PRECISAZIONI L’immagine di un ‘Firenado’ (tornado di fuoco) in California

Il “firenado” è un raro fenomeno che si verifica in genere per pochi secondi. Per questo è difficilissimo registrarlo in video, come è successo recentemente ai pompieri britannici. Molto più comuni sono le testimonianze dirette dei vigili del fuoco che intervengono per domare gli incendi.

firenado

Ma c’è, ora, una foto che sta girando sul web e interessa un firenado che si sarebbe formato durante l’incendio di Carr, in California. Questa fotografia è. probabilmente, falsa.

I dubbi sulla foto

Questo mese c’è stato un enorme incendio in California, e la foto del firenado è subito comparsa sul web.

Non c’è, però, alcuna sicurezza su chi abbia scattato questa foto, a differenza del video diffuso dai pompieri britannici. Apparentemente è stata pubblicata per la prima volta da un utente di Twitter, Antonio Paris, il 4 agosto 2018. La didascalia afferma lo scatto di un “Firenado in California.

L’immagine potrebbe essere stata davvero scattata in California, ma non si riesce individuare alcun firenado.

Il tornado di fuoco o il vortice di fuoco, è un evento relativamente raro. La scienza ci dice che si forma quando l’aria calda sale dal fuoco, creando colonne verticali. Poi si raffredda e diventa meno densa man mano che l’aria aumenta di altitudine.

L’aria in alto inizia a girare in un vortice, convogliando le fiamme nel vortice, verso l’alto. Questi “firenados” sono esattamente uguali ai tornado di aria classici, ma con l’aggiunta di fiamme, braci ardenti, cenere e detriti. Questo li rende molto pericolosi, poiché si comportano come una torre di fiamme roteante.

Anche se questa immagine virale probabilmente non mostra alcun fuoco, una simile scena di fuoco è stata registrata dalle telecamere nell’immenso incendio di Carr, nel nord della California. Il Los Angeles Times ha riferito di venti a 143 miglia orarie, la sera del 26 luglio 2018, vicino a Redding.

È però molto probabile che la didascalia della foto abbia esagerato nella definizione. L’immagine sembra mostrare sì un immenso incendio, ma non un firenado di quelle dimensioni.

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NON CONDIVIDERE Questi due tizi con degli strumenti di scasso sono entrati nel mio giardino

La lezione dei due reali dipendenti Enel spacciati per truffatori Rom, a quanto pare, non ha insegnato. La viralità di una foto è sempre veloce e sfuggente, pur se da anni le istituzioni e i servizi antibufala ricordano agli utenti che chiunque è responsabile di ciò che muove sui social network (leggi la nostra guida utile), dai Buongiornissimi da intruglio arabico all’appello rivolto ai propri contatti o ai membri di un gruppo. Quando si tratta di mettere in guardia la community da un potenziale pericolo, però, il discorso si complica.

Ricorderete, e lo speriamo, che i due dipendenti Enel di cui erano state diffuse le foto che li descrivevano come truffatori Rom avevano rischiato il linciaggio. Si era rivelata, infine, una bufala.

Quella di oggi è un’analisi sull’ennesimo caso: parliamo di un post condiviso all’interno di un gruppo Facebook dedicato agli abitanti di un comune del padovano e già in progressivo decollo di share:

Oggi domenica 12 agosto alle 14.20 questi due tizi con degli strumenti da scasso sono entrati nel mio giardino… occhio da tutti! Girano con un auto grigia!

Nessun’altra informazione. Le ricerche di riscontri sulle fonti ufficiali, per ora, danno risultati. L’appello rimane di esclusiva iniziativa dell’utente che ha deciso di postarlo, dunque non possiamo considerare attendibile la notizia. I furti nelle case, ovviamente, esistono, ma diffondere l’immagine di due persone – che noi abbiamo censurato – potrebbe essere pericoloso sul piano materiale e sul piano legale.

In assenza di riscontri ufficiali e di notizie più dettagliate, dunque, vi chiediamo di non condividere, ricordando che nessuno è obbligato a rispondere a tali appelli, quando non sono accompagnati da una fonte.

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PRECISAZIONI La fotografia che mostra Che Guevara giustiziare due donne

La fotografia che secondo alcuni mostrerebbe Che Guevara giustiziare due donne è oggi all’esame del nostro articolo. La foto sta tornando alla ribalta nonostante una nostra analisi del 12 ottobre 2017.

che guevara

La foto si basa unicamente sul fatto che l’uomo raffigurato indossi un berretto militare. Davvero poco, per affermare che si tratti sia di un contesto sudamericano, che del Che in persona.

La foto

La fotografia mostra due donne un momento prima di essere giustiziate da un uomo non identificato, e di spalle. Viene spesso condivisa con la didascalia che afferma sia Che Guevara.

Le condivisioni provengono da siti anti-socialisti e indirizzate a politici come Bernie Sanders o Alexandria Ocasio-Cortez.

Spesso è condivisa come meme con la didascalia “Questa è l’immagine di Che Guevara che dovrebbe essere sulle magliette”.

che guevara

Che Guevara è una figura storica controversa, considerata da alcuni un eroe, da altri a poco più di un omicida sfrenato. Una serie di articoli, libri, film e documentari può aiutare i curiosi del rivoluzionario, ma questa fotografia non dovrebbe essere inclusa in un’ipotetica ricerca sull’argomento. Quasi certamente infatti, non mostra Che Guevara.

Dozzine di post sui social media, però, promuovono questa fotografia, e nonostante questo nessuno indica una fonte, come un articolo di cronaca o un archivio di fotografie di guerra. Nessuno la collega a una fonte credibile che identifichi con certezza il boia fotografato come Che Guevara.

La fotografia è stata associata per la prima volta a Che Guevara alla fine del 2017. Il nostro blog italiano Bufale.net aveva già indagato un anno fa sull’immagine. Era stata pubblicata dalla pagina Facebook, in lingua spagnola, “Inutilisima” nell’ottobre dello stesso anno. Un post che sembra essere l’unica fonte.

I nuovi esami

Oggi, il sito Snopes ci fornisce qualche indicazione in più.

In assenza di una fonte credibile, è quasi impossibile identificare l’uomo con la pistola visto in questa fotografia, poiché la sua faccia non viene mostrata. L’uomo nella foto sembra indossare un copricapo simile al famoso berretto adottato da Guevara, ma questo non basta per identificare una persona.

Sebbene questa immagine sia stata associata a Che Guevara solo dalla fine del 2017, la fotografia è apparsa per la prima volta online diversi anni prima, collegata a un’affermazione diversa. Nel 2011, questa foto è stata inclusa in una galleria sul Fronte di Liberazione Nazionale di Farabundo Martí (FMLN) durante la Guerra Civile salvadoregna, un sanguinoso conflitto iniziato nel 1980 (tredici anni dopo la morte di Guevara).

che guevara

Tuttavia, non siamo riusciti a confermare che questa fotografia mostri davvero un membro del FMNL durante la Guerra Civile salvadoregna. Il sito americano ha contattato Martín Álvarez Alberto, uno storico del Salvador con uno speciale interesse per la FMNL.

Alla domanda se aveva familiarità con questa fotografia, lo storico ha risposto che non l’aveva mai vista e che dubitava che la foto fosse stata scattata a El Salvador. Alberto ha notato che gli uomini sembravano caucasici, non salvadoregni, e che l’edificio sullo sfondo era più tipico di luoghi come l’Europa o gli Stati Uniti.

che guevara

Foto scattata nell’ex Jugoslavia

Susan Meiselas, una fotografa documentarista che lavorò in El Salvador durante la Guerra Civile, è arrivata a una conclusione simile. Gli edifici di questa immagine non assomigliavano a quelli del Salvador. Meiselas ha anche ipotizzato che la fotografia sia stata scattata nell’Europa orientale.

I vestiti relativamente moderni delle due donne, suggeriscono che questa fotografia sia stata scattata nell’Europa orientale. Questo ha portato ad esaminare le fotografie delle Guerre jugoslave nei primi anni ’90. L’immagine di Dragan Vasiljković, comandante di un’unità paramilitare serba chiamata Knindže, giudicata colpevole di crimini di guerra dalla Repubblica di Croazia, sembra mostrare molte somiglianze.

che guevara

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BUFALA Senatori PD con cartelli delle BR – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un video virale, del quale inizieremo introducendo una screencap

Il video in questione raffigura, a dire della voce narrante, i senatori del PD che mostrano foto delle Brigate Rosse con una voce che scandisce Ver-go-gna, Ver-go-gna, assassini!

Ma a ben vedere la verità è un’altra.

Si tratta dell’approvazione del Milleproroghe, nella fattispecie la parte relativa alla proroga della consegna delle certificazioni di vaccinazione.

Le presunte foto delle Brigate Rosse? Sono in realtà immagini del Dottor Roberto Burioni imbavagliato, pedestremente montato da un provocatore sullo sfondo del Delitto Moro ed inviate allo stesso, con evidente scopo di intimidazione, sui suoi account social.

Tramite Lapresse abbiamo infatti un’immagine in chiaro della scena

Protesta contro il decreto Milleproroghe e gli attacchi Social a Burioni – Fonte Lapresse

E qui abbiamo il tweet col quale il Dottor Burioni ha annunciato il grave attacco da lui subito, divenuto simbolo dell’intossicata dialettica NoVax nei confronti della classe medica, colpevole a loro dire di promuovere la vaccinazione

A meno che Burioni non sia entrato nelle Brigate Rosse, semplicemente l’evento accaduto è diverso dall’evento rappresentato.

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ACCHIAPPACLICK NON CONDIVIDERE A questa nonnina non hanno tirato un uovo in faccia, la faccia gliel’hanno presa a pugni. Erano extracomunitari, e lei non ha la pelle nera! – bufale.net

Ci sono storie di poco false, recitava non senza una certa malcelata ironia uno dei finti trailer di Maccio Capatonda (pseudonimo del comico di Marcello Macchia), comico specializzato nel creare parodie cinetelevisive basate sui canovacci di film ben più blasonati portati all’eccesso comico, e che citavamo solamente pochi mesi fa, ad Aprile del 2018, quando il portale Amicizia aveva deciso di deliziarci della figura drammatica del tizio nella foto.

Vi rimandiamo per ulteriori dettagli al testo originale, descrivendone la struttura base: prendi una foto e ci sbatti una storia nel footer. Più clickbait e strappalacrime è, meglio è.

In questo caso il Tizio nella Foto è una tizia, con un clickbait basato sulla struttura della bufala del giustiziere

A questa nonnina non hanno tirato un uovo in faccia, la faccia gliel’hanno presa a pugni. Erano extracomunitari, e lei non ha la pelle nera! Per lei Renzi e company non si sono stracciati le vesti! La sua pelle bianca e i suoi occhi azzurri, che gran parte di storia d’Italia hanno visto, non la rendono degna di attenzioni mediatiche. Questo è il razzismo. Ma ancor più grave è la sistematica strumentalizzazione di atti di violenza come atti razzisti a vantaggio esclusivo di una parte, ancor più grave è la sistematica divisione in “neri” e “ bianchi” la dove ogni crimine ai danni dei primi è un “atto di deplorevole razzismo e fascismo” se è invece ai danni dei secondi è ordinaria amministrazione , quando non viene addirittura censurato o minimizzato. Questo è il vero razzismo, la separazione tra me e te, noi e voi. Neri e bianchi. Il crimine non ha colore. E chi delinque deve essere punito. Riguardo ai media poi…. Pepa Pig è più seria!

Chi è la “nonnina”? Nessuno può saperlo. Non potevamo saperlo ad aprile, non possiamo saperlo ora: la foto è la stessa che girava per le echo chamber d’epoca inoltre artatamente tagliata per impossibile ogni riscontro, con una didascalia indinniata ed indinniante

Questa donna potrebbe essere nostra madre o nostra nonna massacrata di botte dagli extracomunitari che devono spari’ dall’ italia …….condividete per favore e i tg non ne parlano . CONDIVIDETE

La nuova versione, decisamente più verbosa, è un tentativo di ripetere il successo dell’epoca aggiungendo i tormentoni del momento, ovvero il tentativo di randellare sul tema delle aggressioni di stampo razzista finché il ferro è rovente, calcando poi la mano sull’afflato antikasta che dovrebbe convincere lo sprovveduto lettore che uno scritto acefalo rimbalzato di profilo in profilo con la tecnica del “copia e incolla” dovrebbe avere più credibilità del giornalismo.

I TG non ne parlano? È evidente: l’evento di cui si tratta non è mai accaduto! Non lo era accaduto adesso, né è accaduto allora.

Immaginate che un tale vi fermi per la strada esibendo la foto di un perfetto sconosciuto, e mentre voi gli chiedete perché vi sta importunando, questo urli a gran voce:

Lo vedi questo tizio? Questo tizio è stato picchiato a sangue dal tuo vicino di casa che deve sparire dall’Italia, dillo anche tu in giro e se non lo fai veniamo a prendere pure te!

Prima di organizzare una spedizione punitiva ai danni del vostro vicino di casa probabilmente chiedereste al tale misterioso di fornirvi la qualsivoglia prova del suo assunto, essendo certi che, qualora non sia in grado di fornirle, allora la sua accusa senza costrutto dovrebbe essere fermata lì ed ora.

Ma Internet, un tempo una terra promessa di libertà ed informazione, ora è un abisso di indinniazione libera, ed una foto senza logica e costrutto ha dapprima raggiunto 39.000 condivisioni, con solo pochi utenti a chiedere informazioni, per poi resuscitare alla bisogna.

Non una garanzia di affidabilità, nevvero?

Pertanto, potete considerare questa condivisione, allora come adesso, un allarmistico clickbait da non condividere, anzi da segnalare.

Abbiamo già visto, più volte, i risultati di una improvvida accusa lanciata sulla Rete per un pugno di click: esigete sempre prove di quello che vi viene esibito, e, se non fornite, segnalate.

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BUFALA Stamattina è nato questo strano essere da una scrofa (Foto)

Un post pubblicato da un utente Facebook ieri, 26 luglio, riporta alcune foto e un video di una strana creatura che si sostiene essere nata da una scrofa:

Stamattina è nato questo strano essere da una scrofa, nella stalla di Tzia Antonietta (detta Tetta) Manis a Barisardo.
Un abominio che nessuno sa spiegare

È sufficiente esplorare l’intero profilo per scoprire che è solito condividere bufale e credere a qualsiasi menzogna presente sul web (tra le tante, ha condiviso la bufala su Benigni pagato per leggere il Corano). In queste ore, dunque, siamo alle prese con l’ennesimo caso di opera d’arte spacciata per creatura misteriosa, fenomeno del quale conosciamo una vasta letteratura (dalle sirene agli ominidi cane). Nonostante alcuni commentatori lo invitino a smettere di pubblicare falsità, l’uomo insiste sostenendo che ne hanno parlato anche i TG, ma ovviamente mente con intento.

Un commentatore, specialmente, posta un link che ci rimanda al profilo ufficiale di un’artista italiana, Laira Maganuco, che dispone di un album di foto che presenta un vastissimo assortimento di opere create con le sue mani. Lo stile, infatti, è lo stesso delle immagini pubblicate nel post virale. Addirittura, nel suo profilo scopriamo che non è la prima volta in cui i suoi lavori vengono diffusi sul web da viralizzatori pronti a sostenere che nuove creature vengono scoperte in ogni parte del mondo:

Se da una parte esiste una pigrizia diffusa per verificare qualsiasi immagine diffusa sul web, dall’altra abbiamo opere degne di nota, considerando che l’artista si dichiara autodidatta. Il talento, qui, è fuori discussione:

Nasce, però, un problema: nonostante anche le fonti estere affermino che non si tratta di creature, bensì di creazioni di Laira Maganuco, sui canali ufficiali dell’artista (Facebook, sito ufficiale e store), la foto diffusa dal viralizzatore come creatura nata da una scrofa non si trova.

Troviamo risposta, piuttosto, sul profilo Instagram, nel quale troviamo esattamente le stesse foto diffuse dal post-bufala:

Sì, qualcuno ci ha creduto.

Si tratta, dunque, di una bufala. Nessuno strano essere è dunque nato da una scrofa, ma si tratta delle opere dell’artista Laira Maganuco.

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BUFALA Stamattina è nato questo strano essere da una scrofa (Foto)

Un post pubblicato da un utente Facebook ieri, 26 luglio, riporta alcune foto e un video di una strana creatura che si sostiene essere nata da una scrofa:

Stamattina è nato questo strano essere da una scrofa, nella stalla di Tzia Antonietta (detta Tetta) Manis a Barisardo.
Un abominio che nessuno sa spiegare

È sufficiente esplorare l’intero profilo per scoprire che è solito condividere bufale e credere a qualsiasi menzogna presente sul web (tra le tante, ha condiviso la bufala su Benigni pagato per leggere il Corano). In queste ore, dunque, siamo alle prese con l’ennesimo caso di opera d’arte spacciata per creatura misteriosa, fenomeno del quale conosciamo una vasta letteratura (dalle sirene agli ominidi cane). Nonostante alcuni commentatori lo invitino a smettere di pubblicare falsità, l’uomo insiste sostenendo che ne hanno parlato anche i TG, ma ovviamente mente con intento.

Un commentatore, specialmente, posta un link che ci rimanda al profilo ufficiale di un’artista italiana, Laira Maganuco, che dispone di un album di foto che presenta un vastissimo assortimento di opere create con le sue mani. Lo stile, infatti, è lo stesso delle immagini pubblicate nel post virale. Addirittura, nel suo profilo scopriamo che non è la prima volta in cui i suoi lavori vengono diffusi sul web da viralizzatori pronti a sostenere che nuove creature vengono scoperte in ogni parte del mondo:

Se da una parte esiste una pigrizia diffusa per verificare qualsiasi immagine diffusa sul web, dall’altra abbiamo opere degne di nota, considerando che l’artista si dichiara autodidatta. Il talento, qui, è fuori discussione:

Nasce, però, un problema: nonostante anche le fonti estere affermino che non si tratta di creature, bensì di creazioni di Laira Maganuco, sui canali ufficiali dell’artista (Facebook, sito ufficiale e store), la foto diffusa dal viralizzatore come creatura nata da una scrofa non si trova.

Troviamo risposta, piuttosto, sul profilo Instagram, nel quale troviamo esattamente le stesse foto diffuse dal post-bufala:

Sì, qualcuno ci ha creduto.

Si tratta, dunque, di una bufala. Nessuno strano essere è dunque nato da una scrofa, ma si tratta delle opere dell’artista Laira Maganuco.

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BUFALA La foto con l’orso prima di un attacco dell’animale

Sul web impazza la foto di un pescatore con la sua preda, e dietro un orso bruno, che poi lo avrebbe attaccato. La fotografia sarebbe stata scattata momenti prima dell’attacco dell’orso. Il pescatore sarebbe stato ignaro della presenza dell’animale.

orso

Una storia difficile da credere, visto che l’orso è proprio lì dietro, e anche il fotografo avrebbe dovuto vederlo. Infatti, la foto è creata Photoshop.

Dove è stata presa la foto

L’immagine, scattata a pochi attimi dall’attacco, è diventata virale su internet. Alcuni l’hanno ritenuta autentica, ma come tante immagini divenute virali nel corso degli anni, anche questa è photoshoppata.

Si trova su Internet con il sottotitolo “Canadian Food Chain” o “Completely Oblivious”. La foto è stata infatti creata per il web site “DesignCrowd” per il concorso “Completely Oblivious 4″, che garantisce un premio alle foto creative. Sul sito possiamo leggere anche le linee guida per il concorso, che si è tenuto nell’agosto 2012, per capire il perché del photoshop:

“Hai mai visto una foto di qualcuno che è completamente inconsapevole del caos surreale o del pericolo che si aggira intorno a lui?”

Gli utenti erano quindi invitati a pubblicare foto surreali, che rappresentassero situazioni di pericolo. In particolare si richiedevano immagini in cui le persone erano totalmente inconsapevoli di situazioni di pericolo o surreali che si verificano dietro di loro.
Era quindi null’altro che un concorso fotografico, ma qualcuno l’ha presa per una foto reale.

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BUFALA ACCHIAPPALIKE Una bambina espone un cartello: “Aiutate la mia famiglia. Vi chiedo scusa se non siamo migranti” (Foto)

All’interno di alcuni gruppi su Facebook è in circolazione un’immagine che mostra una bambina mentre espone un cartello con la scritta “Aiutate la mia famiglia. Vi chiedo scusa se noi non siamo migranti”:

In particolare, colpisce il post di un utente capace, che ha fatto debunking sul suo profilo mostrando l’evidenza del fotoritocco. Nei commenti ci fa notare, ad esempio, che la stessa foto è stata pubblicata da un account Twitter costruito sull’onda della tragedia di Pamela Mastropietro e gravido di contenuti acchiappalike, nel pieno stile dei mendicanti del web. Il 12 luglio 2018, infatti, l’account GUI memoria#pamela ha pubblicato questo tweet:

L’utente Facebook che ha smascherato il fororitocco fa notare che il falso è stato operato su un’immagine di Steve Debenport, facilmente rintracciabile sullo stock Getty Images:

Embed from Getty Images

Come si può facilmente notare, la bambina mostra un cartello con la scritta Please Help, “Aiuto, vi prego”. La didascalia, inoltre, riporta che la ragazzina è ispanica.

Accorgersi della falsità di certe immagini ritoccate, purtroppo, non è così scontato, in quanto non tutti sono in possesso della perspicacia o degli strumenti per riconoscere un font, un artificio, anche se utilizzato di consueto dai viralizzatori per diffondere indinniazione.

La bambina, dunque, non espone un cartello con la scritta “Aiutate la mia famiglia, vi chiedo scusa se noi non siamo migranti”, bensì le parole “Please Help”.

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DISINFORMAZIONE La foto della bambina separata dalla madre al confine negli USA

Secondo alcuni media questa fotografia ritrarrebbe una bambina che piange perché è stata separata dalla madre al confine.

In realtà si tratta di una notizia distorta.

La fotografia che mostra una bambina che piangeva al confine, scattata dal fotografo John Moore il 12 giugno scorso, è diventata estremamente popolare e virale sul web e in seguito venne sfruttata per una copertina della rivista “TIME”.

Contrariamente rispetto alle affermazioni riportate, i media hanno sempre riferito che la bambina nella foto non è mai stata separata dalla madre. Si tratta di un’informazione che è stata smentita dalla dogana e dalla pattuglia di confine degli Usa, che hanno dichiarato che la coppia non era stata separata dalla piccola.

Il dibattito sui social media riguardante la nuova politica degli Stati Uniti nei confronti dei flussi migratori che ha portato alla separazione di tante famiglie e ad una tolleranza zero alla frontiera, si è fatto sempre più aspro. Soprattutto in riferimento all’origine di una serie di foto, di cui una raffigurava una bambina con una maglietta rosa che piangeva circondata da agenti di frontiera.

Lo scorso 21 giugno, anche il portale Daily Wire era tra i siti web che segnalavano che i media avevano affermato falsamente che la bambina era stata separata dalla madre.

The Daily Wire faceva riferimento a Washington Post e agli articoli della CNN sulla foto, anche se nessuno di questi riportava che la ragazza fosse stata separata dalla madre. Il pezzo della CNN a cui il Daily Wire collegava di nuovo la foto sottolineava come la bambina non era stata separata dalla madre.

Anche se Moore ha affermato che l’obiettivo, nello scattare quella foto, era quello di catturare un momento che trasmettesse l’impatto emotivo suscitato dalle separazioni familiari, né lui né le altre fonti che hanno pubblicato la sua immagine hanno mai sostenuto che madre e figlia fossero stati separati.

 

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