NON CONDIVIDERE Il gatto morto per l’antipulci

I nostri lettori ci segnalano un post condiviso su tantissime bacheche. Su un gatto chiamato Rumenta, randagio, è stato applicato il Flevox, un antiparassitario, ma l’animale è morto poco dopo. Per testimoniare l’accaduto, l’autrice del post ha pubblicato l’immagine del prodotto e del gatto ormai privo di vita, accompagnando le foto con una didascalia:

Ieri sera abbiamo dato l’antipulci al gatto!

Lui è Rumenta, il gatto del mio amico, e ora non c’è più.

Non usate questo prodotto, verrà segnalato alla ASL.

Il primo che fa una battuta sul nome del gatto lo vado a prendere e gli spezzo le ginocchia personalmente.

L’autrice – di cui non riporteremo il nome per ovvie ragioni – ha poi rimosso il post, ma qualcuno ha fatto uno screenshot e l’ha diffuso di bacheca in bacheca. Tra i lettori si era diffuso il dubbio su una probabile somministrazione dell’antipulci per via orale, ma la stessa autrice aveva spiegato di aver applicato le gocce tra le scapole. Ancora, la stessa continuava dicendo che probabilmente le gocce erano state applicate in un punto in cui l’animale poteva ancora arrivare a leccarsi, provocandosi dunque la morte. Tale spiegazione era disponibile in un secondo screenshot andato perduto.

In pratica: l’autrice consigliava di non utilizzare il prodotto in quanto lo riteneva letale per tutti gli animali, ma ancora non v’era certezza di quanto sostenesse. Infatti, nonostante avesse rimosso il post dal proprio profilo, alcuni utenti l’avevano già contattata per chiederle spiegazioni.

La sua risposta non si è lasciata attendere:

Ragazzi aggiornatevi… il gatto è morto per un rarissimo caso di violenta allergia. 1 su 15mila. Ho tolto il post perché mi stavano facendo girare i maroni.

Nessun prodotto letale per gli animali, dunque, ma un caso sfortunato di allergia che ha colpito il povero animale. Condividere ancora questo appello, dunque, non serve e potrebbe creare un serio danno d’immagine all’azienda produttrice.

L’episodio è stato spiegato, e si è trattato di una sfortunata circostanza.

Non condividere.

L’articolo NON CONDIVIDERE Il gatto morto per l’antipulci sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

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Ieri sera abbiamo dato l’antipulci al gatto!

Lui è Rumenta, il gatto del mio amico, e ora non c’è più.

Non usate questo prodotto, verrà segnalato alla ASL.

Il primo che fa una battuta sul nome del gatto lo vado a prendere e gli spezzo le ginocchia personalmente.

L’autrice – di cui non riporteremo il nome per ovvie ragioni – ha poi rimosso il post, ma qualcuno ha fatto uno screenshot e l’ha diffuso di bacheca in bacheca. Tra i lettori si era diffuso il dubbio su una probabile somministrazione dell’antipulci per via orale, ma la stessa autrice aveva spiegato di aver applicato le gocce tra le scapole. Ancora, la stessa continuava dicendo che probabilmente le gocce erano state applicate in un punto in cui l’animale poteva ancora arrivare a leccarsi, provocandosi dunque la morte. Tale spiegazione era disponibile in un secondo screenshot andato perduto.

In pratica: l’autrice consigliava di non utilizzare il prodotto in quanto lo riteneva letale per tutti gli animali, ma ancora non v’era certezza di quanto sostenesse. Infatti, nonostante avesse rimosso il post dal proprio profilo, alcuni utenti l’avevano già contattata per chiederle spiegazioni.

La sua risposta non si è lasciata attendere:

Ragazzi aggiornatevi… il gatto è morto per un rarissimo caso di violenta allergia. 1 su 15mila. Ho tolto il post perché mi stavano facendo girare i maroni.

Nessun prodotto letale per gli animali, dunque, ma un caso sfortunato di allergia che ha colpito il povero animale. Condividere ancora questo appello, dunque, non serve e potrebbe creare un serio danno d’immagine all’azienda produttrice.

L’episodio è stato spiegato, e si è trattato di una sfortunata circostanza.

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Ieri sera abbiamo dato l’antipulci al gatto!

Lui è Rumenta, il gatto del mio amico, e ora non c’è più.

Non usate questo prodotto, verrà segnalato alla ASL.

Il primo che fa una battuta sul nome del gatto lo vado a prendere e gli spezzo le ginocchia personalmente.

L’autrice – di cui non riporteremo il nome per ovvie ragioni – ha poi rimosso il post, ma qualcuno ha fatto uno screenshot e l’ha diffuso di bacheca in bacheca. Tra i lettori si era diffuso il dubbio su una probabile somministrazione dell’antipulci per via orale, ma la stessa autrice aveva spiegato di aver applicato le gocce tra le scapole. Ancora, la stessa continuava dicendo che probabilmente le gocce erano state applicate in un punto in cui l’animale poteva ancora arrivare a leccarsi, provocandosi dunque la morte. Tale spiegazione era disponibile in un secondo screenshot andato perduto.

In pratica: l’autrice consigliava di non utilizzare il prodotto in quanto lo riteneva letale per tutti gli animali, ma ancora non v’era certezza di quanto sostenesse. Infatti, nonostante avesse rimosso il post dal proprio profilo, alcuni utenti l’avevano già contattata per chiederle spiegazioni.

La sua risposta non si è lasciata attendere:

Ragazzi aggiornatevi… il gatto è morto per un rarissimo caso di violenta allergia. 1 su 15mila. Ho tolto il post perché mi stavano facendo girare i maroni.

Nessun prodotto letale per gli animali, dunque, ma un caso sfortunato di allergia che ha colpito il povero animale. Condividere ancora questo appello, dunque, non serve e potrebbe creare un serio danno d’immagine all’azienda produttrice.

L’episodio è stato spiegato, e si è trattato di una sfortunata circostanza.

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