PRECISAZIONI Milano, nomade si introduce in casa e afferra una bimba: alano di 85 chili parte all’attacco e la salva

Il sito Inedito.net scrive di una nomade allontanata da un appartamento nel quale si era introdotta, messa in fuga da un alano mentre afferrava una bimba. Lo pubblica il 9 luglio 2018:

Attimi di paura a Cuggiono in provincia di Milano. Una zingara si introduce in un’abitazione per rubare e afferra una bimba di un anno e mezzo che si trovava in salotto. L’intervento del cane di casa, un alano di 85 chili, che parte all’attacco e mette in fuga la potenziale ladra di bambini. Cuggiono (Milano), Entrare in salotto e vedere un’estranea che allunga le mani verso la propria bimba di un anno e mezzo. È gelato il sangue ad una madre di Cuggiono che vive in una casa di corte. Lei era in cucina ed è stata attirata dai lamenti della bimba che si trovava in salotto. È corsa a vedere e ha trovato una donna, probabilmente una nomade entrata per rubare, che aveva già afferrato la bimba. Per fare cosa? Impossibile saperlo. Proprio in quel momento è intervenuto il cane della famiglia che si è messo a ringhiare contro quell’estranea.

Lei ha lasciato la bimba ed è scappata. Zlatan è un alano tedesco di 85 chili, ha tre anni e, avvistato il pericolo, non ha esitato ad attaccare. Un vicino di casa ha sentito tutto e ha rincorso la nomade che, nel giro di pochi metri, si è letteralmente volatilizzata. «Questo episodio ci ha spaventati tantissimo – afferma il papà della bimba che quel giorno non era in casa -. Abbiamo subito chiamato i carabinieri, che sono arrivati nella nostra corte e hanno perlustrato la zona in cerca di quella donna. Ma non c’è stato verso. Sicuramente c’era qualcuno che la aspettava in auto»

La fonte citata è un blog ospitato sulla piattaforma altervista e denominato Il Giorno, esattamente come la testata ufficiale. Il blog ha pubblicato l’articolo il 14 gennaio 2018, mentre la testata ufficiale ha pubblicato la stessa notizia qualche tempo prima, il 21 aprile 2017.

Facciamo notare, serenamente, che esistono dei dubbi sulla vicenda – evidenziati in grassetto – e che le ricerche internet non portano aggiornamenti. Tuttavia, la notizia trova riscontro su La Stampa (22 aprile 2017), Fidelity House (22 aprile 2017) e altri siti dedicati agli animali, come Velvet Pets (21 aprile 2017) e Amore a quattro zampeTra i siti di informazione locale, invece, troviamo riscontro su Corriere alto milanese in un articolo del 20 aprile 2017.

Il cane Zlatan / Il Giorno

La Stampa, per esempio, non specifica che si trattasse di una nomade e scrive che la donna si era introdotta nella casa «probabilmente per commettere un furto» e tutte le testate sostengono che l’alano abbia allontanato la donna ringhiando, senza partire all’attacco (come invece sostiene il titolo di Inedito.net). Secondo tutte le testate la corte di Via Ticino, a Cuggiono, già da tempo era oggetto di incursioni da parte di ladri di cani.

Secondo Velvet Pets a rincorrere l’intrusa è stato un vicino di casa attirato dai rumori, perdendo poi le tracce della donna. Nel frattempo la famiglia della bimba aveva già chiamato i Carabinieri.

La certezza di cui disponiamo risiede nel fatto che una donna si era introdotta in un appartamento di Via Ticino, con intenzioni ancora non chiarite (non è chiaro, dunque, se l’intrusa si trovasse lì per rapire la bambina o per commettere un furto). La padrona di casa si trovava in cucina ed era stata attirata dai lamenti della sua bambina, che in quel momento si trovava in salotto. Una volta raggiunta la piccola, sua madre ha sorpreso una donna mentre l’afferrava per un braccio, ma il cane Zlatan, un alano, si era messo a ringhiare mettendo in fuga l’estranea.

Sulla vicenda non esistono aggiornamenti né altri riscontri, ma parliamo di precisazioni perché Inedito.net riporta in questi giorni una notizia dell’aprile 2017, senza offrire un contributo alle novità sul caso. Inedito.net parla di “attacco”, ma il cane si è limitato a ringhiare.

Considerando il riscontro su La StampaIl Giorno, in ogni caso, consideriamo vera la notizia, ma inutile la pubblicazione su Inedito.net. L’alano Zlatan ha allontanato l’intrusa mettendosi a ringhiare, non è partito all’attacco.

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PRECISAZIONI Bimba ritrovata in un campo Rom in Grecia: fate girare la foto per avvertire i genitori

Ci segnalano un articolo pubblicato sul Blog di Eles il 19 ottobre 2013:

Ritrovata nel campo nomadi di Farsala. Le autorità elleniche lanciano un appello internazionale per cercare i veri genitori della piccola: dal test del dna è risultato che la coppia con cui viveva non ha nulla a che fare con lei dal punto di vista genetico.

Una bimba bionda, con gli occhi chiari, dai tratti scandinavi o dell’Est Europa e dall’età apparente di quattro anni, è stata trovata dalla polizia greca in un campo nomadi vicino a Farsala. Insospettiti dall’anomalo aspetto in confronto ai suoi genitori, hanno ordinato il test del Dna sulla piccola, sulla presunta madre e sul padre, che si è rivelato negativo. Quella bambina non è figlia loro. Le autorità di Atene hanno quindi lanciato un appello internazionale per scoprire la vera identità della bambina e per accertare per quale motivo vivesse con la coppia.

I due adulti, lui 39 anni, lei 40, sono stati arrestati e accusati di rapimento di minori: dalle loro dichiarazioni la donna avrebbe partorito 14 figli; di questi, tre, ancora minorenni, si troverebbero nel campo nomadi, ma si attendono i risultati del dna per verificare la loro identità. Secondo la versione dei due, hanno trovato la bambina bionda avvolta in un lenzuolo e qualcuno gliel’avrebbe consegnata in affido.

Per ora la piccola è stata data in affidamento all’associazione “Il sorriso del bambino”.

L’articolo cita come fonte il quotidiano sardo L’Unione Sarda e a copia-incolla da una notizia pubblicata il 18 ottobre 2013. La notizia è vera, ma essendo trascorso del tempo – parliamo del 2013 – le cose sono cambiate ed è opportuno riportare le giuste precisazioni.

Durante un’operazione di Polizia all’interno di un campo nomadi situato nella Grecia Centrale, a Farsala, gli agenti si imbatterono in Hristos Salis, 39 anni, ed Eleftheria Dimopoulou, 40 anni. La coppia aveva con sé una bambina che non presentava attinenze somatiche, trattandosi di una pelle molto chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri.

In un primo momento la coppia sostenne che si trattasse di una loro figlia naturale, ma il test del DNA smentì le loro affermazioni ed entrambi vennero sospettati di sequestro di minore. La stessa coppia, poi, affermò che la bambina era stata consegnata loro dai suoi genitori biologici. L’Interpol lanciò dunque un appello per rintracciare i genitori della bambina. Nel frattempo la piccola era stata presa in affidamento dalla comunità Il sorriso del bambino.

Nell’attesa di risalire ai genitori, gli appelli in rete si erano intensificati con il supporto di alcune testate che avevano contribuito a sostenere che la coppia di nomadi avesse rapito la piccola.

smentire l’accusa di rapimento arrivò l’assenza del DNA della bambina nel database dell’Interpol, il che significava che a seguito della scomparsa della piccola non era stata fatta denuncia. Salis e Dimopoulou, infatti, affermarono che la madre della bambina fosse una nomade bulgara.

Nei giorni intorno al 25 ottobre 2013, infatti, Daily Beast e ABC News riportavano il nome dei genitori della bambina, che rispondeva al nome di Maria.

I genitori biologici rispondevano al nome di Sasha Ruseva, 37 anni, e Atanas Rusev. Le autorità avevano rintracciato la coppia in un campo nomadi di Nikolaevo, nella Bulgaria rurale. Sasha confessò di aver donato spontaneamente – dunque senza compenso in denaro – la loro piccola a una «straniera dai capelli biondi» alla quale aveva confidato di non riuscire a dare sostentamento alla bambina. La straniera si offrì di occuparsene e se la fece consegnare.

Il 9 novembre 2015 Salis e Dimopoulou vennero dichiarati non colpevoli del rapimento di Maria.

Parliamo di precisazioni, dunque, in quanto l’articolo segnalato dai nostri lettori è del 2013 e i genitori di Maria sono già stati ritrovati, per cui si può parlare di caso risolto.

Far girare ancora oggi la foto con l’appello è inutile.

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