PRECISAZIONI MESSAGGIO AMNESTY – Ciao! Stiamo facendo una fotopetizione! – bufale.net

Le vie dell’inferno sono lastricate di ottime intenzioni: nessuna eccezione viene fatta neppure per i messaggi WhatsApp.

Ci viene così segnalato il seguente messaggio:

MESSAGGIO AMNESTY – Ciao! Stiamo facendo una fotopetizione per chiedere la liberazione di Mahmoud Abou Zeid, detto Shawkan, fotoreporter egiziano di 31 anni in carcere da 5 per aver scattato delle foto a una manifestazione che veniva repressa nel sangue. La sentenza è attesa per il 28 luglio, è stata chiesta la pena di morte. Ci aiutate? Si tratta di fare una foto con le dita come se si stesse reggendo una macchina fotografica, come fa Shawkan da dietro la grata della prigione, poi postarla sui propri social con questi 3 hastag: #MyPicForShawkan #FreeShawkan #journalismisnotacrime , e mandarla anche a noi che la mettiamo nell’album che abbiamo creato sulla pagina di Amnesty Bologna come potete vedere qui: https://www.facebook.com/pg/Amnesty-Bologna-910948528968179/photos/?tab=album&album_id=1963063853756636

La petizione è vera. Potrete trovare ogni dettaglio qui

Fotopetizione per chiedere la liberazione di Mahmoud Abou Zeid, detto Shawkan, fotoreporter egiziano di 31 anni in…

Geplaatst door Amnesty Bologna op Donderdag 12 juli 2018

Ma se Amnesty International ha deciso di comunicare mediante i propri canali social e non per mezzo di messaggini WhatsApp un motivo c’è.

Ed il motivo è che, tra tutti i modi possibili per comunicare un’iniziativa, improvvisarsi portavoce e trasformare la stessa in una Catena virale di S. Antonio è il peggiore.

Come vi dicemmo all’epoca, atteso che un’iniziativa, come questa lo è, sia vera, troverete sulla pagina social ufficiale della stessa ogni strumento per condividerla, senza doverne inventare altri.

Facendolo, otterrete solo diversi effetti sgraditi:

  1. Generare diffidenza: vedete? Siamo stati invasi da segnalazioni di gente convinta che questa notizia fosse falsa. Perché, dopo anni di catene virali su WhatsApp variamente grottesche a base di profumi velenosi, pubblica indinnazione e gang fantasiose, WhatsApp è diventato il mezzo meno credibile ina ssoluto
  2. Sottrarre ai creatori dell’iniziativa il controllo della stessa: se lasciando la condivisione dei comunicati ufficiali il controllo dell’iniziativa resta inalterato al suo estensore, sostituirsi al portavoce legittimo della stessa rende impossibile effettuare eventuali aggiustamenti e correzioni
  3. Creare un pericoloso zombie: la storia delle bufale virali su WhatsApp è piena di richieste di sangue per un bambino malato che ora è un Marcantonio grande, grosso e con almeno tre figli che non ha bisogno di altro se non che la smettano di cercarlo su WhatsApp per donargli sangue, richieste di adozioni per cani ormai trapassati di vecchiaia alla serena età di 15 anni o inviti ad andare a firmare per referendum chiusi decenni fa.

Questa volta vi è andata bene: ma, verificato che la catena esiste, chiudete WhatsApp, cercate la pagina social dell’autore dell’iniziativa e per carità, diffondete quella.

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ALLARMISMO BUFALA “Hanno comprato dei bocconcini da uno che faceva le mozzarelle, la bambina aveva la SEU” – bufale.net

Ogni volta che un fatto di cronaca colpisce l’attenzione, arrivano le catene virali di S.Antonio a mezzo WhatsApp.

Esiste una struttura base usata da molte di queste creazioni, in cui ci siamo più volte imbattuti: un abuso del servizio di messaggistica audio porta una voce anonima, perlopiù femminile, con una cadenza amichevole e sovente legata al vernacolo locale, lanciare in scioltezza gravi accuse verso enti o persone della comunità locale, confidando nell’anonimato e richiedendo la massima condivisione.

In questo caso, il testo è una libera reintrepretazione della triste morte della piccola bambina di Foggia a causa della Sindrome Emolitico-Uremica (forma tipica) di cui abbiamo parlato proprio recentemente

Hanno comprato dei bocconcini, stavo dicendo, la bambina ne ha mangiati due. Tornati a casa, giorno dopo la bambina ha cominciato a stare male, l’hanno portata all’ospedale, il pronto soccorso l’ha mandata in pediatria, in pediatria hanno detto che aveva una gastroenterite emorraggicca (sic!), praticamente “Ci facciamo la flebo e te ne vai a casa”, però la bambina mentre stava là si è sentita male, l’hanno dovuta trasportare in rianimazione e dopo nemmeno mezz’ora è partita con l’elicottero per Bari, dove hanno appurato che la bambina aveva la SEU. Questo pezzo di mer*a di M****** di L***** acquistava il latte all’estero, non pastorizzato, perché lo pagava una stron*ata, e faceva le mozzarelle. Quindi vi voglio avvisare, visto che questo cornuto vende anche anche a Foggia, non comprate mozzarelle di marca L********* di M***** di L*****

L’appello, che a tratti per contenuti e cadenza ricorda le invettive ricevute da Rocco Tanica, tastierista di Elio e le Storie Tese da una misteriosa e vendicativa figura nota come la “Nasty Sciura”, ha avuto grande diffusione.

Cosa c’è di vero? Ben poco, oseremmo dire. Ci sono stati segnalati altri messaggi WhatsApp che, giustamente, invitano a limitare la condivisione.

È infatti vero che sono stati effettuati controlli presso le industrie alimentari che usano prodotti facilmente deperibili, ma anche nell’acqua di mare dello stabilimento frequentato dalla piccola ed in ogni altro luogo possibile, ma, al momento, non è stato individuato alcun focolaio, tampoco relativo alla ditta descritta chiaramente dalla voce anonima.

Ditta che, ricordiamo, è stata informata della grave diffamazione a suo danno e quindi potrà prendere tutti i provvedimenti del caso.

La mente corre ad una simile bufala, diffusa esattamente un anno fa, laddove l’untore fu “individuato” nei gelatai artigianali di una cittadina pugliese e l’appello fu diffuso usando il nome ed i recapiti di un medico pediatra che fu costretto, anche in questo caso, a sporgere immediatamente denuncia per arginare la catena.

Vi ricordiamo che, essendo la SEU in forma tipica diffusa da un sierotipo del comune batterio Escherichia Coli, la miglior prevenzione non è l’allarmismo, ma le ordinarie norme igieniche necessarie per evitare l’infezione dallo stesso, è che l’unico stumento efficace per riconoscere casi di contaminazione alimentare è il ricorso alle autorità locali, o al portale del Ministero della Salute.

Di certo non ad anonime catene virali diffamatorie.

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TRUFFA Lancôme regala un cofanetto make-up – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti l’ennesima bufala virale diffusa mediante Whatsapp

Guarda!!
Lancôme regala un Cofanetto Make-UP

Questo appello è il secondo creato con un nuovo template molto in voga dai viralizzatori: soprassediamo per un attimo sul fatto che, essendo Lancôme stata fondata nel 1935, il preteso anniversario degli ottant’anni che viene mostrato a chi clicca sul link è del tutto arbitrario: cliccando sul link, cosa che non suggeriamo e che noi abbiamo fatto solamente predisponendo una serie di misure di sicurezza che non avete sul vostro cellulare, ci ritroveremo di fronte ad una variante a marchio cambiato della truffa del finto sito LIDL, e giusto a un giorno di distanza dalla bufala identica legata al brand rivale Nike e ADIDAS

Una serie di domande banali, semplificate, con un contatore di buoni rimasti che, mentre nella bufala precedente rimaneva bloccato sul medesimo ammontare, in questa bufala viene aggiornato con un numero casuale ogni volta che riaprite la pagina.

Abbiamo infatto fatto la prova con una macchina virtuale, un vero e proprio “computer usa e getta” che quindi non conserva alcun dato, ed abbiamo scoperto che il numero di buoni disponibili, a seconda del tentativo in questo caso non solo non diminuiva, ma aumentava, diventando in un paio di tentativi oltre il doppio

Se all’inizio c’erano infatti 74 buoni disponibili, scesi a 73 mentre il contatore, nel verosimile tentativo di spaventarci e affrettarci a compilare il finto questionario, ticchettava inesorabilmente verso lo zero, perché ci è bastato spegnere il PC Virtuale e ritentare per vedere il numero di buoni risalire a 365?

La risposta l’abbiamo avuta nell’empio finale del questionario

Il questionario ci impone, a questo punto, per andare avanti di conferire all’autore della pagina almeno venti numeri di telefono di nostri contatti, per poi accedere ad una pagina dove inserire i nostri dati personali, aspettando (invano) l’elargizione.

Si applicano anche a questo pseudo-sondaggio le stesse osservazioni del sondaggio “Ikea” e dei sondaggi simili legati a Coca Cola e Nutella: cliccare sul link indicato porta ad una pagina, sempre uguale e con la stessa struttura delle altre dove, per quante volte tu possa ripetere il sondaggio, ci sarà sempre un contatore con numero arbitrario di buoni disponibili, foto stock di modelli e modelle presi da siti di immagini con finte rassicurazioni e dove, sempre, invariabilmente alla fine del sondaggio si sarà condotti presso una pagina in cui si chiede di condividere ad altri sventurati la stessa catena per poi essere ammessi ad un menù che richiede di inserire una serie di dati personali per accedere al premio.

Premio che non esiste: l’intero sondaggio è una scusa per pervenire a quella fatidica pagina, consegnando in modo irreversibile ogni dato personale ad un soggetto anonimo ed ottenendo che lo stesso riceva altre vittime che tu stesso gli hai indicato sperando di ottenere il premio finale.

Nell’attesa, vi troverete comunque come in attesa in una pagina piena di servizi a pagamento ai quali sarete invariabilmente abbonati. Oltre il danno la beffa quindi: subirete una perdita diretta di parte del credito del cellulare che, moltiplicata per tutti gli utenti che graziosamente avrete invitato nella Catena di S. Antonio, fa una bella sommetta a carico dell’animo phisher.

Si tratta infatti di una truffa ben nota, chiamata Phishing: laddove il truffatore di turno usa mezzi economici e facilmente replicabili, in questo caso addirittura prodotti in serie, per fingere di essere un commerciante, un’impresa o un soggetto di fiducia e carpire così la vostra fiducia, in un’evoluzione moderna del Totò che fingendosi l’Ingegner Trevi, discendente del Cavalier Trevi proprietario dell’omonima Fontana, riusciva a vendere la Fontana di Trevi ad un ignaro turista italoamericano, o del tipico truffatore che carpisce la fiducia degli anziani fingendosi un carabiniere o altra persona di reputazione.

Secondo Scamadviser inoltre ci ritroviamo di fronte ad una pagina relativamente nuova, allestita in fretta e furia negli ultimi 200 giorni col presumibile scopo di raccattare dati sensibili, guidare l’utente in qualche banner, e lasciarlo alleggerito del necessario per iscriversi a servizi a pagamento e con in mano dati personali e numeri di telefono utili per altre azioni simili.

Il consiglio, come sempre, è non cliccare e, nel caso aveste indicato numeri di carte di credito e simili, provvedere a bloccarle e, in ogni caso, contattare la Polizia Postale per tutti gli altri dati personali rilasciati incautamente.

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TRUFFA Adidas mette in palio scarpe gratuite per festeggiare il suo 80mo compleanno – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti l’ennesima bufala virale diffusa mediante Whatsapp

Guarda!!

Questo appello è il secondo creato con un nuovo template molto in voga dai viralizzatori: soprassediamo per un attimo sul fatto che, essendo Adidas stata fondata nel 1949, il preteso anniversario è del tutto arbitrario: cliccando sul link, cosa che non suggeriamo e che noi abbiamo fatto solamente predisponendo una serie di misure di sicurezza che non avete sul vostro cellulare, ci ritroveremo di fronte ad una variante a marchio cambiato della truffa del finto sito LIDL, e giusto a un giorno di distanza dalla bufala identica legata al brand rivale Nike.

Una serie di domande banali, semplificate, con un contatore di buoni rimasti che, mentre nella bufala precedente rimaneva bloccato sul medesimo ammontare, in questa bufala viene aggiornato con un numero casuale ogni volta che riaprite la pagina.

Abbiamo infatto fatto la prova con una macchina virtuale, un vero e proprio “computer usa e getta” che quindi non conserva alcun dato, ed abbiamo scoperto che il numero di buoni disponibili, a seconda del tentativo in questo caso non solo non diminuiva, ma aumentava, diventando in un paio di tentativi oltre il doppio

Se all’inizio c’erano infatti 112 buoni disponibili, scesi a 108 mentre il contatore, nel verosimile tentativo di spaventarci e affrettarci a compilare il finto questionario, ticchettava inesorabilmente verso lo zero, perché ci è bastato spegnere il PC Virtuale e ritentare per vedere il numero di buoni risalire a 303?

La risposta l’abbiamo avuta nell’empio finale del questionario

Il questionario ci impone, a questo punto, per andare avanti di conferire all’autore della pagina almeno venti numeri di telefono di nostri contatti, per poi accedere ad una pagina dove inserire i nostri dati personali, aspettando (invano) l’elargizione monetaria.

Si applicano anche a questo pseudo-sondaggio le stesse osservazioni del sondaggio “Ikea” e dei sondaggi simili legati a Coca Cola e Nutella: cliccare sul link indicato porta ad una pagina, sempre uguale e con la stessa struttura delle altre dove, per quante volte tu possa ripetere il sondaggio, ci sarà sempre un contatore con numero arbitrario di buoni disponibili, foto stock di modelli e modelle presi da siti di immagini con finte rassicurazioni e dove, sempre, invariabilmente alla fine del sondaggio si sarà condotti presso una pagina in cui si chiede di condividere ad altri sventurati la stessa catena per poi essere ammessi ad un menù che richiede di inserire una serie di dati personali per accedere al premio.

Premio che non esiste: l’intero sondaggio è una scusa per pervenire a quella fatidica pagina, consegnando in modo irreversibile ogni dato personale ad un soggetto anonimo ed ottenendo che lo stesso riceva altre vittime che tu stesso gli hai indicato sperando di ottenere il premio finale.

Nell’attesa, vi troverete comunque come in attesa in una pagina piena di servizi a pagamento ai quali sarete invariabilmente abbonati. Oltre il danno la beffa quindi: subirete una perdita diretta di parte del credito del cellulare che, moltiplicata per tutti gli utenti che graziosamente avrete invitato nella Catena di S. Antonio, fa una bella sommetta a carico dell’animo phisher.

Si tratta infatti di una truffa ben nota, chiamata Phishing: laddove il truffatore di turno usa mezzi economici e facilmente replicabili, in questo caso addirittura prodotti in serie, per fingere di essere un commerciante, un’impresa o un soggetto di fiducia e carpire così la vostra fiducia, in un’evoluzione moderna del Totò che fingendosi l’Ingegner Trevi, discendente del Cavalier Trevi proprietario dell’omonima Fontana, riusciva a vendere la Fontana di Trevi ad un ignaro turista italoamericano, o del tipico truffatore che carpisce la fiducia degli anziani fingendosi un carabiniere o altra persona di reputazione.

Secondo Scamadviser inoltre ci ritroviamo di fronte ad una pagina relativamente nuova, allestita in fretta e furia negli ultimi 100 giorni col presumibile scopo di raccattare dati sensibili, guidare l’utente in qualche banner, e lasciarlo alleggerito del necessario per iscriversi a servizi a pagamento e con in mano dati personali e numeri di telefono utili per altre azioni simili.

Il consiglio, come sempre, è non cliccare e, nel caso aveste indicato numeri di carte di credito e simili, provvedere a bloccarle e, in ogni caso, contattare la Polizia Postale per tutti gli altri dati personali rilasciati incautamente.

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TRUFFA Nike mette in palio 5000 scarpe gratuite per festeggiare il suo 55mo anniversario – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti l’ennesima bufala virale diffusa mediante Whatsapp

Nike mette in palio 500 paia di scarpe gratuite per celebrare il suo 55° anniversario. Ottieni le tue scarpe gratis

Questo appello è il secondo creato con un nuovo template molto in voga dai viralizzatori: soprassediamo per un attimo sul fatto che, essendo Nike stata fondata nel 1971, il preteso anniversario è del tutto arbitrario: cliccando sul link, cosa che non suggeriamo e che noi abbiamo fatto solamente predisponendo una serie di misure di sicurezza che non avete sul vostro cellulare, ci ritroveremo di fronte ad una variante a marchio cambiato della truffa del finto sito LIDL

Una serie di domande banali, semplificate, con un contatore di buoni rimasti che, mentre nella bufala precedente rimaneva bloccato sul medesimo ammontare, in questa bufala viene aggiornato con un numero casuale ogni volta che riaprite la pagina.

Abbiamo infatto fatto la prova con una macchina virtuale, un vero e proprio “computer usa e getta” che quindi non conserva alcun dato, ed abbiamo scoperto che il numero di buoni disponibili, a seconda del tentativo in questo caso non solo non diminuiva, ma aumentava, diventando in un paio di tentativi oltre il doppio

Se all’inizio c’erano infatti 267 buoni disponibili, scesi a 263 mentre il contatore, nel verosimile tentativo di spaventarci e affrettarci a compilare il finto questionario, ticchettava inesorabilmente verso lo zero, perché ci è bastato spegnere il PC Virtuale e ritentare per vedere il numero di buoni risalire a 363?

La risposta l’abbiamo avuta nell’empio finale del questionario

Il questionario ci impone, a questo punto, per andare avanti di conferire all’autore della pagina almeno venti numeri di telefono di nostri contatti, per poi accedere ad una pagina dove inserire i nostri dati personali, aspettando (invano) l’elargizione monetaria.

Si applicano anche a questo pseudo-sondaggio le stesse osservazioni del sondaggio “Ikea” e dei sondaggi simili legati a Coca Cola e Nutella: cliccare sul link indicato porta ad una pagina, sempre uguale e con la stessa struttura delle altre dove, per quante volte tu possa ripetere il sondaggio, ci sarà sempre un contatore con numero arbitrario di buoni disponibili, foto stock di modelli e modelle presi da siti di immagini con finte rassicurazioni e dove, sempre, invariabilmente alla fine del sondaggio si sarà condotti presso una pagina in cui si chiede di condividere ad altri sventurati la stessa catena per poi essere ammessi ad un menù che richiede di inserire una serie di dati personali per accedere al premio.

Premio che non esiste: l’intero sondaggio è una scusa per pervenire a quella fatidica pagina, consegnando in modo irreversibile ogni dato personale ad un soggetto anonimo ed ottenendo che lo stesso riceva altre vittime che tu stesso gli hai indicato sperando di ottenere il premio finale.

Nell’attesa, vi troverete comunque come in attesa in una pagina piena di servizi a pagamento ai quali sarete invariabilmente abbonati. Oltre il danno la beffa quindi: subirete una perdita diretta di parte del credito del cellulare che, moltiplicata per tutti gli utenti che graziosamente avrete invitato nella Catena di S. Antonio, fa una bella sommetta a carico dell’animo phisher.

Si tratta infatti di una truffa ben nota, chiamata Phishing: laddove il truffatore di turno usa mezzi economici e facilmente replicabili, in questo caso addirittura prodotti in serie, per fingere di essere un commerciante, un’impresa o un soggetto di fiducia e carpire così la vostra fiducia, in un’evoluzione moderna del Totò che fingendosi l’Ingegner Trevi, discendente del Cavalier Trevi proprietario dell’omonima Fontana, riusciva a vendere la Fontana di Trevi ad un ignaro turista italoamericano, o del tipico truffatore che carpisce la fiducia degli anziani fingendosi un carabiniere o altra persona di reputazione.

Secondo Scamadviser inoltre ci ritroviamo di fronte ad una pagina relativamente nuova, allestita in fretta e furia negli ultimi 20 giorni col presumibile scopo di raccattare dati sensibili, guidare l’utente in qualche banner, e lasciarlo alleggerito del necessario per iscriversi a servizi a pagamento e con in mano dati personali e numeri di telefono utili per altre azioni simili.

Il consiglio, come sempre, è non cliccare e, nel caso aveste indicato numeri di carte di credito e simili, provvedere a bloccarle e, in ogni caso, contattare la Polizia Postale per tutti gli altri dati personali rilasciati incautamente.

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TRUFFA LiDL regalando 60€ buoni a tutti per celebrare il suo 60° anniversario – bufale.net

Sì, l’errore ortografico era direttamente nella catena di S. Antonio originale. E già, come vi abbiamo detto più volte, una catena di S. Antonio redatta con un testo sgrammaticato o evidentemente tradotto con sistemi di traduzione elettronici (vedi Google Translate) è un cattivo biglietto da visita.

Ma andiamo con ordine. Ci segnalano i nostri contatti il seguente appello virale inviato a mezzo WhatsApp

LiDL regalando 60€ buoni a tutti per celebrare il suo 60° anniversario .
Ottieni il tuo voucher gratuito a: …..

Noterete immediatamente come LiDL sia scritto in modo errato, con la i minuscola anziché la maiuscola corretta: tipico degli spammer che così cercano di eludere i filtri automatici che dovrebbero limitare la diffusione di bufale e phishing virali.

Infatti questo appello è la versione evoluta di un testo precedente di cui ci siamo occupati nel Dicembre del 2017: un questionario nel quale la somma offerta era di 150 €.

Soprassediamo per un attimo sul fatto che, essendo LIDL stata fondata nel 1930, il preteso anniversario è del tutto arbitrario: cliccando sul link, cosa che non suggeriamo e che noi abbiamo fatto solamente predisponendo una serie di misure di sicurezza che non avete sul vostro cellulare, ci ritroveremo di fronte ad una variante aggiornata dello scenario dello scorso anno

Una serie di domande banali, semplificate, con un contatore di buoni rimasti che, mentre nella bufala precedente rimaneva bloccato sul medesimo ammontare, in questa bufala viene aggiornato con un numero casuale ogni volta che riaprite la pagina.

Abbiamo infatto fatto la prova con una macchina virtuale, un vero e proprio “computer usa e getta” che quindi non conserva alcun dato, ed abbiamo scoperto che il numero di buoni disponibili, a seconda del tentativo non solo non diminuiva, ma aumentava, diventando in un paio di tentativi oltre il doppio

Se all’inizio c’erano infatti 152 buoni disponibili, scesi a 149 mentre il contatore, nel verosimile tentativo di spaventarci e affrettarci a compilare il finto questionario, ticchettava inesorabilmente verso lo zero, perché ci è bastato spegnere il PC Virtuale e ritentare per vedere il numero di buoni risalire a 317?

La risposta l’abbiamo avuta nell’empio finale del questionario

Il questionario ci impone, a questo punto, per andare avanti di conferire all’autore della pagina almeno venti numeri di telefono di nostri contatti, per poi accedere ad una pagina dove inserire i nostri dati personali, aspettando (invano) l’elargizione monetaria.

Si applicano anche a questo pseudo-sondaggio le stesse osservazioni del suo antenato illustre e dei sondaggi simili legati a Coca Cola e Nutella: cliccare sul link indicato porta ad una pagina, sempre uguale e con la stessa struttura delle altre dove, per quante volte tu possa ripetere il sondaggio, ci sarà sempre un contatore con numero arbitrario di buoni disponibili, foto stock di modelli e modelle presi da siti di immagini con finte rassicurazioni e dove, sempre, invariabilmente alla fine del sondaggio si sarà condotti presso una pagina in cui si chiede di condividere ad altri sventurati la stessa catena per poi essere ammessi ad un menù che richiede di inserire una serie di dati personali per accedere al premio.

Premio che non esiste: l’intero sondaggio è una scusa per pervenire a quella fatidica pagina, consegnando in modo irreversibile ogni dato personale ad un soggetto anonimo ed ottenendo che lo stesso riceva altre vittime che tu stesso gli hai indicato sperando di ottenere il premio finale.

Nell’attesa, vi troverete comunque come in attesa in una pagina piena di servizi a pagamento ai quali sarete invariabilmente abbonati. Oltre il danno la beffa quindi: subirete una perdita diretta di parte del credito del cellulare che, moltiplicata per tutti gli utenti che graziosamente avrete invitato nella Catena di S. Antonio, fa una bella sommetta a carico dell’animo phisher.

Si tratta infatti di una truffa ben nota, chiamata Phishing: laddove il truffatore di turno usa mezzi economici e facilmente replicabili, in questo caso addirittura prodotti in serie, per fingere di essere un commerciante, un’impresa o un soggetto di fiducia e carpire così la vostra fiducia, in un’evoluzione moderna del Totò che fingendosi l’Ingegner Trevi, discendente del Cavalier Trevi proprietario dell’omonima Fontana, riusciva a vendere la Fontana di Trevi ad un ignaro turista italoamericano, o del tipico truffatore che carpisce la fiducia degli anziani fingendosi un carabiniere o altra persona di reputazione.

Secondo Scamadviser inoltre ci ritroviamo di fronte ad una pagina relativamente nuova, allestita in fretta e furia negli ultimi 20 giorni col presumibile scopo di raccattare dati sensibili, guidare l’utente in qualche banner, e lasciarlo alleggerito del necessario per iscriversi a servizi a pagamento e con in mano dati personali e numeri di telefono utili per altre azioni simili.

Il consiglio, come sempre, è non cliccare e, nel caso aveste indicato numeri di carte di credito e simili, provvedere a bloccarle e, in ogni caso, contattare la Polizia Postale per tutti gli altri dati personali rilasciati incautamente.

L’articolo TRUFFA LiDL regalando 60€ buoni a tutti per celebrare il suo 60° anniversario – bufale.net sembra essere il primo su Bufale.net | Bufale – fake news – bufale facebook.

TRUFFA Disattiveremo il tuo account Facebook per questioni di copyright (Copyright Infringement) – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un testo in inglese che sta apparendo tra i loro messaggi di Facebook Messenger, il servizio di comunicazione tra utenti del social media di Menlo Park

​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​A​​​f‌‍‎​​​t‌‍‎​​​e‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​r‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ a‌‍‎​​​‌‍‎​​​ large‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ number‌‍‎​​​‌‍‎​​​ of‌‍‎​​​ copyright infringement‌‍‎​​​ reports‌‍‎​​​‌‍‎​​​ directed‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ to‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ your‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ account‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ ,‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ we‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ are sorry‌‍ to inform you that‌‍‎​​​ we‌‍‎​​​ ‌‍‎​​​h‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ave to‌‍‎​​​‌‍‎​​​ deactivate‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ your‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ account‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​.‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​
W‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​e‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ ‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​made‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ this‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ decision‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ after‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ we‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ checked‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ your‌‍‎​​​‌‍‎​​​ acco‌‍‎​​​‌‍‎​​​unt‌‍‎​​​‌‍‎​​​ activity‌‍‎​​​‌‍‎​​​ a‌‍‎​​​nd‌‍‎​​​ ‌‍‎​​​i‌‍‎​​​t‌‍‎​​​ ‌‍‎​​​was‌‍‎​​​ ‌‍‎​​​c‌‍‎​​​o‌‍‎​​​nfirmed‌‍‎​​​ that‌‍‎​​​ you‌‍‎​​​ h‌‍‎​​​a‌‍‎​​​v‌‍‎​​​e‌‍‎​​​ ‌‍‎​​​i‌‍‎​​​n‌‍‎​​​f‌‍‎​​​r‌‍‎​​​i‌‍‎​​​nged‌‍‎​​​ others‌‍‎​​​ copyright‌‍ o‌‍‎​​​wnersh‌‍‎​​​‌‍‎​​​ip‎​​​.
‎​​​If‌‍‎​​​ you‌‍‎​​​ think‌‍‎​​​ this is‌‍‎​​​ a‌‍‎​​​ mistake‌‍‎​​​ we‌‍‎​​​ provided‌‍‎​​​ you an‌‍‎​​​ appeal‌‍‎​​​ form‌‍‎​​​ below‌‍‎​​​:

https:************************

Note:‌‍‎​​​ Please‌‍‎​​​ keep‌‍‎​​​ in‌‍‎​​​ mind that‌‍‎​​​ if‌‍‎​​​ we‌‍‎​​​ do‌‍‎​​​ not‌‍‎​​​ recieve an‎​​​ appeal‌‍‎​​​ from‌‍‎​​​ your account‌‍‎​​​ we‌‍‎​​​ have‌‍‎​​​ to‌‍‎​​​ respect the‌‍‎​​​ decision‌‍​ mentio‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ned abo‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​‌‍‎​​​ve.

Abbiamo censurato l’indirizzo per ovvi motivi, e vi possiamo tradurre una traduzione del testo maccheronico contenuto:

Dopo un gran numero di segnalazioni per violazione del copyright dirtte al vostro account , ci dispiace di informarvi che dobbiamo disattivare il vostro account.

Abbiamo preso questa decisione dopo che abbiamo controllato l’attività del vostro account ed è stato confermato che lei ha violato il copyright di altre persone.

Se pensa che questo sia un errore vi diamo un form qui sotto

Nota: Per favore ricordi che se non ricieveremo (sic!) una richiesta di appello dal vostro account dovremmo rispettare la decisione menzionata sopra.

Abbiamo replicato anche gli orrori ortografici (non errori: orrori, era intenzionale) e possiamo precisarvi quanto detto in altre occasioni: Facebook non cercherà mai di contattarvi mediante un messaggio privato, specie uno sgrammaticato in questa maniera e che riporta a collegamenti esterni.

Se Facebook avrà bisogno di inviarvi comunicazioni, le stesse appariranno mediante pop-up e post sul Registro Attività personale, e saranno dirette ad una singola persona e non post generali e fatti col copincolla.

Non solo!

Ci siamo procurati una macchina virtuale per cimentarci nell’analisi del sito. Voi non dovreste cliccare su siti sconosciuti, ma noi abbiamo potuto virtualizzare un finto PC sacrificale per provarci

Quello che abbiamo ottenuto è stato una finta pagina, ottenuta copincollando brani ed immagini di messaggi di errore Facebook, che conduce ad un sito che solo superficialmente ricorda quello di Facebook

Proseguendo sul fantomatico sito “Facebook.com-help-*************.com”, ovviamente non quello reale, ci siamo imbattuti nel punto dolente della vicenda

Una replica della pagina precedente ma con un form che chiede di inserire nome utente, password, indirizzo email, numero di telefono e data di nascita.

Siamo quindi allo starter kit del truffatore, il cosiddetto phishing, un esempio di truffa mediante social engineering.

Al netto dei paroloni, questo genere di truffa è la versione moderna del finto carabiniere o incaricato delle utenze luce ed acqua che chiede ad un anziano di fornirgli copia dei suoi documenti e delle sue bollette per estrarne nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo ed altri dati utili da usare per le proprie truffe.

In questo caso, credendo di avere a che fare con Facebook, voi stessi fornirete ad un truffatore le chiavi della vostra email e del vostro profilo, con tutte le sgradevoli conseguenze del caso.

Nel caso ci fosse caduti, ed aveste inviato i vostri dati al truffatore non avete molte altre scelte: non potete fare altro che cambiare immediatamente password al vostro account ed agli indirizzi email indicati o ad esso connessi, e denunciare la cosa alla Polizia Postale, altresì bloccando eventuali carte di credito utilizzate in unione ai servizi indicati.

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