GUIDA UTILE Taglio vitalizi ai parlamentari oggi 12 luglio: elenco e veri contenuti

Ci sarà oggi 12 luglio il tanto atteso taglio vitalizi ai parlamentari, anche se occorre premettere da subito che la misura a conti fatti riguarderà solo gli ex deputati e non gli ex senatori. Quali sono i concetti che occorre sottolineare in una giornata così importante per il programma di alcuni schieramenti politici italiani? In primo luogo non si tratta di un vero e proprio taglio, in quanto sarebbe più corretto parlare di scrematura. E più avanti capiremo il motivo, considerando il fatto che tra gli stessi politici si sta alimentando disinformazione in merito.

Premesso che la delibera è stata proposta dal presidente della Camera, Roberto Fico, siamo sostanzialmente al cospetto di un provvedimento che interviene sul regolamento della Camera. In cosa consiste il taglio vitalizi ai parlamentari di cui tanto si parla in queste ore? Fondamentalmente verrà attuato un vero e proprio ricalcolo secondo il metodo contributivo degli assegni vitalizi percepiti dagli ex deputati. In particolare quelli usciti indenni dall’abolizione dei vitalizi che era stata emanata diversi anni fa, ovvero nel 2012. Come confermato anche da Tpi.

Al dì là della propaganda politica che si fa in questi casi, occorrono comunque delle precisazioni extra sul taglio vitalizi dei parlamentari, in riferimento alle novità del 12 luglio. In primo luogo, i vitalizi veri e propri erano già aboliti prima di questa fase politica. In aggiunta, come accennato in precedenza, è più corretto parlare di risparmio che andrà a scemare, in quanto molti dei beneficiari sono anziani e, per ovvie questioni anagrafiche, presto o tardi la misura non avrà una particolare incidenza sul quadro politico ed economico. Insomma, non si tratta di risparmio strutturale.

taglio vitalizi ai parlamentari

taglio vitalizi ai parlamentari

Quanto all’elenco dei politici coinvolti, bisogna tener presente che personaggi come D’Alema, Cirino Pomicino continueranno a percepire il proprio assegno, mentre in altri casi sarà solo ridotto. Chi invece non è stato rieletto dalla scorsa legislatura, al momento non percepisce nulla in questo senso (in primis Di Battista e Civati). Insomma, il taglio vitalizi dei parlamentari, con relativi dettagli sull’elenco dei personaggi coinvolti, potrebbe avere un peso nettamente inferiore a quanto si possa immaginare.

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PRECISAZIONI Conte non trova gli appunti, Di Maio: “Comincia a parlare, te li scelgo io”

Un video pubblicato sul quotidiano La Stampa mostra i momenti in cui il nuovo premier Giuseppe Conte, poco prima del suo intervento alla Camera, non trovava i suoi appunti:

Di Maio, vicepremier, rassicurava Conte incitandolo a cominciare a parlare mentre si sarebbe preoccupato di recuperare il foglio smarrito. Il titolo de La Stampa, però, riporta che Di Maio avrebbe detto «Comincia a parlare, te li scelgo io». Riteniamo opportuno parlare di precisazioni in quanto, ascoltando con attenzione, si capisce che il leader pentastellato non ha fatto uso del verbo “scegliere”, bensì “cercare”, inesattezza che cambia decisamente il significato. La frase corretta è stata «Te li cerco io», come riportato anche da Repubblica che titola, infatti: «Camera, Conte non trova gli appunti. Di Maio: “Te li cerco io, comincia a parlare”».

Abbiamo ritenuto opportuno riportare una nostra analisi come precisazioni anche per ricordare l’inflessione regionale di Luigi Di Maio (nato ad Avellino, in Campania), che dunque lo porta a pronunciare la parola “cerco” come /ˈʃɛrko/ anziché /ˈʧɛrko/, dunque facilmente equivocabile per alcuni ascoltatori. L’equivoco, dunque, potrebbe far percepire che il vicepremier abbia detto “scelgo” anziché “cerco”.

In questo caso, Di Maio ha detto “cerco”, e il significato cambia decisamente.

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PRECISAZIONI Conte non trova gli appunti, Di Maio: “Comincia a parlare, te li scelgo io”

Un video pubblicato sul quotidiano La Stampa mostra i momenti in cui il nuovo premier Giuseppe Conte, poco prima del suo intervento alla Camera, non trovava i suoi appunti:

Di Maio, vicepremier, rassicurava Conte incitandolo a cominciare a parlare mentre si sarebbe preoccupato di recuperare il foglio smarrito. Il titolo de La Stampa, però, riporta che Di Maio avrebbe detto «Comincia a parlare, te li scelgo io». Riteniamo opportuno parlare di precisazioni in quanto, ascoltando con attenzione, si capisce che il leader pentastellato non ha fatto uso del verbo “scegliere”, bensì “cercare”, inesattezza che cambia decisamente il significato. La frase corretta è stata «Te li cerco io», come riportato anche da Repubblica che titola, infatti: «Camera, Conte non trova gli appunti. Di Maio: “Te li cerco io, comincia a parlare”».

Abbiamo ritenuto opportuno riportare una nostra analisi come precisazioni anche per ricordare l’inflessione regionale di Luigi Di Maio (nato ad Avellino, in Campania), che dunque lo porta a pronunciare la parola “cerco” come /ˈʃɛrko/ anziché /ˈʧɛrko/, dunque facilmente equivocabile per alcuni ascoltatori. L’equivoco, dunque, potrebbe far percepire che il vicepremier abbia detto “scelgo” anziché “cerco”.

In questo caso, Di Maio ha detto “cerco”, e il significato cambia decisamente.

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BUFALA Celentano dice: “Ho conosciuto l’assassino genovese” – bufale.net

Esiste un intero filone di bufale che potremmo ribattezzare Tizio che dice cose, frutto postmoderno, 2.0 della fallacia di appello all’autorità.

In questo filone di bufale un’affermazione volutamente caricata, oltraggiosa, indinniata ed indinniante viene attribuita ad un VIP o altro personaggio famoso, partendo dal presupposto che se la Sciura Maria o Salvatore il piastrellista dicono qualcosa, ciò passerà inosservato e non susciterà alcuna sopresa, ma quando a parlare è un personaggio famoso, un idolo delle folle o un VIP l’intero mondo virtuale si ferma ad ascoltare, per prenderne le parti o per avversarlo con ferocia.

Ci sottopongono così i nostri contatti la seguente immagine virale

Il M5S è peggio del fascismo. Ci credevo. Poi ho conosciuto l’assassino genovese e Casaleggio. Quest’ultimo ha un conflitto di interessi più grande di Berlusconi. Di Di Maio evito di parlare, è il nulla assoluto. Gente così va evitata.

Celentano che non ha mai conosciuto Beppe Grillo? Davvero?

L’autore di questa bufala avrebbe dovuto fare i compitini a casa, scoprendo che Celentano e Beppe Grillo si conoscono già da un pezzo, hanno più volte interagito in passato, Celentano era presente alla conferenza di lancio del Movimento 5 Stelle per esprimere tutto il suo plauso e pare abbiano in programma di tornare a calcare i palcoscenici assieme.

Semplicemente, queste frasi non sono mai state proferite dal cantante: il tutto serve per tirare su un po’ di facile viralità buttando nella stessa frase i tre nomi hot della cronaca moderna: Beppe Grillo, Di Maio ed il recentemente tornato all’agibilità politica Silvio Berlusconi.

E sin troppo facile, per un popolo come quello Italiano che vive in campagna elettorale permanente ed ha perso la capacità di farla col garbo e la misura che essa richiederebbe: abbiamo frugato in uno dei profili (da considerarsi segnalato) capofila della diffusione di questa bufala, trovando questo

634 condivisioni e 159 di tenore facilmente intuibili, ottenuti letteramente con uno schiocco di dita, una foto presa da Internet e cinque minuti di Paint su PC.

Pare ancora ieri che eravamo in campagna elettorale, e già ne sentiamo il tanfo greve tornare alle nostre narici.

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PESCE D’APRILE Il Sindaco di Parma contattato da Di Maio per diventare Premier

Federico Pizzarotti, primo cittadino di Parma, Domenica 1° aprile ha postato un messaggio sulla sua pagina Facebook ufficiale:

Per trasparenza e onestà intellettuale vorrei rendere pubblico il contenuto di un messaggio che mi è arrivato ieri sera tardi nella casella di posta elettronica. Spero che chi me l’ha inviato non se ne abbia a male. 

Ho ricevuto, verso le 23.30, una email da Luigi Di Maio, con firma congiunta di Matteo Salvini, in cui si chiede esplicitamente la mia disponibilità ad accettare l’incarico di capo di un governo di coalizione tra Lega e 5 Stelle. Ho risposto che prima avrei sentito mia moglie, ma lei non è molto dell’idea. Farò sapere a entrambi finite le feste. #EffettoParma

All’evidente burla hanno risposto in tantissimi. Non è mancato, ovviamente, chi ha inteso come vere le parole di Pizzarotti, che ironicamente rispondeva: «Il primo ministro che nominerò sarà alla tutela dei cappelletti in brodo». Alcune testate ufficiali hanno subito segnalato il pesce d’aprile, come RepubblicaCorriere della SeraGazzetta di Parma, e Ansa.

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