ALLARMISMO I cani vengono rubati dai tossici che praticano un’incisione per nascondervi la droga – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti la seguente catena virale a mezzo social:

GENOVA. NON LASCIATE I CANI LIBERI PER STRADA (che per legge devono essere tenuti al guinzaglio, sempre). Vengono rubati dai tossici e portati agli spacciatori che vi praticano una incisione nella parte del cane indicato dalla linea rossa realizzando una sorta di tasca per il trasporto di droga. NON LASCIATELI NEMMENO FUORI DAI SUPERMERCATI. Generalmente si tratta di cani di piccola o media taglia. Stiano attente anche le persone anziane che portano fuori i cani la sera

È interessante notare come una breve ricerca su google dimostri che la leggenda metropolitana sia diffusa in modo equanime in diversi paesi.

Perché di leggenda metropolitana si tratta: un elementare principio di precauzione viene collegato a conseguenze grottesche ed esasperate per cercare di educare il pubblico.

È infatti quasi corretto assumere che i cani debbano andare al guinzaglio (ma non sempre: ad esempio è consentito rimuovere il guinzaglio in un’area cani appositamente segnalata), ma ciò va fatto per evitare danni a cose e persone, nonché per evitare il rischio di fuga.

Non certo per evitare gang di tossicodipendenti esperti in medicina che praticano incisioni.

La catena trae evidentemente ispirazione da notizie come questa: è infatti possibile che un cartello internazionale della droga possa, avendo un veterinario a disposizione, usare cani (ma più spesso, persone, i c.d. corrieri) per il contrabbando di stupefacenti. Ed anche così, come avete letto nella notizia, è una soluzione temporanea, evidente, con elevato rischio di fallimento e quindi essere scoperti.

Figurarsi un tossicodipendente senza un ambulatorio veterinario, strumenti e coi cinque minuti di tempo che necessitano all’anziano per fare la spesa cosa potrebbe fare.

Siamo dunque alla struttura originale della Leggenda Metropolitana: l’autore ha un saggio consiglio da dire, ma sottovalutando l’uditorio, inventa conseguenze gravissime.

Il meccanismo è lo stesso esaminato più volte dalla nostra cara amica Agata Matteucci con riferimento ai bambini: per molti genitori è più facile dire ad un bambino, mente semplice e incline al pensiero magico che i bambini che fanno le boccacce resteranno sfigurati a vita, che non spiegargli che importunare gli amichetti è un grave atto di maleducazione, dire che giocare troppo a lungo coi soffioni li renderà sordi che non dargli un preciso orario cui tornare a casa dopo una scampagnata e che gli elettrodomestici possono ucciderli sul posto anziché spiegare loro che sarebbe assai meglio farli operare da un adulto.

Così funzionano le leggende metropolitane: nella presunta impossibilità di educare l’anziano solo incline a legare il cane al di fuori dal supermercato per entrare a fare la spesa (esponendo la collettività al rischio che il cane, slegandosi, possa danneggiare cose e persone o darsi alla fuga), si inventa una gang di spacciatori esperti in medicina veterinaria, dalla vaga somiglianza con le ambulanze nere che nelle leggende degli anni ’70 rapivano bambini inermi per rubarne gli organi o delle boutique di moda con botola che rapivano le signorine più affascinanti per portarle negli Harem da Mille e una notte di misteriosi sceicchi miliardari.

L’articolo ALLARMISMO I cani vengono rubati dai tossici che praticano un’incisione per nascondervi la droga – bufale.net sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

PRECISAZIONI Le palline da tennis sono tossiche per i cani

I cani possono soffrire di ustioni chimiche dopo aver masticato delle palline da tennis.

L’avvertimento che è arrivato da un gruppo di salvataggio di cani randagi a Houston ai suoi seguaci su Facebook è stato amplificato in modo esponenziale attraverso i social media dopo che lo stesso gruppo ha postato delle immagini di quelle che hanno detto siano delle lesioni che hanno colpito quattro cani, provocate semplicemente dall’esposizione a un marchio particolare di palline da tennis.

Il fondatore del rifugio, Alfred Restivo, non ha risposto alla richiesta di commentare il fatto, ma ha riferito alla rivista People degli incidenti descritti nel post datato febbraio 2018, quando Sydney, una femmina di border collie di sei anni, una serie di dolorose lesioni sulla lingua.

Altri tre cani, ha detto Restivo, sono stati poi trovati con problemi simili. Tuttavia, Restivo non ha detto quanto tempo era passato tra questi tre casi e la data del post pubblicato su Facebook.

“Tutto deriva semplicemente dalle palline da tennis in questione: solamente il fatto di essere nella bocca dei cani, leccate ogni tanto, senza nemmeno bisogno di masticarle, comporta lo sviluppo di questi problemi. Il suo resoconto è stato confermato da un veterinario, Tim Gaffrey, che ha diagnosticato Sydney con lesioni della bocca, con un notevole gonfiore. Questa combinazione di sintomi porta a pensare che il cane sia entrato in contatto orale con una sostanza irritante. Semplicemente un altro modo per dire che si tratta di ustioni chimiche”.

Head Penn Racquet Sports, il produttore di palline da tennis di marca Penn, ha detto in una dichiarazione che non erano a conoscenza del fatto che le stesse palline potessero provocare i sintomi segnalati.

Il presidente dell’American Veterinary Medical Association, John de Jong, ha detto di non aver mai sentito parlare di cani che soffrono di questo tipo di problematiche legate alla masticazione delle palline da tennis. Analogamente, il veterinario Marty Becker, membro del consiglio dell’Associazione Americana per l’Umanità, che le palline da tennis sono meravigliose da lanciare e far correre il proprio cane, ma non sono giocattoli da masticare. Anche se fino ad ora ammette di non aver mai visto dei casi di ustioni chimiche alla bocca o alla lingua di un cane a causa dell’esposizione ad una pallina da tennis.

In ogni caso, le palline da tennis rappresentano comunque un pericolo. Alcuni casi sono in grado di strappare la pallina a pezzi e poi li inghiottiscono, provocando un blocco intestinale potenzialmente mortale. Non bisogna comunque evitare di giocarci: è sufficiente mettere via le palline dopo ogni partita.

L’articolo PRECISAZIONI Le palline da tennis sono tossiche per i cani sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

NOTIZIA VERA Trieste, 1877: ai commercianti veniva imposto di esporre un contenitore di “acqua monda” per dissetare i cani nelle stagioni calde

Un manifesto in continua circolazione sui social network ci ricorda che a Trieste, nel 1877, il Magistrato Civico aveva imposto ai commercianti di esibire, al di fuori dei loro esercizi, un contenitore di acqua destinata a dissetare i cani randagi durante le stagioni calde:

Avviso.
Si rammenta ai proprietari di negozi, botteghe ed officine l’obbligo di tenere costantemente, durante la stagione calda, esposto il prescritto recipiente d’acqua monda, affinché i cani vaganti possano dissetarsi.
Ogni mancamento all’accennato obbligo sarà irremissibilmente punito con adeguata personale in base al ʃ 127 lett. f dello Statuto Civico

Trieste, 24 Maggio 1877.

Dal Magistrato Civico.

Di tale disposizione si parla anche nei quotidiani nazionali e locali, come nel caso del Giornale e di Varese News. Pur trattandosi di un’immagine molto popolare sul web, non è possibile trovare una fonte che ne attesti l’autenticità. Testate e post, infatti, ne riportano solamente il contenuto ma non offrono coordinate d’archivio che aiutino il lettore a raggiungere la fonte del manifesto. Alcuni utenti, perciò, hanno iniziato a sospettare che l’immagine fosse un artificio di un bravo designer.

A tal proposito abbiamo preso contatto con l’archivio comunale di Trieste all’indirizzo archiviogenerale@comune.trieste.it per approfondire e chiedere chiarezza sull’attendibilità. Ci ha risposto la dott.ssa Paola Ugolini, funzionario archivista, che ci ha spiegato che il documento «non è presente nell’archivio in quanto eliminato nel 1908 a seguito di prassi archivistica di scarto». Ricordiamo, infatti, che il manifesto è datato 1877 e dunque, per forza di cose, nel 1908 venne scartato per prassi archivistica.

In alto a sinistra del documento leggiamo che l’avviso ha un numero di serie, il 13252, e proprio in base a questo la dott.ssa Ugolini ci scrive che «il registro degli esibiti tuttavia ne conferma sia i contenuti che l’esistenza». Riepilogando: il manifesto non è più disponibile nell’archivio, ma la sua esistenza è confermata nei registri. A dare ulteriore carico di verità alle sue indicazioni, la dott.ssa Ugolini ci ha fornito sia una foto del registro degli esibiti –  proprio alla voce in cui veniva indicato il manifesto e proprio nella data del 24 maggio 1877 – sia altre immagini di disposizioni simili, sempre firmate dal Magistrato Civico:

Il registro degli esibiti. Nella seconda riga, al n. 13252, leggiamo un riferimento al manifesto. È anche ben visibile il timbro “Scartato 1908”.

13252 – Per ordinare ai proprietari di negozi, botteghe ed officine di tenere, durante tutta la stagione calda, un recipiente d’acqua per dissetare i cani.

La stessa disposizione del Magistrato Civico esisteva anche nell’anno precedente, il 4 giugno 1876:

Avviso n. 13099. Trieste, 4 giugno 1876

Avviso.
Si rammenta ai proprietari di negozi, botteghe ed officine l’obbligo di tenere costantemente esposto il prescritto recipiente d’acqua dolce e pura, affinché i cani vaganti possano dissetarsi.
Ogni mancamento all’accennato obbligo sarà irremissibilmente punito con adeguata multa in base al ∫ 127 lett. f dello Stauto Civico.

Trieste, 4 Giugno 1876

Dal Magistrato Civico.

La collocazione archivistica di tali documenti Archivio Comunale di Trieste (AGCTs), Magistrato Civico, F3/1-7, 1873-1877.

Era dunque prassi comune conferire l’obbligo di dissetare i cani randagi ai commercianti e titolari di negozi. Possiamo affermare, dunque, che il manifesto segnalato dai nostri lettori è autentico e che l’esistenza di una legge che puniva chi non dissetava i cani è notizia vera.

A tal proposito, lo staff di Bufale.net ringrazia la dott.ssa Paola Ugolini e l’Archivio Comunale di Trieste per la gentilezza e la disponibilità dimostrate.

L’articolo NOTIZIA VERA Trieste, 1877: ai commercianti veniva imposto di esporre un contenitore di “acqua monda” per dissetare i cani nelle stagioni calde sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA Salvini “C’è puzza di cani, sono arrivati i napoletani e i siciliani”

Un profilo Facebook ha pubblicato una foto di Matteo Salvini, neo Ministro della Difesa e vicepresidente del Consiglio, con un cartello recante un messaggio ingiurioso verso i cittadini napoletani e siciliani:

C’è puzza di cani, sono arrivati i napoletani e i siciliani. Forza Vesuvio, Forza Etna, lavali col fuoco.

Le foto ritoccate sui messaggi che Salvini espone spesso ai social media sono una realtà che abbiamo smentito a più riprese (esempio 1; esempio 2). In questo caso, la foto è stata presa dalla sua pagina Facebook, da un post pubblicato il 9 marzo 2018, giorno in cui il leader della Lega ha compiuto 45 anni:

La foto pubblicata dall’utente Facebook che ci hanno segnalato i lettori, dunque, è un fotomontaggio creato per fare leva sul rapporto della Lega con l’Italia Meridionale. Si tratta, dunque, di una bufala.

L’articolo BUFALA Salvini “C’è puzza di cani, sono arrivati i napoletani e i siciliani” sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

NOTIZIA VERA La figlia dimentica di lavare i piatti, il padre le uccide i cani

Un articolo pubblicato su Leggilo il 13 maggio 2018 riporta che un padre avrebbe ucciso i due cani della figlia perché la ragazza non aveva lavato i piatti:

La figlia dimentica di lavare i piatti, il padre le uccide i cani

La figlia dimentica di lavare i piatti così il papà decide di punirla uccidendole i suoi cani. Un gesto sconvolgente quello di Jeffrey Don Edwards, 35 anni, che ha sparato ai cani della figlia adolescente fuori dalla loro casa ad Harrah, in Oklahoma, solo perché la 17enne si è dimenticata di lavare i piatti. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti verso gli animali e per possesso di armi da fuoco. Secondo quanto riporta la stampa locale la ragazza si sarebbe divisa il compito di lavare i piatti insieme al fratello di 15 anni, ma quella sera del 9 maggio aveva dimenticato il suo turno e il papà si è ritrovato i piatti sporchi nel lavello. Un comportamento inaccettabile per il 35enne che ha iniziato a gridare e a rompere i piatti, così la giovane ha chiamato la madre, che vive in un’altra casa, chiedendole di portarla via. La donna è andata in aiuto della figlia, ma quando il giorno dopo la ragazza è tornata a casa ha visto molto sangue e non ha più trovato i cani.

La 17enne ha chiamato la polizia e davanti agli agenti lo zio ha ammesso che il padre li avrebbe uccisi in preda all’ira per la discussione avuta la sera precedente. I corpi degli animali sono stati trovati a 100 metri dalla loro casa e per Edwards è scattato l’arresto. L’uomo però nega ogni accusa, anche se due testimoni hanno dichiarato che lui stesso, poco dopo aver ucciso i cani, ha confessato loro quello che aveva fatto aggiungendo di non sentirsi nemmeno in colpa. L’ex moglie ha dichiarato che i due figli sono sconvolti dall’accaduto, entrambi  i ragazzi, infatti, sarebbero stati molto legati ai due animali.

Jeffrey Don Edwards / The Sun

Jeffrey Don Edwards, 35 anni e residente ad Harrah, respinge le accuse. Secondo la sua versione si tratta di una totale bugia, in quanto nel momento in cui i due cani morivano assassinati, egli si sarebbe trovato al lavoro.

Nella giornata di martedì 8 maggio 2018 aveva inveito pesantemente contro la figlia 17enne perché quest’ultima aveva lasciato la casa in disordine e le stoviglie sporche. In suo soccorso era arrivata la madre, Danielle DePee (ex-moglie di Edwards, Independent). L’indomani, dunque nella giornata di mercoledì 9 maggio, la madre aveva riaccompagnato la ragazzina in casa del padre, ma le due avevano trovato un lago di sangue.

Edwards e DePee erano separati dal 2007 e i loro due figli, la ragazzina di 17 anni e il piccolo di 15, passavano di tanto in tanto delle giornate col padre. A riferire alla figlia che il padre fosse l’artefice della morte dei due cani, riferisce la signora DePee, sarebbe stato un collega dell’uomo – Oxygen riferisce, invece, che a testimoniare fosse stato uno zio – che aveva assistito alla barbarie. L’intento era quello di dare una lezione alla ragazzina.

I due cani senza vita sono stati rinvenuti nella stessa proprietà di Edward, a 100 metri dalla casa, e riportavano ferite da arma da fuoco. Intanto, l’uomo è stato rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 10.000 dollari. Come riporta Oxygen citando il quotidiano locale The Oklahoman, Edward aveva già avuto guai con la legge nel 2011 per aver esploso dei colpi di fucile da un camioncino.

L’articolo NOTIZIA VERA La figlia dimentica di lavare i piatti, il padre le uccide i cani sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

ANALISI IN CORSO I rom adesso rubano pure i cani. In Italia un rapimento ogni 15 minuti

Ci segnalano un articolo pubblicato il 2 maggio 2018 sul quotidiano Il Giornale:

I dati resti noti da Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) parlano chiaro: ogni 15 minuti viene rapito un cane in Italia. Come denunciato da Quinta colonna, si tratta infatti del nuovo business dei nomadi in quanto la maggior parte dei furti sarebbe riconducibile a bande di rom organizzate. A parlare del fenomeno è stato anche Libero che spiega come i cani vengano direttamente prelevati dalle nostre case o dai giardini per poi scomparire nel nulla. Ma non solo: gli animali vengono direttamente rubati dalle mani del proprietario che gira con il guinzaglio. Un vero e proprio “scippo” del cane. Ma poi che fine fanno i nostri cani? Sempre secondo il quotidiano spesso si tratta di furti su commissione. Attraverso delle organizzazioni criminali i cani vengono poi smistati in “allevamenti lagher” nei paesi dell’Est mentre altri vengono venduti al Nord. A volte, però, il loro destino potrebbe essere più crudele: i cani rischiano infatti la vivisezione clandenstina oppure vengono trasformati in veri e propri corrieri della droga. In totale si tratterebbe di un business da 5-7 milioni l’anno.

L’articolo si apre con un riferimento all’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA), di cui ci siamo occupati a più riprese (consulta il nostro archivio). Proprio l’AIDAA, dunque, avrebbe reso nota questa notizia. Nel profilo del suo fondatore, infatti, troviamo un video in cui viene esposto questo problema:

La stessa dichiarazione è ripresa da The World News e, come sostiene Il Giornale, fa capo a un servizio andato in onda durante una puntata della trasmissione Quinta Colonna del 24 marzo 2017. I dati erano raccolti in base alle segnalazioni ricevute dalle guardie zoofile e si parlava proprio di un nuovo business delle comunità rom. Si tratta, dunque, di informazioni che arrivano direttamente da chi opera sul campo, ma non sono riportate le basi sulle quali AIDAA – nella persona del suo fondatore – ritiene che in Italia si compia un furto di animali ogni 15 minuti (o 3 ogni ora) da parte di zingari.

L’Associazione ha pubblicato un comunicato il 20 aprile:

Roma (20 Aprile 2018) – Non passa ora che tre cani vengono rubati o rapiti, in particolare cani di piccola taglia, questi i dati relativi al 2017 raccolti attraverso gli appelli sui social e gli articoli sui giornali. Ogni giorno sono circa 70 i cani rapiti, che moltiplicati per il totale dei giorni dell’anno fa oltre 25.000 cani che scompaiono ogni anno nel nulla. Di questi meno di 2.0000 (?) sono stati quelli ritrovati lo scorso anno e che quindi sono stati riportati a casa, mentre degli altri si è persa traccia. Dalle segnalazioni e dalle denunce elaborate come al solito i cani maggiormente preda dei ladri sono quelli costosi e di piccola taglia, in particolare Maltesi, Chihuahua, Pinscher, ma anche Bull inglesi e francesi. Molti di questi scompaiono direttamente durante i furti in casa o in appartamento, e non sempre purtroppo vengono poi denunciate per tempo i furti e questo da ai ladri un vantaggio non indifferente. Dove sono destinati questi cani? Molti alla riproduzione, rubati in Italia, prevalentemente da zingari gli stessi vengono poi “esportati” verso i paesi dell’est Europa dove vengono poi usati negli allevamenti i maschi come riproduttori e le femmine come fattrici, per quanto riguarda invece i cani sterlizzati o piu anziani questi vengono spesso rivenduti anche nei paesi del nord Europa dove i costi per un cane di razza è proibitivo mentre questi cani immessi nel circuito dei canili o dei negozi specializzati (spesso ignari della loro stessa provenienza) sono rivenduti a prezzi mediamente dimezzati rispetto a quelli di mercato. “La situazione dei cani rubati è spesso sottovalutata- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- noi chiediamo maggiori controlli a partire dall’obbligo di lettura del microchip da parte dei veterinari sempre fatto questo che potrebbe aiutare a ritrovare i cani rubati almeno in parte ed inoltre chiediamo maggiori controlli sui trasferimenti a livello di anagrafe canina almeno per le razze che sappiamo essere maggiormente oggetto di questi furti”. Il giro economico dei furti di cani in Italia si aggira ogni anno dai 5 ai 7 milioni di euro.

I dati sarebbero dunque stati raccolti nel 2017 attraverso appelli sui social e sugli articoli di giornale. L’articolo riporta con certezza le modalità e la provenienza dei rapitori, ma non si trovano altre fonti presso le quali sia possibile verificare i contenuti. Altrettanto troviamo sul sito Dogsitter, che rimanda in ogni caso al comunicato dell’AIDAA. Ancora, l’Associazione aveva parlato di zingari anche in occasione di rapimenti di animali tra Roma e Fregene nel 2015. Nel 2016 una catena su Facebook indicava i Rom come potenziali rapitori di animali nella Capitale.

Restiamo in attesa, ora, di maggiori informazioni circa le statistiche presentate da AIDAA, nella promessa di aggiornavi in un prossimo articolo.

L’articolo ANALISI IN CORSO I rom adesso rubano pure i cani. In Italia un rapimento ogni 15 minuti sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA Furgone bianco si aggira per rapire cani

Le bufale sul furgone bianco si ripropongono sempre, come fanno i peperoni non sbucciati. Con una ricerca sul nostro archivio si può riscontrare che almeno in 3 tempi ci siamo trovati a smentire Catene di Sant’Antonio fondate sul nulla e di facile condivisione in quanto affermavano che i malviventi andassero a caccia di bambini.

Oggi un utente ha caricato un messaggio con una nuova versione del van della paura:

Furto di cani!!!

Attenzione se vedete questo veicolo sta cercando i cani per i combattimenti del cane: costringete il messaggio!

Tralasciando l’evidente refuso da correttore automatico, possiamo sostenere che si tratta dell’ennesima bufala. In nostro soccorso troviamo Hoax Slayer, dunque già parliamo di una bufala internazionale. I debunkers anglofoni spiegano in un articolo dettagliato che questa storia è stata messa in rete dal 2012.

Nel messaggio originale si leggeva:

WARNING ALL UK MEMBERS!! STEALING DOGS!!
This van is driving round with several men in the back and stealing dogs from people walking in the streets. False plates.
They attacked in Peterborough yesterday then Litchfield this morning they have been spotted so far in Long Eaton and Oadby near Leicester. Take care folks. kEEP CLOSE EYE ON YOUR PETS WHEN THEY ARE IN THE GARDEN/YARD.
White Van Reg 7465 CGF

Anche Hoax Slayer riporta che l’allarme è infondato, in quanto la foto interessa un caso accaduto in Norvegia nel 2012, quando due uomini a bordo del furgone bianco erano stati sorpresi mentre rubavano rottami metallici e altri oggetti. Alle 17:30 di un pomeriggio di luglio venivano fermati i due uomini nella cittadina di Fetsund.

Gli uomini, uno di 35 anni e l’altro di 61, spiegarono che stavano viaggiando alla ricerca di metalli e batterie da rivendere a Oslo. Il quotidiano norvegese Indre Akershus Blad riporta anche una foto del mezzo sequestrato:

La stampa norvegese ha oscurato la targa, ma possiamo notare un particolare che ci dà la prova che si tratti dello stesso furgone. Lo conferma anche il sito d’informazione Mikimama in un articolo del 16 agosto 2012:

Stesse ammaccature e stesso ferro di cavallo sul lato anteriore. Nessuna fonte locale aveva parlato di rapimenti di cani. Siamo dunque di fronte a una versione italiana di una bufala datata.

L’articolo BUFALA Furgone bianco si aggira per rapire cani sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA Furgone bianco si aggira per rapire cani

Le bufale sul furgone bianco si ripropongono sempre, come fanno i peperoni non sbucciati. Con una ricerca sul nostro archivio si può riscontrare che almeno in 3 tempi ci siamo trovati a smentire Catene di Sant’Antonio fondate sul nulla e di facile condivisione in quanto affermavano che i malviventi andassero a caccia di bambini.

Oggi un utente ha caricato un messaggio con una nuova versione del van della paura:

Furto di cani!!!

Attenzione se vedete questo veicolo sta cercando i cani per i combattimenti del cane: costringete il messaggio!

Tralasciando l’evidente refuso da correttore automatico, possiamo sostenere che si tratta dell’ennesima bufala. In nostro soccorso troviamo Hoax Slayer, dunque già parliamo di una bufala internazionale. I debunkers anglofoni spiegano in un articolo dettagliato che questa storia è stata messa in rete dal 2012.

Nel messaggio originale si leggeva:

WARNING ALL UK MEMBERS!! STEALING DOGS!!
This van is driving round with several men in the back and stealing dogs from people walking in the streets. False plates.
They attacked in Peterborough yesterday then Litchfield this morning they have been spotted so far in Long Eaton and Oadby near Leicester. Take care folks. kEEP CLOSE EYE ON YOUR PETS WHEN THEY ARE IN THE GARDEN/YARD.
White Van Reg 7465 CGF

Anche Hoax Slayer riporta che l’allarme è infondato, in quanto la foto interessa un caso accaduto in Norvegia nel 2012, quando due uomini a bordo del furgone bianco erano stati sorpresi mentre rubavano rottami metallici e altri oggetti. Alle 17:30 di un pomeriggio di luglio venivano fermati i due uomini nella cittadina di Fetsund.

Gli uomini, uno di 35 anni e l’altro di 61, spiegarono che stavano viaggiando alla ricerca di metalli e batterie da rivendere a Oslo. Il quotidiano norvegese Indre Akershus Blad riporta anche una foto del mezzo sequestrato:

La stampa norvegese ha oscurato la targa, ma possiamo notare un particolare che ci dà la prova che si tratti dello stesso furgone. Lo conferma anche il sito d’informazione Mikimama in un articolo del 16 agosto 2012:

Stesse ammaccature e stesso ferro di cavallo sul lato anteriore. Nessuna fonte locale aveva parlato di rapimenti di cani. Siamo dunque di fronte a una versione italiana di una bufala datata.

L’articolo BUFALA Furgone bianco si aggira per rapire cani sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

BUFALA Furgone bianco si aggira per rapire cani

Le bufale sul furgone bianco si ripropongono sempre, come fanno i peperoni non sbucciati. Con una ricerca sul nostro archivio si può riscontrare che almeno in 3 tempi ci siamo trovati a smentire Catene di Sant’Antonio fondate sul nulla e di facile condivisione in quanto affermavano che i malviventi andassero a caccia di bambini.

Oggi un utente ha caricato un messaggio con una nuova versione del van della paura:

Furto di cani!!!

Attenzione se vedete questo veicolo sta cercando i cani per i combattimenti del cane: costringete il messaggio!

Tralasciando l’evidente refuso da correttore automatico, possiamo sostenere che si tratta dell’ennesima bufala. In nostro soccorso troviamo Hoax Slayer, dunque già parliamo di una bufala internazionale. I debunkers anglofoni spiegano in un articolo dettagliato che questa storia è stata messa in rete dal 2012.

Nel messaggio originale si leggeva:

WARNING ALL UK MEMBERS!! STEALING DOGS!!
This van is driving round with several men in the back and stealing dogs from people walking in the streets. False plates.
They attacked in Peterborough yesterday then Litchfield this morning they have been spotted so far in Long Eaton and Oadby near Leicester. Take care folks. kEEP CLOSE EYE ON YOUR PETS WHEN THEY ARE IN THE GARDEN/YARD.
White Van Reg 7465 CGF

Anche Hoax Slayer riporta che l’allarme è infondato, in quanto la foto interessa un caso accaduto in Norvegia nel 2012, quando due uomini a bordo del furgone bianco erano stati sorpresi mentre rubavano rottami metallici e altri oggetti. Alle 17:30 di un pomeriggio di luglio venivano fermati i due uomini nella cittadina di Fetsund.

Gli uomini, uno di 35 anni e l’altro di 61, spiegarono che stavano viaggiando alla ricerca di metalli e batterie da rivendere a Oslo. Il quotidiano norvegese Indre Akershus Blad riporta anche una foto del mezzo sequestrato:

La stampa norvegese ha oscurato la targa, ma possiamo notare un particolare che ci dà la prova che si tratti dello stesso furgone. Lo conferma anche il sito d’informazione Mikimama in un articolo del 16 agosto 2012:

Stesse ammaccature e stesso ferro di cavallo sul lato anteriore. Nessuna fonte locale aveva parlato di rapimenti di cani. Siamo dunque di fronte a una versione italiana di una bufala datata.

L’articolo BUFALA Furgone bianco si aggira per rapire cani sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

NOTIZIA VERA PRECISAZIONI Illegittimo il divieto di ingresso dei cani in giardini e parchi pubblici – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti il seguente articolo, targato Giurdanella

La giurisprudenza amministrativa conferma il suo orientamento costante sulle ordinanze comunali sul divieto di ingresso dei cani nei parchi pubblici, e in generale nelle aree destinate a verde pubblico, ritenute illegittime per contrasto ai principi di proporzionalità ed adeguatezza.

Da ultimo, il Tar Puglia (sentenza 16 marzo 2018, n. 359) ha ribadito che l’ordinanza sindacale che rechi il divieto assoluto di introdurre cani, anche se custoditi, nelle aree destinate a verde pubblico risulta essere eccessivamente limitativa della libertà di circolazione delle persone ed è comunque posta in violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità, pur se adottata in ragione delle meritevoli ragioni di tutela dei cittadini in considerazione della circostanza che i cani vengono spesso lasciati senza guinzaglio e non ne vengono raccolte le deiezioni.

Articolo corretto e notizia assolutamente veritiera: siamo costretti ad usare il doppio tag solamente per prevenire l’analfabetismo funzionale del lettore medio che tende a confondere gli ordinamenti di Civil Law e Common Law.

Al contrario del sistema anglosassone da noi infatti non esiste una dottrina del precedente vincolante: le sentenze non fanno “diritto”, ma un ordinamento costante della giurisprudenza è un ottimo segnale che una determinata intepretazione della norma è senz’altro quella corretta.

E precisazioni perché proveremo a spiegare in parole semplici quello che agli operatori del diritto è noto da tempo immemore ormai.

Partiamo dall’articolo 50, comma quinto, del Testo Unico degli Enti Locali

5.In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali. (2)

Che sostanzialemente consente al sindaco di porre in essere ordinanze contingibili ed urgenti (quindi inevitabili e legate ad un caso di emergenza evidenza), vincolate ad un determinato scopo, ovvero superare incuria e degrato o ripristinare una vivibilità danneggiata.

In ogni altro caso, quindi ivi compresa la mancanza di urgenza ed inevitabilità, saremmo in un caso di eccesso di potere, col Sindaco che usurpa attribuzioni altrui (Stato e Regioni), oppure che utilizza un potere sproporzionato rispetto al caso di specie.

Casi simili al caso di specie sono stati registrati nella cronaca giudiziaria nel 2016, nel 2017 ed in molti altri casi, idonei ad accumulare abbastanza Giurisprudenza per studiarli.

A Lodi, ad esempio, nel 2016, abbiamo avuto un provvedimento per cui

«la più recente giurisprudenza amministrativa si riporta a un indirizzo costante e consolidato il quale nega cittadinanza nel nostro ordinamento giuridico ai provvedimenti che limitano la libertà di circolazione ai conduttori di cani» (procedimento civile n.1083 R.G.2016).

Siamo di fronte ad un bilanciamento di situazioni e diritti.

Diamo quindi per scontato che, di fronte ad un’urgente, contingibile ed indefettibile caso di degrado ed incuria, ovvero di ridotta vivibilità da parte dei cittadini, un sindaco possa porre in essere provvedimenti di natura sanitaria ed urgente.

Quindi, decidere che siccome i cani potrebbero essere un rischio per l’igiene o ridurre il godimento dei parchi pubblico, allora si può vietare il loro ingresso. Enfasi sul potrebbe.

La giurisprudenza, semplicemente, non funziona sul mero principio di astratta probabilità, ma almeno su un principio di aumentata probabilità, quando non di certezza.

Ci ricorda la giurisprudenza, se per evitare un potenziale ed incerto rischio in carico ad alcuni cittadini dobbiamo limitare in modo certo e sicuro il godimento dei parchi pubblici da parte di altri cittadini, non stiamo sostanzialmente creando il danno che avremmo dovuto evitare, passandolo dallo stato di ipotesi allo stato di certezza?

Vieppiù che, anche ammettendo che questo danno possa esistere, ci sono nella possibilità delle autorità locali strumenti più efficaci che salvino capra e cavoli, ad esempio l’obbligo di condurre il cane con guinzaglio e museruola, recando seco palette, bustine ed una borraccia d’acqua.

Nel 2017 fu infatti il TAR Toscana a ricordarci come

Risulta essere eccessivamente limitativa della libertà di circolazione delle persone ed è comunque posta in violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità l’ordinanza sindacale che, a norma dell’articolo 50, co. 5 d.lgs. n. 267/2000, rechi il divieto assoluto di introdurre cani, anche se custoditi, nelle aree destinate a verde pubblico senza la precisa indicazione del limite temporale di efficacia di tale divieto, atteso che la mera rilevazione di “escrementi canini in ambito urbano comunale” non possa costituire una adeguata istruttoria in ordine all’esistenza effettiva di un’emergenza sanitaria o di igiene pubblica.

Arriviamo quindi al citato TAR Puglia: è perfettamente legittimo imporre guinzaglio, museruola, palette e borracce d’acqua, ma proprio per questo è in contrasto coi principi di cui all’art. 50 comma quinto TUEL ogni provvedimento afflittivo della libertà di movimento e godimento del prato pubblico.

Vieppiù se, come nel caso di specie, l’afflizione era piagata da una temporaneità solo di fatto

Infine, non giova alla difesa comunale invocare la temporaneità del divieto, anche considerato che – dopo oltre un anno dalla sua introduzione – lo stesso non risulta rimosso; d’altro canto, si palesano inefficaci le iniziative medio tempore intraprese per la realizzazione e regolamentazione di aree di sgambamento dei cani, avuto riguardo all’interesse di parte ricorrente (certamente meritevole di tutela), che è quello di accedere liberamente alla Villa Comunale, portando il proprio cane al guinzaglio.

Laddove un divieto di accesso “temporaneo” aveva superato l’anno senza che il sindaco avesse anche solo pensato di usare i più efficaci provvedimenti citati per dirimere la questione nel modo più rapido e semplice possibile.

Sempre ricordando come ogni sentenza faccia caso a se, possiamo pertanto affermare senza ombra di dubbio che opinione comune delle corti di merito sia l’inutilità, se non l’illegittimità, di provvedimenti che si limitino a limitare l’accesso dei cani ai parchi pubblici, a tempo indeterminato o artatamente prolungato, senza tenere conto strumenti più efficaci per tutelare l’igiene e la godibilità dei prati stessi come palette, borracce e museruole.

L’articolo NOTIZIA VERA PRECISAZIONI Illegittimo il divieto di ingresso dei cani in giardini e parchi pubblici – bufale.net sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.