ALLARMISMO PRECISAZIONI Rivoluzione bollo auto: si pagherà in base ai chilometri percorsi – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti la seguente notizia, targata Today.

Anticipiamo che la morale del fact checking che vi stiamo per fornire è sempre la stessa: un titolo non può essere per forza di cose più lungo dell’articolo che esso divulga, se non altro perché sennè non sarebbe più titolo ma articolo, come nella famosa gag della pressione minima che non potrà mai superare la massima o la burla del compianto Stephen Hawking che organizzò una festa per soli viaggiatori del tempo distribuendone gli inviti solo quando la presunta festa era già finita da un pezzo.

Così, leggendo il titolo Rivoluzione bollo auto: si pagherà in base ai chilometri percorsi tutti gli automobilisti che ci hanno scritto hanno vagheggiato una riduzione cospicua del loro bollo (forse fomentata dalla scelta di una foto di repertorio mostrante un libretto ed una ricevuta di bollo prettamente italiane, scelta innocua in ogni altro luogo che non sia l’Italia dove il lettore medio ha il brutto vizio di giudicare e commentare solo titolo ed immagine introduttiva senza leggere).

Peccato che la notizia stesse parlando dell’Eurobollo

La commissione ha anche approvato la riforma dell’eurobollo con l’obiettivo di mettere a punto un sistema più efficiente ed equo in cui i costi sarebbero condivisi tra diversi tipi di veicoli e gli oneri basati sul tempo sarebbero sostituiti con quelli basati sulla distanza. Il bollo insomma non si pagherà più dopo un determinato periodo, ma dopo un determinato utilizzo del veicolo, in modo tale che chi più usa l’auto (e quindi più inquina) paghi di più. Secondo quanto richiesto dagli eurodeputati negli emendamenti approvati, la tariffazione stradale imposta dagli Stati membri dovrebbe essere basata sulla distanza dal 2026 per le autovetture (due anni prima di quanto proposto dalla Commissione Ue) e dal 2023 per veicoli pesanti e furgoni merci di oltre 2,4 tonnellate (un anno prima di quanto proposto dall’esecutivo comunitario).

La proposta è un punto di svolta per raggiungere l’obiettivo del Libro bianco sui trasporti, ossia passare alla piena applicazione dei principi del ‘chi inquina paga’ e del ‘chi usa paga’”, ha rivendicato la responsabile del dossier, Christine Revault d’Allonnes del gruppo socialista. Per incoraggiare l’uso di veicoli rispettosi dell’ambiente, i paesi dell’Ue dovranno fissare diverse tariffe basate sulle emissioni di CO2 con le imposte per i camion a emissioni zero inferiori del 50% alla quota più bassa prevista per legge. “La proposta è ambiziosa e include le autovetture, dato che oltre il 60% delle emissioni dei trasporti su strada proviene da tali veicoli. Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi sul clima di Parigi, dobbiamo agire su tutti i fronti con incentivi per i veicoli puliti”, ha affermato Revault d’Allonnes.

Come meglio precisato dal portale Uomini e Trasporti

La Commissione trasporti ha poi deciso di introdurre il bollo “chilometrico” per i veicoli pesanti che dovrebbe sostituire l’attuale Eurovignette. Per questo eurobollo si terrà conto non solo della tipologia del mezzo (pesante o leggero), ma anche del chilometraggio, in base al principio che «chi inquina di più paga di più». La proposta è di introdurre il parametro della distanza percorsa dal 2026 per i mezzi leggeri e dal 2023 per i veicoli pesanti e furgoni merci di oltre 2,4 ton. Agli Stati membri verrà chiesto di stabilire tariffe correlate alle emissioni di CO2: i camion a emissioni zero dovranno essere del 50% inferiori rispetto alla soglia minima.

Si tratta di una evoluzione del sistema Eurovignette, il Bollo Europeo per gli Autotrasportatori nell’Eurozona, descritta già in passato da Confartigianato come una tassa sul trasporto merci destinata a ridurre e scoraggiare le congestioni stradali, che adesso passerà dall’attingere il settore trasporti al colpire in modo differenziale gli autotrasportatori in base ai chilometri percorsi e, in futuro, premiare gli autotrasportatori virtuosi alleggerendo il carico fiscale sulle ditte pronte a munirsi di un parco veicoli rispettoso per l’ambiente.

È un percorso partito anni fa: la Direttiva Eurovignette è del 1999, il dibattito su una sua revisione per scaglioni è pervenuto al dibattito nell’ultimo anno dopo svariate ipotesi ed idee.

Ed adesso è pronto a concretarsi: per il principio di similarità di ragione, probabilmente, alcuni elementi della riforma potrebbero essere adottati per altre modalità di trasporti: ma al momento il vostro bollo auto resta intatto, ed è certo che solo dal 2023 per i veicoli pesanti e dal 2026 per i veicoli leggeri il trasporto merci europeo vedrà degli “sconti” per gli imprenditori virtuosi.

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