BUFALA Il meraviglioso mondo del Circo: Cammello morto sotto il sole – bufale.net

Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni, dice un antico adagio. Il che, unito alla catartica potenza della bufala del Giustiziere, comporta il bisogno spasmodico di vendicare i torti, punire il male e portare la giustizia comodamente seduti dietro il monitor di un PC: anche dove il male non c’è.

Il nostro affezionato lettore Diego De Sano ci testimonia la presenza virale di diverse immagini di un presunto cammello morto

IL MERAVIGLIOSO MONDO DEL CIRCO: CAMMELLO MORTO LASCIATO SOTTO IL SOLE….
Nessun rispetto per la morte di una creatura… lasciato lì come immondizia!!!

Certo, un povero animale innocente abbandonato sotto il sole cocente, una carcassa in putrefazione: la viralità per eccellenza, così virale che persino la stampa aveva inizialmente prestato credito a quella poi rivelata il grossolano errore di valutazione di osservatori poco zelanti.

Una iniziale velina de il Mattino correggeva un po’ il tiro

Per tantissime persone le condizioni di salute precarie del cammello erano dovute a presunti maltrattamenti subiti dall’animale in quanto detenuto in un circo.

Accuse di maltrattamento smentite dal sopralluogo dei veterinari dell’Asl, i quali hanno constata il decesso del cammello dovuto per un malanno fisico.

Creando una piccola bufala nella bufala, dato che il cammello presunto morto è in realtà vivo.

Resurrezione rapida? Fattostà che gli articoli che ne annunciavano la dipartita sono scomparsi, e troneggia al suo posto un’immagine del quadrupede

Morto? No, solo addormentato in un caldo clima che, al confronto delle dune in cui sarebbe vissuto in cattività, pare la neve di Aspen.

Spelacchiato e imputridito? Ma lo sapete che anche cammelli e dromedari fanno la muta?

Nei deserti il loro pelo, raccolto con appositi pettini, è una vera e propria risorsa.

La notizia della morte del cammello Tarzan è, insomma, sorprendentemente esagerata.

E siccome è di pessimo uso su Internet divulgare bufale e mai smentite, per una volta sarebbe utile dimostrare che potete essere meglio di così e condividere in massa anche la smentita. Anche perché il circo Orfei si riserva di tutelare la sua immagine nei confronti di chi ha diffuso questa bufala.

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ACCHIAPPACLICK Ultim’ora: Guardia Giurata uccisa a sprangate da due senegalesi – bufale.net

In questo clima di campagna elettorale permanente trionfa ed impera un tipo particolare di bufala che abbiamo definito più volte la Bufala del Giustiziere.

Il canovaccio, indinniato ed indinniante, illude il bulimico cliccatore seriale di vivere in un film interattivo dove la sua condivisione può mutare i destini della storia

Tizio è un italiano di estrazione media. Un giorno Tizio subisce un grave torto o si avvede che una donna, un bambino o un piccolo animale domestico (o altri inermi) a lui vicino hanno subito un grave torto da Caio, un malvagio criminale appartenente spesso a categorie sociali invise al lettore medio (stranieri, immigrati, politici, miliardari, arabi, nomadi, criminalità organizzata…). Tizio, abbandonato dalle autorità che non intervengono su Caio, decide di farsi vendetta da solo e nel modo più efficientemente brutale possibile. Si reca così da Caio e lo uccide nel modo più graficamente doloroso possibile, oppure lo lascia minorato/menomato/sfigurato/massacrato/moribondo. Le autorità, che non sono intervenute fino a quel momento, intervengono per punire Tizio per il suo gesto, lasciando al viralizzatore il compito di implorare il lettore di condividere la storia di Tizio esprimendo, assieme al Popolo della Rete, approvazione per la condotta dello stesso e ottenere una forma di risarcimento postumo per la condanna di Tizio.

Così, quando ci è stata segnalata la seguente storiella virale, ci siamo resi conto che c’era qualcosa di strano

I due senegalesi avevano avvicinato la guardia giurata con l’intento di portargli via la pistola, ma appena la gpg si è rifiutata di consegnare l’arma i due hanno cominciato a prendere la guardia a sprangate fino a portarla alla morte.

Tutto ciò è successo neppure un’ora fa in provincia di Roma, dove una guardia giurata che stava svolgendo il servizio di pattugliamento era sceso per controllare alcune villette di periferia disabitate nel periodo invernale, ma che incominciano a popolarsi nei mesi estivi.

Faceva quel servizio tutte le sere e sicuramente i suoi aggressori erano lì ad aspettarlo, infatti appena sceso dalla macchina la guardia giurata è stata colta di sorpresa alle spalle.

Uno dei due senegalesi ha messo la mano nella fondina per prendergli la pistola, ma la guardia giurata si è rifiutata divincolandosi, questo ho fatto scattare l’ira dei due che hanno incominciato a picchiarlo con due spranghe di ferro riducendolo in una pozza di sangue e uccidendolo.

Tutto si è verificato in una zona di periferia dove la presenza di telecamere è blanda, ma si stai cercando di recuperare qualcosa da alcune telecamere presenti a dei semafori e ad alcune rotatorie.

La guardia giurata aveva 46 anni e svolgeva questo lavoro da 15 anni lascia la moglie e tre figli di 15, 7 e 3 Anni.

Le regole standard del giornalismo si declinano sulle cinque domande: quando si è dinanzi ad una notizia bisogna sapere:

  1. Chi sono gli interpreti della notizia
  2. Quando è avvenuta
  3. Perché è avvenuta
  4. Dove è avvenuta
  5. Come è avvenuta

In questo caso il chi è rappresentato da i senegalesi, presentati col solo aggettivo razziale per fomentare indinniazione, il quando è un’evanescente “un’ora fa”, il dove è a Roma ma in tutta la stampa locale e nazionale degli ultimi tre giorni non si parla di alcuna aggressione

Persino la foto è un’immagine di repertorio, che compare ad esempio in questa notizia relativa ad un agguato di camorra nel Napoletano.

Ad aumentare il sospetto di una regia della bufala abbiamo nel portale altre due notizie letteralmente fotocopia, inesistenti nella cronaca anche solo locale, a base di misteriosi killer di guardie giurate.

Mera volontà di click? Beffa crudele?  Non ci è dato di saperlo, ma una storia “che potrebbe essere vera”, sovente lo è solo per chi è a caccia di likes.

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ACCHIAPPALIKE Arrivano le telecamere negli asili nido e nelle case di riposo: è legge!

Un meme pubblicato sulla pagina Facebook Raggio di Sole nella giornata di ieri, 1° giugno 2018, comunica che l’installazione di telecamere all’interno di asili nido e e case di riposo è divenuta legge:

No, non è legge.

Come precisa Studio Cataldi, si tratta di un DDL (Disegno Di Legge):

Asili nido, scuole dell’infanzia e strutture socio-assistenziali per anziani e disabili potrebbero in futuro essere dotati di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso per tutelare i minori e le persone affidate alle strutture stesse.

Non si può, dunque, darlo ancora per scontato. Il disegno di legge riprende una precedente proposta (il DDL 200) approvata dalla Camera e trasmessa al Senato, ma mai giunta all’esame dell’Assemblea. Il nuovo DDL 480, datato 6 aprile 2018, indica «Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio e delega al Governo in materia di formazione del personale».

Non si può dire, dunque, che sia già una legge.

Indubbiamente, gli ultimi episodi incresciosi hanno scosso sia l’opinione pubblica che le forze politiche, dunque vi è una sentita attesa per vedere le cose cambiare. Creare un meme acchiappalike per sfruttare il topic con la giusta dose di disinformazione, però, è sbagliato. Un disegno di legge non è legge.

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BUFALA Maria Elena Boschi in perizoma mentre firma l’accettazione della carica di Ministro (foto)

La foto ormai vetusta di Maria Elena Boschi, immortalata con un perizoma in mostra durante il rituale della firma per l’accettazione della carico di Ministro, è tornata alla ribalta in questi giorni. L’immagine, un evidente fotomontaggio, non smette di circolare di bacheca in bacheca nonostante le continue smentite anche da parte delle testate ufficiali.

La pagina Facebook Parlamentono, infatti, ha riproposto il fotomontaggio nella giornata di ieri, 1° giugno 2018, battendo il ferro caldo dell’inizio del nuovo Governo con la didascalia: «Effettivamente la Boschi aveva le carte in regola rispetto a Savona, o no?». Naturalmente non mancano, come riportiamo in copertina, i commenti volgari e offensivi.

L’immagine è un fotogramma ritoccato, come riportano su NeXt Quotidiano, inizialmente da un profilo olandese su Twitter. Il fermo immagine è stato estratto dal video del Giuramento del Governo Renzi (2014) disponibile su YouTube sul canale ufficiale del Quirinale:

Maria Elena Boschi, nell’atto della firma, compare dal minuto 1:34. La smentita era arrivata anche dal Giornale e Giornalettismo, ma la bufala non riesce, ancora, ad avere soluzione di resa.

 

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NOTIZIA VERA Ragazzine trovano una bomba inesplosa in un lago

Due ragazze hanno scoperto quella che, secondo le autorità, si trattava di una bomba inesplosa risalente alla Prima Guerra Mondiale, mentre stavano nuotando in un lago nel Michigan.

Il Flint Journal ha riportato che una bambina di dieci anni, Paige Burnett, e la sua amica di nove anni Sage Menzies, stavano cercando degli oggetti sotto la superficie del lago Lodbell, quando Paige ha scoperto qualcosa di stranamente curioso e anche poco comune.

Così le due bambine, in compagnia della madre di Sage, hanno trascinato il misterioso oggetto – di circa un metro di lunghezza – fuori dall’acqua torbida. Paige ha sottolineato che tutti erano inizialmente entusiasti della scoperta, ma in breve tempo i loro volti hanno espresso preoccupazione, spaventati al solo pensiero che quella bomba potesse esplodere.

Il lago è collocato nella contea argentina di Genesee Country, che dista circa 70 chilometri rispetto a Detroit. Il sergente di polizia Douglas Fulton ha sottolineato che la squadra di artificieri della Michigan State Police ha fatto un buco nella bomba, da cui però è fuoriuscito solamente del fango. Nessuna esplosione e nessun pericolo, quindi, per le due ragazzine e gli altri presenti, ma solo un grande spavento.

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BUFALA Starbucks offre un anno di caffè gratis a chi rompe la vetrina

Starbuck ha deciso di offrire caffè gratis per un anno a chi è in grado di danneggiare la sua vetrina infrangibile.

Un’immagine che ha cominciato a circolare nel mese di maggio ha fatto luce sull’ipotesi di poter vandalizzare le caffetterie Starbucks, spingendo le persone a compiere un gesto folle basandosi su una falsa affermazione in merito ad una nuova e presunta finestra infrangibile introdotta dalla nota catena.

La foto, che è stata diffusa da un gran numero di gruppi anarchici sia all’interno di tanti forum online che nei social media, mostra una finestra di Starbuck vicino ad una didascalia che annuncia un vero e proprio contest, invitando gli spettatori a provare a frantumare il nuovo vetro infrangibile utilizzando un sasso anziché un mattone.

La stessa Starbucks ha confermato via email alla redazione di Snopes che il reclamo inserito nel meme è totalmente falso.

La foto ha cominciato a circolare sul web dallo scorso 29 maggio, nel momento in cui Starbucks aveva intenzione di chiudere, temporaneamente, tutte le sedi presenti negli Usa per poter insegnare ai propri dipendenti a riconoscere comportamenti legati al pregiudizio razziale.

Sia tale chiusura che l’opera di “addestramento” dei dipendenti derivano da una serie di proteste nei confronti della famosa catena per l’arresto di due uomini di colore, Donte Robinson e Rasho Nelson al Philadelphia Starbucks. Un incidente che si è trasformato ben presto in una vicenda di diffusione nazionale. Alla fine, i due uomini sono stati rilasciati senza alcun capo di accusa e hanno trovato un accordo economico con la compagnia, che non è stato però rivelato.

 

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BUFALA Melania Trump plagia un discorso di Michelle Obama

Melania Trump ha plagiato la dichiarazione del Memorial Day del 2014 rilasciata da Michelle Obama. Si tratta, però, di una bufala della quale si è occupata anche la redazione di Snopes.

Lo scorso 28 maggio, infatti, La First Lady Melania ha pubblicato un tweet in occasione del Memorial Day.

Poco dopo ha cominciato a diffondersi sul web un meme in cui viene attaccata la Trump, attribuendo tale citazione ad un’identica dichiarazione rilasciata da parte di Michelle Obama ben quattro anni prima.

Sotto una foto di Melania Trump con la sua dichiarazione, infatti, il meme mostrava Michelle Obama con una sua presunta citazione.

I tweet che vennero pubblicati da parte di Michelle Obama nel corso del suo periodo come First Lady sono stati archiviati sulla timeline di Twitter dell’utente @Flotus44. Ebbene, due tweet che riportano la data del 26 maggio 2014 non sembrano avere alcun punto in comune con la citazione che è stata ripresa dal meme.

Una ricerca particolarmente ampia sui commenti postati da Michelle Obama non ha individuato alcun tipo di dichiarazione che corrisponda anche solo parzialmente al discorso in onore del Memorial Day del 2018 di Melania Trump.

Defense.gov controlla un archivio del Memorial Day 2014: non uno dei vari articoli o del materiale che è stato pubblicato conteneva una dichiarazione rilasciata da Michelle Obama.

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BUFALA Nuova legge in California per imparare obbligatoriamente lo spagnolo

Nel corso del mese di maggio, il governatore della California Jerry Brown ha firmato una legge che impone a tutti gli studenti dello Stato di imparare la lingua spagnola.

Si tratta, in realtà, di una bufala smentita anche da Snopes.

Un gran numero di persone, tra cui soprattutto osservatori di destra, per tanti anni hanno avuto numerosi timori sui movimenti migratori dal Messico e da altre nazioni dell’America Centrale e del Sudamerica verso gli Usa. Nello specifico, la preoccupazione sale quando si tratta di flussi migratori verso la California.

Pochi giorni fa, la pagina Facebook “America’s Last Line Of Defence”, da diverso tempo nota per via della diffusione di notizie false e satiriche, ha di fatto sfruttato tali timori diffondendo un meme molto particolare, in cui sostiene che il Governatore della California avesse appena firmato una legge che imporrà a tutti gli studenti di imparare lo spagnolo.

In realtà, l’uomo che viene mostrato nell’immagine non è il Governatore della California Jerry Brown.

In realtà si tratta del Governatore del Vermont Phil Scott. Sembra che la foto sia in realtà un fermo immagine di un video pubblicato su YouTube nello scorso mese di aprile, in relazione alla sua firma su una nuova legge relativa alla detenzione di armi.

Tra l’altro non esiste alcuna proposta, in California, in merito a tale legge. Nel 2016 gli elettori approvarono la Proposition 58, che ha annullato il divieto dell’istruzione scolastica bilingue. Tale misura non imponeva che tutti gli studenti imparassero lo spagnolo, ma consentiva di svolgere alcune lezioni in classe in lingua spagnola, cosa che in precedenza non era invece consentita.

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DISINFORMAZIONE E ACCHIAPPACLICK Candidato sindaco islamico orina davanti al crocifisso della chiesa: orrore a Treviso

TgQuotidiano.net, ingannevole per il nome scelto per il sito, il 30 maggio 2018 pubblica un articolo in cui si parla di un candidato islamico sorpreso a orinare davanti a una chiesa di Treviso:

Treviso. Il giovane finge di urinare davanti a una chiesa. Lui: «Non mi riconosco, mai fatto»

Se un candidato della Lega si fosse messo ad orinare davanti ad una moschea – magari anche abusiva – lo avrebbero prima arrestato, poi indicato al pubblico ludibrio a reti unificate. Invece, il candidato islamico a sindaco di Treviso, eletto con l’attuale sindaco PD Manildo, lo fa davanti ad una chiesa, allora non se ne parla.

Lui smentisce. Dà la colpa a fantomatici fotomontaggi.

La foto di Said Chaibi, candidato sindaco di Coalizione Civica- Sinistra per Treviso, capogruppo di Sinistra Italiana – Sinistra trevigiana, che finge (si spera, almeno questo) di orinare davanti ad una chiesa. Proprio sotto due croci.

Facile intuire il tono degli attacchi, a cominciare dal mancato rispetto per la religione cristiana fino al “E questo vuole candidarsi sindaco a Treviso?», al «cosa succederebbe se facessimo lo stesso davanti a una moschea?» all’ «indecente. Chaibi, dal canto suo, non cela la sua sorpresa: «Siamo ai mezzucci da campagna elettorale, tutto diventa lecito. Non solo non mi riconosco, non riconosco neanche il luogo. E lo zaino che ho ha un colore diverso», precisa.

«Non sono avvezzo ad urinare davanti alle chiese, non l’ho mai fatto, e vorrei aggiungere che ho fatto l’asilo delle suore: goliardate ne ho fatte tante, in una gioventù che fortunatamente dista pochi anni dal presente, non ho proprio ricordi».

Ma allora è un montaggio? «Non posso dirlo con certezza. Se lo fosse, è fatto bene. Resta una burlata di un ragazzo, punto. Alla macchina del fango, ahimè, ci sono abituato: ma non ci fermeranno. E penso sempre sia più importante parlare della proposte per la città» .

TgQuotidiano.net riporta il tasto “Fact Check” che ci rimanda a un articolo del quotidiano locale La Tribuna di Treviso dal quale fa copia-incolla. In apertura, però, leggiamo:

La foto è quella di un giovane, con zaino in spalla, che finge di urinare davanti a una chiesa. Sui social impazza da qualche giorno, e il popolo della rete ha identificato il ragazzo: sarebbe Said Chaibi.

Un nome, magari scritto in maiuscolo da qualche commentatore compulsivo, ed è subito opinione comune: quel ragazzo, secondo la rete, è Said Chaibi. Gli autori di TgQuotidiano non perdono tempo: pubblicano la notizia e – con lo stesso modus operandi di Voxnews – e usano la parola islamico per alimentare il carico di indinniazione dei loro lettori.

Said Chaibi è sì candidato sindaco per la Coalizione Civica “Sinistra per Treviso”, ma riconoscerlo nella foto – altamente sgranata – è umanamente difficile, se non impossibile, ed egli stesso non si è tirato indietro per smentire.

Said Chaibi / Facebook

Per quanto riguarda la fede religiosa, Chaibi durante un’intervista aveva dichiarato di essere ateo. La strategia della disinformazione e dell’acchiappaclick, del resto, crea accostamenti tra extracomunitario e Islam, anche di fronte a un Said Chaibi definito immigrato seppur nato in Italia da genitori marocchini.

Né immigrato né islamico. Nato in Italia e ateo.

Nel frattempo, una foto sgranata indica il candidato come il ragazzo in posa tra due croci nell’atto di fingere una minzione. Senza certezze, ma la rete ha deciso. Ingredienti indispensabili per TgQuotidianoVoxnews, sempre pronti a creare mostri. Nel frattempo, attendiamo dichiarazioni pubbliche da Chaibi.

Nel frattempo, ancora, è impossibile riconoscere il ragazzo nella foto.

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BUFALA Incidente stradale Pioltello morto Roberto Benigni 2018 – bufale.net

Non perdo nemmeno un minuto per questa bufala di basso livello.
Ho già inviato tutti i dati in mio possesso sull’autore della bufala a chi ne saprà fare buon uso.

Ho anche contattato Google Adsense segnalando l’uso improprio di banner e i circuiti pubblicitari che usa l’autore.

Incidente mortale a Pioltello, nell’hinterland milanese, alle porte della Brianza.

A perdere la vita è stato Roberto Benigni Noto e popolare monologhista teatrale, dalla comicità ironica e dissacrante, è diventato personaggio pubblico tra i più conosciuti e apprezzati in Italia e nel mondo. Le sue interpretazioni cinematografiche e le sue apparizioni televisive mettono in scena un carattere gioioso e irruente, facendo leva, in quest’ultime, sulla sovversione del clima dei programmi di cui è ospite. Fra i numerosi riconoscimenti vale ricordare l’Oscar al miglior attore, conseguito nel 1999 per l’interpretazione nel film (da lui stesso diretto) La vita è bella; a cui segue un Oscar al miglior film straniero per la stessa pellicola. È stato l’unico interprete maschile italiano a ricevere l’Oscar come miglior attore protagonista recitando nel ruolo principale in un film in lingua straniera, dopo quello vinto da Anna Magnani nel 1956 e da Sophia Loren nel 1962. E morto al San Raffaele dopo essere rimasto coinvolto in un brutto incidente stradale nella serata di mercoledi 30 maggio in via Parini.

Tutto è accaduto intorno alle 22.30, come riportato dall’azienda regionale di emergenza urgenza. Roberto Benigni, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Cassano d’Adda, era con la sua auto e stava percorrendo via Parini: nei pressi di un dosso avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe finito contro un camion, mentre il mezzo avrebbe continuato la sua corsa schiantandosi contro un’automobile in transito.

Le sue condizioni sono subito apparse disperate tanto che la centrale operativa del 118 ha inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica in codice rosso: Roberto Benigni è stato accompagnato al pronto soccorso del San Raffaele con manovre rianimatorie in corso, ma una volta arrivato all’ospedale è deceduto.

Una BUFALA bella e buona messa in giro da persone senza scrupoli che mirano a regalarvi VIRUS e fare soldi con i banner.

Il sito è larepubbica.it, LArepubbica CON UN LA PRIMA e senza una L. L’autore rischia una denuncia da:

  • repubblica.it per uso di logo non autorizzato
  • denuncia tg5 per falsa immagine
  • denuncia da parte di Roberto benigni

Speriamo davvero nella tripletta.

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