PRECISAZIONI Maxi operazione al campo rom: trovati 27 milioni di euro in contanti

Un articolo pubblicato il 24 giugno 2018 sul sito Informazione libera parla di un maxi sequestro di 27 milioni di euro in contanti in un campo rom:

Un blitz che ha portato alla luce le attività di riciclaggio, spaccio di droga e detenzione illegale di armi.

Ma non solo. Nel campo rom di Strada dell’Areoporto i militari hanno trovato anche ben 27 milioni di euro falsi. Cosa ci facessero, non è dato sapere. Considerando che sopra alle banconote campeggia la scritta “fac simile”. Oggi tre persone abitanti del campo rom sono state arrestate per resistenza a pubblico ufficiale, maltrattamento di animali, detenzione di droga e possesso di armi.*

Le banconote sequestrate erano divise tra euro, franchi svizzeri e dollari. Gli arresti arrivano dopo che a metà agosto le forze dell’ordine avevano identificato 60 persone, perquisito 15 alloggi e 20 automobili. In quell’occasione erano anche scattate le manette per Nikola Stojanovic, 45 anni, accusato di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti. In quell’occasione venne trovato con hashish e due bilancini per misurare le dosi da spacciare.

Oggi poi i carabinieri hanno anche sequestato 9 veicoli senza assicurazione, scoperto unbar abusivo aperto all’interno del campo e trovato piante di marijuana. E c’è ancora qualcuno che nega che i campi rom siano una babele di illegalità.

Il titolo scelto da Informazione Libera è lo stesso usato da Il Giornale (citato come fonte) in un articolo del 16 settembre 2015, dal quale viene fatto copia-incolla. Gli autori di entrambe le fonti, tra l’altro, titolano parlando di 27 milioni di euro in contanti, ma nel testo riportano che si tratta di banconote false con tanto di scritta fac simileInformazione Libera, inoltre, omette il luogo, trattandosi della periferia di Torino come conferma anche l’agenzia Ansa.

La notizia è dunque vera, ma i titoli usati da Informazione Libera Il Giornale sono fuorvianti e ci ritroviamo a parlare di precisazioni.

Ancora, Informazione Libera appone in copertina un’immagine ritagliata della Guardia di Finanza di Caserta, che risulta essere un frame di un video pubblicato da Si24 il 24 settembre 2014:

Il servizio riportava la notizia di un blitz della GdF della Compagnia di Marcianise, durante il quale vennero sequestrati 17 milioni di euro in banconote da 50, tutte false, stipate all’interno di un furgone e coperti con materiali di cancelleria. A seguito della scoperta un uomo di origini campane veniva rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Parliamo di precisazioni, dunque, perché i titoli di Informazione LiberaIl Giornale risultano fuorvianti, in quanto non specificano che i 27 milioni in contanti fossero falsi e, soprattutto, Informazione Libera ripropone in questi giorni una notizia del 2015, presentandola con un’immagine di copertina di un altro caso, avvenuto nel casertano.

 

 

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PRECISAZIONI Bimba ritrovata in un campo Rom in Grecia: fate girare la foto per avvertire i genitori

Ci segnalano un articolo pubblicato sul Blog di Eles il 19 ottobre 2013:

Ritrovata nel campo nomadi di Farsala. Le autorità elleniche lanciano un appello internazionale per cercare i veri genitori della piccola: dal test del dna è risultato che la coppia con cui viveva non ha nulla a che fare con lei dal punto di vista genetico.

Una bimba bionda, con gli occhi chiari, dai tratti scandinavi o dell’Est Europa e dall’età apparente di quattro anni, è stata trovata dalla polizia greca in un campo nomadi vicino a Farsala. Insospettiti dall’anomalo aspetto in confronto ai suoi genitori, hanno ordinato il test del Dna sulla piccola, sulla presunta madre e sul padre, che si è rivelato negativo. Quella bambina non è figlia loro. Le autorità di Atene hanno quindi lanciato un appello internazionale per scoprire la vera identità della bambina e per accertare per quale motivo vivesse con la coppia.

I due adulti, lui 39 anni, lei 40, sono stati arrestati e accusati di rapimento di minori: dalle loro dichiarazioni la donna avrebbe partorito 14 figli; di questi, tre, ancora minorenni, si troverebbero nel campo nomadi, ma si attendono i risultati del dna per verificare la loro identità. Secondo la versione dei due, hanno trovato la bambina bionda avvolta in un lenzuolo e qualcuno gliel’avrebbe consegnata in affido.

Per ora la piccola è stata data in affidamento all’associazione “Il sorriso del bambino”.

L’articolo cita come fonte il quotidiano sardo L’Unione Sarda e a copia-incolla da una notizia pubblicata il 18 ottobre 2013. La notizia è vera, ma essendo trascorso del tempo – parliamo del 2013 – le cose sono cambiate ed è opportuno riportare le giuste precisazioni.

Durante un’operazione di Polizia all’interno di un campo nomadi situato nella Grecia Centrale, a Farsala, gli agenti si imbatterono in Hristos Salis, 39 anni, ed Eleftheria Dimopoulou, 40 anni. La coppia aveva con sé una bambina che non presentava attinenze somatiche, trattandosi di una pelle molto chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri.

In un primo momento la coppia sostenne che si trattasse di una loro figlia naturale, ma il test del DNA smentì le loro affermazioni ed entrambi vennero sospettati di sequestro di minore. La stessa coppia, poi, affermò che la bambina era stata consegnata loro dai suoi genitori biologici. L’Interpol lanciò dunque un appello per rintracciare i genitori della bambina. Nel frattempo la piccola era stata presa in affidamento dalla comunità Il sorriso del bambino.

Nell’attesa di risalire ai genitori, gli appelli in rete si erano intensificati con il supporto di alcune testate che avevano contribuito a sostenere che la coppia di nomadi avesse rapito la piccola.

smentire l’accusa di rapimento arrivò l’assenza del DNA della bambina nel database dell’Interpol, il che significava che a seguito della scomparsa della piccola non era stata fatta denuncia. Salis e Dimopoulou, infatti, affermarono che la madre della bambina fosse una nomade bulgara.

Nei giorni intorno al 25 ottobre 2013, infatti, Daily Beast e ABC News riportavano il nome dei genitori della bambina, che rispondeva al nome di Maria.

I genitori biologici rispondevano al nome di Sasha Ruseva, 37 anni, e Atanas Rusev. Le autorità avevano rintracciato la coppia in un campo nomadi di Nikolaevo, nella Bulgaria rurale. Sasha confessò di aver donato spontaneamente – dunque senza compenso in denaro – la loro piccola a una «straniera dai capelli biondi» alla quale aveva confidato di non riuscire a dare sostentamento alla bambina. La straniera si offrì di occuparsene e se la fece consegnare.

Il 9 novembre 2015 Salis e Dimopoulou vennero dichiarati non colpevoli del rapimento di Maria.

Parliamo di precisazioni, dunque, in quanto l’articolo segnalato dai nostri lettori è del 2013 e i genitori di Maria sono già stati ritrovati, per cui si può parlare di caso risolto.

Far girare ancora oggi la foto con l’appello è inutile.

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