BUFALA Papa Francesco beccato a bere, festeggiare e ballare con delle africane mentre gli italiani muoiono di fame – bufale.net

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Un semplice video, di un uomo molto rassomigliante a Papa Francesco che balla con delle donne di colore, arricchito dalla didascalia indinniata ed indinniante

+++SCANDALO IN VATICANO+++
Papa Francesco beccato a bere, festeggiare e ballare con delle immigrate mentre gli italiani non arrivano a fine mese!

La voglia di fare burle a tutti i costi spesso si lega a stretto filo al desiderio di far gran cassa di link e condivisioni virali tra gli indinniati, toccando le corde facili del populismo antikasta più feroce e del sentimento antimmigrazione.

La burla, perché di burla evidentemente si tratta, diventa così parente stretta della bufala del giustiziere, da cui riprende alcuni tratti salienti, come la presenza di un cattivo intoccabile (rappresentato dal Papa) il quale compie un grave sopruso (rappresentato dallo sperperare soldi che il creatore della bufala vorrebbe degli italiani) assieme ad altre persone invise alla plebe indinniata (rappresentate dalle immigrate), danneggiando così un soggetto umile (rappresentato dai poveri cittadini italiani).

Anche in questo caso, la catarsi, ovvero il desiderio di rivincita tipico di questo genere di bufala è affidato al popolo della Rete, chiamato a condividere tale oltraggio per punire il cattivo nel silenzio delle autorità che negano tale punizione.

Problema: questa è una bufala, di cui avevamo già parlato ampiamente in tempi non sospetti: trattasi infatti di un video, a risoluzione abbassata per celare l’inganno, raffigurante una festa Colombiana in costume di Halloween in cui un partecipante, vestito da Papa, balla con delle ragazze avvenenti.

Sarà la bassa risoluzione, sarà il pensiero tipico dell’indinniato speciale per cui non esistono donne di colore al mondo che non siano immigrate, per quel provincialismo spiccio spesso fuso all’analfabetismo funzionale che vede l’indinniato incapace di vedere il mondo al di fuori dell’isolato in cui è nato e cresciuto, e dal quale deriva ogni esperienza di vita, ma ecco che improvvisamente lo scherzo è sfuggito di mano e qualcuno, anzi troppi, vi hanno creduto.

Non chiediamo certo al pubblico di essere a conoscenza che nella tradizione carnascialesca, da sempre, il costume da prete o da suora (ancora prima delle loro varianti moderne e sessualizzate) è stato tra i più gettonati per la vena trasgressiva e iconoclasta che esso comporta, con lo stacco tra l’immagine seria, ieratica e legata alle privazioni della Quaresima connesse alla figura religiosa e l’idea del prete e della suora come figure gaudenti e divertite… basterebbe, semplicemente, un briciolo di attenzione.

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BUFALA Papa Francesco perdona i 4 mila preti pedofili australiani

Aggiornati dalle bufale smascherate da Snopes, scopriamo questa falsa notizia pubblicata il 27 febbraio 2018 dal sito web YourNewsWire.com. La notizia riporta che Papa Francesco avrebbe concesso il perdono e “coperto” gli atti di 4.444 sacerdoti australiani accusati di pedofilia. L’articolo dice che «La commissione Australiana ha riferito che non solo i sacerdoti sono stati perdonati dal Vaticano per i loro crimini, le accuse sono state nascoste e non sono mai state segnalate alle forze dell’ordine».

Il pezzo cita come fonte un altro articolo di inizio 2017 pubblicato sul quotidiano tedesco Deutsche Welle, che in nessun modo conferma che papa Francesco abbia perdonato o coperto gli atti di 4.444 sacerdoti in Australia. Nell’articolo del Deutsche Welle leggiamo:

Lunedi, una commissione australiana ha riferito che su 4.444 presunti episodi di abuso da parte di sacerdoti cattolici non si è indagato per 60 anni. Circa il 7% di tutti i sacerdoti in Australia è stato accusato almeno una volta.

Nell’articolo si menziona l’avvocato Gail Furness, incaricato di guidare l’inchiesta contro i parroci. Egli spiega che la maggior parte delle volte i bambini abusati venivano puniti e quindi terrorizzati per ottenere il silenzio. I parroci erano poi stati trasferiti. «Le parrocchie o le comunità a cui sono stati trasferiti non sapevano nulla del loro passato – dichiara Furness- I documenti non sono stati conservati o sono stati distrutti. Il segreto ha prevalso così come le coperture».

L’articolo di Deutsche Welle non menziona mai papa Francesco, solo il capo delle finanze del Vaticano George Pell, che secondo il documento era implicato nell’inchiesta. La commissione è stata istituita per esaminare gli incidenti tra il 1950 e il 2010, tre anni prima dell’inizio del pontificato di Papa Francesco nel 2013. Nessuna altra fonte fa riferimento ad un coinvolgimento da parte di papa Francesco che avrebbe nascosto documenti su questi casi e concesso il perdono ai preti indagati.

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