BUFALA Nuova legge in California per imparare obbligatoriamente lo spagnolo

Nel corso del mese di maggio, il governatore della California Jerry Brown ha firmato una legge che impone a tutti gli studenti dello Stato di imparare la lingua spagnola.

Si tratta, in realtà, di una bufala smentita anche da Snopes.

Un gran numero di persone, tra cui soprattutto osservatori di destra, per tanti anni hanno avuto numerosi timori sui movimenti migratori dal Messico e da altre nazioni dell’America Centrale e del Sudamerica verso gli Usa. Nello specifico, la preoccupazione sale quando si tratta di flussi migratori verso la California.

Pochi giorni fa, la pagina Facebook “America’s Last Line Of Defence”, da diverso tempo nota per via della diffusione di notizie false e satiriche, ha di fatto sfruttato tali timori diffondendo un meme molto particolare, in cui sostiene che il Governatore della California avesse appena firmato una legge che imporrà a tutti gli studenti di imparare lo spagnolo.

In realtà, l’uomo che viene mostrato nell’immagine non è il Governatore della California Jerry Brown.

In realtà si tratta del Governatore del Vermont Phil Scott. Sembra che la foto sia in realtà un fermo immagine di un video pubblicato su YouTube nello scorso mese di aprile, in relazione alla sua firma su una nuova legge relativa alla detenzione di armi.

Tra l’altro non esiste alcuna proposta, in California, in merito a tale legge. Nel 2016 gli elettori approvarono la Proposition 58, che ha annullato il divieto dell’istruzione scolastica bilingue. Tale misura non imponeva che tutti gli studenti imparassero lo spagnolo, ma consentiva di svolgere alcune lezioni in classe in lingua spagnola, cosa che in precedenza non era invece consentita.

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NOTIZIA VERA Patrick Little è un neonazista repubblicano che vuole cacciare gli ebrei dagli Usa

Sono davvero tantissimi, negli Stati Uniti, a chiedersi come sia possibile che un neo-nazista possa concorrere all’interno del partito repubblicano per un posto nel Senato in California. La notizia sta rimbalzando sul web in modo costante. Sembra che Patrick Little abbia più di una volta dichiarato come la razza bianca possa contare su una netta supremazia e nella sua campagna ha fatto riferimento pure alla liberazione dagli ebrei, mandandoli via dagli Usa.

La notizia, purtroppo, è stata confermata da Snopes ed è assolutamente reale.

Il repubblicano Patrick Little, infatti, nonostante non sia molto conosciuto, è diventato famoso per via delle sue posizioni antisemite. Little aveva ottenuto il 18% del sostegno tra gli elettori primari, subito dopo il senatore democratico Dianne Feinstein, che aveva raccolto il 39%. Nel sondaggio relativo alla corsa verso un posto in Senato in California, Little si descriveva come un nazionalista bianco e poteva contare sul supporto di altri quattro candidati alle primarie nello stato californiano, tra cui Rocky de la Fuente e Kevin de Léon.

Nel caso in cui tale sondaggio dovesse essere poi confermato dai fatti, allora Feinstein e Little andranno a giocarsi le elezioni primarie a novembre. Qualche giorno fa Newsweek ha sottolineato come uno dei profili social di Little riportasse un post in cui veniva sostenuta la cacciata degli ebrei dagli Stati Uniti. Si tratta di citazioni autentiche, dal momento che sul suo account del social network Gab, Little ha diffuso dichiarazioni apertamente antisemite.

Di fatto, non si è fatto scrupoli a schierarsi dalla parte di teorie cospirative antisemite, chiedendo pure la segregazione razziale e pare che abbia pure minacciato di sterminare gli ebrei che non accettano di licenziarsi volontariamente dal loro lavoro nel Governo.

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DISINFORMAZIONE Usa: più elettori registrati che adulti votanti

Nel corso degli ultimi giorni sta circolando con insistenza una notizia secondo cui gli Stati Uniti possono contare su più di 3,5 milioni di elettori registrati in confronto agli adulti viventi. Si tratta di una notizia che continua a circolare, anche se decisamente fuorviante e che tende a riproporre il problema della frode diffusa da parte degli elettori. In questo caso, sembra che tutto sia legato alle modalità con cui sono stati effettuati i conteggi da parte della California riguardanti la registrazione degli elettori.

In realtà la voce secondo cui ben undici giurisdizioni locali della California abbiano un numero maggiore di elettori registrati in confronto agli adulti idonei è del tutto priva di fondamento. La notizia, da quando ha fatto la sua comparsa sui social media, è diventata virale ma ha ricevuto tante smentite da parte di varie fonti di notizie legittime.

Tutto è iniziato quando ad agosto dello scorso anno un gruppo attivista di destra, Judicial Watch, ha spedito una lettera al Segretario di Stato della California, in cui ha minacciato la citazione in giudizio a meno che le undici contee consegnassero le schede degli elettori. Secondo l’analisi del gruppo, infatti, pare che ci siano più elettori registrati in quelle contee rispetto agli adulti idonei a votare.

La minaccia ha portato a dicembre ad aprire un contenzioso, mentre la notizia è stata ripresa da blog di destra e anche varie reti di propaganda russe. Pure la rivista Investors Business Daily lo ha riportato in un’editoriale. Anche Trump è sceso in campo per affermare, invece, la totale regolarità delle elezioni. Ancora, un rapporto diffuso dal Segretario di Stato della California ha messo fine alla bagarre. In California ci sono oltre 25 milioni di adulti registrati e quasi 19 milioni sono registrati. L’errore commesso da Judicial Watch è stato quello, come evidenziato da tante testate giornalistiche, di mischiare elettori attivi e inattivi per ciascuna contea.

Un’affermazione fuorviante presa in analisi anche da Snopes che, però, in men che non si dica è stata diffusa con grande convinzione.

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