questa foto che sta facendo il giro del web mostrerebbe la prima trota blu Bow mai catturata in Pennsylvania.

Lo scorso 8 maggio, tale immagine riguardante un pesce dai colori piuttosto vivaci è stata diffusa sulla pagina Instagram di @trout_row, accompagnata da un messaggio in cui si sosteneva come fosse la prima trota arcobaleno blu ad essere catturata da quelle parti.

Un gran numero di utenti erano strenuamente convinti che il pesce blu in foto fosse reale, ma alcuni si domandavano se tale trota non fosse stata pescata in realtà più che da un fiume, da un programma per il fotoritocco sul pc.

Un indizio a sostegno di quest’ultima tesi relativo al fatto che la colorazione di tale trota sia un falso si può individuare proprio dagli occhiali da sole del pescatore. Nonostante non sia un indizio certo, pare proprio che il riflesso del pesce che si può notare negli occhiali sia il reale colore del pesce, ovvero marrone o arancione.

Tale indizio, però, – come sostiene anche Snopes – non si può certo considerare una prova schiacciante per smentire tale didascalia. Anche in virtù del fatto che questo tipo di trota non è sconosciuto. Nel momento in cui, però, è stato contattato l’utente, chiedendogli come avesse fatto a catturarlo, è arrivata la conferma che si trattasse semplicemente di un pesce photoshoppato. La pagina Instagram di @trout_row è in realtà ricca di trote assolutamente vere, ma questa nello specifico esiste solamente nelle favole.

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BUFALA Nikola Tesla immortalato in una foto mentre lavora come istruttore di nuoto

Una foto che si sta diffondendo sul web mostra Nikola Tesla mentre sta lavorando come istruttore di nuoto su una spiaggia di New York verso la fine del 19esimo secolo.

In realtà, però, la persona nella foto non è Nikola Tesla. Per chi non lo sapesse, si tratta di una delle menti più eccelse del diciannovesimo secolo. Inventore, ingegnere, fisico e, stando a quanto riportato da un’immagine diventata ben presto virale sul web, anche istruttore di nuoto.

L’immagine in questione mostrerebbe il famoso inventore in spiaggia ed è stata condivisa, nel corso di questi ultimi anni, insieme a differenti didascalie. L’account Twitter “History Photographed”, ad esempio, ha condiviso la foto sottolineando che mostrasse un giovane Tesla intento ad insegnare ad una ragazza a nuotare nel 1900. Secondo Weird History, invece, Tesla era un vero e proprio istruttore di nuoto, mentre stando a “The History Lovers Club”, riportava semplicemente Nikola Tesla in spiaggia.

In realtà, nessuna di queste didascalie si può definire veritiera, dal momento che l’uomo nella foto non è il famoso inventore. La notizia è stata smentita anche da Snopes. Stando al Museum of the City di New York, tale immagine è stata scattata nel 1898, mostrando un istruttore di nuoto e una bagnante a Midland Beach, a Staten Island.

L’uomo in questione ha una grande somiglianza con il famoso inventore, effettivamente. Ad ogni modo, nel 1898 Tesla aveva già 42 anni, mentre l’uomo nella foto pare essere decisamente più giovane. Ecco un confronto tra la foto diffusa sul web e una di Tesla che risale al 1896.

Tra le differenze che saltano maggiormente all’occhio troviamo certamente l’attaccatura dei capelli, così come la forma delle orecchie. Così come è piuttosto improbabile che Tesla abbia avuto il tempo o la necessità dal punto di vista finanziario di lavorare come istruttore di nuoto in quel periodo, considerando i vari brevetti di successo.

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