BUFALA Michelle Obama azionista: LL Bean vieta l’assunzione di proprietari di armi

LL Bean ha emanato un divieto di assumere i proprietari di armi perché l’ex First Lady Michelle Obama è il suo principale azionista.

Si tratta di una bufala.

Una pagina satirica di Facebook ha riportato il nome di Michelle Obama, l’ex First Lady, in un post pubblicato il 24 giugno scorso, in cui ha provato a far emergere un presunto pregiudizio contro i proprietari di armi mantenuto dalla compagnia LL Bean.

Il post, pubblicato da America’s Last Line of Defense, ha diffuso una foto in cui si nota una vetrina aziendale accompagnata da questa didascalia: “l’azionista di maggioranza di LL Bean è Michelle Obama. La scorsa settimana il CEO, Hammond C.Heis, ha annunciato che nessun proprietario di armi registrato potrà essere assunto dalla loro compagnia”.

Come ogni altro contenuto che viene pubblicato da questa pagina Facebook, ma anche sul correlato sito web, si tratta di articoli completamente falsi e creati ad hoc per scatenare indignazione. L’attuale CEO della compagnia LL Bean, tra le altre cose, si chiama Stephen Smith e non Hammond C. Heis. Inoltre, è bene sottolineare che LL Bean è una società privata: il che significa semplicemente che non ci sono azionisti.

Mentre LLOD ha invitato a boicottare la pagina di LL Bean in questo post, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rivelò che Linda Bean, la nipote del fondatore dell’azienda Leon Leonwood Bean e membro del consiglio di amministrazione, gli diede il suo supporto. La più giovane Bean, infatti, fece una donazione ad un’organizzazione che si occupava di raccogliere fondi privati per sostenere la candidatura presidenziale di Trump.

Il presidente esecutivo Shawn Gorman ha dichiarato in una nota che LL Bean non appoggia i candidati politici, non ha preso posizioni su questioni politiche né tanto meno ha dato dei contributi politici. Ha detto che l’azienda vuole rimanere estranea ai confini politici. “Essere coinvolti in questa campagna di boicottaggio è semplicemente un errore” ha sottolineato.

Nonostante Gorman ha chiesto che LL Bean non venga presa di mira dalla campagna “Grab Your Wallet”, l’azienda rimane sulla lista di boicottaggio del sito web.

A marzo, tuttavia, l’azienda ha avviato una nuova politica che prevede che le persone che acquisteranno una pistola presso i negozi di LL Bean debbano aver compiuto almeno 21 anni.

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DISINFORMAZIONE La foto della bambina separata dalla madre al confine negli USA

Secondo alcuni media questa fotografia ritrarrebbe una bambina che piange perché è stata separata dalla madre al confine.

In realtà si tratta di una notizia distorta.

La fotografia che mostra una bambina che piangeva al confine, scattata dal fotografo John Moore il 12 giugno scorso, è diventata estremamente popolare e virale sul web e in seguito venne sfruttata per una copertina della rivista “TIME”.

Contrariamente rispetto alle affermazioni riportate, i media hanno sempre riferito che la bambina nella foto non è mai stata separata dalla madre. Si tratta di un’informazione che è stata smentita dalla dogana e dalla pattuglia di confine degli Usa, che hanno dichiarato che la coppia non era stata separata dalla piccola.

Il dibattito sui social media riguardante la nuova politica degli Stati Uniti nei confronti dei flussi migratori che ha portato alla separazione di tante famiglie e ad una tolleranza zero alla frontiera, si è fatto sempre più aspro. Soprattutto in riferimento all’origine di una serie di foto, di cui una raffigurava una bambina con una maglietta rosa che piangeva circondata da agenti di frontiera.

Lo scorso 21 giugno, anche il portale Daily Wire era tra i siti web che segnalavano che i media avevano affermato falsamente che la bambina era stata separata dalla madre.

The Daily Wire faceva riferimento a Washington Post e agli articoli della CNN sulla foto, anche se nessuno di questi riportava che la ragazza fosse stata separata dalla madre. Il pezzo della CNN a cui il Daily Wire collegava di nuovo la foto sottolineava come la bambina non era stata separata dalla madre.

Anche se Moore ha affermato che l’obiettivo, nello scattare quella foto, era quello di catturare un momento che trasmettesse l’impatto emotivo suscitato dalle separazioni familiari, né lui né le altre fonti che hanno pubblicato la sua immagine hanno mai sostenuto che madre e figlia fossero stati separati.

 

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BUFALA Profughi massacrano gatto per gioco. “Fa parte della nostra cultura, non sapevamo fosse vietato”

Euro24news, ormai conosciuto come una fucina della disinformazione (il nostro archivio ci è testimone), ritorna il 29 giugno e riporta la storia di un gatto massacrato per gioco da un gruppo di profughi:

Non c’è mai fine al peggio. La violenza contro gli animali aggiunge un nuovo capitolo ad una storia che va avanti da ormai troppo tempo. Il macabro episodio è avvenuto in un parco nelle vicinanze di un centro d’accoglienza in provincia di Firenze. La vittima è un povero gatto, massacrato a calci da un gruppo di richiedenti asilo, tutti Nigeriani. Purtroppo per lui (il gatto) oramai non c’è piu nulla da fare ed è morto a causa delle varie ferite e contusioni inferte. Identificati grazie ai residenti i carnefici sono stati portati in caserma dove hanno giustificato l’atto dicendo che questo nel loro paese è la normalità, dicendo di non sapere fosse vietato dalla legge. Dunque sono stati rilasciati  ma “costretti”  a pagare un multa di 55 € che tanto non pagheranno mai.

L’autore resta sul vago, parla di un parco nelle vicinanze di un centro d’accoglienza in provincia di Firenze, ma non aggiunge altro. Nessun dato sul numero di richiedenti asilo coinvolti nel massacro, nessun riferimento temporale (giorno, momento del giorno, ora) e, soprattutto, nessun riscontro sui principali organi di stampa. Ancora, la scelta dell’immagine di copertina ricade su un collage di due foto: la prima ritrae un gruppo di ragazzi, uno dei quali esibisce un gesto di vittoria; la seconda ritrae il corpicino di un gatto.

Quest’ultima è riutilizzata da un vecchio articolo pubblicato su TGRegione.it, sito d’informazione locale toscano, il 18 dicembre 2016. La notizia riportava un massacro di gatti avvenuto a Viareggio. I corpi senza vita dei poveri animali erano stati rinvenuti dagli addetti alle pulizie della piscina comunale, e non era chiaro chi fosse l’autore della strage.

Ancora, una donna aveva scritto alla redazione di TGRegione.it per segnalare che nella notte precedente si era tenuto un rave-party in un centro sociale, vicino al gattile dell’ASAV. Ella stessa aveva visto un gruppo di cani sbranare un gattino.

Non si parla, dunque, di un gatto massacrato da profughi nigeriani, e soprattutto la notizia riportata da Euro24news non ha riscontri sugli organi di stampa ufficiali. Parliamo dunque di bufala, frutto dell’invenzione degli autori.

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BUFALA Scatta l’allarme: “Scafisti organizzano naufragi per incolpare Salvini dei migranti morti e far cadere il Governo” – bufale.net

La campagna elettorale permanente genera dei mostri, e quando i viralizzatori pretendono di truccarsi da fact checker per spingere le proprie odiose viralità tra la folla indinniata ed ignorante, ci sale immediatamente in bocca il fetido sapore della marcescenza.

Ci delizia infatti una delle tante echo chamber del seguente articolo

Iniziano i naufragi, non a caso con notizia diffusa dall’organo ufficiale dell’islamismo radicale: Al Jazeera.

Un naufragio di un barcone che trasportava migranti è avvenuto al largo della Libia. Alcuni media hanno affermato che “una nave è affondata a est di Tripoli e trasportava circa 100 migranti”. L’emittente panaraba Al Jazeera su Twitter (che per divagare ha i sauditi come azionisti di riferimento) ha scritto: “La Guardia costiera libica ha salvato 14 rifugiati. Si temono 100 dispersi”.

È evidente quindi come siano iniziati i naufragi programmati dagli scafisti libici per far riaprire le rotte dell’invasione ed obbligare i governi europei, e soprattutto quello italiano, a riaprire i porti alle navi ONG. D’ora in avanti sarà necessario aspettarsi decine di navi affondate di proposito con conseguenti morti tra i migranti al fine di far cadere il Governo gialloverde con accuse di razzismo e xenofobia. Vogliono far riprendere il business e lo faranno sulla pelle degli immigrati africani…

È evidente cosa?

Cioè, fatemi capire, secondo il nostro amico bufalaro muore della gente in mare, e lo fa per fare dispetto “al governo”

Scommetto che presto avremo qui persone a dire “Eh, ma provate voi il contrario”

Sapete, non funziona così. Uno dei cardini principali del sistema giudiziario mondiale è che l’onere della prova spetta a chi vuol far valere in giudizio il fatto controverso.

Immaginate che una bella mattina un tizio vi fermi in mezzo alla strada e, dopo avervi sferrato un pugno urli sguaiatamente

Sei un bastardo! Hai ucciso mio fratello perché sei un bastardo, e per questo ti ucciderò di botte come un bastardo! Ieri io so che hai ucciso mio fratello, perché avant’ieri era vivo e ieri era morto e tu sei un bastardo! Dì a tutti che ieri eri ad uccidere mio fratello, bastardo che sei!

A questo punto voi, stanchi delle insolenze di un tale in evidente alterazione, vi voltate per andarvene, ed il tizio urlando arringa la folla dicendo

Avete visto il bastardo? Scappa perché non vuole dirmi come ha ucciso mio fratello, perché lui è un bastardo che ha ucciso mio fratello

Quanti di voi si fermerebbero a discorrere col tale e quanti andrebbero immediatamente a denunciarlo senza raccontargli niente perché lui dovrebbe provare quello che dice?

Ad aggravare la situazione abbiamo il bottone fact checking che…

In realtà apre automaticamente Google cercando pezzi dell’articolo originale che è un brano di TGCOM, quello vero, in cui non si fa alcun modo riferimento all’improbabile teoria del complotto che il brano alterato propugna.

Perché, tanto, sappiamo tutti che l’indinniato medio, moderno Fernandello lo Scienziato non cliccherà mai su quel bottone che lo smentirebbe, ma si limiterà a piatire la sua esistenza con biasimevole petulanza rispondendo a tutti i tentativi di fact checking con un

Ora sono fact checker pure io

E invece no: non lo sei. Il fact checker legge prima di pubblicare, l’indinniato dopo se non mai, esponendosi al giusto pubblico ludibrio.

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NOTIZIA VERA Ruspadania: l’app per schiacciare gli immigrati “per gioco” apparsa e poi rimossa su iTunes Store – bufale.net

Chi di voi detiene dispositivi con iOS ieri avrà visto una strana app comparsa nell’iTunes store, il “distributore” ufficiale di giochi ed applicazioni per iPhone, iPod ed iPad

Abbiamo censurato i nomi degli autori della stessa per non dare loro la visibilità che, evidentemente non meritano, ma con un po’ di ricerche sarà facile pervenire al profilo dello sviluppare, il cui unico contributo all’ecosistema Apple risulta essere Ruspadania.

Con vellità da campagna elettorale permanente tanto grottesche quanto censurabile il nostro personaggio, pervaso dallo spirito Padano di campagna elettorale permanente così tanto da ribattezzare la sua creazione un prodotto di rara/moderata violenza fantasy ha deciso di creare un gioco per

fermare l’invasione! Ripulire gli ostacoli!

Ovvero guidare una ruspa stilizzata per schiacciare degli esseri umani stilizzati, “casualmente” persone di colore.

La Rete se ne è accorta, Attivissimo si è attivato prontamente per richiedere spiegazioni.

Qualche tweet e telefonata dopo, il quadro è stato desolante

Capita sovente che coi miliardi di app inseriti nello store qualcosa sfugga al controllo, e non ha certo aiutato il fatto che il nostro personaggio abbia platealmente mentito nella descrizione dichiarando di aver creato un prodotto con moderata violenza fantasy.

Ma Apple ha mantenuto la promessa, e Ruspadania è sopravvissuto nell’ecosistema Apple per meno di un pomeriggio: entro sera il profilo dello sviluppatore e l’app sono stati rimossi, e l’autore ha dovuto trincerarsi dietro l’ombrello della satira per evitare la (a parer nostro sacrosanta) indignazione che da ieri continua ad investirlo

Difatti non solo la legge italiana, ma anche i termini e le condizioni di servizio per gli sviluppatori Apple impediscono, ad esempio, di svegliarsi una mattina e cominciare a vendere un divertente giochino satirico in cui brutalizzi immigrati con una ruspa, vietando espressamente

1.1.1 Defamatory, discriminatory, or mean-spirited content, including references or commentary about religion, race, sexual orientation, gender, national/ethnic origin, or other targeted groups, particularly if the app is likely to humiliate, intimidate, or place a targeted individual or group in harm’s way. Professional political satirists and humorists are generally exempt from this requirement.

1.1.1 Contenuto diffamatorio, discriminatorio o in palese malafede, compresi riferimenti e attacchi basati su religione, razza, orientamento sessuale, sesso, origine etnica o nazionale o altre minoranze, specialmente se scopo dell’app è il verosimile obiettivo di umiliare, intimidare o causare danno agli individui colpiti. Solitamente, gli autori di satira politica a livello professionale sono esenti da questo requisito.

1.1.2 Realistic portrayals of people or animals being killed, maimed, tortured, or abused, or content that encourages violence. “Enemies” within the context of a game cannot solely target a specific race, culture, real government, corporation, or any other real entity.

1.1.2. Ritratti realistici di persone o animali uccisi, torturati, mutilati o abusati, o contenuti che incoraggiano la violenza. “I nemici” non possono essere di una sola razza, cultura, di un governo reale, di una ditta o altre entità.

Quindi un soggetto che autore di satira professionale non è congegna un’app che consente di spiaccicare immigrati, tutti di colore, su una strada guidando una ruspa, descrivendo tale azione come difendersi da un’invasione.

Siamo a ben quattro violazioni in due punti programmatici: un po’ troppe per sventolare la foglia di fico della satira.

Non possiamo che concordare col decano Attivissimo, ed auspicarci di non rivedere mai più simili applicazioni e che l’autore non ci delizi più di simili creazioni.

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NOTIZIA VERA Da domani 1 luglio importanti aumenti per la bolletta ENEL e non solo

In molti hanno sperato potesse trattarsi di una bufala, ma a quanto pare non è il caso delle novità riguardanti la bolletta ENEL a partire da domani 1 luglio. A quanto pare, infatti, ci sarà effettivamente un aumento abbastanza importante per quanto riguarda la quota che paghiamo su energia e gas, fermo restando che quanto stiamo per riportarvi oggi riguarda anche il mercato libero. Nel 2018 ci sono state non poche bufale sull’argomento, ma dalle ricerche che abbiamo effettuato siamo giunti alla conclusione che le cose dalle prossime ore andranno effettivamente così.

Come è stato evidenziato nelle ultime ore anche da Il Fatto Quotidiano, infatti, dovremo assistere ad un incremento della spesa pari al 6,5% per l’energia elettrica e all’8,2% per quanto concerne il gas naturale. Certo, questo trend va solo a bilanciare quanto avvenuto nel trimestre precedente, quando al contrario c’era stato un apprezzabile abbassamento della bolletta ENEL e degli altri gestori che operano nel mercato libero, ma questa è solo una parziale consolazione per il pubblico italiano.

Secondo i primi studi, su base annua l’aumento per la famiglia media dovrebbe corrispondere a circa 117 euro. Mentre l’Unione Consumatori insorge, allo stesso tempo l’Autorità che “regola” il mercato è già intervenuta con una sorta di rimodulazione degli oneri generali di sistema. Lo scopo? Rendere meno pesante l’aumento di spesa per i clienti domestici e non domestici, affinché si possano bilanciare questi rincari.

Vi ricordiamo che le notizie riguardanti la bolletta ENEL già in passato sono state coinvolte in alcune bufale virali, ma quella relativa agli aumenti che scatteranno da domani 1 luglio rappresenta purtroppo la verità per gli utenti italiani. Stando a quanto riportato oggi, la situazione non cambierà per almeno tre mesi, ragion per cui sarà meglio adattarsi nel più breve tempo possibile a quanto è stato disposto dai mercato nel corso delle ultime settimane.

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BUFALA “Finirà che dovremo lasciare tutti Facebook”, l’hacker del commento offensivo

Insomma, gli hacker sono l’ossessione dei viralizzatori di Facebook, sempre pronti a creare nuovi mostri (visita il nostro archivio) o a fare dell’insano terrorismo psicologico per circondarsi di like, commenti e condivisioni compulsive. Oggi torniamo con la nuova versione di una bufala mai passata di moda:

Come accadeva nel 2015, la risposta a questa ennesima bufala è molto semplice. Prima di tutto, proponiamo questa nostra analisi per rispondere in anticipo a coloro che diranno di avere un cuggino al quale è successo.

Se a vostro cuggino è successo di ritrovarsi in questa situazione, più che probabilmente ha preso un virus cliccando su un qualche link-truffa, scatenando dunque il fenomeno. Ce lo fanno notare su Chicche Informatiche, in un articolo del 2016:

Definiamo questo messaggio una bufala perché bisogna sempre compiere un’azione affinché il virus si impossessi del vostro account, ad esempio un click a qualche link fasullo. D’improvviso FACEBOOK non può pubblicare post a nostro nome prima di una nostra esplicita autorizzazione!

Anziché creare catene di copia-incolla formulate con faccine (emoji, si chiamano emoji) tristi, pucciose e obbedire passivamente alla richiesta di condivisione, sarebbe più sano e maturo ricordare tempestivamente alla nostra Home di evitare di cliccare su link sospetti, che appunto possono infettare l’account.

Parliamo di bufala, quindi, perché questi problema non si generano dal nulla, bensì è necessaria una nostra azione, o distrazione.

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BUFALA Il cantante dei Pearl Jam chiede scusa agli italiani

I Pearl Jam hanno suonato allo Stadio Olimpico di Roma il 26 giugno 2018, confermando l’importanza e la fede quasi religiosa per i movimenti alternativi degli anni ’90, con un pubblico partecipe, numeroso e appassionato. Durante l’esibizione, Eddie Vedder ha imbracciato la chitarra acustica e ha intonato la cover di Imagine di John Lennon:

Nel corso dell’esecuzione, gli schermi hanno trasmesso immagini in riferimento alle notizie di attualità sui migranti, accompagnate dagli hashtag #apriteiporti#saveisnotacrime. La band ha dunque voluto lanciare un proprio messaggio, con il sottile riferimento alla vicenda Aquarius e a tutte le altre notizie che hanno tenuto impegnati gli organi di stampa negli ultimi giorni.

Immediata è stata la reazione di Rita Pavone – che diede voce a La partita di palloneIl ballo del mattoneCuoreIl geghegé et cetera – che ha risposto alla band di Seattle a colpi di tweet, seguita da Giorgia Meloni e, soprattutto, dall’ex sindaco di Riola Sardo che in un post su Facebook ha chiesto al Ministro degli Interni Matteo Salvini di arrestare l’intera band.

Ministro Salvini FALLI ARRESTARE!!
I complici degli assassini CHE COMMERCIANO CARNE UMANA, devono essere IMPRIGIONATI! TUTTI!! GIORNALISTI, ARTISTI, RELIGIOSI, PDEUDOPOLITICI, PSEUDO UOMINI DI LEGGE, PSEUDO SCRITTORI!! I COMPLICI DEGLI SCHIAVISTI DEVONO ESSERE ARRESTATI!

Non poteva mancare, dunque, la comparsa dell’ennesima interpretazione di colui che un tempo fu Marco Vegan, poi Marco Staone, Erminio Ottone e l’ex nostromo dell’Aquarius. Oggi punta in alto, vestendo i panni di un Eddie Vedder decisamente ringiovanito e dall’accento americano talmente stentato da ricordare lo sfottò degli Skiantos di Mi piaccion le sbarbine.

Secondo questa nuova interpretazione – che divide un pubblico divertito da un pubblico indinniato e pronto a crederci ancora – la band dei Pearl Jam sarebbe stata costretta dal Partito Democratico a lanciare il messaggio sui migranti:

Noi non facciamo mai politica, ma il PD, Partito Democratico, ci ha imposto di mandare quel messaggio di pace durante il nostro concerto.

Gli scherzi ideati dal creatore di questi personaggi, per alcuni utenti non sono divertenti. Tra i commenti al post originale, di già, si trovano utenti che non hanno idea di chi sia Eddie Vedder e di quale aspetto abbia, dunque trovano questo video verosimile.

Ovviamente, il video è l’ennesimo falso dello stesso viralizzatore dei personaggi di cui sopra, e soprattutto il cantante dei Pearl Jam non ha quell’aspetto. Nessuna imposizione del PD, dunque, solo un’iniziativa della band che, ora, si trova al centro di un’accesa polemica.

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PRECISAZIONI Renzi compra una villa in via Tacca a Firenze da 1,3 mln: disse di avere solo 15mila euro

Sta facendo il giro del web in questi minuti la notizia secondo cui Matteo Renzi avrebbe acquistato una villa a via Tacca a Firenze dal valore complessivo di 1,3 milioni di euro. Al dì là del fatto che una spesa del genere dovrebbe rivelarsi fuori portata anche per un personaggio che ha rivestito la carica di Presidente del Consiglio, lo scalpore del pubblico del web nasce dal fatto che pochi mesi fa l’ex sindaco del capoluogo toscano aveva dichiarato di avere poco più di 15mila euro sul proprio conto.

Proviamo dunque a ricostruire i fatti, raccogliendo i dati pubblicati dalla fonte ed esaminando nello specifico un’operazione immobiliare del genere. In primis, la notizia riportata anche da Il Fatto Quotidiano poco fa è in realtà frutto di un’indagine condotta da La Verità, testata condotta da Maurizio Belpietro. Nello specifico, si parla di un immobile acquistato con la firma di un un preliminare d’acquisto nello studio fiorentino del notaio Michele Santoro. Si tratterebbe sostanzialmente di una villa da 1.230.000 euro, ai quali bisogna poi aggiungere altri 70.000 euro per un terreno agricolo di 1.580 metri quadrati che secondo la fonte sarebbe adiacente al giardino.

Il tutto sarebbe figlio di una caparra di 400mila euro, mentre peri restanti 900mila euro sarebbe stata scelta l’opzione del mutuo. La villa situata a via Tacca a Firenze sarebbe così strutturata: 276 metri di superficie catastale, caratterizzati a loro volta da 11,5 vani, due livelli con salotto triplo, senza dimenticare grande cucina abitabile, studio, tre camere e tre bagni, terrazza. Come può essere possibile una spesa del genere per chi ha dichiarato di recente di avere a disposizione poco più di 15mila euro come capitale disponibile? In primo luogo, va precisato che al momento non ci sono ulteriori riscontri in grado di confermare quanto riportato da La Verità.

Senza dimenticare che operazioni immobiliari del genere sono così complesse, se confermate, che determinare la provenienza specifica di questo denaro risulti essere cosa assai complicata. Tra non molto probabilmente ne sapremo di più. Come sempre, dunque, attenzione massima alle informazioni imprecise, oltre ovviamente alle bufale, che nella giornata di ieri hanno preso di mira lo stesso ex Presidente del Consiglio a proposito di un incarico conferito al fantomatico fratello chiamato Gianni Renzi, come vi abbiamo puntualmente riportato.

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NOTIZIA VERA Allarme nel Salento, squali avvistati a 20 metri dalla spiaggia

Il sito Batmagazine il 20 giugno riporta che tre squali sono comparsi a 20 metri dalla spiaggia di Torre dell’Orso, a San Foca, nel Salento. La notizia nasce da un video virale pubblicato su Internet da una donna:

Un video che sta facendo il giro del web e sta destando certamente stupore misto anche a paura.

Si tratta di una sorpresa inaspettata per i bagnanti di una spiaggia del Salento: uno squalo è stato avvistato a pochi metri dalla battigia a San Foca, non distante dalla popolarissima spiaggia di Torre dell’Orso, a una ventina di metri dalla riva dove è rimasto a nuotare per qualche minuto tra le onde del mare mosso.

Nel video, ripreso da una donna, la voce spiega chiaramente che gli esemplari avvistati, in realtà,sarebbero stati tre, ma due si sarebbero subito diretti verso il mare aperto. Il terzo, il più grande, è rimasto per qualche istante vicinissimo alla spiaggia, tra lo stupore dei presenti.

Fortunatamente in quel momento nessuno era in acqua, probabilmente a causa del mare agitato e del cielo nuvoloso, e si è potuto assistere tranquillamente alla vicenda senza correre rischi.

E’ stata comunque allertata la Guardia Costiera per il monitoraggio del litorale nei prossimi giorni.

La curiosa notizia è stata ripresa anche dalle principali testate nazionali – Il Messaggero, Il Fatto QuotidianoCorriere della sera – e locali, quali il Giornale di Sicilia. Dopo il comprensibile spavento dei bagnanti presenti e dopo la segnalazione circolata su tutto il territorio nazionale, la Guardia Costiera ha deciso di intervenire per monitorare il litorale nei prossimi giorni.

Possiamo considerare questa notizia in aggiornamento, per cui pubblicheremo degli edit per tenervi aggiornati sugli sviluppi delle indagini della Guardia Costiera.

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