DISINFORMAZIONE E ACCHIAPPALIKE Il Presidente dell’Islanda: “Noi stiamo pagando il mutuo dei nostri cittadini, perché il mio popolo viene prima delle banche”

La pagina Facebook Italy Leaks diffonde un meme che, nel clima caldo che in Italia si respira con l’entrata del nuovo Governo, fa oltremodo gola ai condivisori compulsivi. Secondo il meme, il Presidente dell’Islanda afferma di aver deciso di pagare il mutuo dei cittadini per difenderli «dalla speculazione delle banche»:

Queste sono le parole del Presidente dell’Islanda: “Non ci piegheremo all’Europa, non lasceremo solo il nostro popolo per permettere la speculazione delle banche, noi stiamo pagando il mutuo ai nostri cittadini, perché il mio popolo viene prima delle banche”.

Trattandosi di una semplice immagine con scritta sovrimpressa (leggi la nostra guida utile) non ci troviamo di fronte a una notizia. Per prima cosa, Ólafur Ragnar Grímsson, il Presidente dell’Islanda raffigurato non è più in carica dal 1° agosto 2016. Suo successore è Guðni Thorlacius Jóhannesson, docente di Storia entrato in carica nel corso degli scandali Panama Papers.

Guðni Thorlacius Jóhannesson / Il Sole24Ore 

L’Islanda aveva presentato domanda di adesione all’UE nel 2009, ma congelò la richiesta nel 2015 scatenando contestazioni da parte di più di 8.000 partecipanti. La revoca arrivò in seguito alle elezioni del 2013, in occasione delle quali vinse una coalizione di due schieramenti – il Partito dell’Indipendenza Islandese e il Partito Progressista – euroscettici. L’Islanda, del resto, si risollevava dalla disastrosa crisi finanziaria del 2008 scatenata dal crollo dei tre più grandi istituti finanziari dell’isola, incapaci di ricompensare il loro debito a breve termine.

Si trattava della banca Glitnir, della Landsbanki e della Kaupthing.

Su disposizione dell’FME, l’autorità vigilante sui mercati finanziari, Glitnir e Landsbanki vennero nazionalizzate tra settembre e ottobre 2008. Pochi giorni dopo toccò alla Kaupthing. Il debito complessivo ammontava a 50 miliardi di euro e, di conseguenza, si verificò un crollo della moneta islandese. Con un prestito di 5 miliardi richiesto dal governo al Fondo Monetario Internazionale, un blocco dei capitali e degli scatti (e dei benefit) dei dipendenti pubblici, l’Islanda riuscì a tenere stabili i consumi. L’economia islandese, fondata su pesca e commercio di energia, consentì l’adozione di tali misure senza disordini. La svalutazione della moneta, inoltre, portò ad un aumento massiccio del flusso turistico, sempre importante per l’economia del Paese.

Le note dolenti, tra le tante, furono le tasse in progressivo aumento e i conti dei risparmiatori olandesi e inglesi che avevano investito nel conto Icesave prima del crollo, che improvvisamente si trovarono senza liquidità e dunque crebbe il debito estero. Detto in poche parole:

Tra le conseguenze di questo crollo, c’è anche la sparizione nel nulla di alcuni miliardi di ignari risparmiatori inglesi ed olandesi che avevano investito nei conti online Icesave. Ecco che, di fronte alle minacce dei partner internazionali, il parlamento islandese si vede costretto a proporre una legge che prevede il risanamento del debito attraverso il pagamento di 3,5 miliardi di euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5% (prestito internazionale).

Venne indetto, quindi, un referendum proprio da Ólafur Ragnar Grímsson, il Capo dello Stato di cui parla il meme, in cui si chiedeva ai cittadini di esprimersi circa la restituzione dei fondi agli investitori olandesi e inglesi. Nell’ottobre 2010 i cittadini, con un 93%, rifiutarono di voler pagare i debiti della banca privata. In questo modo, il risarcimento spettò, rispettivamente, a Olanda e Inghilterra.

Vi rimandiamo a questo articolo per maggiori dettagli.

Per dare una prima risposta al meme: l’allora Presidente dell’Islanda, Grímsson, decise dunque di far esprimere i cittadini in merito alla restituzione dei fondi perduti da parte dei risparmiatori olandesi e inglesi che avevano investito sulla banca online Icesave, ma il popolo disse no. Si trattava, infatti, di debiti di banche private – un po’ semplicistico parlare di “speculazione della banche”, “potere delle banche” et cetera, solo per un pugno di like – che vennero nazionalizzate per evitare il totale tracollo.

Le proteste in Islanda / Genova.erasuperba.it

Nel 2013 una sentenza dell’EFTA (Associazione Europea di Libero Scambio) sancì che l’Islanda dovesse essere sollevata dal risarcimento ai risparmiatori inglesi e olandesi, che dunque sarebbero stati risarciti dai rispettivi Paesi:

La Direttiva Ue sulla garanzia dei depositi non prevede l’obbligo per un Paese e le sue autorità di assicurare la compensazione se il sistema stesso di garanzie sui depositi non è in grado di ottemperare ai propri obblighi in caso di una crisi di sistema.

Nel 2017 l’Islanda ha annunciato lo stop al controllo dei capitali e il prossimo rientro nel mercato finanziario nazionale. Tuttavia, un’altra faccia della medaglia ci fa notare che, nonostante la vittoria islandese decretata dalla sentenza dell’EFTA, gli indennizzi a carico del Paese ci sono lo stesso: un tale dissesto finanziario ha sempre delle conseguenze come testimonia questo report di Phastidio.net.

Per rispondere alla seconda parte del meme: per quanto riguarda il mito del Paese che salda i debiti dei cittadini, come riportano anche i colleghi di Butac, in realtà è una notizia del tutto infondata. Troviamo riscontro su Snopes che, citando Bloomberg, parla di debt forgiveness, ovvero della copertura dei debiti di un quarto della popolazione, una manovra decisamente diversa dal sensazionalismo riportato dal meme condiviso da migliaia di utenti.

Diffondere un tale messaggio è una tipica mossa acchiappalike dei mendicanti del web che vivono diffondendo disinformazione e creando complottismi a tema banchepopolo ed Europa. La loro captatio benevolentiae, soprattutto, attira utenti distratti e che ignorando che il Presidente incluso nel meme non è più in carica.

 

 

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ACCHIAPPACLICK Milano, branchi di nordafricani scatenati: italiani accerchiati, picchiati e rapinati

Il 20 maggio 2018 il sito ormai abbonato alle nostre analisi, Voxnews, pubblica una notizia che, dal titolo, disegna un quadro di nordafricani inferociti sguinzagliati per Milano. Per mendicare lettori nello stile che più lo distingue appone in copertina un’immagine totalmente estranea ai fatti riportati.

Questo è quanto si legge nel testo:

La situazione a Milano è totalmente fuori controllo. Doppia rapina, con vittime giovani italiani circondati e aggredita da branchi di immigrati.

Uno lo hanno accerchiato e minacciato, poi gli hanno strappato dalle mani il telefono e tutto quello che aveva nel portafogli: 300 euro. Infine sono scappati senza lasciare traccia. E’ stato terrore per un ragazzo italiano di 29 anni, rapinato in Piazza Duca d’Aosta a Milano, davanti alla Stazione Centrale. Ormai zona perduta della città in mano ai criminali d’importazione.

Tutto è successo intorno alle 14.30 di sabato 19 maggio, come riferito dai carabinieri del comando provinciale di Milano. Quando i militari sono arrivati sul posto i quattro erano scappati senza lasciare alcuna traccia. La vittima ha riferito alle forze dell’ordine che i rapinatori avevano fattezze e accento nordafricano.

Nella notte tra venerdì e sabato, invece, un altro italiano, di 35 anni, è stato accerchiato e rapinato da sette malviventi in corso Como. In questo caso i malviventi — descritti sempre agli investigatori come uomini nordafricani — sono scappati con 250 euro in contanti e un anello.

Sbarcano a Lampedusa e il governo li traghetta prima in Sicilia e poi li carica sui treni verso nord. L’immagine in alto, ricorderete, riguarda un recente episodio: quella volta, ad essere accerchiati, furono due militari. E’ zona di guerra.
Nel riportare lo sdegno e il feroce dissenso, gli autori fanno un collage di più notizie riportando episodi ovviamente riprovevoli, ma è naturale pensare che i loro lettori si fermano al titolo e non intendono comprendere che si tratta di episodi distinti. Andiamo per ordine:

La rapina in Piazza Duca d’Aosta, 19 maggio

Deliberatamente, Voxnews prende in prestito un articolo pubblicato il 20 maggio su Milano Today in cui viene riportato il grave episodio consumatosi ai danni di un ragazzo di 29 anni di fronte alla Stazione Centrale di Milano. Dopo esser stato derubato del telefono, è stato costretto a consegnare i 300 euro che aveva nel portafogli. La vittima ha riferito ai Carabinieri che gli aguzzini erano 4, tutti con accento e sembianze nordafricane. Fortunatamente – scrive Milano Today, il ragazzo non ha riportato traumi. Il fatto si è svolto alle 14:30 del 19 maggio.

La rapina in Corso Como, 18 maggio

Voxnews, ancora, fa copia-incolla dallo stesso articolo di Milano Today riportando un fatto vero avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 maggio, quando un italiano di 35 anni è stato rapinato di un anello e 250 euro da un gruppo di 7 nordafricani. Il gruppo, prima di derubarlo, l’aveva accerchiato.

In entrambi i casi, i malviventi si sono dati alla macchia senza lasciare traccia.

L’aggressione ai militari alla Stazione Centrale, 21 aprile 2017

La fotografia scelta come immagine di copertina mostra un’istantanea scattata durante un episodio di violenza collettiva avvenuto nell’aprile 2017 alla Stazione Centrale di Milano. Il Corriere della Sera riportava:

Momenti di tensione venerdì pomeriggio sul piazzale antistante la Stazione Centrale a Milano, dove alcuni extracomunitari, che soggiornano abitualmente nei giardinetti, avrebbero tentato di aggredire i militari dell’operazione «Strade sicure». Un profugo, in evidente stato di alterazione, avrebbe cercato di prendere l’arma a uno dei militari. Il giovane è stato allontanato: a quel punto un gruppo di immigrati hanno reagito in modo molto acceso e sono seguiti momenti concitati.

Due militari sono rimesti leggermente feriti nel cercare di riportare la calma. Uno degli aggressori è stato fermato. Dopo la rissa il piazzale della stazione è stato presidiato da numerosi poliziotti e carabinieri. Il fermato è un giovane africano 25enne che, a quanto si è appreso successivamente, si sarebbe avvicinato con altri migranti ai militari dell’operazione «Strade Sicure» rivolgendo frasi minacciose e insultandoli e cercando di toccare la loro arma di ordinanza. Secondo alcune testimonianze erano palesemente alterati, forse perché ubriachi e avrebbero anche sputato contro i militari. È intervenuta una pattuglia di carabinieri per allontanarli. Mentre gli altri se ne andavano, il 25enne ha dato in escandescenze spaccando bottiglie per terra, fino a quando è stato immobilizzato e portato via.

Sempre il Corriere, il 22 aprile 2017 riporta:

Un parapiglia iniziato, appunto, dopo che uno degli immigrati, un senegalese di 27 anni con permesso di soggiorno per motivi umanitari, aveva cercato di strappare il mitra dalle mani del militare.

[…]

Gli uomini [i militari con i Carabinieri che erano giunti in soccorso, ndr] si avvicinano al 27enne senegalese, cercano di bloccarlo. Lui, che ha precedenti per droga ma anche problemi psichiatrici, inveisce e si scaglia contro i carabinieri che a fatica riescono a bloccarlo e a chiuderlo in macchina. In quel momento altri africani circondano gli uomini delle forze dell’ordine e cercano di estrarre l’amico dalla gazzella.

La foto usata come copertina da Voxnews, dunque, interessa questa vicenda ed è stata scattata dal Pirellone.

La maxi-rissa tra immigrati di fronte alla Stazione Centrale, 19 maggio

In chiusura all’articolo, sempre Voxnews, riporta un fatto denunciato dal consigliere comunale leghista Massimiliano Bastoni con un video postato il 19 maggio sulla sua pagina Facebook:

Come scrive Corriere della Sera:

Immagini postate sulla sua pagina Facebook dal consigliere comunale della Lega, Massimiliano Bastoni, la rissa avvenuta nella serata di sabato tra immigrati in piazza Duca d’Aosta, di fronte all’ingresso della stazione Centrale. Le forze dell’ordine sono intervenute per riportare la situazione sotto controllo.

Nel nostro modesto servizio non intendiamo negare lo stato di emergenza in cui versa il piazzale antistante la Stazione Centrale di Milano (qui un esempio di Milano TodayCorriere della Sera), tanto meno nasconderci di fronte ai gravi fatti che interessano le rapine a danno dei cittadini da parte di malviventi che si muovono per impossessarsi di smartphone e contanti, per poi fuggire e rendersi non rintracciabili.

No, non neghiamo la gravità di tali vicende.

È importante fare informazione su questi episodi, ma Voxnews lo fa nel modo sbagliato, creando un calderone dentro il quale – come sempre opera – in ogni articolo getta un’intera comunità, descritta come feroce e spietata. Un esempio è l’articolo che oggi analizziamo: un’immagine di decine di persone che accerchiano dei militari accompagnata da un titolo come: «Milano, branchi di nordafricani scatenati: italiani accerchiati, picchiati e rapinati», agli occhi di un lettore distratto e poco disposto ad approfondire appare come una singola situazione in cui un esercito di migranti inferociti aggredisce impunemente cittadini inermi.

Pur riportando fatti veri e oltremodo gravi, non è questo il giusto modo di informare sui fatti. Questa strategia si chiama acchiappaclick, e Voxnews è tra i siti più attivi nell’universo web della disinformazione.

 

 

 

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BUFALA Il tweet di Chiara Appendino sull’economica Toyota Mirai da 66.000 euro


Sulla pagina “Avvistamenti di Creature Mitologiche” è comparso un post che mostra uno screenshoot di un tweet del sindaco di Torino Chiara Appendino. Il tweet recita:


Oggi ho provato la Toyota Mirai, la prima berlina di serie alimentata a idrogeno. Costa meno di 66.000 euro. Non capisco perché invece di lamentarsi dei blocchi del traffico, i cittadini non optano per soluzioni economiche che salvaguardano la salute di tutti noi.

Vi faccio notare la scritta in basso a destra “FAKE TWEET created @tweeterino”.

FAKE = FALSO = BUFALA e magre figure per i commentatori che stanno attaccando il sindaco nei commenti:

compreso chi questi fake li produce, contribuendo a inquinare un luogo come la rete (che dovrebbe servire a rendere tutti migliori e non viceversa

Il tweet è stato creato tramite https://tweeterino.com/ un sito che permette di creare falsi tweet di vip e personaggi pubblici:


Sono sicuro che i torinesi sapranno distinguere la realtà dalle bufale.
Sopratutto dopo le varie bufale diffamatorie che ormai circolano su Chiara Appendino da anni.
Sembra che i bufalari, ormai orfani di Laura Boldrini, abbiano selezionato un nuovo bersaglio.

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