Le t-shirt Urban Legends

È con piacere che il blog Leggendemetropolitane.net annuncia la nascita di Urban Legends, la linea di t-shirt grafiche dedicate alle nostre leggende preferite curata dallo studio Tonidigrigio assieme all’illustratore Sailor Danny.

Infatti, vista l’attività decennale del blog, con i suoi oltre 300 post, siamo stati contattati per prendere parte alla scelta delle leggende da trasformare poi in grafiche per le t-shirt cercando, ovviamente, di rispettare sempre la storia raccontata, ampliandone ove possibile i rimandi ipertestuali.

Così siamo andati a proporre un mix di leggende, selezionate sia per la loro storicità (come nel caso della famosissima Paul Is Dead, impensabile non dedicarle una grafica) sia in base al riscontro ottenuto dagli appassionati del blog (come il post sui segni degli zingari, leggenda che ancora oggi fa discutere).

Il lavoro finito è stupefacente in alcuni casi. Per ogni t-shirt Sailor Danny è riuscito a concentrare un intero racconto in una sola immagine con didascalia, rimandando spesso non solo alla storia, ma anche al corollario di informazioni e conoscenze comuni che la arricchiscono.

Così sulla grafica di Paul Is Dead vediamo comparire la didascalia “Lonely he died”, chiaro riferimento al fatto che la presunta morte sarebbe avvenuta durante le registrazioni di “Sgt. Peppers lonely hearts club band”, mentre la grafica di Oh My Dog!, basata sulla leggenda del cane messicano, può far intuire che le dimensioni del topo sono assimilabili a quelle di un cane di piccola taglia, magari proprio un chihuahua.

In totale le grafiche sono oltre 15 e variano in colore e modello. Proprio come le storie che negli anni sono state tramandate di bocca in bocca, evolvendosi e adattandosi alle zone geografiche ed al gusto degli appassionati, le t-shirt di Urban Legends, disponibili da subito sul sito http://shop.leggende.net/, sono customizzabili in taglia e colori, per fare in modo che ognuno possa indossare la propria versione della leggenda preferita.

Quando a volte è la musica ad uccidere!

Oggi parleremo di una strana sindrome la cosidetta “Sindrome di Lavandonia“!

Questa sindrome non è come tutte le altre perche essa si otteneva giocando ad un videogioco: Pokemon Rosso e Pokemon Blu (che in Giappone era “Pokemon Verde“). Questi 2 videogiochi furono i primi della serie “Pokemon” che da allora è divenne una delle più giocate al mondo (tanto che ne fecero una serie animata, figurine da collezione,action figure ecc.). Nei 2 giochi il giocatore impersonava un ragazzo che aveva il compito di “allenatore” cioè di esplorare e di catturare i Pokemon (che sono delle creature fantastiche con dei poteri speciali) della regione. La regione che esploriamo è costituita soprattutto da grandi città o da boschi e percorsi. Ma tra tutti queste città se ne trova una che non ha nulla di particolare eccetto una torre/cimitero. E’ molto piccola e il suo nome è LAVANDONIA!!

Giunti in questa città il giocatore per proseguire è costretto a entrare nella torre! Ed è qua che comincia il brutto della nostra leggenda!!! Entrando nella torre si dice che la classica musichetta del gioco cambi e che diventi una musica che porta i bambini alla “Sindrome”.
Sono tante gli effetti che si raccontano tra cui: apnea ostruttiva nel sonno, emicrania, otoraggia, insonnia,dipendenza dal gioco e violenza inizialmente sugli altri e poi su se stesso (ma questa è una piccola parte della lunga lista di patologie!!!!). Ma poi tutto questo portava alla morte!
Si racconta che dopo l’ uscita del gioco molti bambini (sui circa 200) morirono in circostanze misteriose. Bambini che avevano comprato il gioco!!!! Ma questo si dice che avvenisse solo nelle cartucce del gioco in giapponese (infatti in Italia non ho mai sentito parlare di vittime)!!
Ma il 70% delle vittime moriva per la musica!!!
Si dice che il resto moriva per il video!!!
Esistono diversi tipi di versione video!!!

Ad esempio;

La “White Hand Sprite”
Conosciuto in codice come WhitHand.gif, secondo il copione avrebbe dovuto apparire come Pokémon selvatico al terzo piano della Torre Pokémon. E’ diviso in quattro animazioni separate: il verso, la sprite ferma e due attacchi sconosciuti, chiamati “Pugno” e “Brutalità”. Mentre vedere l’animazione può avere effetti collaterali, visualizzarne i frames singoli non lo è. La mano bianca è descritta come una mano striminzita, quasi rattrappita, con particolare attenzione ai dettagli: della carne si stacca dall’osso e alcuni tendini penzolano fuori da polso in modo molto realistico. La prima animazione è la mano che si chiude a pugno, poi oscilla in avanti. Ma l’animazione dell’attacco “Brutalità” ha alcuni frames mancanti: la mano sembra aprirsi, ma poi si taglia. Dopo pochi secondi ricompare, chiusa. Non si sa nulla dei frames mancanti.

Ma anche…

Ghost Animation
La Ghost Animation, codificata come Haunting.swf avrebbe dovuto trovarsi in diversi settori di tuta la torre, anche al cetro di un percorso al secono piano. Tuttavia, i giocatori non possono interagire con esso, lasciando credere a molti che sia stat creato come “caratteristica i sfondo”. La Ghost Animation deve allo stesso modo essere scomposta in frames. Essa si compone di 59 frames. Tuttavia, dopo l’estrazione, più della metà dei frames si sono rivelati essere il modello del fantasma standard. Circa un quarto dei fotogrammi sono statici, per produrre l’effetto “fading”. Ancora, nel bel mezzo dell’animazione sono presenti fotogrammi di volti urlanti, insieme alle immagini di uno scheletro ammantato di nero (si ipotizza che sia il Tristo Mietitore), e diversi cadaveri. Il significato di tutto ciò è sconosciuto, e sotto giuramento il capo programmatore Hisashi Sogabe ha giurato di non saper nulla delle immagini tovate. Di tutti i fenomeni collegati alla Sindrome d Lavandonia, questo è il più gettonato: Nella sua tesi “I videogiochi e la manipolazione della mente umana”, il dr. Jackson Turner ha affermato che le immagini sono state volutamente inserte. Grazie alla brevità della loro permanenza sullo schermo alla loro natura, Turner teorizza che questi frames avessero lo scopo di spaventare i giocatori e far credere loro che fosse dovuto a Lavandonia.

Ed infine…

Buried Alive Model
Spesso chiamato col suo nome in codice, Buryman script, il Buried Alive Model avrebbe dovuto trovarsi in cima alla Torre Pokémon, ma è stato rimpiazzato dal fantasma di Marowak. Da copione, avrebbe dovuto essere il “boss” della Torre. Una volta arrivati, sarebbe avvenuta la seguente conversazione.
Buried Alive: Sei qui, finalmente…
BA: Sono in trappola…
BA: E mi sento solo…
BA: Molto, molto solo…
BA: Vuoi venire con me?
Dopo ciò, la battaglia sarebbe incominciata. Una volta in “Battle view”, il Buried Alive Model sembra essere un cadavere umano in decomposizione che tenta di strisciare fuori dalla terra. E’ stato programmato per avere due “White Hands”, un Gengar e un Muk. Stranamente, non è stato scritto un copione per quando perde. Nel caso di vittoria del giocatore, il gioco si fermava e basta. Tuttavia, un finale preciso è stato scritto da un programmatore sconosciuto dopo che si perde la battaglia. In questo finale, avrebbe detto “Finalmente, carne fresca!” seguito da altre battute incomprensibili. Dopodiché, il giocatore viene trascinato sotto terra. La scena potrebbe finire con un semplice Game Over, tuttava, sullo sfondo, avrebbe dovuto comparire il BA che divora il giocatore. Particolarmente strani sono i protocolli per dopo questa scna. La cartuccia avrebbe dovuto scaricare quest’immagine nella memoria interna del GameBoy ed avrebbe dovuto sovrascriversi alla normale immagine d’inizio. E, come musica di sottofondo, si sarebbe udito un fantomatico file di nome staticmesh.wav. Lo scopo di tutto questo, al contrario di molti altri elementi legati alla Sindrome di Lavandonia, è sconosciuto.

La leggenda è nata da alcuni testi dove si diceva fosse scritto dai creatori dei 2 giochi che la torre visto che era anche un cimitero avrebbe dovuto avere un’ aria paurosa quindi avevano messo una musica molto paurosa che però secondo loro avrebbe spaventato i bambini e che quindi la avrebbero sostituita con quella che abbiamo adesso. Ma la leggenda ha molte versioni. Alcune inventate altre forse vere ma una cosa è certa: questa leggenda sarà tale finchè le persone continueranno a ideare nuove versioni e a mantenerla in “VITA”!!!!

Avete coraggio a provare il gioco adesso? (IO NO..)

Latte scaduto e rivenduto? No grazie

Da qualche giorno sta girando in internet, anche con toni molto accessi, un allarmismo che per oggetto ha la bevanda sana e naturale per eccellenza: il latte!
Sicuramente avrete ricevuto da un vostro amico una mail tipo questa:

Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. Questo processo PER LEGGE può essere effettuato fino a 5 VOLTE. Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante volte?Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini. Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte. ES: 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte. Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri. Attenzione tutto lo scatolone avrà ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca. DIFFONDETE

Chiariamo subito che siamo di fronte all’ennesima bufala alimentare (parlare di bufale alimentari mi ha sempre divertito). Chi frequenta il nostro sito saprà già riconoscere alcune caratteristiche tipiche in questo tipo di storie.
La storia si basa su un fatto reale, ovvero la presenza di alcuni numeri riportati nelle confezioni di tetrapak (non sono solo sul latte, ma anche in succhi di frutta, etc,), che apparentemente non hanno alcun senso. Ecco allora trovato il gap sul quale creare una “spiegazione” dai tratti misteriori, complottisti e pericolosi, secondo cui servirebbero a tenere il conto di quante volte il latte viene ribollito e riconfezionato!
La cosa interessante è che per avvalorare questa spiegazione viene detto esplicitamente che è possibile fare questo “per legge”, ovviamente senza citare nessun tipo di fonte o riferimento giuridico. La morale viene alla fine, in cui viene messo a segno l’attacco alle aziende del settore che si arricchiscono alle spalle dei consumatori, rifilando “acqua sporca” invece che dell’ottimo e nutriente latte.

La storia contiene una serie di informazioni scorrette. Analizziamole una per una:

Può il latte scaduto essere ribollito e riconfezionato?
In realtà non esiste nessuna legge che permetta una cosa del genere. Come Spiega in un’intervista al Corriere della Sera Ivano de Noni:
«È l’ennesimo atto diffamatorio nei confronti di un alimento essenziale sulla nostra tavola» afferma Ivano De Noni, professore associato di tecnologia lattiero casearia al Distam, Dipartimento di scienze e tecnologie alimentari e microbiologiche di Milano. «Non è affatto vero — spiega l’esperto — che la legge consenta il recupero per l’alimentazione umana del latte pastorizzato scaduto per rivenderlo come fresco. La legge prevede che il trattamento di pastorizzazione possa venire applicato solo sul latte crudo e quindi una sola volta. E che il latte non venga riscaldato ripetutamente può essere verificato attraverso analisi di laboratorio. La normativa prevede, infatti, che il latte pastorizzato risponda a requisiti di qualità evidenziabili in base a precisi parametri di danno termico sulle proteine del siero».

Il latte può essere trattato a 190 gradi?
Assolutamente no. Anche qui il de Noni spiega al Corriere: «Il latte non potrebbe in nessun caso essere trattato con un calore così violento, perché diventerebbe marrone. E questo è un altro indice dell’assurdità del comunicato» dice De Noni. In realtà, il trattamento di pastorizzazione del latte è molto più blando. L’applicazione di 72 gradi centigradi per 15 secondi è sufficiente a distruggere anche i germi patogeni più resistenti al calore, come quelli della tubercolosi. La pastorizzazione non uccide tutti i microrganismi. Per raggiungere questo scopo ci vuole un trattamento termico più forte, detto di sterilizzazione, che si ottiene sottoponendo il latte a un calore a 145 gradi per pochi secondi.

Ma i numeri ci sono! Allora che cosa significano?
I numeri sotto le confezioni ci sono davvero, ma in realtà, come spiega Tetrapak, sono codici relativi alla rintracciabilità del materiale usato per l’imballaggio, e sono complemente slegati dal prodotto o dall’alimento che contengono.

 

Immagine tratta da: http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_ottobre_25/latte-scaduto-ribollito-bufala-rete_62a4973c-de79-11df-99d6-00144f02aabc.shtml

La Prinz Verde senza ritorno

Non sono riuscito a trovare la fonte di questa diceria tutta italiana, che risale agli anni Settanta.

Ogni volta che passava, gli altri automobilisti facevano gli scongiuri. La Prinz (prodotta dalla casa tedesca NSU), si diceva, porta una sfortuna nera. Peccato, perché era un’utilitaria conveniente e comoda, con tutte le caratteristiche ideali per diventare un auto di successo.

Invece, a causa di questa sua pessima fama, le vendite in Italia non decollarono mai. Forse, all’origine della voce c’era il disprezzo verso un prodotto giudicato troppo popolare. Un ultima cosa, dicono che la Prinz, se di colore verde, amplifichi enormemente la sfortuna!

Messaggi subliminali Camel

A prima vista il binomio Camel (Sigarette)-Sesso sembra strano. Eppure sono numerose le voci secondo cui la nota casa produttrice di tabacco avrebbe usato (e tuttora usasse) messaggi subliminali a sfondo sessuale al fine di adescare i propri clienti.
La più nota è che nell’immagine del cammello (in verità si tratta di un dromedario), usata comunemente, sia nascosta la figura di un uomo nudo in erezione. Non sempre si riesce a vedere chiaramente il messaggio nascosto, e per dirla tutta non c’è una versione univoca di dove questa figura sia e in quale posizione (quella proposta sembra quella più diffusa). Per non citare poi la voce che, oltre al’omino nudo si possano vedere anche un leone e la faccia di un presidente degli Stati Uniti (su queste voci non sono riuscito a trovare fonti valide, qualcuno può aiutarmi?).
Il fatto è che questa non sia la sola voce che ruoti attorno all’idea dei messaggi subliminali usati dalla Camel.
Ma andiamo per ordine e facciamo un po’ di storia.
La Camel, di proprietà del gruppo R.J.Reynolds Tobacco Company (fondata nel 1875), può ritenersi la capostipite della sigaretta moderna, poiché fu la prima ad essere prodotta in scala industriale nel 1913 (ad esempio il pacchetto da venti fu inventato proprio da loro). Sotto l’influenza del pensiero Romantico era molto vivo a quel tempo un interesse verso l’esotico, il misterioso, e in particolar modo verso l’Egitto. Fu così che venne scelta l’immagine che tutti conosciamo: il cammello, la palma, le piramidi.

Non mi dilungherò parlando di come la metafora sessuale usata sia quantomeno discutibile per la sua presunta efficacia, e di come sia facile vedere messaggi (o figure) nascosti per via di effetti ottici o ricollegandoci al fatto che per natura tendiamo ad organizzare forme indistinte e caotiche in forme riconoscibili e ordinate (come quando crediamo di vedere delle particolari forme nelle nuvole). In effetti lo stesso concetto di “messaggio subliminale” si tratta quasi di una leggenda metropolitana, da far risalire al libro di Vance Packard, “I persuasori occulti”, del 1957. Il concetto si diffuse poi a livello popolare enormemente tramite il pubblicitario James Vicary. Egli aveva inserito segretamente in un film delle brevi sequenze (della durata di un terzo di millisecondo) che riportavano le frasi: “Mangia pop-corn” e “Bevi Coca-Cola”. Vicary sostenne che vi fu un aumento del 18% nelle vendite della Coca-Cola e del 58% nelle vendite dei pop-corn. Va detto che lo stesso concetto di “messaggio subliminale” può essere considerato una leggenda metropolitana, e vedremo di approfondire prima o poi l’argomento.

La Camel si pose così in un panorama commerciale, ma con una immagine decisamente particolare, che nel corso degli anni risultò strana, molto diversa rispetto alla concorrenza che si andava formando.
Fu proprio per questo suo essere diversa che la gente cominciò a prenderla di mira dovendo giustificare in qualche modo il come cercasse di distinguersi. Questa sua diversità compromise negli anni ’80 i suoi affari. Proprio per ricercare un cambio di immagine, nel 1987, che potesse far rivitalizzare le vendite, la compagnia affidò alla Trone Advertising (Greensboro) l’ideazione di un nuovo personaggio: Joe Camel. Questo, ideato da Patrick Reynolds e disegnato da Mike Salisbury, fu attaccato dalle associazioni anti-fumo americane, che, a partire dal 1991, iniziarono ad accusare la famosa compagnia di spingere i minori verso il vizio del fumo (per le sue fattezze di personaggio da cartone animato). La causa giudiziaria si protrasse fino al 28 maggio 1997, quando la Federal Trade Commission ordinò che l’immagine in questione fosse rimossa dai prodotti e dagli spot pubblicitari Camel.
Tuttavia, il caro Joe Camel, venne accusato anche di nascondere un messaggio subliminale di natura sessuale. Secondo le voci, il muso del cammello non sarebbe nient’altro che un membro maschile camuffato. Che il folklore contemporaneo abbia trovato un modo terribilimente astuto per dare alla Camel della testa di c…?