NOTIZIA VERA Sacile: Testa maiale a casa richiedenti asilo – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un post Facebook apparso su alcuni profili, tra cui quello del deputato ed ex presidente del FVG Debora Serracchiani

Come al solito non possiamo che stupirci dello scetticismo selettivo di chi è pronto a spergiurare di aver sentito Giobbe Covatta prodursi in affermazioni razziste e di essere pronto a telefonare a Rosy Abate, la Regina della Mafia per salvare l’Italia dal crimine una minaccia alla volta, ma, improvvisamente, davanti ad una foto ed un appello circostanziato diventa un novello San Tommaso.

Partiamo con ordine dalle fonti: secondo ANSA

SACILE (PORDENONE), 15 GIU – Una testa di maiale mozzata appoggiata sulla recinzione di un alloggio che ospita otto richiedenti asilo: è stata trovata questa mattina, a Sacile (Pordenone), dagli occupanti della casa che si stavano accingendo a partecipare all’odierna festa per la fine del Ramadan. Sono stati immediatamente allertati i carabinieri della locale Compagnia, che hanno fatto rimuovere la testa e alcune interiora di maiale da parte di personale della municipalizzata.
Secondo quanto si apprende, gli otto richiedenti asilo non hanno mai creato problemi né i vicini o la comunità locale si sarebbero mai lamentati della loro presenza. Sono in corso accertamenti per risalire agli autori del gesto. I migranti non hanno voluto fare denuncia pur ritenendo l’accaduto offensivo e irriguardoso in merito alla loro cultura religiosa. La città di Sacile è la seconda per popolazione della provincia di Pordenone e non ci sono mai stati segnali di intolleranza.

Il movente xenofobo del gesto è evidente: essendo il maiale un animale tradizionalmente impuro nelle fedi islamiche ed ebraica appendere le budella e la testa smembrate di un maiale è un gesto che racchiude in sè una forte componente di intimidazione (riecheggiando il Don Corleone cinematografico che fa ritrovare al consigliere Woltz una testa di cavallo mozzata nel letto come intimidazione per convincerlo a lanciare la carriera artistica del figlioccio) ed una componente xenofoba marcatamente ostentata, cercando di dissacrare i festeggiamenti per la fine del Ramadan.

Nonostante i richiedenti asilo non abbiano voluto sporgere denuncia, il sindaco di Sacile Carlo Spagnol, in quota Forza Italia ed eletto il 13 maggio, ha deciso di andare in fondo alla vicenda

“Tutti assieme – ha sottolineato – dobbiamo condannare questo gesto nel modo più assoluto, è necessario che vengano individuati i responsabili, sanzionandoli adeguatamente. Si tratta di un gesto sconsiderato. La nostra città non ha mai avuto problemi di alcun tipo con i migranti in una comunità di quasi 20 mila abitanti, sono sempre stati al massimo una quindicina, anche meno”. Secondo Spagnol, non si è mai percepita tensione per l’accoglienza dei profughi: la città è stata investita in modo del tutto marginale da questo fenomeno, la presenza è assolutamente sotto controllo. A maggior ragione, va rilevata la gravità di quanto successo dal punto di vista sociale. A prescindere che si tratti di rancori personali o interessi generali, legati al credo religioso degli inquilini, è prioritario sapere chi è stato per punirlo”.

Non possiamo che sostenerlo, condannando fermamente questo gravissimo gesto di discriminazione razziale e soprendendoci di chi è stato forse troppo frettoloso nel cercare di farcelo asseverare come bufala.

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Partiamo con ordine dalle fonti: secondo ANSA

SACILE (PORDENONE), 15 GIU – Una testa di maiale mozzata appoggiata sulla recinzione di un alloggio che ospita otto richiedenti asilo: è stata trovata questa mattina, a Sacile (Pordenone), dagli occupanti della casa che si stavano accingendo a partecipare all’odierna festa per la fine del Ramadan. Sono stati immediatamente allertati i carabinieri della locale Compagnia, che hanno fatto rimuovere la testa e alcune interiora di maiale da parte di personale della municipalizzata.
Secondo quanto si apprende, gli otto richiedenti asilo non hanno mai creato problemi né i vicini o la comunità locale si sarebbero mai lamentati della loro presenza. Sono in corso accertamenti per risalire agli autori del gesto. I migranti non hanno voluto fare denuncia pur ritenendo l’accaduto offensivo e irriguardoso in merito alla loro cultura religiosa. La città di Sacile è la seconda per popolazione della provincia di Pordenone e non ci sono mai stati segnali di intolleranza.

Il movente xenofobo del gesto è evidente: essendo il maiale un animale tradizionalmente impuro nelle fedi islamiche ed ebraica appendere le budella e la testa smembrate di un maiale è un gesto che racchiude in sè una forte componente di intimidazione (riecheggiando il Don Corleone cinematografico che fa ritrovare al consigliere Woltz una testa di cavallo mozzata nel letto come intimidazione per convincerlo a lanciare la carriera artistica del figlioccio) ed una componente xenofoba marcatamente ostentata, cercando di dissacrare i festeggiamenti per la fine del Ramadan.

Nonostante i richiedenti asilo non abbiano voluto sporgere denuncia, il sindaco di Sacile Carlo Spagnol, in quota Forza Italia ed eletto il 13 maggio, ha deciso di andare in fondo alla vicenda

“Tutti assieme – ha sottolineato – dobbiamo condannare questo gesto nel modo più assoluto, è necessario che vengano individuati i responsabili, sanzionandoli adeguatamente. Si tratta di un gesto sconsiderato. La nostra città non ha mai avuto problemi di alcun tipo con i migranti in una comunità di quasi 20 mila abitanti, sono sempre stati al massimo una quindicina, anche meno”. Secondo Spagnol, non si è mai percepita tensione per l’accoglienza dei profughi: la città è stata investita in modo del tutto marginale da questo fenomeno, la presenza è assolutamente sotto controllo. A maggior ragione, va rilevata la gravità di quanto successo dal punto di vista sociale. A prescindere che si tratti di rancori personali o interessi generali, legati al credo religioso degli inquilini, è prioritario sapere chi è stato per punirlo”.

Non possiamo che sostenerlo, condannando fermamente questo gravissimo gesto di discriminazione razziale e soprendendoci di chi è stato forse troppo frettoloso nel cercare di farcelo asseverare come bufala.

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