DISINFORMAZIONE E ACCHIAPPACLICK Milano: migrante azzanna poliziotto durante tavolata multietnica

Il 23 giugno, al Parco Sempione di Milano, si è tenuto l’evento Ricetta Milano (leggi il programma), una tavolata multietnica che ha raccolto la partecipazione di quanti volessero «portare un piatto della propria infanzia e del proprio paese da condividere con tutti gli altri».

Come riporta Il post:

Hanno partecipato circa 10.000 persone e 160 comunità straniere, sistemate attorno a una tavola lunga 2,6 chilometri nei viali del parco. Mentre si mangiava ci sono stati musica, canti e balli tradizionali dei paesi rappresentati dai partecipanti.

La tavolata è stata organizzata dall’associazione Kamba insieme al Comune di Milano nell’ambito del progetto dell’assessorato alle Politiche sociali “Insieme senza Muri”, che dal 20 maggio al 23 giugno ha promosso eventi per la valorizzazione del multiculturalismo in città.

La tavolata multietnica / Il Post

Il fiele demotivante di Voxnews, a tal proposito, non poteva lasciarsi sfuggire l’ennesima occasione per fare disinformazione. Il 24 giugno ha pubblicato un articolo:

Ieri sera, mentre alcune migliaia di immigrati più o meno clandestini si abbuffavano alla ‘tavolata multietnica’ organizzata dal Pd milanese, uno di loro azzannava un carabiniere.

Forse non lo avevano invitato e lui, migrante, aveva fame.

L’africano era stato fermato dalla polizia durante un normale controllo di routine in piazza Castello, ma l’uomo, 28 anni e originario della Guinea, ha aggredito gli uomini della pattuglia che gli avevano chiesto i documenti.

Sprovvisto di carta d’identità e patente ha perso il controllo e ha colpito al volto uno dei due agenti, poi ha pensato bene di azzannare l’altro.

Il giovane africano è stato poi ammanettato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale ed è stato accompagnato in questura dove è scattato l’arresto. Dopo i primi accertamenti è risultato che l’aggressore aveva numerosi precedenti penali per violenza, detenzione di sostanza stupefacente e tentato furto in appartamento.

I due poliziotti invece, a causa delle ferite riportate, sono ricorsi alle cure mediche del Policlinico e hanno riportato lesioni guaribili in una decina giorni. Sperando che il morso non sia stato infettato da qualche malattia esotica.

Il trucco degli autori è sempre lo stesso: fondere due episodi dei quali uno gioca il ruolo dello sfondo, l’altro viene impacchettato come diretta conseguenza del primo. Il risultato è una totale confusione offerta al lettore, che si scopre vittima dell’incapacità di fare informazione. Un puzzle che fa gola al lettore disattento e pigro, desideroso di avere conferme dal pianeta dell’odio. In poche parole: nello stesso giorno della manifestazione Ricetta Milano, un uomo di 28 anni originario della Guinea veniva fermato in piazza Castello per un controllo di routine.

L’uomo era senza documenti e quando ha visto gli agenti ha cominciato a dare in escandescenze, scatenando una colluttazione. Nel tentativo di immobilizzarlo, un agente è stato morso al braccio destro. Entrambi i poliziotti sono poi stati trasferiti al Policlinico di Milano e hanno riportato 10 giorni di prognosi. Come approfondisce Repubblica, il giovane ha anche sferrato alcuni pugni. Una volta fermato, è stato accertato che l’uomo avesse dei precedenti per spaccio di droga, furto e resistenza a pubblico ufficiale. In Questura è scatto l’arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Per la giornata di lunedì 25 giugno (oggi) è prevista l’udienza di convalida nelle aule per direttissime del tribunale.

Un episodio reale e grave, certo, ma totalmente esterno alla tavolata multietnica, nel pieno stile di Voxnews che si precipita ad associare i due elementi solo nel titolo, precisando non senza una pessima ironia con la frase: «Forse non lo avevano invitato e lui, migrante, aveva fame». Ancora, secondo gli autori, i partecipanti a Ricetta Milano erano «più o meno clandestini», quando non esiste riscontro sullo status di quanti hanno partecipato alla giornata.

Disinformazione, dunque, nella piena consuetudine degli autori di Voxnews, tanto infastiditi dalla parola “multietnica” da associare un evento di integrazione all’arresto di un uomo. Gli organi di stampa non riportano che l’uomo avesse partecipato all’evento. Ciò che accomuna le due notizie è solamente la stessa data. Nient’altro.

 

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NOTIZIA VERA E PRECISAZIONI Rom investe vigile urbano con un Suv rubato. Il Comune di Milano gli regala una borsa lavoro presso la Scala di Milano

I nostri lettori ci segnalano un’immagine in continuo rimbalzo tra le bacheche:

Il ragazzo rom nella foto è Remi Nikolic, di cui ci eravamo già occupati in un articolo del 14 settembre 2016.

Come ricorda Repubblica, il 12 gennaio 2012 l’agente di Polizia Locale Nicolò Savarino stava svolgendo regolare servizio in zona Bovisa, quando veniva travolto e ucciso dal Suv in corsa guidato da Nikolic, allora ancora minorenne. Il corpo era stato trascinato per 200 metri. Nikolic tentò la fuga e venne intercettato in Ungheria.

Una volta arrestato, a Nikolic vennero riconosciute delle attenuanti «sulla base del contesto di vita familiare nel quale è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento e dalla totale assenza di scolarizzazione». Per lui, nel 2013, si disposero 15 anni di reclusione contro i 26 richiesti dal Pubblico Ministero. Nel 2015 la pena venne ridotta a 9 anni e 8 mesi.

Il meme che i nostri lettori ci segnalano si riferisce a una notizia del luglio 2017 di cui troviamo riscontro ufficiale sul portale istituzionale del Comune di Milano, in una pubblicazione di agenzia del 12 luglio 2017. Nell’estate 2017, appunto, Remi Nikolic aveva ottenuto l’affidamento in prova ai Servizi Sociali, grazie a un’istanza dell’avvocato David Russo accolta dal Tribunale per i minorenni di Milano, che a tal proposito dichiarava:

La misura dell’affidamento in prova al Servizio sociale per Remi Nikolic, può rivelarsi utile per favorire il processo di integrazione sociale del condannato e nel contempo impedire la commissione di ulteriori reati.

Nell’ordinanza, i giudici avevano segnalato le varie attività alle quali Nikolic aveva partecipato al carcere Beccaria di Milano e in un’associazione teatrale, fruendo anche di una borsa lavoro presso i laboratori Ansaldo del Teatro alla Scala di Milano.

C’è da precisare, però, che i beneficiari della borsa lavoro (come specificato in questo documento) sono persone «che hanno incontrato nel proprio ciclo di vita eventi critici di varia natura (precarizzazione o perdita del lavoro, non autosufficienza, movimenti migratori, sfaldamento del nucleo familiare di riferimento, malattia, perdita dell’abitazione, etc) . Tale vulnerabilità sociale, spesso caratterizzata da situazioni multiproblematiche, difficilmente è riconosciuta come tale dalla norma, che storicamente ha invece un orientamento indirizzato a precise categorie».

Remi Nikolic, si sa, è un detenuto e per i detenuti è previsto il beneficio della borsa lavoro.

A erogare la borsa, inoltre, può essere «il comune, altri enti pubblici, fondazioni, associazioni di volontariato e cooperative sociali». Il meme sostiene che a erogare la borsa lavoro sia stato il Comune di Milano, ma non è dato saperlo.

La notizia, in ogni caso, è del luglio 2017 e oggi non si trovano aggiornamenti. Il fine pena per Nikolic, in ogni caso, è previsto per il 2021.

Parliamo di notizia vera, dunque, perché Nikolic ha realmente travolto e ucciso l’agente Savarino e realmente ha ottenuto una borsa di lavoro.

Parliamo di precisazioni, infine, perché Nikolic – in qualità di detenuto – può beneficiare di tale iniziativa, riservata a soggetti di difficile reinserimento sociale, ma non è dato sapere se ad erogarla sia stato, nel luglio 2017, il Comune di Milano.

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