BUFALA Abbiamo votato No al Nucleare ma l’Ue ha deciso: l’Italia avrà 7 depositi di scorie nucleari (degli altri) – bufale.net

Vi abbiamo già parlato del concetto di bufala herpes: la stessa bufala, identica, che gira come una perversa parita a Palla Avvelenata o una fastidiosa infezione erpetica di blog in blog, sparendo per mesi per poi riapparire sulle bacheche di indinniati in crisi di astinenza, disinformati e gente dalla corta memoria.

Così ci troviamo, oggi, nel 2018, plurime segnalazioni di un articolo del 2017 ricalcato da un brano del 2014

Gli euroburocrati che decidono il destino del popolo italiano pensano che italiane ed italiani siano soltanto carne da macello, al massimo cavie
per esperimenti non autorizzati dalla gente, ma che comunque vanno in onda sulla nostra pelle di esseri socialmente disuniti.

Dopo aver affondato impunemente per decenni centinaia di navi dei veleni e migliaia di container zeppi di scarti pericolosi delle industrie tedesche, francesi, elvetiche, olandesi eccetera – sempre a Bruxelles si sono detti: perché scontentare Piemonte, Lazio, Campania e Basilicata, che si terranno per sempre le scorie. E non fare una sorpresa alla Sardegna?

«Il Deposito Nazionale sarà costituito da una struttura di superficie, progettata sulla base degli standard IAEA e delle prassi internazionali, destinata allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività».

È quanto è scritto a pagina 30 dell’audizione Sogin Spa, ovvero «Atto del Governo n° 58 (Gestione combustibile nucleare esaurito e rifiuti radioattivi)».

E come vedete, in questo scartafaccio c’è di tutto: come in una fortunata gag dei Simpsons in cui il buffo padre di famiglia Homer veniva chiamato a redigere la recensione di un ristorante per arrotondare il magro stipendio da impiegato e cavava fuori “Una recensione cibomangereccia ricolma di vaghe minacce alle Nazioni Unite” in questo caso l’”articolo” si compone di vari motteggi all’Unione Europea e figure retoriche molto liriche, ma prive di significato.

L’intero testo si basa su una sorta di scommessa facile da incassare: l’Indinniato medio non legge. L’indinniato medio, da distinguersi dall’indignato, è l’equivalente di un tossicodipendente virtuale che se non ha un motivo valido per latrare il suo odio su Internet va in crisi d’astinenza e, come ogni tossicodipendente, cerca la “botta facile” nei posti più reconditi.

Non si premura neppure di leggere, sbattendo dritto nel profilo, con la “grazia” del tossicodipendente che si inietta la droga tanto desiderata nelle vene senza curarsi neppure di avere una siringa pulita tra le mani, un testo basato sul nulla.

Casualmente, abbiamo qui sotto mano il presunto documento della Sogin Spa, dal titolo “Atto del Governo n° 58 (Gestione combustibile nucleare esaurito e rifiuti radioattivi)”, ed a differenza dei nostri amici bufalari abbiamo letto sia la pagina 30 che tutte le altre.

E provate un po’ ad indovinare?

Come si evince dall’immagine, in tutto il testo, che peraltro è una mera audizione rispetto al problema dei rifiuti nucleari, la parola “Sardegna” non è citata neppure una volta.

Ripetiamo: non una volta in 43 pagine.

Ovviamente, nel 2014 aveva senso, come comunque ha senso in ogni tempo, porsi il problema dello smaltimento dei rifiuti nucleari, e non perché lo vuole l’Europa!

Di rifiuti nucleari l’Italia ne produce anche senza centrali: basti pensare ad ospedali e centri di ricerca, nonché agli scarti ancora presenti di tempi in cui il nucleare non era inibito.

Ed anziché leggere cose che non esistono, i nostri bufalari avrebbero potuto davvero leggere la relazione che mistificano di aver letto: quantomeno a pagina uno:

So.g.i.n. SpA (Società gestione impianti nucleari – di seguito Sogin) è la società di Stato incaricata, ai sensi del Decreto Legislativo n. 79
del 1999 (c.d. “Decreto Bersani”), dello smantellamento degli impianti nucleari italiani non più in esercizio, della gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti e della chiusura del ciclo del combustibile. Interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Società opera in base agli indirizzi strategici del Governo.
Le installazioni nucleari interessate dal decommissioning sono le quattro ex-centrali nucleari italiane di Trino, Caorso, Latina e Garigliano e gli impianti Enea di Saluggia, Casaccia e Rotondella e l’impianto Fabbricazioni Nucleari (FN) di Bosco Marengo.
Sogin, operativa dal 2001, diventa Gruppo nel 2004 con l’acquisizione della quota di maggioranza, del 60%, di Nucleco SpA, l’operatore nazionale specializzato nella gestione integrata dei rifiuti radioattivi e delle sorgenti provenienti dalle attività medico-sanitarie e di ricerca scientifica e tecnologica.
Nel 2010, il decreto legislativo n. 31 del 15 febbraio ha affidato a Sogin il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività nucleari, industriali, di ricerca e di medicina nucleare.
Le circa 1000 persone del Gruppo rappresentano uno dei più significativi presidi europei di competenze professionali nel decommissioning dei siti nucleari e nella gestione dei rifiuti radioattivi.

Quindi abbiamo una società di Stato, che esiste dal 1999, incaricata di occuparsi del controllo, smantellamento, decontaminazione e gestione dei rifiuti radioattivi degli impianti nucleari italiani spenti dopo i referendum abrogativi del 1987, nonché dei successivi rifiuti creati da laboratori di ricerca e dagli ospedali (basti pensare alle Radioterapie) dopo l’acquisizione di Nucleco che viene chiamata, nel 2014, a riferire sugli ultimi 15 anni di attività rendendo parere motivato su come la stessa potrebbe effettuarsi in sicurezza.

Come si sia arrivati da potremmo mettere i rifiuti non smaltibili in un unico posto costruito in un modo particolare, che hanno anche nazioni che centrali atomiche non le hanno avute mai ma ospedali e centri di ricerca sì a ci vogliono mettere i rifiuti in Sardegna!!!!!! Clicca e condividi!!! Fate girare!!!!!! è un mistero che possiamo ascrivere solo alla bulimica fame di condivisione degli indinniati ed al loro ciclopico analfabetismo funzionale.

La proposta, peraltro mai realizzata (anche se sinceramente avrebbe avuto senso, ma questo non è né il tempo e né il luogo per parlarne), peraltro parlava di richiedere un unico luogo presidiato per i rifiuti: anche i non uno, ma sette!!!!! inventato dall’articolo in questi non appare, se non in modo confuso e raffazzonato in link che fanno riferimento a link, che fanno riferimento a “cose”.

Sostanzialmente:

  1. L’Europa non ha deciso assolutamente niente
  2. La Sogin SpA, nel 2014, aveva rilevato come sarebbe stato comodo avere un deposito nazionale presidiato ed indistruttibile
  3. Nessun seguito è stato dato alla proposta
  4. Nessuno ha usato la parola “Sardegna”, neppure per sbaglio

Ma si sa, Indinniarsi è la droga del nuovo millennio.

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