BUFALA Non rispondere ai seguenti numeri: messaggio dal Vicecomandante dei Carabinieri

Sta girando per l’ennesima volta una catena Facebook, con cui tutti gli utenti vengono esplicitamente invitati a “non rispondere ai seguenti numeri“. Segue un elenco di numeri da parte di fantomatici mittenti che avrebbero tutte le intenzioni di arrecare danni alla nostra sicurezza. Come sempre avviene in queste circostanze, all’inizio della catena viene riportato un falso messaggio da parte del Vicecomandante dei Carabinieri, il quale avrebbe intimato a tutti di prestare la massima attenzione a quella che in realtà è una bufala.

Come avvenuto in passato, è sufficiente mettersi in contatto con le autorità competenti per capire che in realtà non è mai stato lanciato un appello del genere, in riferimento ai numeri che stiamo per portare alla vostra attenzione. Nel dettaglio il messaggio fake da parte del Vicecomandante dei Carabinieri, nell’invitare tutti a non rispondere ai “seguenti numeri”, si riferisce al +375602605281, +37127913091, +37178565072, +56322553736, +37052529259 e al +255901130460. Come se non bastasse si è intimati ad ignorare tutte le chiamate dal +375, +371, +381 e dal +255.

Provando ad andare più nello specifico, il messaggio intitolato “non rispondere ai seguenti numeri” che va ignorato nel modo più assoluto anche a luglio 2018 e che a quanto pare sta nuovamente girando su Facebook da alcune ore a questa parte, si sviluppa esattamente come segue per il pubblico italiano:

“Ti giro messaggio da vicecomandante dei carabinieri manda questo appello * Urgente molto urgente … *

Si prega di passare a tutti !!!

Non rispondere ai seguenti numeri:
+375602605281,
+37127913091
+37178565072
+56322553736
+37052529259
+255901130460
o qualsiasi numero che inizi con il:
+375, +371, +381, +255 ecc. ecc.
Non dovete rispondere. Se rispondete dovete riagganciare subito. Nondovete assolutamente richiamare. Potrebbero copiare l’elenco dei vostri contatti in 3 secondi.
Se avete dati sensibili come quelli del conto banca o i
dati della carta di credito sul telefono, possono copiarli.
Chiamano da paesi stranieri..
+375 È dalla Bielorussia.
+371 È il codice per Lativa.
+381 Serbia
+ 563- Valparaiso
+ 370- Vilnius
+ 255- Tanzania
Inoltre, non bisogna assolutamente premere
# 90 o # 09
sul vostro cellulare se chiesto da qualsiasi chiamante.
Si tratta di un nuovo trucco per accedere alla scheda SIM, effettuare chiamate a vostre spese e f potrebbero farvi incorrere in problemi con la giustizia.
Inoltrare questo messaggio a tutti gli amici, fermiamoli”.

Si tratta di un vero e proprio classico, se pensiamo che solo nel nostro archivio abbiamo trovato la stessissima vicenda già in tre occasioni (l’ultima risale al marzo 2017, come potrete osservare dal nostro articolo). Insomma, nel caso in cui doveste imbattervi in una catena Facebook in cui vi viene detto esplicitamente “non rispondere ai seguenti numeri”, sappiate che si tratta in tutto e per tutto di una bufala e che dalla Polizia Postale non sono mai giunte informazioni in merito.

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NESSUNA FONTE Un ragazzo non italiano si finge investito nei parcheggi di un supermercato

Oggi esco dal supermercato e, avvicinandomi alla macchina, mi accorgo che l’auto vicina è ferma un po’ fuori dal suo parcheggio. Arrivata vedo a terra un ragazzo non italiano, forse profugo ospite nelle vicinanze, ed una signora avanti con l’età che si rivolge a me preoccupata: ” signora mi aiuti, ho colpito il ragazzo facendo retro ma non l’avevo visto”. Il ragazzo non diceva più nulla, testa bassa, mani sul viso…..SOSPETTO. Tranquillizzo la signora e prendo il cellulare per chiamare i carabinieri ed ecco che al sol sentire la parola associata alle forze dell’ordine il ragazzo balza in piedi e corre veloce chissà dove. Dopo l’imbarazzo e qualche lacrima la signora ringrazia, saluta e se ne va….

Questo messaggio sta circolando nelle ultime ore sui principali servizi di messaggistica istantanea (WhatsApp, Messenger, et cetera). La ricerca di riscontro tra le fonti ufficiali non dà risultati, e per giustificare questo esito facciamo notare alcuni dettagli:

  1. Nel messaggio viene riportato che i fatti si svolgono all’esterno di un supermercato, ma non viene specificato il luogo;
  2. Secondo il testo, la vicenda si svolge “oggi”, ma non viene specificata una data;
  3. Il ragazzo trovato a terra viene identificato come profugo forse ospite nelle vicinanze, ma anche questa volta non viene specificato quali vicinanze e, soprattutto, resta senza riscontri lo status di profugo della persona descritta.

In poche parole, il messaggio non è corroborato da fonte alcuna, in quanto mancano le coordinate essenziali – temporali e geografiche – che consentano di attestare la veridicità dell’episodio riportato. Del resto, il nostro servizio non è nuovo nell’individuare messaggi virali catalogandoli con nessuna fonte (visita il nostro archivio). Non stiamo parlando, dunque, né di bufala né di notizia vera, in quanto non esiste possibilità di verificare i fatti raccontati.

Nel frattempo è consigliato di non condividere il messaggio, sia per evitare allarmismi presso le persone più sensibili, sia per non inciampare nel rischio di diffondere notizie infondate.

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ACCHIAPPALIKE Le foto dei finti tecnici ACEA, Telecom e Gas

I nostri lettori ci segnalano un post pubblicato il 20 febbraio da una delle tante pagine acchiappalike presenti su Facebook, in questo caso nominata Vizi e desideri:

Secondo il post, le persone raffigurate si spaccerebbero per tecnici di varie aziende, tra cui ACEA, Telecom, servizi luce&gas e via discorrendo. In realtà si tratterebbe di ladri d’appartamento. I lettori ignorano che un annuncio del genere è fuorviante in quanto attualmente queste persone – secondo gli organi di stampa – stanno ancora scontando la loro pena.

Tra l’ottobre e il giorno di Natale del 2017 erano stati portati a termine 8 arresti nel Padovano, tutti rivolti a cittadini dell’Est Europa. Le parole di avvertimento che gli autori del post hanno rielaborato erano state pronunciate da Oreste Liporace, capo della Sezione Provinciale dell’Arma di Padova, durante una conferenza stampa:

Attenzione a questi otto ladri, tenete a mente le loro facce. Li abbiamo arrestati tra ottobre e le vacanze di Natale per alcuni furti in abitazione e quando saranno di nuovo liberi potrebbero riprendere le loro attività illecite.

Eduart Xaka e Keljon Stafa

Un esempio lo troviamo nel caso di un arresto compiuto nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2017 a Cittadella, durante le indagini su una serie di furti perpetrati nel padovano. In quella notte erano stati fermati Eduart Xaka (classe 1989) e Keljon Stafa (classe 1991) a bordo di un’Alfa segnalata qualche giorno prima ai Carabinieri come sospetta.

Eduart Xaka e Keljon Stafa / Il Mattino di Padova

A fine anno 2017, dunque, si concludevano le operazioni per il ripristino della sicurezza tra le case. Non è dato conoscere l’identità degli altri arrestati, ma è chiaro che si trattasse di operazioni diverse, tutte accomunate dall’indagine sui furti negli appartamenti. Liporace, non a caso, durante la conferenza stampa illustrava una sorta di vademecum composto da 22 consigli su come agire qualora ci si trovasse di fronte a un furto in casa o in garage. Infine, Liporace ricordava che gli 8 malviventi: «quando torneranno in libertà, potrebbero riprendere le loro illecite attività. Sono di etnia albanese e appartengono a famiglie di gitani o di girovaghi».

La frase usata era dunque un avvertimento proiettato sul dato periodo in cui gli arrestati sarebbero tornati in libertà. Da nessuna parte, inoltre, troviamo riscontro sulla loro strategia di finti tecnici ACEA, Telecom e via discorrendo.

Per questo parliamo di acchiappalike: stando a quanto riportano gli organi di stampa, queste 8 persone non sono uscite dal carcere (non vi sono aggiornamenti, in sostanza) e soprattutto non esiste fonte che attesti un loro travestirsi da tecnici. Invitiamo tutti, più che mai, a non obbedire passivamente quando un post richiede di condividere. Diffondere questi contenuti senza verificare la fonte potrebbe dar luogo a disastrosi allarmismi che non sono mai senza conseguenze.

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