ANALISI IN CORSO Un uomo picchia violentemente un bambino con calci e bastone (Video)

I nostri lettori ci segnalano un video violento e disturbante che mostra le immagini di un uomo che picchia violentemente un bambino facendo uso di calci e di un bastone.

Per ovvie ragioni non incorporeremo il video segnalato. Il filmato è stato postato il 30 giugno dalla pagina Facebook Zgoomklzlhoa con la didascalia «Vi prego, condividete questo video e fate in modo che la Polizia lo veda e farmi questo criminale». La violenza brutale dell’uomo ha scatenato i commenti da ogni parte del mondo. Il bambino vittima della violenza piange e grida terrorizzato.

Trovare informazioni sui motori di ricerca si rivela complicato, per questo parliamo di analisi in corso. Le fonti provengono dalla Cina, in particolare dal social network Weibo (il 30 giugno) ma anche da alcune conversazioni di WeChat (9 luglio):

Il video in circolazione su WeChat / Xuehua

Il 1° luglio il sito Sohu.com ha pubblicato una piccola indagine citando come fonte l’Ufficio di Pubblica Sicurezza della città di Ma’anshan, che ha dichiarato che il video virale è arrivato tramite la piattaforma WeChat. La Polizia di Netan, un distaccamento di Ma’anshan, il 28 giugno ha dichiarato che le immagini provengono dalla contea di Muyang e che l’uomo è il padre del bambino.

Sohu.com riporta che il bambino si stava per arrampicare su un palo dell’alta tensione e che il padre, per redarguirlo e spaventarlo, gli ha inflitto la violenta punizione.

La polizia di Changsha, poco dopo, ha invitato gli utenti a non condividere il video soprattutto perché, in circolazione, esistono varie versioni sul luogo di provenienza. Gli utenti, intanto, continuano a far girare il video e a sostenere che l’uomo sia il padre adottivo del bambino.

Il 2 luglio jfdailycom ha aggiunto elementi all’indagine. Secondo la Polizia di Jiangsu, il bambino ha 6 anni e il padre è biologico. Ancora, jfdaily.com riporta che il 27 giugno la polizia di Xianyang ha dichiarato che le riprese sono avvenute nel villaggio di Bujia Xifeng, ma non è possibile confermare. Le voci circa la natura del video, le riprese, il luogo e i protagonisti si rincorrono ma non emerge la realtà dei fatti.

Siamo dunque in Cina e le fonti convengono nel fatto che il brutale atteggiamento dell’uomo sia una punizione messa in atto per aver visto il bambino tentare di arrampicarsi su un palo dell’alta tensione.

Di fatto, però, non esistono ancora riscontri sulle fonti autorevoli (i siti citati non contengono collegamenti ipertestuali) e, per il momento, le immagini non trovano spiegazioni.

Saremo lieti di aggiornarvi in un prossimo articolo.

L’articolo ANALISI IN CORSO Un uomo picchia violentemente un bambino con calci e bastone (Video) sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA COMPLOTTISMO Sinistracci tristi cambiate scenografo! – bufale.net

Il complottismo e la bufala vanno sempre sottobraccio. Il complottismo illude la persona più cattiva ed ignorante di poter diventare qualcuno scoprendo verità misteriose, la viralità attira click e condivisioni virali. Un profilo pubblico ci delizia con una creazione che combina il peggio di entrambe

SINISTRACCI TRISTI  CAMBIATE SCENOGRAFO PRIMA DI COSTRUIRE LE VOSTRE BUFALE NEGLI STUDI CINEMATOGRAFICI

La mente corre a perle del complottismo come il presunto finto sbarco sulla Luna, e l’illusione (tipica di gente che si fomenta e fomenta odio dal chiuso delle loro case) che il mondo sia un Truman Show creato intorno a loro.

In realtà è evidente che la seconda foto è vera: la prima è un fotomontaggio, peraltro fatto malissimo.

È visibile ad occhio nudo come i livelli di luminosità delle figure incollate nella prima siano del tutto incompatibili con le luci dello sfondo scelto dal viralizzatore, cosa impossibile se non postulando che il duo fosse composto da sagomine fosforescenti.

Abbiamo provato a visualizzare i livelli di errore nella foto shoppata, imbattendoci in questo risultato

Praticamente, più una foto è ritoccata, più gli errori sono visibili, e le due figure sono una unica macchia di artefatti, compressioni ed errori.

Il montaggio è un falso, montato ad hoc per creare odio e viralità, e non è neanche il primo complotto creato a tavolino sulla foto: i giornalisti di NextQuotidiano ne avevano già censiti diversi.

L’articolo BUFALA COMPLOTTISMO Sinistracci tristi cambiate scenografo! – bufale.net sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA Roma miracolo Giovanni Paolo II : “nonna grida disperata durante il funerale del nipotino, poi dalla bara un pianto” – bufale.net

In uno sketch della serie televisiva I Griffin

viene mostrato uno Stephen King ormai arrivato alla boa del 307mo libro cercare di rivendere un’idea trita e scontata, riciclata sul posto al suo editore, per essere accolto con un sarcastico

Non ci provi neanche più Stephen, vero?

La stessa fatica esistenziale ormai coinvolge anche i viralizzatori di “mestiere”, che hanno smesso di provarci da un po’ e, quando non sono occupati a cavalcare il tormentone del momento, tirano avanti nei momenti di magra riciclando bufale ormai arcaiche.

Ci segnalano quindi l’ennesima bufala da Il Quotidiano, blog, come abbiamo visto, specializzato in

bufale vecchie e nuove, il cui intento è dichiarato e palese sin dal campo informazioni

Alcune delle notizie riportate potrebbero essere inesatte o inventate a scopo satirico, per far riflettere o semplicemente divertire

Questa volta la storiella è ambientata a Roma, un canovaccio da Libro Cuore pieno di nonne piangenti, miracoli e papi

E’ un miracolo quello che è accaduto in provincia di Roma questa mattina. In una chiesetta di provincia della capitale infatti, si celebravano i funerali di Mirko, un bimbo di 4 anni strappato alla sua giovane vita da malformazione cardiaca. La nonna, la signora Caterina, una giovane donna devotissima a Papa Wojtyla non si è data pace, tormentata dal proprio dolore ha passato gli ultimi mesi cercando conforto nella preghiera. Questa mattina alle 10 circa è iniziata la celebrazione dei funerali del piccolo Mirko, una cerimonia in cui si sono uiti tutti i compagnetti dell’asilo e a cui tutta la città ha voluto presenziare per stare vicina alla famiglia. Ad un tratto proprio mentre il sacerdote era impegnato nell’omelia, qualcosa è accaduto.Un pianto, che con il passare del tempo si fa sempre più forte ed intenso, Caterina non aspetta un secondo di più e si precipita sulla bara del piccolo Matteo, solleva il coperchio e scoppia in un pianto di gioia, il suo nipotino è vivo, le sue preghiere sono state ascoltate. Il miracolo di Giovanni Paolo Secondo. I medici del policlinico Gemelli di Roma, dove il bambino era in cura da più di un anno, non sanno come spiegare la vicenda. “La grave malattia di Mirko è letale, il suo cuore gravemente malato aveva smesso di battere, il suo elettrocardiogramma era piatto, adesso invece il bambino sta meglio e non vi sono segni di malattia, forse siamo davvero di fronte ad un miracolo“.

Il Professor  Rodomonti esperto di paranormale ha spiegato che fenomeni del genere sono stati riscontrati anche in passato, ma in questo caso oltre al risveglio c’è stata anche la guarigione dalla malattia.

Le parole del Proffessor Rodomonti:

“Di solito noi avevamo studiato casi di persone che erano morte e si erano semplicemente risvegliate, cioè quello che in medicina viene chiamato “Lazarus Effect”, ovvero il  fenomeno per il quale una persona dichiarata clinicamente morta torna in vita diverse ore dopo. Detto in questi termini sembra un qualcosa di impensabile; eppure l’effetto Lazzaro esiste e ne sono stati documentati centinaia di casi in tutto il mondo. Il termine venne coniato nel 1993; ma i primi casi sono riportati diversi anni prima: nel 1977 la dottoressa Later Deathy dichiarò di essere morta e tornata in vita per 3 volte. Anche in questo secolo i casi riportati dalla letteratura medica sono molti, alcuni dei quali decisamente inquietanti; nel 2007 un uomo venezuelano dichiarato morto si è svegliato durante l’autopsia e nel 2012 un bambino nato prematuro e dichiarato morto viene messo nella cella frigorifera dell’obitorio dove è stato ritrovato vivo 10 ore dopo”.

Ricorda niente?

A noi sì: i nostri amici viralizzatori hanno semplicemente cambiato tutti i nomi da una bufala in circolo da agosto 2017, spostando il luogo da Palermo a Roma, sfrattando Santa Rosalia dal ruolo di ente miracoloso per assegnarlo a Papa Giovanni Paolo II, ribattezzando il piccolo Matteo in “Mirko” e sostituendo la figura della madre affranta con “nonna Caterina”, nonché mutando il dottor Bernarducci in “Rodomonti”.

Il frettoloso lavoro dei nostri viralizzatori ha creato peraltro una serie di errori di trascrizione al limite del grottesco (come se la scelta di tirar su due clic con la morte non lo fosse a sufficienza): se nella versione di agosto aveva senso, a fine di captatio benevolentiae, descrivere la madre di Matteo come una giovane donna sconvolta per la perdita del suo primogenito, in questo caso parlare di giovane nonna aggiunge uno stadio di grottesco alla storia.

Il fatto poi che il piccolo Mirko cambi nome in Matteo quando l’”autore” si è dimenticato di rileggere quanto ricopiato aggiunge credito ulteriore a quanto detto, reso ulteriormente tragicomico dal fatto che anche la bufala di agosto 2017 era un riciclo.

A sua volta di un testo di aprile del 2017, dove immutato il nome del piccolo Matteo, spettava alla madre Vanessa piangere la morte di suo figlio a Napoli chiedendo l’intercessione di San Gennaro.

L’unica cosa certa è che a volte anche i viralizzatori finiscono le idee.

L’articolo BUFALA Roma miracolo Giovanni Paolo II : “nonna grida disperata durante il funerale del nipotino, poi dalla bara un pianto” – bufale.net sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA Bambino espulso da scuola per aver indossato un costume da Trump

Un bambino è stato cacciato dalla scuola elementare per aver indossato un costume di Donald Trump nel giorno della festa dei supereroi.

Si tratta di una bufala smentita anche dalla redazione di Snopes.

Poche ore fa, la pagina Facebook di intrattenimento “The Last Line of Defense” ha pubblicato un meme riportando che un ragazzino di nome “Basil Karlo” è stato espulso dalla scuola elementare dopo che si è travestito da presidente degli Stati Uniti per la sua scuola nel giorno del “Superhero Day”.

La foto che ha accompagnato la didascalia è reale, nel senso che davvero un bambino si è travestito da Donald Trump, ma il retroscena sull’espulsione dalla scuola elementare è stato del tutto inventato. “The Last Line of Defense” è una pagina di intrattenimento che registra molto spesso i meme nel tentativo di trollare gli utenti che la seguono.

Un altro elemento che fa capire che questo meme sta diffondendo una notizia falsa è facilmente riconoscibile da tutti coloro che sono appassionati della graphic novel. Infatti, il nome del presunto bambino che si sarebbe vestito da Donald Trump, Basil Karlo, è l’alter ego del cattivo di DC Comics, Clayface.

Per ora la vera storia legata a questa foto è ancora poco chiara, ma sembra che l’immagine sia stata scattata a ottobre del 2015, nel momento in cui Donald Trump era ancora un ospite di vari show televisivi e aveva da poco annunciato che si sarebbe candidato per le elezioni presidenziali. Probabilmente la foto è stata scattata per il giorno di Halloween dello stesso anno e non per la giornata a tema sui supereroi a scuola.

L’articolo BUFALA Bambino espulso da scuola per aver indossato un costume da Trump sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

AGGIORNAMENTO Il sacerdote dà uno schiaffo al bambino perché piange durante il battesimo (25 giu 2018) (Video)

Il 21 giugno pubblicavamo un aggiornamento sul caso di un video virale che mostrava un sacerdote mentre dava uno schiaffo a un bambino durante il rito del battesimo.

 

Secondo Aufeminin la chiesa belga stava indagando sul caso, ma non era ancora in grado se il prete appartenesse alla loro diocesi. La giornalista Émilie Geffray (Le FigaroTV Mag), interessata al caso, il 21 giugno aveva twittato che la famiglia del piccolo aveva preso provvedimenti.

Oggi, 25 giugno, in un comunicato della Chiesa di Seine-et-Marne – nella diocesi di Meaux, Francia – pubblicato il 22 giugno ci informa che il vescovo di Meaux, mons. Nahmias, ha disposto la sospensione di padre Jacques Lacroix, – questo il suo nome – di 89 anni, dalla celebrazione di battesimi e matrimoni. Il documento spiega che padre Lacroix ha mosso quel gesto in un momento di stanchezza, ma allo stesso tempo non giustifica la sua reazione.

In una radio locale, il sacerdote ha dichiarato che in realtà intendeva girare la testa al bambino per procedere con il battesimo, ma ciò che è venuto fuori è stato un qualcosa «a metà tra una carezza e uno schiaffo». La cerimonia si svolgeva a Champeaux, a 50 chilometri da Parigi:

Speravo di calmarlo, non sapevo cosa fare. Il bambino stava urlando molto e gli ho dovuto girare la testa per fare scorrere l’acqua, gli ho detto ‘calmati’ ma non si stava calmando, ho cercato di tenerlo vicino per calmarlo.

L’articolo AGGIORNAMENTO Il sacerdote dà uno schiaffo al bambino perché piange durante il battesimo (25 giu 2018) (Video) sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

AGGIORNAMENTO Il sacerdote dà uno schiaffo al bambino perché piange durante il battesimo (Video)

Nella nostra precedente analisi abbiamo parlato del video virale nel quale un sacerdote dà uno schiaffo a un bambino perché piange durante il rito del battesimo:

La notizia era stata ripresa dalle principali testate nazionali e internazionali, e in particolar modo l’agenzia russa RT riportava che le immagini erano state caricate su un sito di notizie locali di Guadalupa e Martinica, territori francesi – considerando la francofonia dei protagonisti – del Mare dei Caraibi.

In un articolo in lingua francese pubblicato dal sito Aufeminin leggiamo che sul caso sta indagando la chiesa belga, dal momento in cui alcuni sacerdoti belgi hanno inviato il video alla Conferenza Episcopale locale. Per il momento, la Chiesa Belga non è in grado di dire se il sacerdote faccia parte della loro diocesi.

Intanto, in un tweet della giornalista Emile Geffray (TV Mag, Le Figaropubblicato il 21 giugno leggiamo:

Su richiesta della famiglia, ho cancellato il video in cui vediamo questo prete schiaffeggiare un ragazzino. Non hanno mai voluto che queste immagini fossero trasmesse su Internet. Hanno preso i provvedimenti necessari contro il sacerdote che ha abusato del loro figlio.

Per il momento, dunque, sappiamo che la Chiesa Belga sta indagando sulla vicenda, e che il prete – al momento – non risulta appartenere alla loro diocesi. Ancora, i famigliari del bambino, contrari alla diffusione del video, hanno comunque preso provvedimenti contro il sacerdote.

Saremo lieti di aggiornarvi ulteriormente in un prossimo articolo.

 

L’articolo AGGIORNAMENTO Il sacerdote dà uno schiaffo al bambino perché piange durante il battesimo (Video) sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

ANALISI IN CORSO Il sacerdote dà uno schiaffo al bambino perché piange durante il battesimo (Video)

Un video virale sta sconfinando oltre le bacheche dei più popolari social network, spostandosi anche tra le conversazioni private sulle principali app di messaggistica istantanea. Le immagini mostrano gli istanti di un battesimo durante il quale il bambino, accompagnato dai genitori, piange ininterrottamente. Il sacerdote, a un certo punto, gli dà uno schiaffo.

Il video è stato inizialmente condiviso da un profilo Facebook indicato anche dal Messaggero. Dopo avergli dato uno schiaffo, il sacerdote stringe il bimbo a sé, ma viene invitato a smettere dai presenti. Il padre del bimbo lo riprende con sé, nonostante una debole resistenza del prete. Si nota, per esempio, il mutamento repentino dell’approccio con l’infante: prima un sorriso, poi l’espressione contratta che tradisce un certo nervosismo.

La notizia è riportata dalle principali testate nazionali e internazionali. La francofonia dei protagonisti lascia dedurre che le immagini siano girate in Francia, ma TgCom24 parla, ad esempio, dei Caraibi. Ripartendo da questa località troviamo un articolo dell’agenzia russa RT, che riporta che il video è stato caricato inizialmente su un sito di notizie locali di Guadalupa e Martinica, territori francesi del Mar dei Caraibi.

Un fotogramma del film “Paura nella città dei morti viventi” di Lucio Fulci

Il sito si chiama People Bò Kay e riporta la notizia il 20 giugno. All’interno incorpora un video pubblicato lo stesso giorno dal canale YouTube L’Actu Choc, ma né video né articolo danno altre indicazioni sul luogo, sulla data e sul nome della chiesa.

Parliamo di analisi in corso, dunque, nell’attesa di venire a conoscenza di maggiori coordinate sulle immagini. Saremo lieti di aggiornarvi in un prossimo articolo.

Leggi l’aggiornamento del 21 giugno 2018, 23:41

L’articolo ANALISI IN CORSO Il sacerdote dà uno schiaffo al bambino perché piange durante il battesimo (Video) sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA Alluminio dei vaccini nel cervello è la causa della morte del bambino Alfie Evans

Sul web a volte circolano delle vere e proprie malignità. Secondo una delle ultime notizie – smentita da Snopes – pare che uno studio scientifico abbia dimostrato come la morte di Alfie Evans sia avvenuta per colpa di alcuni additivi di alluminio che erano presenti nei vaccini che gli sono stati somministrati.

Qualche giorno fa, un blog che pubblica notizie false ha deciso in modo ignobile di sfruttare la terribile morte del bambino inglese Alfie Evans diffondendo un titolo clickbait in cui si è affermato, in modo del tutto falso, che una ricerca scientifica era riuscita a dimostrare come l’alluminio contenuto nei vaccini fosse stata la causa primaria della sua morte.

Il titolo scelto dal YourNewsWire.com per questo articolo recitava che «Uno studio mostra che l’alluminio era presente nel cervello del piccolo Alfie Evans». La ricerca citata dal portale in questione è terminata a luglio del 2017 e aveva come obbiettivo quello di analizzare l’effetto dei coadiuvanti di alluminio sul comportamento sociale nei topi. Non è stata fatta alcuna menzione al caso di Alfie Evans o ad altri casi clinici specifici.

Alfie Evans è morto lo scorso 28 aprile, poco prima di festeggiare il suo secondo compleanno. È deceduto per colpa di una rara patologia degenerativa che ha colpito il cervello: solamente cinque giorni prima era stato staccato dalle macchine che lo tenevano in vita, in seguito ad una lunghissima battaglia legale che ha coinvolto i suoi genitori, che sono arrivati fino dal Papa pur di far sentire le loro ragioni.

L’Alta Corte inglese aveva sempre risposto in maniera negativa alle richieste dei genitori, dopo aver scoperto che il cervello del bambino era così compromesso che non c’era alcuna possibilità che potesse recuperare e riprendersi.

 

L’articolo BUFALA Alluminio dei vaccini nel cervello è la causa della morte del bambino Alfie Evans sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

NON CONDIVIDERE “Vi ricordate l’immagine del bambino ferito che ha fatto il giro del mondo come esempio di crudeltà del regime Assad? Tutto Falso!”

Nella giornata di ieri riproponevamo sulla nostra pagina una nostra vecchia analisi sul complottismo perpetrato nei confronti delle tre foto della bambina di Aleppo con un post che aveva completamente distorto la visione delle cose. Oggi, per merito di un post greve e lapidario, ci ritroviamo con diverse segnalazioni circa una foto che ancora oggi fa il giro del mondo:

Aleppo Media Center / Il Post

Tale fermo immagine era stato diffuso in seguito ai bombardamenti di Aleppo del 17 agosto 2016 dall’Aleppo Media Center, network d’informazione che si oppone al regime di Assad. Il piccolo, Omran Daqnish, sedeva su un’ambulanza dei Caschi Bianchi dopo essere stato estratto vivo dalle macerie della sua abitazione e si presentava in un evidente stato di choc:

Omran, quattro anni, ha ovviamente lo sguardo perso nel vuoto, un occhio incrostato dal sangue che lo ricopre, come la polvere, la gambe che non toccano terra e lo lasciano sospeso sulla poltrona dell’ambulanza degli White Helmets, altra organizzazione nota anche come Syria Civil Defense attiva da Damasco ad Aleppo fino a Homs e divenuta dal 2013 una delle principali fonti dell’opposizione sul conflitto.

Omran era stato curato e dimesso nella stessa notte all’ospedale M10 di Aleppo.

Il viralizzatore di oggi diffonde un’immagine con didascalia che, in poche ore, ha già conquistato una certa viralità disimpegnata:

Vi ricordate l’immagine del bambino ferito che ha fatto il giro del mondo come esempio di crudeltà del regime del presidente Assad? Tutto falso! Era una messinscena! Sotto si vede il bambino, dopo l’intervista al padre, senza un graffio! Il padre è un noto militante anti-Assad.

In poche parole: le due foto sarebbero state scattate a poca distanza di tempo l’una dall’altra e dimostrerebbero che il bombardamento non sarebbe mai avvenuto e tanto meno il ferimento del piccolo Omran. Il tutto viene presentato senza una fonte attendibile a dimostrazione di quanto sostenuto. La verità è che le due immagini appartengono a due tempi differenti.

La prima – ovvero quella dell’Aleppo Media Center che ritrae Omran in stato di choc all’interno dell’ambulanza – è, come dicevamo, un fotogramma di un video girato pochi istanti dopo i bombardamenti. Parliamo dunque del 17 agosto 2016.

La seconda – quella riportata in basso e che mostra il piccolo in perfetta salute e pulizia – è un fotogramma di un’intervista rilasciata nel giugno 2017 (quasi un anno dopo) alla giornalista pro-Assad Kinana Allouche. In quel contempo il padre di Omran, Muhamad Daqnish, aveva riferito anche ad altre TV di regime che le immagini del suo bambino ferito erano state riprese e diffuse senza il suo consenso e con l’intento (da parte dei ribelli) di creare una propaganda anti-Assad in cambio di denaro, offerta che Muhamad aveva rifiutato.

Sul dibattito circa le affermazioni del padre di Omran e delle teorie emerse a seguito della pubblicazione delle foto del bambino ferito vi rimandiamo ad un prossimo articolo.

Oggi ci focalizziamo sull’inattendibilità del post segnalato. Come abbiamo potuto dimostrare, le due immagini sono state catturate in due momenti diversi: se un anno prima il piccolo Omran si presentava feritoricoperto di polvere, per quale motivo dovrebbe far discutere una sua comparsa in stato di salute e senza ferite?

Condividere un post del genere contribuisce a creare confusione in una situazione già caotica. Vi consigliamo, dunque, di non condividere un messaggio fuorviante, che potrebbe dare spazio a facili complottismi senza aiutare i fruitori a capire a quali fonti bisognerebbe prestare attenzione.

 

L’articolo NON CONDIVIDERE “Vi ricordate l’immagine del bambino ferito che ha fatto il giro del mondo come esempio di crudeltà del regime Assad? Tutto Falso!” sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

PRECISAZIONI iPhone e figli: sbaglia il codice più volte e blocca il telefono per 47 anni – bufale.net

Gli smartphone, va detto una volta per tutte, non sono giocattoli.

La tentazione di lasciare un figlio col cellulare acceso per fare in modo che possa godere di giochi adatti è molto forte, ed effettivamente i principali store (Android ed iOS) sono ricchi di applicazioni adatte ai bambini: ma la soluzione ideale è comprare un tablet poco costoso e dedicato all’uso infantile, oppure facilmente adattabile, e non consegnare tra le mani del bambino il proprio cellulare, specie se costoso.

Altrimenti, è alle porte quanto avvenuto ad una madre cinese, la signora Lu

Quasi mezzo secolo di esilio digitale. Una mamma cinese afferma di essersi trovata con l’iPhone bloccato per i prossimi 47 anni, un fatto curioso che coinvolge la sua sbadataggine, cattive abitudini e il figlio di due anni. Il piccolo, stando ai media cinesi, stava armeggiando con il telefono. La mamma glielo lasciava maneggiare per vedere video educativi ma, avendo due anni, forse non era perfettamente conscio delle proprie azioni e così continuava a premere tasti quasi a caso. Il problema però è che il bimbo continuava a fare tap sullo schermo anche quando questo era fisso sulla schermata di sblocco: premendo numeri a caso, continuava a sbagliare il codice di sblocco e da lì ecco il problema. Per capirlo meglio però dobbiamo guardare ai sistemi di sicurezza ideati dalla Apple.

La chiave di lettura è fornita nel prosieguo dell’articolo, ed è un evento accaduto più volte in passato.

Sostanzialmente, iOS, per difendere la privacy dell’utente, ad esempio da furti e smarrimenti, consente di impostare un Pincode come su tutti i cellulari, non però sulla SIM come usava in tempi passati, ma sul dispositivo stesso.

Laddove sbagliare tale pincode su alcuni cellulari comporta la semplice impossibilità di accesso, la casa di Cupertino ha scelto un accesso più radicale, atto ad evitare i tentativi di brute force, l’uso di calcolatori elettronici per produrre le molteplici combinazioni numeriche previste: dopo quattro tentativi falliti, al quinto tentativo iOS imporrà un periodo di cooldown, di pausa forzata, di un minuto.

Ulteriori tentativi errati comporteranno un blocco esponenziale: dal sesto tentativo i minuti diventeranno cinque, dal settimo all’ottavo quindici,  e dal nono un’ora

Dal decimo in poi, gli eventi dipendono dalla diligenza dell’utente.

Ove questi abbia impostato i meccanismi di sicurezza consigliati, come ricordato dal Corriere, il decimo errore comporterà la riformattazione totale del dispositivo, che automaticamente cancellerà ogni dato al suo interno (quindi proteggendo rubrica, carte di credito, fotografie e dati personali da occhi indiscreti nel modo più efficiente).

Ove l’utente, per lassismo o timore di errare egli stesso il pincode abbia disinserito tali sicurezze, il tempo di attesa continuerà a crescere esponenzialmente e senza posa alcuna, fino ad arrivare al temuto blocco da venticinque milioni di minuti circa (blocco questo che può anche essere provocato da alcuni tentativi malriusciti di jailbreak, rimozione delle protezioni nel sistema operativo che impediscono di caricare software non proveniente dalla casa madre).

È già avvenuto a persone altrettanto poco avvedute: un uomo cinese nel 2014, svariati possessori di dispositivi Apple che se ne sono lamentati sui forum della casa di Cupertino tra cui un utente nel 2016, ed un anno dopo il gestore di un negozio di riparazione cellulari su Reddit ha lamentato di aver incontrato un cliente con lo stesso problema

La soluzione in questo caso è comunque rapida, efficiente e butale: deve essere lo stesso utente (se, come la signora, non ne è capace un qualsiasi centro Apple provvederà allo scopo) a riformattare completamente il dispositivo, ricaricando l’ultimo backup presente su iTunes, il programma fornito da Apple stessa che, installato sul PC o sul Mac, consente di copiare musica sull’iPhone e fare backup di applicazioni e programmi.

Se l’utente sfortunato è indietro coi backup, semplicemente i dati sono persi.

A complicare la vicenda irrompe un articolo del Sun, che confonde la protagonista della vicenda, l’anonima “signora Lu” con Wei Chunlong, l’Apple Genius (tecnico Apple che negli Apple Store fornisce assistenza ai clienti) di Shangai che si è occupato della vicenda, ripromettendo di contattare il centro Apple.

Cosa fatta: scopriamo dallo Shangai Post che la vicenda in realtà è avvenuta a Gennaio, ben due mesi fa quindi, e che Wei Chunlong ha offerto alla signora Lu il medesimo consiglio da noi ora fornito, ovvero riformattare il dispositivo (o lasciare a Chunlong tale incombente) e ricaricare l’ultimo backup sullo stesso.

Non è chiaro se la signora Lu mantenesse regolari backup del suo dispositivo, cosa buona e giusta, e non è quindi chiaro se l’epilogo della storia sia stato un lieto fine col tecnico Apple che riformattato il cellulare della signora ne recupera ogni dato o un triste epilogo coi dati del cellulare svaniti per sempre.

In ogni caso avete appreso due importanti lezioni: siate regolari coi backup dei vostri smartphone e comprate ai vostri figli dispositivi più economici ed adatti alla loro età.

L’articolo PRECISAZIONI iPhone e figli: sbaglia il codice più volte e blocca il telefono per 47 anni – bufale.net sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.