BUFALA Diritto al voto negato agli italiani nel mondo

Un servizio della trasmissione Le Iene andato in onda l’11 marzo 2018 è stato indicato dalla Farnesina come bufala.

Il servizio inizia con la testimonianza di Simone Mellini, italiano residente a Fortaleza, in Brasile, che si lamenta di non aver ricevuto le schede per poter votare in occasione delle elezioni del 4 marzo. Mellini attendeva il plico elettorale dal consolato italiano, e nell’intervista lamenta di non averlo mai ricevuto. Come spiegazione gli sarebbe stato detto che in realtà aveva preso fuoco il deposito delle Poste. A tal proposito, Simone, sospetta che qualcuno possa aver votato al posto suo e afferma di volersi esporre per annullare il suo voto.

L’inviato Filippo Roma ricorda che in alcuni servizi precedenti la redazione de Le Iene aveva scovato, sempre all’estero, alcuni brogli perpetrati da cacciatori di plichi che rubano le schede elettorali destinate agli italiani. Un esempio viene fatto per Colonia, dove Roma aveva intercettato uno dei tanti cacciatori. L’uomo, in uno stato di anonimato, sostiene di aver pagato un postino per farsi consegnare le schede elettorali anziché spedirle agli elettori, al soldo di un qualche onorevole. A tal punto emergono altre testimonianze di diritto negato da italiani residenti in Grecia, Svezia e Stati Uniti.

Così Diego Mezzogiorno da Florianopolis (Brasile) parla di cacciatori di plichicandidati disposti a pagare questi cacciatori. Giuseppe d’Amato dalla Spagna, anch’egli rimasto senza il suo plico elettorale, sospetta che qualcuno abbia votato al posto suo.

Il servizio ci fa notare che la Farnesina aveva già parlato di fake news come riportava un articolo pubblicato il 4 marzo da La Stampa. La redazione si è dunque recata alla sede della Protezione Civile di Castelnuovo di Porto, dove vengono scrutinati i voti che arrivano dall’estero. In quella sede si scrutinavano i voti provenienti da Colonia. In ogni plico pervenuto al seggio, gli scrutatori hanno il compito di verificare dal tagliandino se quel voto corrisponde a un cittadino avente diritto. Una telecamera nascosta filma una presidente di seggio mentre apre la busta con il voto senza controllare che dal tagliandino sia tutto corretto.

La denuncia di tali irregolarità viene riportata anche da una scrutatrice del seggio Argentina.

Al termine del servizio si espone anche Adele Castellaccio, candidata e rappresentante di lista del Movimento 5 Stelle, che denuncia le stesse irregolarità delle testimonianze precedenti.

Dopo la messa in onda della puntata, la Farnesina ha risposto con un comunicato stampa pubblicato nella giornata di ieri – 12 marzo 2018 – sul sito ufficiale:

Rispetto al nuovo servizio sul voto all’estero della trasmissione “Le Iene” andato in onda l’11 marzo, dalle prime verifiche emerge che circa la metà dei connazionali intervistati non avevano diritto a ricevere il plico elettorale: si tratta infatti di cittadini con posizione anagrafica all’estero non perfezionata. In questi casi, il materiale elettorale non è stato dunque spedito, come imposto dalla normativa vigente. Inoltre, all’elettore residente in Svezia intervistato da “Le Iene” nella trasmissione sopra citata, era stato regolarmente spedito il plico, e su sua richiesta gli era stato successivamente rilasciato anche un duplicato per esercitare il diritto di voto. Si ribadisce dunque la natura di “fake news” del servizio summenzionato, sottoposto all’attenzione delle autorità competenti.

Quanto al connazionale intervistato a Fortaleza in Brasile, la Farnesina si riserva di valutare eventuali azioni legali a tutela della sua immagine, tenuto conto della natura delle affermazioni.

Le dichiarazioni della Farnesina sono riportate anche dalle agenzie di stampa AiseAdnkronos. Troviamo un articolo anche su Secolo d’Italia. La Farnesina intende, dunque, muovere azioni legali per attenzionare il servizio e le testimonianze alle autorità competenti, considerando che la realtà degli italiani intervistati all’estero è diversa da quella denunciata.

Si tratta dunque di una bufala: agli italiani intervistati non è stato negato il diritto al voto, bensì non avevano diritto – tranne l’elettore residente in Svezia – a ricevere il plico elettorale.

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