Il terremoto di Roma dell’11/05/2011

Domani è l’11 maggio 2011. E allora? – direte voi – Cosa c’è di strano?. C’è di strano che questi ultimi mesi un tam tam forsennato del web sta portando avanti l’idea che proprio domani, a Roma, ci sarà un terremoto devastante.

Tutto risale alle presunte previsioni del sismologo Raffaele Bendandi (Faenza, 17 ottobre 1893 – Faenza, 3 novembre 1979), uno scienziato autodidatta che elaborò nel tempo una sua teoria capace di prevedere i terremoti (approfondisci qui)

Secondo le sue teorie i terremoti sono direttamente collegati ai movimenti dei pianeti e dei satelli del sistema solare, che esercitando la loro forza gravitazionale sulla Terra, determinano lo scostamento della crosta terrestre e quindi il terremoto, proprio come la luna influenza la marea. Per dimostrare la bontà del suo metodo il 23 novembre 1923 in presenza di un notaio previde un terremoto nelle Marche per il 2 gennaio dell’anno seguente. Il terremoto si verificò effettivamente a Senigallia due giorni dopo quanto predetto. Dalle prime pagine dei giornali venne acclamato come “Colui che prevede i terremoti”, e la sua fama si espanse anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti. 

Molti furono i casi che lo videro coinvolto: uno dei casi più celebri che l’hanno fatto balzare agli onori della cronaca fu il terribile terremoto del Friuli del 1976, dove sostenne di aver cercato di avvertire le autorità senza venire ascoltato.

Anche se i suoi studi non furono mai accreditati dalla scienza ufficiale, Bendandi godette di grande stima e interesse dal mondo accademico. Fu nominato da Giovanni Gronchi Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, la città di Faenza gli ha dedicato una Scuola Media e fu eletto membro della Società Sismologica Italiana.

Secondo gli scienzati contemporani il fatto che Bendandi sia stato capace di prevedere i terremoti si basa sopratutto su probabilità statistiche, dato che questo tipo di fenomeno, seppur spesso di lieve entità, si verifica molto più spesso di quanto se ne parli. E qui arriviamo alla fatidica data di domani.

Secondo il popolo della rete domani Bendandi avrebbe previsto un grande terremoto proprio a Roma, la causa risiederebbe in un allineamento dei pianeti del sistema solare che si verificherà proprio domani. In realtà nei suoi scritti, afferma la curatrice del fondo a lui dedicato, non viene citato nè l’anno nè la città, resta quindi difficile capire la vera fonte della fatidica data.

Proprio per quel giorno, per tranquillizzare la popolazione romana ma allo stesso tempo per offrire un momento di riflessione e formazione, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha organizzato un Open Day dedicato all’informazione scientifica sui terremoti. Secondo loro domani non ci sarà un terremoto, ma bensì 30, ovvero il numero medio di terremoti che vengono rilevati ogni giorno in Italia.

Per maggiori informazioni sulla giornata organizzata dell’INGV vi rimandiamo al sito ufficiale www.ingv.it