ALLARMISMO In Puglia organismo marino tropicale velenoso. Esperti: “è mortale, se la vedete allontanatevi subito” – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti una preoccupante notizia relativa alle nostre spiagge

Un animale che somiglia alle meduse ma che appartiene ad una specie tropicale anche più pericolosa. Dalle acque spagnole a quelle italiane in arrivo la “velenosissima Caravella portoghese (Physalia physalis), avvistata pochi giorni fa sui litorali iberici. Come riportano autorevoli testate spagnole, alcuni esemplari sono stati avvistati al largo di San Juan ad Alicante e delle Costa del Sole, quella sulla quale si affacciano le spiagge di Malaga, la stessa Almeria e quelle dove si riversano gli abitanti di Granada, Murcia. La medusa, ancora poco conosciuta, apparsa improvvisamente, giungerà a breve anche sui litorali italiani”. La dottoressa Così Angela Santucci, biologa marina presso l’Istituto di Scienze Marine del CNR di Lesina (Foggia) fa sapere che negli ultimi 10 anni gli avvistamenti di questi animali (che NON sono meduse) lungo le coste italiane sono aumentati addirittura di dieci volte. Per il suo aspetto viene spesso scambiata per una medusa, ma è in realtà un sifonoforo. “Ormai ogni estate siamo a rischio a causa dell’innalzamento delle temperature globali, dei massivi traffici marittimi attraverso i canali che ci collegano con gli oceani, soprattutto quello di Suez, del depauperamento delle popolazioni di grossi pesci predatori, nonché competitori alimentari delle meduse” – spiega la biologa.

La caravella portoghese (Physalia physalis Linnaeus, 1758) è un celenterato marino, unica specie del genere Physalia e della famigliaPhysaliidae.[1] Per il suo aspetto viene spesso scambiata per una medusa, ma è in realtà un sifonoforo. Non si tratta cioè di un singolo organismo pluricellulare, ma dell’aggregazione di quattro diversi individui specializzati chiamati zooidi,[2] collegati e fisiologicamente integrati tra loro al punto da essere reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza. È dotata di tentacoli capaci di punture molto dolorose e pericolose per l’uomo. Le punture di una caravella portoghese possono essere letali per l’uomo.[24][25] Essendo spesso scambiata per una medusa, si adoperano talvolta rimedi inappropriati: la composizione del veleno differisce infatti da quello delle meduse vere e proprie.

La notizia, in parte informazioni generali sulla Caravella Portoghese, in parte Wikipedia, è, come potrete intuire dal lancio, grandemente esagerata.

Trattasi di un caso di allarmismo: basta cercare fonti diverse per liberarsi di ogni terrore irrazionale che potrebbe tenervi lontani dal mare.

Riferisce il biologo marino Ferdinando Boero per Quotidiano di Puglia

Una domenica con meduse. Chi ieri, approfittando del giorno di festa e del caldo finalmente ritornato, si è recato al mare ha dovuto fare i conti con una vera e propria invasione di meduse, che sono state avvistate dai bagnanti un po’ su tutto il litorale, ma soprattutto a Otranto a San Foca. E molti bagnanti oltre a vederle… hanno avuto anche uno spiacevole (e doloroso) incontro ravvicinato.

Fortunatamente i rischi si fermano qui: risale a cinque anni fa, in Sardegna, l’unica morte documentata a causa di una puntura di medusa. L’esemplare letale è quello della velenosissima Caravella portoghese (Physalia physalis) che è stata avvistata pochi giorni fa sui litorali iberici e nello specifico al largo di San Juan ad Alicante e delle Costa del Sole, sulla quale si affacciano le spiagge di Malaga, la stessa Almeria e quelle dove si riversano gli abitanti di Granada, Murcia.
La medusa, attraverso lo Stretto di Gibilterra, raggiungerà anche i litorali italiani, ma già nelle scorso settimane il biologo marino Ferdinando Boero, dell’Università del Salento, aveva tranquillizzato i bagnanti: «È molto difficile che questa colonia galleggiante, che i più associano a una medusa, arrivi fino alle coste pugliesi. Se arriva può essere una, ma è improbabile che ne arrivino tante e quindi non c’è allarme per il Salento».
La Caravella entra da Gibilterra con la corrente e può effettivamente raggiungere le coste della Sardegna, della Liguria, della Toscana e della Sicilia. Potrebbe anche entrare nello Ionio, ma che riesca ad arrivare fino in Puglia è altamente improbabile. La pericolosità della Caravella sta nei suoi lunghi tentacoli. Ha tossine che possono causare fortissimi dolori e anche l’arresto cardiaco nell’uomo.

La Caravella Portoghese, che peraltro non è una medusa infatti non ha capacità di movimento autonome,ma si muove spostandosi con la corrente, rendendo assai improbabile il suo arrivo in massa.

Nondimeno, la pericolosità evidenziata nell’articolo che ci indicate è molto esagerata.

Potrete quindi godere della vostra vacanza tranquilli, col minimo di attenzione indicata dal dottor Boero.

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ALLARMISMO Guarda l’assurdo! Un uovo fatto da umani in pura plastica! Chiama il 190!!! – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un testo quantomeno allarmistico, redatto in lingua spagnola

Guarda l’assurdo, un uovo fatto da umani in pura plastica!!! Viene dalla Cina… è già arrivato in Brasile…secondo le informazioni i tratta di uova giocattolo, ma è facile ingannare la gente e farle apparire come uova vere. Per qualsiasi dubbio segnala o chiama il 190, teniamo d’occhio tutto!!!

Le screen sono spezzoni di video prese da YouTube, come questo

E questo

Anche HoaxSlayer se ne occupò ai tempi, rilevando come siamo di fronte ad una autentica urban legend che dura ormai da decenni, mischiando leggende e verità.

Ma una spiegazione maggiormente verosimile, e che non prevede il ricorso allarmistico ed infondato alle forze dell’ordine, ve l’abbiamo già fornita relativamente ad una bufala che YouTube sovente appaia a questa: la turpe storia della verdura di plastica.

Dovete infatti sapere che in Oriente esiste un problema, presente specialmente nei distretti commerciali: sono pieni di turisti avidi di assaggiare la cucina locale, ma la barriera linguistica è dura da abbattere.

Potrebbero, come sovente accade da noi, mettere dietro un espositore alcuni campioni: ma in breve tempo i prodotti esposti si deteriorano, e presto non sarebbero più tanto attraenti.

Esiste così una ricca industira del sampuru, il Sample Food, ovvero il “Cibo finto per le dimostrazioni”: vari piatti, composti in plastica, messi in vetrina coi cartellini del prezzo al posto dei menù in modo che lo straniero in visita possa indicare il piatto ed ottenere una versione reale da mangiare.

Ci sono sampuru per tutte le tasche, e molti vengono anche rivenduti come graziosi souvenir.

Ma per le immagini delle uova “strane che friggono in modo inusuale”, direte voi?

Come ci ricorda Quora, creare un sampuru così convincente da passare per uovo autentico ed essere venduto sul mercato sfuggendo ad ogni controllo postulerebbe conoscenze e competenze tecniche tali da potersi arricchire inondando il mercato (già in crisi) dei sampuru con imitazioni perfettissime a costo ridicolmente basso, oppure avrebbe un margine di profitto così risicato da rendere l’intera operazione economicamente inefficace.

La spiegazione più logica è che sia semplicemente una partita di uova conservate in modo scorretto, vendute da scadute oppure trasportate non rispettando la catena del freddo, generando così evidenti deterioramenti ed aberrazioni.

Infine, come ricorda HoaxSlayer, non è impossibile che in casi limitati un venditore poco scrupoloso possa aver venduto uova scadute, oppure uno dei tanti mercatini all’aperto abbia venduto agglomerati di gelatina e simili come succedaneo delle uova sode che sono da quelle parti rinomato street food.

Ma ciò non consente di affermare l’esistenza di una “industria dell’uovo di plastica”, al di fuori del sampuru, tale da susciare allarme.

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ALLARMISMO DISINFORMAZIONE Influenza Killer, migliaia di ricoveri in ospedale: 2 morti e milioni di persone colpite. Ecco cosa Fare! – bufale.net

Esiste un genere particolarmente insidioso di disinformazione, che amiamo chiamare Disinformazione del Giorno della Marmotta, dal famoso film “Ricomincio da Capo”, in cui Bill Murray interpreta un burbero giornalista condannato da un potere superiore a rivivere all’infinito la stessa giornata (il Giorno della Marmotta del titolo) di un reportage particolarmente a lui odioso allo scopo di diventare una persona migliore.

Ma i viralizzatori nel loro personale Giorno della Marmotta non diventano mai migliori, ripetono vecchie notizie perché, se in passato erano viralizzabili, nel presente basta cancellare ogni riferimento datario per riaccendere l’allarme.

Ci segnalano così un articolo di Voce dal Web

Influenza suina in Italia, già due i morti milioni di italiani colpiti e moltissimi ricoveri in questo 2018. Il virus A-H1N1 si sta manifestando nel nostro paese in modo a dir poco preoccupante e nelle ultime ore si registra un vero e proprio boom di ricoveri ospedalieri, con la Sardegna che conta già i primi due morti. L’influenza stagionale quest’anno è stata pesantissima ed ha contagiato 8 milioni di italiani, come se non bastasse ora la suina sta mandando in ospedale altra gente.

I SINTOMI

Il virus A-H1N1 è altamente contagioso e resiste per 24-48 ore prima di perdere pericolosità ed efficacia. Ci si ammala dopo 1-3 giorni dal contagio: i sintomi sono la febbre alta, disturbi del sonno, perdita di appetito, emicranie, dolori muscolari ed articolari, mal di gola e di stomaco, ma anche nausea e vomito. Gli occhi cominciano a bruciare e a lacrimare.

Stavolta, però, l’influenza suina arriva potenziata perché si è associata al virus stagionale, già diffuso, negli ultimi mesi. Le donne incinte, come i bambini e gli anziani sono quelli che corrono più pericolo di complicazioni.

COME PREVENIRE?

Bisogna stare molto attenti ai colpi di tosse e agli starnuti perché accelerano ed aumentano il rischio di contagio. E’ consigliato aerare spesso gli ambienti dove viviamo, lavarsi spesso e tenere le mani a distanza dalle mucose con occhi, naso e bocca. In caso di temperatura corporea maggiore di 38,5 ° C, con tosse, mal di gola e malesseri vari bisogna rivolgersi ad un medico.

Il problema?

Le ultime ore di cui parlano risalgono al Febbraio del 2018, ed il portale ha collazionato delle notizie d’epoca risputandole fuori in data odierna, ingenerando così il dubbio e l’allarme di un’emergenza influenza aviaria che, a oggi, non sussiste.

Inoltre, omettendo alcune informazioni che ridimensionavano di molto l’allarme già all’epoca, come ad esempio

Si può morire di influenza suina? Non è causa di morte a meno che l’organismo non sia debilitato fortemente e non ci siano situazioni particolari. Le donne incinte, come i bambini e gli anziani sono quelli che corrono più pericolo di complicazioni. Per il momento, il Ministero della Salute consiglia di mantenere una distanza di sicurezza di circa 50 centimetri, da chi supponiamo sia affetto già dalla suina. I sintomi accusati dopo tre giorni dal contagio, sono febbre a non meno di 39°C, brividi, disturbo del sonno, perdita di appetito, mal di testa forte e costante, dolori a muscoli ed articolazioni, mal di gola, bruciore allo sterno, naso che cola, nausea, vomito e una particolare ed eccessiva lacrimazione agli occhi. Particolare attenzione la si deve osservare verso bambini, anziani e donne in stato di gravidanza, in quanto sono le categorie più vulnerabili al virus A-H1N1.

Una vecchia notizia confusa per una nuova, e, in ogni caso inutile allarmismo, a meno che non facciate parte di categorie sensibili.

E ricordate sempre che, in caso di dubbi di natura medica, è meglio ricorrere ad un medico anziché ad un blog o un portale a caso.

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ALLARMISMO BUFALA “Hanno comprato dei bocconcini da uno che faceva le mozzarelle, la bambina aveva la SEU” – bufale.net

Ogni volta che un fatto di cronaca colpisce l’attenzione, arrivano le catene virali di S.Antonio a mezzo WhatsApp.

Esiste una struttura base usata da molte di queste creazioni, in cui ci siamo più volte imbattuti: un abuso del servizio di messaggistica audio porta una voce anonima, perlopiù femminile, con una cadenza amichevole e sovente legata al vernacolo locale, lanciare in scioltezza gravi accuse verso enti o persone della comunità locale, confidando nell’anonimato e richiedendo la massima condivisione.

In questo caso, il testo è una libera reintrepretazione della triste morte della piccola bambina di Foggia a causa della Sindrome Emolitico-Uremica (forma tipica) di cui abbiamo parlato proprio recentemente

Hanno comprato dei bocconcini, stavo dicendo, la bambina ne ha mangiati due. Tornati a casa, giorno dopo la bambina ha cominciato a stare male, l’hanno portata all’ospedale, il pronto soccorso l’ha mandata in pediatria, in pediatria hanno detto che aveva una gastroenterite emorraggicca (sic!), praticamente “Ci facciamo la flebo e te ne vai a casa”, però la bambina mentre stava là si è sentita male, l’hanno dovuta trasportare in rianimazione e dopo nemmeno mezz’ora è partita con l’elicottero per Bari, dove hanno appurato che la bambina aveva la SEU. Questo pezzo di mer*a di M****** di L***** acquistava il latte all’estero, non pastorizzato, perché lo pagava una stron*ata, e faceva le mozzarelle. Quindi vi voglio avvisare, visto che questo cornuto vende anche anche a Foggia, non comprate mozzarelle di marca L********* di M***** di L*****

L’appello, che a tratti per contenuti e cadenza ricorda le invettive ricevute da Rocco Tanica, tastierista di Elio e le Storie Tese da una misteriosa e vendicativa figura nota come la “Nasty Sciura”, ha avuto grande diffusione.

Cosa c’è di vero? Ben poco, oseremmo dire. Ci sono stati segnalati altri messaggi WhatsApp che, giustamente, invitano a limitare la condivisione.

È infatti vero che sono stati effettuati controlli presso le industrie alimentari che usano prodotti facilmente deperibili, ma anche nell’acqua di mare dello stabilimento frequentato dalla piccola ed in ogni altro luogo possibile, ma, al momento, non è stato individuato alcun focolaio, tampoco relativo alla ditta descritta chiaramente dalla voce anonima.

Ditta che, ricordiamo, è stata informata della grave diffamazione a suo danno e quindi potrà prendere tutti i provvedimenti del caso.

La mente corre ad una simile bufala, diffusa esattamente un anno fa, laddove l’untore fu “individuato” nei gelatai artigianali di una cittadina pugliese e l’appello fu diffuso usando il nome ed i recapiti di un medico pediatra che fu costretto, anche in questo caso, a sporgere immediatamente denuncia per arginare la catena.

Vi ricordiamo che, essendo la SEU in forma tipica diffusa da un sierotipo del comune batterio Escherichia Coli, la miglior prevenzione non è l’allarmismo, ma le ordinarie norme igieniche necessarie per evitare l’infezione dallo stesso, è che l’unico stumento efficace per riconoscere casi di contaminazione alimentare è il ricorso alle autorità locali, o al portale del Ministero della Salute.

Di certo non ad anonime catene virali diffamatorie.

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ALLARMISMO PRECISAZIONI Rivoluzione bollo auto: si pagherà in base ai chilometri percorsi – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti la seguente notizia, targata Today.

Anticipiamo che la morale del fact checking che vi stiamo per fornire è sempre la stessa: un titolo non può essere per forza di cose più lungo dell’articolo che esso divulga, se non altro perché sennè non sarebbe più titolo ma articolo, come nella famosa gag della pressione minima che non potrà mai superare la massima o la burla del compianto Stephen Hawking che organizzò una festa per soli viaggiatori del tempo distribuendone gli inviti solo quando la presunta festa era già finita da un pezzo.

Così, leggendo il titolo Rivoluzione bollo auto: si pagherà in base ai chilometri percorsi tutti gli automobilisti che ci hanno scritto hanno vagheggiato una riduzione cospicua del loro bollo (forse fomentata dalla scelta di una foto di repertorio mostrante un libretto ed una ricevuta di bollo prettamente italiane, scelta innocua in ogni altro luogo che non sia l’Italia dove il lettore medio ha il brutto vizio di giudicare e commentare solo titolo ed immagine introduttiva senza leggere).

Peccato che la notizia stesse parlando dell’Eurobollo

La commissione ha anche approvato la riforma dell’eurobollo con l’obiettivo di mettere a punto un sistema più efficiente ed equo in cui i costi sarebbero condivisi tra diversi tipi di veicoli e gli oneri basati sul tempo sarebbero sostituiti con quelli basati sulla distanza. Il bollo insomma non si pagherà più dopo un determinato periodo, ma dopo un determinato utilizzo del veicolo, in modo tale che chi più usa l’auto (e quindi più inquina) paghi di più. Secondo quanto richiesto dagli eurodeputati negli emendamenti approvati, la tariffazione stradale imposta dagli Stati membri dovrebbe essere basata sulla distanza dal 2026 per le autovetture (due anni prima di quanto proposto dalla Commissione Ue) e dal 2023 per veicoli pesanti e furgoni merci di oltre 2,4 tonnellate (un anno prima di quanto proposto dall’esecutivo comunitario).

La proposta è un punto di svolta per raggiungere l’obiettivo del Libro bianco sui trasporti, ossia passare alla piena applicazione dei principi del ‘chi inquina paga’ e del ‘chi usa paga’”, ha rivendicato la responsabile del dossier, Christine Revault d’Allonnes del gruppo socialista. Per incoraggiare l’uso di veicoli rispettosi dell’ambiente, i paesi dell’Ue dovranno fissare diverse tariffe basate sulle emissioni di CO2 con le imposte per i camion a emissioni zero inferiori del 50% alla quota più bassa prevista per legge. “La proposta è ambiziosa e include le autovetture, dato che oltre il 60% delle emissioni dei trasporti su strada proviene da tali veicoli. Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi sul clima di Parigi, dobbiamo agire su tutti i fronti con incentivi per i veicoli puliti”, ha affermato Revault d’Allonnes.

Come meglio precisato dal portale Uomini e Trasporti

La Commissione trasporti ha poi deciso di introdurre il bollo “chilometrico” per i veicoli pesanti che dovrebbe sostituire l’attuale Eurovignette. Per questo eurobollo si terrà conto non solo della tipologia del mezzo (pesante o leggero), ma anche del chilometraggio, in base al principio che «chi inquina di più paga di più». La proposta è di introdurre il parametro della distanza percorsa dal 2026 per i mezzi leggeri e dal 2023 per i veicoli pesanti e furgoni merci di oltre 2,4 ton. Agli Stati membri verrà chiesto di stabilire tariffe correlate alle emissioni di CO2: i camion a emissioni zero dovranno essere del 50% inferiori rispetto alla soglia minima.

Si tratta di una evoluzione del sistema Eurovignette, il Bollo Europeo per gli Autotrasportatori nell’Eurozona, descritta già in passato da Confartigianato come una tassa sul trasporto merci destinata a ridurre e scoraggiare le congestioni stradali, che adesso passerà dall’attingere il settore trasporti al colpire in modo differenziale gli autotrasportatori in base ai chilometri percorsi e, in futuro, premiare gli autotrasportatori virtuosi alleggerendo il carico fiscale sulle ditte pronte a munirsi di un parco veicoli rispettoso per l’ambiente.

È un percorso partito anni fa: la Direttiva Eurovignette è del 1999, il dibattito su una sua revisione per scaglioni è pervenuto al dibattito nell’ultimo anno dopo svariate ipotesi ed idee.

Ed adesso è pronto a concretarsi: per il principio di similarità di ragione, probabilmente, alcuni elementi della riforma potrebbero essere adottati per altre modalità di trasporti: ma al momento il vostro bollo auto resta intatto, ed è certo che solo dal 2023 per i veicoli pesanti e dal 2026 per i veicoli leggeri il trasporto merci europeo vedrà degli “sconti” per gli imprenditori virtuosi.

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ALLARMISMO BUFALA Scatta l’allerta: profughi si lanciano sulle auto per farsi risarcire – bufale.net

Lo scoop è una deliziosa sirena tentatrice: quando la hai, la desideri, quando non la hai te la vai a cercare a forza.

Ci segnalano quindi i nostri contatti il seguente articolo, pubblicato da due portali noti a questa pagina: TGQuotidiano e VoxNews

Alba Adriatica, Teramo. Giovani di colore si “lanciano” sulle auto di passaggio facendo finta di essere stati investiti e chiedendo soldi agli automobilisti.

Il tam tam ieri è ribalzato sui social e su WhatApp. Episodi che sarebbero accaduti al semaforo tra via Roma, ad Alba Adriatica. Sulla veridicità della segnalazione, che poi è rimbalzata per tutta la giornata, allo stato attuale non ci sono conferme da parte delle autorità, relativamente a denunce o segnalazioni. In ogni caso l’allarme è diventato virale.

La fonte di entrambi? Il portale Cityrumors.it che invece parla di notizia da confermare.

Vediamo la scaletta degli eventi:

Sulla veridicità della segnalazione, che poi è rimbalzata per tutta la giornata, allo stato attuale non ci sono conferme, relativamente a denunce o segnalazioni. In ogni caso l’allarme è diventato virale.

  • Nel pomeriggio la notizia arriva al solito VoxNews, il quale la ricopia togliendo dall’articolo originale la doverosa parentesi l’allarme (da confermare) e aggiunge come “testimonianza” un suo link peraltro facente capo ad un video del tutto disattivo
  • La notizia arriva quindi al portale TGQuotidiano nella formulazione privata della formula dubitativa, il quale, rendendosi conto del video del 2016 ormai inattivo, lo sostituisce in modo arguto e furbetto col video di una rissa nel Tennessee perché tanto, per gli indinniati speciali il Tennessee può essere ovunque, anche in Italia

La cosa più risibile dell’intera vicenda è che VoxNews, in calce ad un articolo di voci infondate, ha inserito il link ad un video peraltro rimosso del 2016 in cui dal fatto che a Mannheim un individuo sia stato investito da una macchina deduce una cabala di immigrati suicidi o quasi.

Ora riflettete: cosa abbiamo in mano?

  1. Un messaggio virale di dubbia autenticità
  2. Un post di autenticità altrettanto contestabile di due anni fa avvenuto in tutt’altro posto nel pianeta

Solitamente, come si usa nel mondo del vero giornalismo, per asserire che un fenomeno esiste bisogna che chi lo descriva ne porti prove in mano.

Immaginate un giornalista serio che una bella mattina scriva

Mi ha detto mio cugino che a Milano c’è stato un attentato e sono morte centinaia di persone! Mio cugino, bravissima persona, ha ricevuto un messaggio da sua cognata che poi è morta e quindi non c’è alcuna ragione di dubitare delle mie parole, e se altri giornali negano che ci sia stato un attentato sono in malafede e devono chiedere scusa all’anima di mia cognata che ora è un angioletto che ci guarda da lassù

Probabilmente, ammesso che un simile articolo arrivi alla stampa, sarebbe l’ultima fatica letteraria del nostro giornalista, e il prologo ad un libro di memorie dell’Hacker Brambilla contenente la sua epica avventura con Alvaro Porfido nel tunnel tra la Calabria e la Sicilia, malamente giustificato dal fatto che “L’ho letto in un WhatsApp, potrebbe essere vero”.

E seriamente, chi di voi prenderebbe sul serio un messaggino anonimo trasmesso a mezzo WhatsApp così tanto da farci un intero articolo di controinformazione?

E non pensate che esibire come prove fotografiche dell’avvenuto un incidente a Mannheim del 2016 ed una rissa nel Tennessee del 2017 sfociata nel tentativo dei corissanti di investirsi con la loro automobile sia quantomeno un fortissimo segnale di allarme?

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ALLARMISMO Stanno arrivando anche da noi questi oggetti in grado di sparare! – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti una screenshot pluricondivisa

Stanno arrivando anche da noi questi oggetti in grado di sparare, e’ stato sequestrato oggi a Padova… MASSIMA diffusione per conoscenza.

E, in effetti, la notizia è vera. Allora perché allarmismo?

Come una rondine non fa primavera, da un singolo sequestro di un portachiavi-pistola non possiamo dedurre l’arrivo plurimo di oggetti simili.

La notizia viene dall’ANSA:

(ANSA) – PADOVA, 11 MAG – Un camionista bulgaro di 56 anni è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia stradale di Padova perché trovato in possesso di una pistola a forma di portachiavi. Lo si è appreso oggi.
L’arma, molto piccola, all’apparenza un giocattolo ma in realtà capace di sparare, era nascosta in una scatola. Il camionista è stato fermato lungo l’autostrada A4, nel comune di Villafranca Padovana, mentre era in viaggio verso la Bulgaria.
Alla vista degli agenti l’uomo si è innervosito molto e ha cercato di nascondere la scatolina, così i poliziotti l’hanno perquisito e hanno trovato il contenitore sotto il sedile del guidatore. L’arma è stata sequestrata.

Un camionista quindi aveva con sè un una piccola “pistola”, l’equivalente funzionale di una Derringer: due colpi, imprecisa, breve gittata, ma comunque pericolosa e giustamente sequestrata previa irrogazione delle sanzioni di rito.

Una notizia degna di essere diffusa, ma insufficiente a giustificare un allarme o un “pericolo pistole-portachiavi”.

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ALLARMISMO Orrore in Sicilia: su 538 migranti sbarcati, 366 sono infetti da scabbia – bufale.net

Il rapporto tra l’Informazione c.d. ufficiale e la controinformazione, come abbiamo detto, è assai delicato. Sostanzialmente, il controinformatore cercherà sempre di trovare notizie ufficiali, contorcerle e trasformarle come in una perversa stanza degli specchi per renderle particolarmente viralizzabili e diffonderle: salvo poi accusare l’informazione ufficiale di nascondere le verità che… semplicemente aveva espresso nel modo adeguato.

Così ecco che TG Quotidiano decide di caricare un pezzo

ORRORE IN SICILIA: SU 538 MIGRANTI SBARCATI, 366 SONO INFETTI DA SCABBIA

Trapani, sbarcati 538 migranti, due su tre hanno la scabbia

Dei 538 migranti sbarcati oggi al porto di Trapani dalla nave Aquarius, 366 sono risultati affetti da scabbia. Dopo la visita in banchina effettuata dal personale medico dell’Azienda sanitaria provinciale sono stati trasferiti, con mezzi esclusivamente a loro dedicati, all’hotspot di Milo dove sarà effettuata la profilassi.

Dodici invece gli ospedalizzati. Si tratta di quattro donne in stato di gravidanza, di cui due con scabbia, un minore con sintomatologia addominale e sei con sintomatologia respiratoria, di cui uno con scabbia. Tutti e dodici sono stati trasferiti all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.

Ci sovviene un racconto del compianto Giovannino Guareschi, dove il famoso scrittore, descrittosi nella storiella come un giovane giornalista e narratore agli esordi, cercava di vendere un delicato raccontino di Natale legato ad un bimbo che attende la Befana ed i suoi doni e otteneva che il direttore del giornale riscrivesse il suo racconto come una storia di cronaca nera dal titolo Aiuto! SOS! Sgozzano la Befana ed il sangue scorre fumante come vin bruleè nella quale il bambino, tra le lacrime, si imbatteva nel cadavere orrendamente seviziato di una donna anziana e piangeva terrorizzato convinto che fosse la Befana, adducendo che probabilmente in Italia una donna anziana sarebbe stata uccisa e quindi non sarebbe stata tecnicamente una bugia.

Non vediamo dunque dove sia l’orrore o il dramma nella notizia, peraltro ricalcata e ricopiata da La Sicilia, ma con un titolo più “spaventoso”

Abbiamo più volte parlato di cosa sia la scabbia e come si diffonda: la scabbia, endemica in tutto il mondo, non ha certo bisogno di essere riportata dalle carrette dei mari, ma come tutte le infestazioni parassitarie, si manifesta dove l’igiene si riduce e dove molte persone si affollano.

Non è inoltre una malattia particolarmente pericolosa: ad uccidere non è la scabbia, ma  le infezioni batteriche che possono palesarsi se un infetto dovesse grattarsi su una barca arrugginita e lurida senza possibilità di disinfettare o anche solo coprire le ferite che esso stesso si è cagionato.

Il contagio avviene per contatto diretto, e l’acaro muore lontano dal calore umano in 24 ore circa: a meno che non intendiate quindi farvi le spugnature o strofinarvi sui migranti, non correrete alcun rischio.

 

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ALLARMISMO I meloni causano epidemia di listeriosi, già 7 morti e 20 contagiati, allarme in Italia – bufale.net

Brutte notizie per gli amanti dei meloni: ma fortunatamente, notizie da ridimensionare di molto.

Ci segnalano i nostri contatti un articolo secondo cui

Allarme grave, i meloni causano epidemia di listeriosi, finora 20 persone sono state contagiate e ci sono stati 7 morti.  Il contagio avviene mangiando il melone “Cantalupo”, prodotto in Australia.

Il prodotto è venduto sul mercato internazionale, il Ministero della Salute lancia l’allarme con una circolare interna per chiedere “la massima sorveglianza” e sulle misure da attuare per prevenire in Italia la diffusione dell’epidemia di listeriosi.

La listeriosi è un’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, generalmente dovuta all’ingestione di cibo contaminato.

Ciò però che andrebbe precisato è che le morti ed i contagi indicati sono avvenuti  in Australia, e prodotti della stessa catena produttiva sono stati venduti nella regione ad amministrazione speciale di Hong Kong (Cina), Giappone, Kuwait, Malesia, Oman, Qatar, Singapore ed Emirati Arabi Uniti.

A scopo precauzionale, a seguito di comunicazioni dell’OMS, anche il nostro ministero della Sanità ha diramato una nota, scaricabile qui.

Il che non significa che l’allarme Listeria è arrivato da noi, ma che ci sono delle buone pratiche per stare sicuri, che riportiamo dalla circolare

Le donne  in gravidanza, gli  anziani e gli individui imunocompromessi dovrebbero adottare precauzioni per evitare l’infezione da Listeria evitando di consumare alimenti ad alto rischio, inc lusi latticini fatti con latte non pa storizzato, formaggi molli, specialità a base di carne (tagli di carne pronti per il consumo, paté, ecc.), gelati, pesci crudi, crostacei e molluschi. Questi sono gli alimenti più comuni associati con l’infezione da Listeria. Negli ultimi anni, i meloni ed altra frutta e verdura sono stati implicati in rare occasioni in epidemie di listeriosi. Per ridurre il rischio, è importante lavare accuratamente frutta e verdura.

Attenzione quindi: ma senza allarmismo.

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ALLARMISMO DISINFORMAZIONE Gli esperti ci avvisano: “Sarà un terremoto di potenza incalcolabile, dobbiamo essere pronti” – bufale.net

A volte ritornano.

È proprio il caso di dirlo: a volte certe bufale di successo ritornano, e ritornano, e ritornano. Ma a volte non sono neppure del tutto bufale: nel complesso rapporto di parassitismo tra l’Informazione Ufficiale e la Controinformazione, la seconda tende a rovistare nei bidoni di risulta della prima alla ricerca di scoop, notizie viralizzabili e, avendole trovate, compie quello che noi chiamiamo la disinformazione del Giorno della Marmotta.

È un tipo di bufala particolare, che prende il nome dal film Ricomincio da Capo, in cui un burbero giornalista interpretato da Bill Murray viene condannato da un potere superiore a rivivere la stessa giornata all’infinito, finché non sarà diventato una persona migliore. Ma raramente i viralizzatori migliorano, e quindi il Giorno della Marmotta per loro è eterno.

Cominciamo quindi dalla notizia di News Magazine

E’ stato tutto insabbiato dai media, la TV ha ordini ben precisi: “Non ditelo in TV, la gente non deve sapere.”
Un terremoto di potenza catastrofica potrebbe colpire l’Italia. l’evacuazione arriverebbe a 700.000 persone.
Un anno dopo il professore della York University che ha avvisato che “il Vesuvio esploderà con una potenza mai vista” anche un vulcanologo giapponese avanza la medesima previsione.
Si tratta di fonti senza dubbio autorevoli e attendibili, non di chiaroveggenti in cerca di un minuto di celebrità.

Ma in Italia le autorità sembrano ignorare la notizia, nonostante nella zona potenzialmente interessata vivano centinaia di migliaia di persone… L’avvertimento del vulcanologo giapponese:
«Il Vesuvio erutterà di sicuro». Non lascia molte vie di scampo il più importante vulcanologo giapponese Nakada Setsuya che si trovava in Italia per la XII conferenza mondiale dei geoparchi di Ascea, nel Cilento. «Gli italiani – ha continuato il professore di geologia della Tokyo University – farebbero meglio a parlarne e a prepararsi, così da avere un piano per gestire la situazione».
MASSIMO ESPERTO – Quello che da molti è considerato il massimo esperto di terremoti e di vulcani non sembra avere dubbi. Unico tassello mancante del puzzle è la tempistica. «Anche se non si può prevedere quando è importante ricordare che è un vulcano attivo e non dormiente».
E sarebbe proprio nell’impossibilità di prevedere un tale evento catastrofico con un certo anticipo il principale problema. Il professor Nakada ha spiegato che i segnali da cui guardarsi sono gli ovvi sbuffi e eventuali rigonfiamenti del terreno che potrebbero preannunciare movimenti del magma. C’è solo un problema. A volte trascorrono pochissime ore da questi «segnali» e l’eventuale eruzione. A raccogliere l’allarme i Verdi ecologisti.

Cominciamo bene, vero? Ma proviamo a prendere alcune parole chiave e cercarle su Google

Troverete un nostro articolo del 2016 che dimostra, come, lungi dal trovarci dinanzi ad una notizia che i media insabbiano!!, siamo invece di fronte ad una vecchia notizia del 2013, con ampia diffusione mediatica, che sin dal 2016 i viralizzatori hanno ripescato, ripulito di ogni riferimento datario e ripresentano come un allarme fresco di stampa.

Ipotizzammo all’epoca un semplice errore, in buona fede, dovuto al recente sisma di Amatrice ed una frettolosa ricerca di notizie al riguardo: ma oggi, nel 2018, ci sorprende un copincolla pedissequo di un articolo del Corriere del Mezzogiorno del 2013 peraltro depurato del corretto  sottotitolo

«Nessuno sa quando ma farebbero bene a dotarsi di un piano di evacuazione per gestire la situazione»

L’esperto all’epoca raccomandava di avere maggiore celerità nell’aggiornare e controllare periodicamente i piani di evacuazione per un’eruzione di elevata probabilità, ma che potrebbe colpire in un qualsiasi momento da qui alle prossime generazioni, di certo non intendeva fare facili allarmismi.

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