NOTIZIA VERA Anteprima assoluta su Whatsapp coi primi stickers: nessun virus, la gallery

Bisogna fare molta attenzione ad una serie di novità in arrivo con Whatsapp attraverso uno dei prossimi aggiornamenti dedicati all’app ottimizzata per Android e per iPhone. Una delle beta più recenti della popolare piattaforma, infatti, introduce al meglio il discorso per una funzione particolarmente attesa, con cui vedremo eliminato ulteriormente il gap con Telegram. Stiamo parlando dei tanto invocati stickers, tramite i quali finalmente potremo dare un tocco più animato alle nostre conversazioni.

I primi dettagli sul nuovo aggiornamento Whatsapp, con relative anticipazioni tramite foto, arriva in queste ore da uno dei massimi esperti in materia, vale a dire WABetaInfo. Attraverso le immagini che vogliamo condividere con voi oggi, tratte proprio della beta 2.18.218, avremo le idee più chiare sia sulla loro interfaccia grafica, almeno inizialmente, sia sulla possibilità di aggiornarle lato server col tempo, man mano che ne verranno rilasciate di nuove.

Per avere un’idea più chiara di quello che ci aspetta su Whatsapp, alla luce delle informazioni preliminari emerse a proposito della beta 2.18.218, qui di seguito troverete una piccola gallery in cui potrete ammirare gli stickers che verranno introdotti da subito all’interno dell’app. In questo modo potrete soddisfare da un lato la vostra curiosità, mentre dall’altro saprete riconoscere questi simboli rispetto a quelli fake che potrebbero prendere piede in Rete a stretto giro.



Importantissimo evidenziare che si tratti di una notizia vera, in quanto prima degli sticker Whatsapp aveva preso piede in Rete e all’interno della stessa app una catena che ci preannunciava nuove bellissime emoji da scaricare. In quel caso si trattava di un bufala che conteneva addirittura una minaccia per il pubblico, in quanto dal download del fantomatico pacchetto avreste ricavato solo un malware molto pericoloso per la sicurezza del vostro smartphone. Qui troverete tutti i dettagli in merito, mentre a fine articolo troverete il tweet ufficiale che ha introdotto la novità di oggi 18 luglio.

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BUFALA Il Presidente della Croazia che rinuncia a tutto: 6 bugie su Kolinda in foto

Fino a qualche giorno fa conoscevamo il Presidente della Croazia soprattutto per le foto in bikini, considerando le forme esplosive di Kolinda Grabar-Kitarovic, ma dopo la finale dei Mondiali di calcio tra la Francia e la stessa Croazia occorre affrontare una vera e propria bufala riguardante questo personaggio politico. Su Facebook, infatti, sta spopolando senza freni un meme che ci riporta il suo volto ed un testo in cui vengono elencati diversi provvedimenti che a primo impatto ci fanno apprezzare moltissimo il suo operato. Si tratta di una bufala? Pare proprio di sì.

I colleghi di Butac hanno fatto un’analisi molto completa su questa fake news di cui riportiamo i punti:

La dicitura “Presidente della Croazia”, le auto e l’aereo presidenziale

In primo luogo parlare di Presidente della Croazia non è opportuno, trattandosi di Repubblica presidenziale e non parlamentare. Premesso questo, dalla foto riportata in seguito emerge subito la prima bugia. Il Presidente della Croazia non può aver venduto un aereo presidenziale, in quanto questo Paese prevede solo voli di Stato che coinvolgono anche i Ministri. Il terzo punto riguarda la vendita delle auto blu, ma ad oggi non risulta la rinuncia alle auto di stato.

Dai tagli degli stipendi al bonus bebè

Attenzione poi alla voce in cui si parla del taglio dello stipendio per il Presidente della Croazia. Nulla di più falso, considerando che circa un anno fa pare ci sia stato addirittura un aumento. Ancora, si parla di bonus bebè per tutti i giovani che hanno creato una famiglia “tradizionale”, anche se la sua erogazione è molto più complicata di quanto emerga dalla foto qui di seguito. Infine, nessun taglio agli stipendi dei senatori. Il motivo? In Croazia i senatori nemmeno esistono.

Presidente della Croazia

Presidente della Croazia

A dirla tutta, quella riguardante il Presidente della Croazia non è la prima bufala che sulle nostre abbiamo trattato a proposito di questo Paese. Basti pensare alla questione relativa alla cancellazione del debito dei cittadini poveri, che a suo tempo ci costrinse a pubblicare alcune precisazioni affinché potesse emergere la verità.

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PRECISAZIONI Stupro, la Cassazione: “Se la vittima si ubriaca volontariamente condanne ma senza aggravanti” – bufale.net

Avrete letto la notizia del giorno, rubricata da grossomodo buona parte della stampa nazionale col titolo accennato. Non molti hanno resistito alle sirene del titolo un po’ “acchiappino”, e c’è chi si è spinto fino a definirla un caso di impunità.

Ma sarà andata così? I nostri esperti dicono di no.

Ma andiamo avanti e facciamo un piccolo riassunto. Siamo nel 2009, e secondo la ricostruzione degli inquirenti una giovane ragazza finisce in un incubo: va a cena con due uomini di cinquanta anni circa, alza il gomito e gli stessi, anziché comportarsi come la loro età superiore e la loro (presunta) educazione avrebbe richiesto, portando la giovane al sicuro, decidono di approfittare del suo minorato stato psicofisico, alienato dal consumo di alcol per abusarne.

Siamo quindi in pieno articolo 609bis del nostro Codice Penale, per cui

Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali :
1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.
Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.

In primo grado il duo viene assolto, in quanto la vittima viene ritenuta poco attendibile.

Nel 2011 invece, in appello, la condanna viene ribaltata: il duo viene condannato, e viene applicata l’aggravante specifica di cui al 609ter

La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all’articolo 609 bis sono commessi:
1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
2) con l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio;
4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;
5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore.
5 bis) all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa ;
5-ter) nei confronti di donna in stato di gravidanza;
5-quater) nei confronti di persona della quale il colpevole sia il coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza;
5-quinquies) se il reato è commesso da persona che fa parte di un’associazione per delinquere e al fine di agevolarne l’attività;
5-sexies) se il reato è commesso con violenze gravi o se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave.
La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci

Tra l’altro, espressamente richiamata nell’art. 609octies, che disciplina la sanzione della violenza sessuale si gruppo.

L’ordinamento vede infatti malissimo l’uso e la somministrazione di alcolici e stupefacenti allo scopo di coartare la volontà altrui, inducendola quindi con dolo in quello stato di minorità che le rende deboli.

Si arriva così in Cassazione.

Premessa: la Cassazione è giudice di legittimità e non di merito. Il Collegio giudicante in Cassazione non decide sul fatto storico, ma decide su come ad esso si siano applicate le leggi.

Conferma in parte, la retta applicazione della norma da parte del giudice d’Appello, ma rinvia nuovamente in Appello per la decisione rilevando una semplice nota che impedisce l’applicazione del citato 609ter:

non puoi accusare qualcuno di aver usato sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti su qualcuno se non le ha usate

Come ci ricorda il portale Studio Cataldi, il quale offre in visione il testo della sentenza n. 32462/2018 i due cinquantenni, contariamente a quanto deciso dall’Altissimo Tribunale di Facebook ed al Gran Consiglio della Rete non hanno somministrato alla giovane alcol e stupefacenti allo scopo di indebolirne la volontà, ma hanno agito nei suoi confronti profittando di uno stato di minorità cagionato dalla stessa.

Differenza sottile, ma in un sistema giudiziario come il nostro, laddove non esistono analogia jurius e criteri probabilistici nel penale, e quindi puoi essere condannato solo se la fattispecie da te compiuta, banalmente, aderisce alla fattispecie tipica per un determinato reato e non è qualcosa che “ci va vicino”, principale.

Resta, lo ripetiamo e la sottolineamo, inalterata la condanna per violenza sessuale ex art. 609bis et octies, in quanto due o più individui (due, in questo caso) hanno evidentemente abusato di una donna in temporanee condizioni di inferiorità fisica.

Quello che decade è l’accusa di aver provocato l’inferiorità fisica, quando la Cassazione ha deciso di rinviare nuovamente in appello dichiarando che il duo ha invece sfruttato un’inferiorità fisica pregressa, quindi riclassificando la norma adatta a descrivere la fattispecie tipica.

Secondo i giudici “l’uso delle sostanze alcoliche deve essere, quindi, necessariamente strumentale alla violenza sessuale, ovvero deve essere il soggetto attivo del reato che usa l’alcol per la violenza, somministrandolo alla vittima”. Invece, conclude la sentenza, l’uso volontario incide sì, come visto, sulla valutazione del valido consenso, ma non anche sulla sussistenza dell’aggravante.

In altre parole, secondo quanto affermato dai giudici, il fatto che la vittima avesse assunto sostanze alcoliche in piena autonomia, non rende gli uomini che hanno abusato della sua situazione di estrema fragilità responsabili dell’aggravante che è diretta a chi quella situazione di fragilità la produce.

Possiamo quindi esaminare la parte motiva analizzata dall’autorevole portale nel dettaglio. Spero vi siate tutti procurati una copia della sentenza, sicché

Relativamente, invece, all’aggravante dell’art. 609ter, comma1, n.2 cod. pen. si deve rilevare che l’assunzione volontaria dell’alcol esclude la sussistenza dell’aggravante, poiché la norma prevede l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti […]. L’uso delle sostanze alcoliche deve essere, quindi, necessariamente strumentale alla violenza sessuale, ovvero deve essere il soggetto attivo del reato che usa l’alcol per la violenza, somministrandolo alla vittima; invece l’uso volontario incide sì, come visto, sulla valutazione del valido consenso, ma non anche sulla sussistenza dell’aggravante.

La fattispecie tipica si sposta dal 609ter al 609bis. Tutto qui.

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NOTIZIA VERA Enormi problemi Iliad Italia nel ricevere chiamate: configurazione per risolverli

Sembrano esserci grossi problemi Iliad Italia da alcuni giorni a questa parte qui da noi, soprattutto per quanto riguarda la questione inerente la ricezione delle chiamate. Nonostante ci sia piena copertura e segnale più che sufficiente sia per navigare, sia per il traffico voce, pare che non pochi clienti del nuovo operatore francese si ritrovino completamente isolati. Ovvero impossibilitati a ricevere chiamate dai propri contatti. Dettaglio non di poco conto, al netto della giovane età della compagnia telefonica e dei fisiologici malfunzionamenti di Rete che si possono comprendere in questo particolare momento storico.

In molti si stanno chiedendo anche quali siano le contromisure che si possono adottare in termini di configurazione per risolvere i problemi Iliad Italia riportati oggi. Secondo le informazioni raccolte anche sui social, pare che l’unico modo per ricevere chiamate sia quello di disabilitare il 4G. Come? Recandosi all’interno delle Impostazioni dello smartphone, per poi accedere alla voce “Rete”. Lì dovrete selezionare il 3G, con tutti gli inconvenienti del caso dal punto di vista della velocità della connessione, ma risultando finalmente raggiungibili.

Basta farsi un giro tra i commenti dei post presenti nella pagina ufficiale Facebook dell’operatore per comprendere che i problemi Iliad Italia in fase di ricezione delle chiamate, pur non coinvolgendo tutti gli utenti, siano molto più diffusi di quanto si possa immaginare. Al momento non è chiaro come e quando interverranno i tecnici per risolvere la questione, ma è chiaro che siamo al cospetto della prima anomalia ritenuta bloccante dalla clientela. Insomma, un bel banco di prova per l’azienda.

Problemi Iliad

Problemi Iliad

Non un dettaglio da poco sull’operatore, in una settimana che lo ha visto redarguito da Codacons per alcune pratiche comunicative poco chiare a proposito della dicitura “per sempre” delle proprie offerte, come riportato pochi giorni fa tramite apposito articolo. Ci sarà un aggiornamento da remoto da parte dei tecnici per risolvere questi inaspettati problemi Iliad nel ricevere chiamate?

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NOTIZIA VERA Trump e la task force per la denaturalizzazione degli immigrati

Nel giugno 2018 è iniziata a circolare la notizia che gli Stati Uniti avrebbero aperto un nuovo ufficio per la denaturalizzazione degli immigrati. Ovvero, una task force per i cittadini naturalizzati che hanno imbrogliato nella loro domanda di naturalizzazione.

immigrati

La nuova task force per i servizi di cittadinanza e immigrazione degli Stati Uniti è incaricata di identificare i cittadini naturalizzati che hanno commesso queste irregolarità per procedere con la revoca della loro cittadinanza, un processo noto come “denaturalizzazione”.

La notizia è vera

Il direttore della US Citizenship and Immigration Services (USCIS) L. Francis Cissna ha annunciato, nel giugno 2018, che l’agenzia stava raddoppiando gli sforzi per individuare casi di naturalizzazione fraudolenta per ottenere la cittadinanza.

La Cissna all’Associated Press ha fornito alcuni particolari. Le dichiarazioni del direttore Francis Cissna sono state rilasciate alla stampa. Decine di avvocati e agenti dell’immigrazione sono stati assunti per le indagini.
I casi saranno riferiti al Dipartimento di Giustizia, e gli avvocati potrebbero chiedere la revoca della cittadinanza nei procedimenti giudiziari civili. In alcuni casi, si potrebbero riscontrare reati penali.

È una nuova frontiera per l’immigrazione. Queste indagini venivano fatte anche in passato, ma mai attraverso uno sforzo coordinato. Il nuovo ufficio dell’agenzia a Los Angeles sarà operativo entro il prossimo anno.

Per il 2019, il Department of Homeland Security per l’immigrazione e l’applicazione delle dogane (ICE) ha richiesto l’assunzione di 300 agenti speciali aggiuntivi e 212 per il personale di supporto.
Mae Ngai, professore di storia alla Columbia University, ha dichiarato alla National Public Radio che questa è la prima volta, in 75 anni, che il governo federale cerca programmaticamente la denaturalizzazione dei cittadini americani.

L’ultima volta in cui il governo federale ha cercato di denaturalizzare i cittadini è stato durante il periodo McCarthy. Negli ultimi tempi sono numerosi i tentativi di frode riportati dai quotidiani e dai siti web. Ad esempio, un caso recente è avvenuto in Florida con un cittadino di Haiti.

Altri casi sono stati segnalati, e anche l’Amministrazione Obama si era occupata del problema.

 

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BUFALA La foto con l’orso prima di un attacco dell’animale

Sul web impazza la foto di un pescatore con la sua preda, e dietro un orso bruno, che poi lo avrebbe attaccato. La fotografia sarebbe stata scattata momenti prima dell’attacco dell’orso. Il pescatore sarebbe stato ignaro della presenza dell’animale.

orso

Una storia difficile da credere, visto che l’orso è proprio lì dietro, e anche il fotografo avrebbe dovuto vederlo. Infatti, la foto è creata Photoshop.

Dove è stata presa la foto

L’immagine, scattata a pochi attimi dall’attacco, è diventata virale su internet. Alcuni l’hanno ritenuta autentica, ma come tante immagini divenute virali nel corso degli anni, anche questa è photoshoppata.

Si trova su Internet con il sottotitolo “Canadian Food Chain” o “Completely Oblivious”. La foto è stata infatti creata per il web site “DesignCrowd” per il concorso “Completely Oblivious 4″, che garantisce un premio alle foto creative. Sul sito possiamo leggere anche le linee guida per il concorso, che si è tenuto nell’agosto 2012, per capire il perché del photoshop:

“Hai mai visto una foto di qualcuno che è completamente inconsapevole del caos surreale o del pericolo che si aggira intorno a lui?”

Gli utenti erano quindi invitati a pubblicare foto surreali, che rappresentassero situazioni di pericolo. In particolare si richiedevano immagini in cui le persone erano totalmente inconsapevoli di situazioni di pericolo o surreali che si verificano dietro di loro.
Era quindi null’altro che un concorso fotografico, ma qualcuno l’ha presa per una foto reale.

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NOTIZIA VERA Bracconiere mangiato da un gruppo di leoni in Sud Africa

I leoni coraggiosi contro il loro nemico numero uno, il bracconiere mangiato in Sud Africa, è una notizia vera. A quanto pare, la notizia virale della terribile morte di David Baloyi, nel febbraio di quest’anno, è stata confermata. L’episodio sarebbe accaduto nei pressi del Kruger National Park in Sud Africa.

leoni

L’episodio

Qualche giorno fa un sito Web di contenuti virali, il Southland Post, ha pubblicato una notizia che si è diffusa rapidamente, sulla morte di un “cacciatore di trofei” in Sud Africa. Sembra che il bracconiere sia stato vittima dell’orgoglio dei leoni dopo che aveva ucciso uno dei loro cuccioli.

La riserva naturale privata di Ingwelala, in Sudafrica, è una riserva di caccia privata vicino al Kruger National Park.

Qui i leoni hanno attaccato e mangiato gran parte del corpo, escludendo la testa che era intatta, prima di essere dispersi con colpi di pistola.

La polizia ha confermato l’accaduto, dopo un’indagine. Anche se il sito web che ha pubblicato la notizia non è accreditato, la notizia è vera.

Il Southland Post l’ha pubblicata nel giugno 2018, riprendendola da un post del 27 marzo pubblicato sul sito web di viaggi Voyager Channel. Mancando fonti e date, si è dovuto scavare più a fondo.

Il 12 febbraio, l’agenzia di stampa Agence France-Press (AFP) aveva riportato i fatti scarni della storia, riportando quanto detto dal portavoce della polizia di Limpopo, Moatshe Ngoepe.

La notizia è stata riportata anche dal sito Web di notizie sudafricano Eyewitness News (EWN) e dal Times Live.
La vittima è David Baloyi, 50 anni, di Mavodze in Mozambico, ma non si hanno certezze che abbia veramente ucciso un cucciolo di leone prima di essere sbranato. A quanto pare, questa è una deduzione del Voyager Channel e del Southland Post.

Quattro mesi dopo un branco di leoni ha ucciso tre aspiranti cacciatori di rinoceronti nella Sibuya Game Reserve.

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NOTIZIA VERA Panico per l’allarme ragno violino a Roma: morso e puntura, cosa c’è da sapere?

Quella dell’allarme ragno violino a Roma non deve essere considerata una bufala oggi 17 luglio. Numerosi gli avvistamenti, confermati anche da diversi TG nazionali, con la relativa corsa al reperimento di informazioni per quanto riguarda gli effetti di un morso e di una puntura. Bisogna fare attenzione, in quanto sono velenosi pur essendo poco inclini all’attacco all’uomo qualora non avvertano minacce. I sintomi post puntura tardano a farsi sentire e si manifestano tramite prurito e arrossamenti, oltre a varie forme di allergie e bruciori.

L’allarme ragno violino a Roma di queste ore non rappresenta un inedito per l’Italia, se pensiamo al fatto che pochi mesi fa abbiamo già trattato la questione sulle nostre pagine con un approfondimento preliminare. Oltre a rimandarvi al nostro vecchio articolo per qualche informazioni extra sugli effetti del morso e della puntura, cerchiamo di contestualizzare al meglio la vicenda, anche perché poche settimane fa c’era stato un altro caso a Terni, con un uomo di 59 anni che ha rischiato l’amputazione del braccio.

Allarme ragno violino a Roma: quali effetti post morso e puntura?

Perché è scattato l’allarme ragno violino a Roma? Fondamentalmente, il morso del ragno violino produce effetti velenosi sull’uomo. Tutta colpa dell’aracneide, che esercita un’azione necrotica nei confronti dei tessuti colpiti, causando effetti ancor più evidenti ai soggetti allergici. Qual è invece il peggiore degli scenari dovuti alla puntura del ragno violino? Si parla di un’ulcera estesa, la quale potrebbe richiedere uno specifico trattamento e diverse settimane di tempo per guarire, lasciandoci con un’evidente cicatrice. La conferma anche da Affari Italiani.

Allarme ragno violino a Roma

Allarme ragno violino a Roma

Ricapitolando, quello dell’allarme ragno violino a Roma non rappresenta in alcun modo una bufala, anche se in casi simili è necessario non farsi prendere dal panico, soprattutto dopo un morso e la relativa puntura. Siate bravi a riconoscere i sintomi e a leggere le situazioni, per ottenere tempestivamente le cure del caso. Qualora vogliate approfondire la questione, come è giusto che sia, vi lasciamo ad un approfondimento tratto da La vita in diretta di qualche mese fa, con cui otterrete anche un contributo medico.

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BUFALA ACCHIAPPALIKE Cristiano Ronaldo arrestato. Notizia clamorosa dalla Spagna

La pagina Facebook Stile Inter il 16 luglio ha pubblicato un post secondo il quale Cristiano Ronaldo, il nuovo acquisto della Juventus, sarebbe stato arrestato:

Il post include un link a un articolo del sito collegato alla fanpage:

Il Fisco spagnolo non molla Cristiano Ronaldo: “Il suo trasferimento alla Juventus non cambia i suoi problemi legali”.

L’arrivo di Cristiano Ronaldo segna sicuramente una nuova era in casa Juventus, che ora potrà dare la caccia alla Champions League con l’uomo simbolo delle ultime edizioni. Il Fisco spagnolo non concede però una tregua al fuoriclasse portoghese nonostante l’ultimo patteggiamento.

La lunga battaglia giudiziaria si era chiusa con il pagamento della somma a seguito del patteggiamento, ma il segretario generale del sindacato del ministero delle Finanze spagnolo Jose Maria Mollinedo avvisa CR7 ai microfoni di ‘Marca’.

Il suo trasferimento in Italia non cambia i suoi problemi col Fisco: se venisse emesso un mandato di arresto, sarebbe attivabile anche lì. I suoi avvocati lo difenderanno in Spagna e controlleremo anche il suo operato sul suolo italiano”.

La condanna con la condizionale non ammette altri passi falsi per Ronaldo con la giustizia iberica. Tra le cause del suo addio a Madrid potrebbe esserci proprio il mancato supporto del club Blancos durante questa vicenda.

In pratica, Cristiano Ronaldo non è stato arrestato e il contenuto dell’articolo cade in netta contraddizione con il post pubblicato sulla pagina. La fonte citata è un articolo del 14 luglio pubblicato sul sito Goal.com, dal quale Stile Inter fa copia-incolla.

Erano il 31 luglio 2017 quando Corriere della Sera riportava che il campione portoghese era accusato di evasione fiscale per un totale di 14,7 milioni di euro, secondo il fisco spagnolo. Le indagini si erano concentrate su un trasferimento di oltre 150 milioni tra il 2009 e il 2014 sui conti di una finanziaria delle Isole Vergini britanniche, dei quali ne risultavano dichiarati solo 22. Ronaldo si ritrovò, dunque, con quattro capi d’imputazione fiscale.

Secondo SkySport la vicenda si concluse con un assegno di 18,8 milioni di euro versato all’Agenzia delle Entrate da parte dello stesso Ronaldo, nell’attesa della firma dell’accordo da parte del nuovo direttore dell’Agenzia. La testata spagnola Marca, tuttavia, riferisce che José María Mollinedo, segretario di GESTHA (Unione Tecnica del Ministero delle Finanze) non è ancora lontano dalle sue responsabilità col fisco spagnolo e che, alla presenza di accertamenti definitivi, potrebbe scattare l’arresto.

Parliamo dunque di bufala acchiappalike, in quanto Cristiano Ronaldo non è stato arrestato ma, nelle parole di Mollinedo, potrebbe essere emesso un mandato nei suoi confronti.

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GUIDA UTILE Le migliori offerte Amazon Prime Day 2018: come riconoscere le più sicure

Siamo arrivati quasi al termine del cosiddetto Amazon Prime Day 2018, al punto da voler condividere con voi non solo la selezione delle migliori offerte, ma anche qualche istruzione su come riconoscere quelle più sicure. Come? Oltre ad accedere alla pagina iniziale delle promozioni, bisogna esaminare anche i feedback di ciascun sottocosto, presenti all’interno di ogni inserzione. Il tutto, però, partendo dal presupposto che oggi 17 luglio Amazon rappresenta ancora il top in termini di affidabilità e di velocità di rimborso in caso di reso.

Qualche esempio? Recandovi all’interno della pagina best seller, avrete la possibilità di individuare i prodotti più venduti. Già questo trend dovrebbe essere garanzia di affidabilità per le singole promozioni, in quanto gli articoli che vanno per la maggiore tendenzialmente hanno dalla loro anche un numero più elevato di feedback positivi. Secondo le prime informazioni emerse, pare che la categoria Abbigliamento (qui l’apposita sezione coi più venduti) sia quella che ha registrato più successo tra gli utenti italiani, ma occhio anche all’Elettronica, dove troverete diversi smartphone a prezzi eccellenti e ben recensiti.

Grossissimo successo, poi, per la sezione dedicata ai giochi, dove potrete assicurarvi console e videogames a condizioni davvero vantaggiose. Ad esempio spopola FIFA 18, praticamente regalato. Quelli appena riportati, come accennato, sono solo degli esempi, perché dalla suddetta pagina generica dei best seller troverete sicuramente la categoria di vostro interesse, sperando ovviamente che determinati prodotti non siano già finiti sold out in queste ore.

Amazon Prime Day 2018

Amazon Prime Day 2018

Insomma, dopo il punto della situazione iniziale esposto ieri a proposito dell’Amazon Prime Day 2018, oggi chiudiamo la nostra rassegna sull’evento individuando le offerte più convenienti e che, allo stesso tempo, hanno fatto emergere un numero superiore di recensioni positive. Ora siete pronti ad affrontare le ultime ore di questa campagna, beccando il prodotto che stavate cercando da tempo a prezzo più basso, ma ricordate la scadenza del 17 luglio alle 23.59.

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