BUFALA ACCHIAPPALIKE Una bambina espone un cartello: “Aiutate la mia famiglia. Vi chiedo scusa se non siamo migranti” (Foto)

All’interno di alcuni gruppi su Facebook è in circolazione un’immagine che mostra una bambina mentre espone un cartello con la scritta “Aiutate la mia famiglia. Vi chiedo scusa se noi non siamo migranti”:

In particolare, colpisce il post di un utente capace, che ha fatto debunking sul suo profilo mostrando l’evidenza del fotoritocco. Nei commenti ci fa notare, ad esempio, che la stessa foto è stata pubblicata da un account Twitter costruito sull’onda della tragedia di Pamela Mastropietro e gravido di contenuti acchiappalike, nel pieno stile dei mendicanti del web. Il 12 luglio 2018, infatti, l’account GUI memoria#pamela ha pubblicato questo tweet:

L’utente Facebook che ha smascherato il fororitocco fa notare che il falso è stato operato su un’immagine di Steve Debenport, facilmente rintracciabile sullo stock Getty Images:

Embed from Getty Images

Come si può facilmente notare, la bambina mostra un cartello con la scritta Please Help, “Aiuto, vi prego”. La didascalia, inoltre, riporta che la ragazzina è ispanica.

Accorgersi della falsità di certe immagini ritoccate, purtroppo, non è così scontato, in quanto non tutti sono in possesso della perspicacia o degli strumenti per riconoscere un font, un artificio, anche se utilizzato di consueto dai viralizzatori per diffondere indinniazione.

La bambina, dunque, non espone un cartello con la scritta “Aiutate la mia famiglia, vi chiedo scusa se noi non siamo migranti”, bensì le parole “Please Help”.

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DISINFORMAZIONE La foto della bambina separata dalla madre al confine negli USA

Secondo alcuni media questa fotografia ritrarrebbe una bambina che piange perché è stata separata dalla madre al confine.

In realtà si tratta di una notizia distorta.

La fotografia che mostra una bambina che piangeva al confine, scattata dal fotografo John Moore il 12 giugno scorso, è diventata estremamente popolare e virale sul web e in seguito venne sfruttata per una copertina della rivista “TIME”.

Contrariamente rispetto alle affermazioni riportate, i media hanno sempre riferito che la bambina nella foto non è mai stata separata dalla madre. Si tratta di un’informazione che è stata smentita dalla dogana e dalla pattuglia di confine degli Usa, che hanno dichiarato che la coppia non era stata separata dalla piccola.

Il dibattito sui social media riguardante la nuova politica degli Stati Uniti nei confronti dei flussi migratori che ha portato alla separazione di tante famiglie e ad una tolleranza zero alla frontiera, si è fatto sempre più aspro. Soprattutto in riferimento all’origine di una serie di foto, di cui una raffigurava una bambina con una maglietta rosa che piangeva circondata da agenti di frontiera.

Lo scorso 21 giugno, anche il portale Daily Wire era tra i siti web che segnalavano che i media avevano affermato falsamente che la bambina era stata separata dalla madre.

The Daily Wire faceva riferimento a Washington Post e agli articoli della CNN sulla foto, anche se nessuno di questi riportava che la ragazza fosse stata separata dalla madre. Il pezzo della CNN a cui il Daily Wire collegava di nuovo la foto sottolineava come la bambina non era stata separata dalla madre.

Anche se Moore ha affermato che l’obiettivo, nello scattare quella foto, era quello di catturare un momento che trasmettesse l’impatto emotivo suscitato dalle separazioni familiari, né lui né le altre fonti che hanno pubblicato la sua immagine hanno mai sostenuto che madre e figlia fossero stati separati.

 

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BUFALA Profughi Senegalesi violentano in gruppo una bambina di 9 anni. Salvini “Castrazione chimica per queste belve”

Il sito Euro24news.info (di cui ci siamo già occupati) ritorna con un articolo che riporta una violenza sessuale perpetrata da un gruppo di profughi senegalesi ai danni di una bambina di 9 anni, episodio per il quale si sarebbe pronunciato anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La notizia è stata pubblicata il 23 giugno 2018:

Choc a Palermo, dove dei richiedenti asilo al parco con una scusa hanno condotto una bambina di 9 anni in un luogo appartato, ed hanno abusato sessualmente di lei. Sotto choc la bimba che ha riportato diverse ferite nelle parti intime e dovrà seguire un percorso di riabilitazione. Il gruppo di violentatori è stato identificato grazie a dei residenti che hanno sentito le urla strazianti della povera bimba e visto parte integrale della scena. Si tratta di cinque finti profughi senegalesi gia con precedenti per abuso sessuale ed atti osceni in luogo pubblico. Rilasciati piu volte in passato ora con il nuovo governo giallo-verde arriverà finalmente la giusta pena per loro, ovvero la castrazione chimica voluta fortemente da Matteo Salvini. 

Un’insistente ricerca non ha prodotto risultati, a parte una sottile analogia con un caso verificatosi proprio a Palermo nel mese di febbraio, quando i genitori di una bambina di 9 anni sono stati arrestati perché costringevano la piccola a prostituirsi in cambio di denaro. A denunciare il fatto era stato un uomo che aveva assistito agli abusi. Le analogie (la bambina di nove anni e la denuncia del testimone) con quanto riportato da Euro24news sono evidenti, ma l’articolo che abbiamo preso in analisi non ha riscontri sulle testate ufficiali, portandoci dunque a parlare di bufala.

La domanda è sempre la stessa: è necessario inventare notizie su casi di violenza sessuale quando queste sono costantemente riportate dalle cronache e già costituiscono una piaga del genere umano? No, non è necessario, se non per la riprovevole necessità dei viralizzatori. Quotidiani locali e nazionali non riportano alcun episodio di violenza sessuale ai danni di una bambina di 9 anni da parte di profughi senegalesi. Si tratta, dunque, dell’ennesima bufala a sfondo razziale alla quale viene conferita autorevolezza con le parole che il vicepremier Matteo Salvini ha più volte speso sulla possibilità di introdurre la castrazione chimica.

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BUFALA “Questa è la condivisione per cui mi hanno bloccato l’ultima volta: rendetela virale” – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti l’account di un tale, cui non daremo visibilità, contenente una serie di immagini sanguinolente (motivo probabile per il suo blocco iniziale) e un accorato appello in lingua iberica, malamente tradotto da Facebook Translate, che ricorreggeremo

Voy a volver a hacer la misma publicacion por la cual me bloquearon la ultima ves . Haganla viral por favor compartan todos , para que él mundo sepa que se esta llevando a cabo un genocidio blanco en Sudafrica .
Esto es lo que sufren los ciudadanos blancos en Sudafrica por parte de los Sudafricanos Negros , a los ciudadanos blancos en Sudafrica se los ostiga se los persigue se los golpea y ultraja , se los asesina y violan a las mujeres y a los niños les desfiguran el rostro por el simple hecho de ser blancos .
Entre las fotos pueden ver la de una bebe con un corte en su cabeza , una bebe recien nacida , su madre dio testimonio y dijo lo siguiente : Rompí fuente y fuimos al hospital mi bebe estaba por nacer , ellos son un matrimonio blanco y esta es su primer hija ,cuando llegaron al hospital todo el personal que los atendio era de raza negra , ella nos cuenta que desde que llegaron fueron humillados y tratados de la peor manera al esposo no se le permitio acompañar a su mujer en el parto , la mujer conto que la maltrataron todo el parto y que insultaban a su bebe , cuando por fin termino el calvario y la niña nacio no se la dieron a la madre se la llevaron a otra habitacion y la devolvieron con una cicatriz en su cabecita , una bebe recien nacida . Una criatura indefenza que no entiende absolutamente nada . Creo que no hay mucho para agregar . Saquen sus propias concluciones y hagan viral esto . Los blancos también tenemos derechos.

Faro ‘ la stessa pubblicazione per cui mi hanno bloccato l’ultima volta. Fatela virale per favore condividete tutti, affinché il mondo sappia che si sta svolgendo un genocidio bianco in Sudafrica.
Questo è quanto soffrono i cittadini bianchi in Sudafrica da parte dei sudafricani neri, ai cittadini bianchi in Sudafrica si i ostiga si li insegue si li picchia e oltraggia, li uccide e stuprano le donne e i bambini li deturpano il Volto per il semplice fatto di essere bianchi.
Tra le foto potete vedere quella di una bambina con un taglio in testa, una bambina appena nata, sua madre ha dato testimonianza e ha detto: ho rotto fonte e siamo andati in ospedale il mio bambino stava per nascere, loro sono un matrimonio bianco e questa è La sua prima figlia, quando sono arrivati in ospedale tutto il personale che li ha curati era di razza nera, lei ci racconta che da quando sono arrivati sono stati umiliati e trattati nel modo peggiore al marito non gli è stato permesso di accompagnare la moglie durante il parto, la donna Ha detto che l’hanno maltrattata per tutto il parto e che ha rapito il suo bambino, quando finalmente ha finito il calvario e la bambina nata non l’hanno data alla madre l’hanno portata in un’altra stanza e l’hanno riportata con una cicatrice sulla sua testolina, una bambina appena Nata. Una creatura indefenza che non capisce assolutamente niente. Credo che non ci sia molto da aggiungere. Tirate fuori le vostre concluciones e fate virale questo. Anche noi bianchi abbiamo dei diritti.

Ritradurremo il contenuto in un Italiano meno raffazzonato ed automatico

Ripeterò la stessa condivisione per cui mi hanno bloccato l’ultima volta: rendetela virale per favore, condividetela tutti, affinché il mondo sappia che si sta svolgendo un genocidio bianco in Sudafrica.
Questo è quanto soffrono i cittadini bianchi in Sudafrica da parte dei sudafricani neri: i cittadini bianchi in Sudafrica vengono discriminati, inseguiti, picchiati ed oltraggiati, li si uccide, stuprano le donne e i bambini e gli deturpano il volto per il semplice fatto di essere bianchi.
Tra le foto potete vedere quella di una bambina con un taglio in testa, una bambina appena nata. Sua madre ha dato testimonianza e ha detto: “Mi si sono rotte le acque e siamo andati in ospedale, il mio bambino stava per nascere”. Lei è sposata con un bianco e questa era la sua prima figlia, e quando sono arrivati in ospedale tutto il personale era di colore, li hanno umiliati e maltrattati e non hanno consentito al marito di accompagnare la moglie durante il parto. Sempre la donna riferisce di essere stata maltrattata per tutto il parto, che hanno rapito sua figlia, l’hanno portata nell’altra stanza e quando finito il calvario la bambina è stata portata in un’altra stanza è poi tornata con uno sfregio sulla testolina, ed era una bambina appena nata. Una creatura indifesa che non capisce niente. Credo non ci sia molto da aggiungere. Tirate le vostre conclusioni e rendete questo contenuto virale. Anche noi bianchi abbiamo dei diritti.

In questo caso il diritto ad inventarsi storielle virali mai avvenute per raggiungere fama, fortuna e 13mila condivisioni del tutto inventate in un soffio.

Esiste un’opera letteraria di Italo Calvino molto nota ed apprezzata, chiamata Il Castello dei Destini Incrociati in cui una serie di personaggi della letteratura e dell’immaginario, ritrovatisi tutti assieme in un castello (nella prima parte) ed in una taverna (nella seconda) e scoprendo di aver perso l’uso della parola nel corso del viaggio decidono di raccontare le loro storie senza ricorrere al linguaggio dei gesti ma adagiando sul tavolo le carte dei tarocchi ed indicandole.

Il nostro buon viralizzatore ha fatto la stessa cosa, cercando delle immagini da Internet particolarmente turpi e sanguinolente e usandole per costruire una storiella del tutto falsificata ed inventata, sull’eterno modello della Bufala del Giustiziere.

Abbiamo quindi il padre di famiglia massacrato e maltrattato, che in realtà è un tizio derubato nel 2016.

Abbiamo anche la povera bambina sfigurata in un ospedale pieno di medici cattivi di colore!!!!! che, in realtà è una bambina nata col cesareo, d’urgenza, nel 2015 e accidentalmente ferita nelle concitate fasi del difficile parto.

Abbiamo infine un melange di varie foto sanguinolente, e del tutto inattinenti con la vicenda prese a caso da Google Images e scelte per il contenuto disturbante e sanguinolento.

Ma si sa, il Popolo della Rete non controlla mai quello che ricondivide: basta che gli sia chiesto con sufficiente ruffianeria.

Quindi auspichiamo chi riceva questa violenta catena di S. Antonio di segnalarla in modo che sia bloccata per la seconda, e, speriamo, definitiva volta.

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DISINFORMAZIONE Nola, il Vulcano Buono sotto attacco meningite

È delle ultime ore una Catena WhatsApp che ha del tragico: il Centro Commerciale “Vulcano Buono” di Nola sarebbe stato costretto a chiudere per un caso di meningite, ma avrebbe rifiutato tale disposizione. La catena invita tutte le mamme a non recarsi al Centro Commerciale per 15 giorni.

Come riportano su Bassa Irpinia:

La cosa che più fa rabbia poi è utilizzare una notizia di cronaca per creare panico e allarme sociale, una sorta di terrorismo mediatico. Infatti, chi ha provveduto a diffondere sulla chat la bufala ha preso come notizia la morte della piccola bimba di solo 8 mesi morta nel nolano ieri per meningite, affermando che i medici del Cutugno, dove la stessa era stata ricoverata, ritengono che la bimba sarebbe stata contagiata proprio presso il centro commerciale del nolano. Inoltre l’interlocutrice che dirama la bufala afferma che lo stesso Centro Commerciale, invitato a chiudere per effettuare la disinfestazione dei locali, si sarebbe rifiutato e invita le mamme, i genitori ed i figli a non recarsi al Centro Commerciale per i prossimi 15 giorni. Tutto falso e smentito dall’ospedale napoletano.

Il messaggio virale, infatti, prende esempio dal triste caso di una bimba di 7 mesi morta all’ospedale Cotugno per una violenta forma di meningite. La bufala vuole porre il Centro Commerciale come luogo principale presso il quale la bambina sarebbe stata contagiata dalla meningite, ma come riportano su Bassa Irpinia, l’ospedale ha smentito tale possibilità.

Si tratta, dunque, di una disinformazione creata per diffondere allarmismo, rischiando anche di portare un danno economico al Vulcano Buono. Il caso di meningite è reale, ma è falsa l’attestazione di un contagio avvenuto al Centro Commerciale.

 

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BUFALA Serve sangue per una bimba che sta male – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un messaggio WhatsApp a noi davvero ben noto

Mi aiuti a diffonderlo? C’è bisogno di sangue A RH negativo x una bambina che sta male.. aiutate a diffonderlo. La referente è Elisa Montagnoli – tel 345 0857172 Mandalo ai tuoi contatti WhatsApp per favore. Grazie!

A volte ritornano, è il caso di dire, e questa è la terza volta in ben quattro anni che ci cascate. E cascate sempre nello stesso appello, dato che l’unica differenza tra il testo di allora e quello di oggi è che qualcuno ha cancellato prima di ricondividere l’endorsement tarocco di “Avis Lucca”

Come ci ricorda peraltro Perugia Today

„”Nulla di più falso – spiega la postale – . Si tratta dell’ennesima bufala, peraltro di vecchia data. Una bufala che di fatto rischia di ge­nerare diffidenza verso gli appelli simili, inoltrati da Enti e Associazioni competenti e autorizzate, e dai contenuti veri.  Un inutile spam­ming, come abbiamo già avuto modo di appura­re noi della #poliziapostale anche in altre occasioni”“

Cogliamo l’occasione per ricordarvi di cestinare ogni singola catena di S. Antonio ricevuta, anche se sembra essere lodevole.

Del resto, ogni possibile scenario rende la condivisione dannosa e pericolosa. Sovente, il fatto narrato, come in questo caso, è un falso che genera confusione e diffidenza verso le Associazioni competenti.

Ed anche qualora vi siano appelli veritieri, bisogna sempre rivolgersi all’AVIS, e non all’estemporaneo messaggino del cugino o dell’amico, sovente origine di lunghe ed insensate catene di S. Antonio che continuano anche quando il beneficiario è diventato un omone o una donna grande, grosso e vaccinato.

Per finire, ricordiamo che il sistema delle donazioni non prevede donazioni nominali. Sostanzialmente, nessuno può sollecitare donazioni in favore di una singola persona, se non in casi rigidamente particolari che la stessa AVIS ricorda.

Se quindi vi imbattete in un messaggio asseritamente mandato dall’AVIS o persone che dicono di agire in nome e per conto della stessa o altre associazioni simili nel quale viene richiesta la donazione per un singolo individuo, è sempre una bufala.

In ogni altro caso la Catena di S. Antonio è il peggior mezzo da usare per ottenere lo scopo che si vorrebbe.

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Mi aiuti a diffonderlo? C’è bisogno di sangue A RH negativo x una bambina che sta male.. aiutate a diffonderlo. La referente è Elisa Montagnoli – tel 345 0857172 Mandalo ai tuoi contatti WhatsApp per favore. Grazie!

A volte ritornano, è il caso di dire, e questa è la terza volta in ben quattro anni che ci cascate. E cascate sempre nello stesso appello, dato che l’unica differenza tra il testo di allora e quello di oggi è che qualcuno ha cancellato prima di ricondividere l’endorsement tarocco di “Avis Lucca”

Come ci ricorda peraltro Perugia Today

„”Nulla di più falso – spiega la postale – . Si tratta dell’ennesima bufala, peraltro di vecchia data. Una bufala che di fatto rischia di ge­nerare diffidenza verso gli appelli simili, inoltrati da Enti e Associazioni competenti e autorizzate, e dai contenuti veri.  Un inutile spam­ming, come abbiamo già avuto modo di appura­re noi della #poliziapostale anche in altre occasioni”“

Cogliamo l’occasione per ricordarvi di cestinare ogni singola catena di S. Antonio ricevuta, anche se sembra essere lodevole.

Del resto, ogni possibile scenario rende la condivisione dannosa e pericolosa. Sovente, il fatto narrato, come in questo caso, è un falso che genera confusione e diffidenza verso le Associazioni competenti.

Ed anche qualora vi siano appelli veritieri, bisogna sempre rivolgersi all’AVIS, e non all’estemporaneo messaggino del cugino o dell’amico, sovente origine di lunghe ed insensate catene di S. Antonio che continuano anche quando il beneficiario è diventato un omone o una donna grande, grosso e vaccinato.

Per finire, ricordiamo che il sistema delle donazioni non prevede donazioni nominali. Sostanzialmente, nessuno può sollecitare donazioni in favore di una singola persona, se non in casi rigidamente particolari che la stessa AVIS ricorda.

Se quindi vi imbattete in un messaggio asseritamente mandato dall’AVIS o persone che dicono di agire in nome e per conto della stessa o altre associazioni simili nel quale viene richiesta la donazione per un singolo individuo, è sempre una bufala.

In ogni altro caso la Catena di S. Antonio è il peggior mezzo da usare per ottenere lo scopo che si vorrebbe.

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