ALLARMISMO “Se qualcuno vi bussa al finestrino adducendo scuse, non scendete dalla macchina”

Una Catena di Sant’Antonio di nuovo conio e di vecchio allarmismo sta infestando la posta privata di alcuni utenti WhatsApp e Messenger:

Buongiorno amici scrivo non per creare allarmismi ma per avvisarvi di ciò che sta accadendo in città in modo ormai costante e quotidiano a decine di persone, la borsa in macchina va tenuta sotto il sedile, i finestrini alzati e le sicure azionate, se qualcuno a piedi o in motorino, bussa al finestrino adducendo scuse quali aver notato che avete bucato o che esce fumo dalla macchina, se sentite un colpo alla macchina e vi dicono di avervi urtato NON abbassate i finestrini, NON scendete dalla macchina, sta succedendo ogni giorno soprattutto nei parcheggi dei grandi supermerc ati quali i vari LIDL COOP BRICO etc ma anche zone quali piazza de Nava, piazza S.Anna, piazza Carmine ..mi raccomando di non scendere e di non abbassare i finestrini
Il messaggio da parte di un’amica poliziotta
Dunque non una fake
Fate girare 

Prendiamo in considerazione diversi elementi che decisamente non conferiscono credibilità al messaggio virale:

  1. Non viene specificata la località, pur parlando di qualcosa che “sta accadendo in città”;
  2. Non viene specificato, soprattutto, il pericolo cui si potrebbe andare incontro (furto? Aggressione? Violenza sessuale? Rapina?);
  3. Il messaggio sarebbe “da parte di un’amica poliziotta“, che suona un po’ come il messaggio dell’amico carabiniere che metteva in guardia sui seggiolini abbandonati a bordo strada, di cui abbiamo parlato in questo articolo del novembre 2017.

Il messaggio originale, tra l’altro, è cosparso di cuoricini e bacini q.b., e pare assai strano che si pensi a tingere di pucciosità un avvertimento di tale emergenza, tra l’altro con un genocidio così deliberato di sintassi. Cercando, ad esempio, piazza De Nava, troviamo che tale piazza si trova a Reggio Calabria, ed il toponimo è giustificato dall’importanza della figura di Giuseppe De Nava, politico italiano nato nel capoluogo calabrese. Supponiamo, e siamo quasi certi, che il messaggio sia partito da Reggio Calabria, arrivando ovviamente a intasare le conversazioni di utenti che risiedono in altri luoghi. Sugli episodi di Reggio Calabria, però, non abbiamo trovato notizie.

Per quanto riguarda il resto del contenuto leggiamo una serie di ovvietà: è d’uopo, infatti, avere sempre cura dei propri effetti personali specialmente quando ci si trova fuori casa. Borse e portafogli incustoditi sono una vera attrazione per borseggiatori e criminali. Ancora, la diffidenza può essere una salvezza, se qualcuno dall’aria sospetta si avvicina alla nostra auto in un momento in cui siamo soli, al buio e senza vie di fuga. Gli atti criminosi ai danni di persone che transitano sole sono un dato di fatto, ma esistono strumenti e mezzi per aiutare la nostra comunità che vanno anche al di fuori delle pesanti Catene di Sant’Antonio. Li abbiamo illustrati qui, e vi invitiamo alla lettura.

Evitate, dunque, di ammorbare i vostri contatti con messaggi virali, specialmente da parte di amici delle forze dell’ordine che non esistono. Se volete avvertire i vostri contatti, evitate di fare copia-incolla e informatevi direttamente dalla persona che vi ha inoltrato il messaggio. Mio cuginomia sorellala portinaia non sono una fonte, sono solo utenti che girano messaggi. Se non viene indicata la località, soprattutto, state perdendo il vostro tempo e state creando allarmismo, pur se il messaggio preso in esame opera l’Excusatio non petita, accusatio manifesta.

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