DISINFORMAZIONE Nola, il Vulcano Buono sotto attacco meningite

È delle ultime ore una Catena WhatsApp che ha del tragico: il Centro Commerciale “Vulcano Buono” di Nola sarebbe stato costretto a chiudere per un caso di meningite, ma avrebbe rifiutato tale disposizione. La catena invita tutte le mamme a non recarsi al Centro Commerciale per 15 giorni.

Come riportano su Bassa Irpinia:

La cosa che più fa rabbia poi è utilizzare una notizia di cronaca per creare panico e allarme sociale, una sorta di terrorismo mediatico. Infatti, chi ha provveduto a diffondere sulla chat la bufala ha preso come notizia la morte della piccola bimba di solo 8 mesi morta nel nolano ieri per meningite, affermando che i medici del Cutugno, dove la stessa era stata ricoverata, ritengono che la bimba sarebbe stata contagiata proprio presso il centro commerciale del nolano. Inoltre l’interlocutrice che dirama la bufala afferma che lo stesso Centro Commerciale, invitato a chiudere per effettuare la disinfestazione dei locali, si sarebbe rifiutato e invita le mamme, i genitori ed i figli a non recarsi al Centro Commerciale per i prossimi 15 giorni. Tutto falso e smentito dall’ospedale napoletano.

Il messaggio virale, infatti, prende esempio dal triste caso di una bimba di 7 mesi morta all’ospedale Cotugno per una violenta forma di meningite. La bufala vuole porre il Centro Commerciale come luogo principale presso il quale la bambina sarebbe stata contagiata dalla meningite, ma come riportano su Bassa Irpinia, l’ospedale ha smentito tale possibilità.

Si tratta, dunque, di una disinformazione creata per diffondere allarmismo, rischiando anche di portare un danno economico al Vulcano Buono. Il caso di meningite è reale, ma è falsa l’attestazione di un contagio avvenuto al Centro Commerciale.

 

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BUFALA Serve sangue per una bimba che sta male – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un messaggio WhatsApp a noi davvero ben noto

Mi aiuti a diffonderlo? C’è bisogno di sangue A RH negativo x una bambina che sta male.. aiutate a diffonderlo. La referente è Elisa Montagnoli – tel 345 0857172 Mandalo ai tuoi contatti WhatsApp per favore. Grazie!

A volte ritornano, è il caso di dire, e questa è la terza volta in ben quattro anni che ci cascate. E cascate sempre nello stesso appello, dato che l’unica differenza tra il testo di allora e quello di oggi è che qualcuno ha cancellato prima di ricondividere l’endorsement tarocco di “Avis Lucca”

Come ci ricorda peraltro Perugia Today

„”Nulla di più falso – spiega la postale – . Si tratta dell’ennesima bufala, peraltro di vecchia data. Una bufala che di fatto rischia di ge­nerare diffidenza verso gli appelli simili, inoltrati da Enti e Associazioni competenti e autorizzate, e dai contenuti veri.  Un inutile spam­ming, come abbiamo già avuto modo di appura­re noi della #poliziapostale anche in altre occasioni”“

Cogliamo l’occasione per ricordarvi di cestinare ogni singola catena di S. Antonio ricevuta, anche se sembra essere lodevole.

Del resto, ogni possibile scenario rende la condivisione dannosa e pericolosa. Sovente, il fatto narrato, come in questo caso, è un falso che genera confusione e diffidenza verso le Associazioni competenti.

Ed anche qualora vi siano appelli veritieri, bisogna sempre rivolgersi all’AVIS, e non all’estemporaneo messaggino del cugino o dell’amico, sovente origine di lunghe ed insensate catene di S. Antonio che continuano anche quando il beneficiario è diventato un omone o una donna grande, grosso e vaccinato.

Per finire, ricordiamo che il sistema delle donazioni non prevede donazioni nominali. Sostanzialmente, nessuno può sollecitare donazioni in favore di una singola persona, se non in casi rigidamente particolari che la stessa AVIS ricorda.

Se quindi vi imbattete in un messaggio asseritamente mandato dall’AVIS o persone che dicono di agire in nome e per conto della stessa o altre associazioni simili nel quale viene richiesta la donazione per un singolo individuo, è sempre una bufala.

In ogni altro caso la Catena di S. Antonio è il peggior mezzo da usare per ottenere lo scopo che si vorrebbe.

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Ed anche qualora vi siano appelli veritieri, bisogna sempre rivolgersi all’AVIS, e non all’estemporaneo messaggino del cugino o dell’amico, sovente origine di lunghe ed insensate catene di S. Antonio che continuano anche quando il beneficiario è diventato un omone o una donna grande, grosso e vaccinato.

Per finire, ricordiamo che il sistema delle donazioni non prevede donazioni nominali. Sostanzialmente, nessuno può sollecitare donazioni in favore di una singola persona, se non in casi rigidamente particolari che la stessa AVIS ricorda.

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