NOTIZIA VERA E PRECISAZIONI Piero Fassino al Gay Pride (foto)

Un’immagine di Piero Fassino immortalato tra i partecipanti del Gay Pride sta circolando in questi giorni sulle bacheche dei principali social network:

La foto è autentica, ma riproporla in questi giorni potrebbe far pensare che sia stata scattata in occasione del Roma Pride 2018, tenutosi nella Capitale il 9 giugno.

In realtà lo scatto risale al Gay Pride tenutosi a Torino nel 2015, ed è comparsa per la prima volta sul quotidiano La Stampa il 28 giugno 2015, come riportano su NeXt Quotidiano:

Parliamo di precisazioni, dunque, per sottolineare che la foto è autentica (nessun fotomontaggio) ma è stata scattata nel capoluogo piemontese in occasione del Torino Pride del 2015. Alcuni, vedendola comparire nella propria Home, hanno creduto che Piero Fassino avesse partecipato al Roma Pride di Sabato 9 giugno 2018.

 

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BUFALA Canone RAI: col nuovo Governo non si pagherà più

Il sito NewsLavoro riporta che col nuovo Governo Conte non dovrà più pagarsi il canone RAI:

Novità Canone Rai: col governo Movimento 5 Stelle – Lega probabilmente non si pagherà più.

Dopo settimane di trattative, polemiche e annunci, sembra finalmente pronto a partire il nuovo Governo a trazione Movimento Cinque Stelle e Lega. Il famoso contratto di Governo è pieno di promesse a favore dei cittadini che, se mantenute, potrebbero davvero finalmente dare una svolta positiva alle famiglie in difficoltà, con aiuti ben strutturati ed un sistema di tassazione più lieve.

Nella discussione di Governo probabilmente farà capolino anche il Canone Rai, tassa mai sopportata dagli Italiani, una tassa ingiusta visto il servizio di bassissima qualità che le prime tre reti nazionali offrono.
Movimento Cinque Stelle e Lega avranno quindi il compito di eliminare questa tassa mal voluta dagli italiani, al momento inserita all’interno della bolletta dell’energia elettrica, colpendo tutti in maniera indiscriminata, senza progressività per il reddito.

E’ stata già fatta in passato una proposta per abolire questa tassa, anche se la cosa non ebbe seguito in quanto non furono presentate le coperture necessarie per poter abolire tale incasso, ma ora che al comando vi sono due forze da sempre schierate contro il Canone Rai, non ci resta che sperare che finalmente si possa fare qualcosa affinchè questa tassa iniqua ed ingiusta venga finalmente rimossa, o magari cambiata in qualcosa di più equo e accettabile.

Dopo tante promesse, speriamo quindi finalmente di poter assistere anche ai fatti, e che dopo anni di aiuti alle banche, ai ricchi e ai politici stessi, si possa finalmente vedere qualche legge che vada a favore dei cittadini e restituisca un po’ di dignità alla ormai provata popolazione italiana. 

Quel che nel titolo appare come una certezza trova scontro nel corpo del testo, in quanto si fa uso di avverbi come “probabilmente” e, soprattutto, l’autore parla di speranza. La fonte citata è un articolo pubblicato il 3 giugno da Corriere Agrigentino, che scrive:

Ora grazie all’alleanza Lega-M5S, dove i pentastellati si sono pronunciati in più occasioni a favore, l’abolizione del Canone RAI potrebbe diventare realtà ed aiutare la popolazione ad alleggerire il peso fiscale, una delle cause principali che hanno contribuito a rendere il popolo italiano sempre più povero.

Si tratta, dunque, di ipotesi. Era il gennaio 2018 quando Matteo Renzi, dopo aver disposto il pagamento del canone RAI nelle bollette dell’energia, propose di abolirlo. A seguito, Luigi di Maio riferì al Corriere della Sera che pagare un canone per un servizio che non cambiava, era ingiusto. Per quanto riguarda la Lega, l’agenzia di stampa Public Policy il 14 maggio riporta:

ROMA (Public Policy) – Abrogare il pagamento del canone di abbonamento alla Rai, perché “è una tassa che colpisce tutti, in modo indiscriminato”. Lo propone la Lega alla Camera, in una pdl depositata la settimana scorsa, a prima firma Silvana Comaroli.

Il progetto di legge, in sintesi, prevede l’abolizione del canone di abbonamento alle radioaudizioni e alla tv e la relativa tassa di concessione governativa inerente al libretto di iscrizione alle radiodiffusioni per la detenzione di televisori. La proposta Comaroli, non prevedendo direttamente coperture per i minori introiti, rinvia la questione ad un regolamento del Governo.

Si evince, dunque, che l’abolizione del canone RAI è un argomento che interessa più o meno tutti gli schieramenti politici, ma nel programma di Governo (consultabile da questo documento .pdfnon compaiono voci a riguardo. Non è un caso, appunto, se i siti che i nostri lettori ci segnalano (NewsLavoroCorriere Agrigentino) parlano di probabilità e speranza. Nel titolo, però, operano la strategia che attira i lettori, in quanto lasciano intendere che l’abolizie del canone RAI avverrà con certezza.

Per il momento non è così, in quanto l’intervento riportato nel titolo non è stato ancora deciso, né compare nel programma di governo. Un lettore disattento potrebbe convincersi e, dunque, cadere in errore.

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NOTIZIA VERA Salvini può chiudere i porti per la nave Acquarius con 600 migranti

Si discute tantissimo in queste ore sui social della scelta di Salvini, che nella giornata di domenica ha deciso di dare una prima prova di forza al proprio elettorato optando per la chiusura dei porti nei confronti della nave Aquarius, nonostante a bordo ci siano 600 persone, tra cui bambini e ben sette donne in gravidanza. Al dì là della questione etica, che comunque crea divergenze di opinione in Rete se bilanciate con altre considerazioni politiche, è inevitabile che ci sia da parte di tutti un approfondimento anche dal punto di vista legislativo.

In sostanza, Salvini è legalmente autorizzato a portare avanti una linea così dura nei confronti di Malta, che dal canto suo non pare voler assumere posizioni più tolleranti dell’Italia? Sembrerebbe di sì, almeno stando ad un importante approfondimento pubblicato proprio in queste ore da Il Sole 24 Ore. Cerchiamo dunque di capire quale sia il nodo cruciale della questione, anche perché tra stasera e domani potrebbero prendere piede sul web bufale su un versante e sull’altro.

Nel dettaglio, viene citata la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che è stata ratificata dall’Italia nel 1994. Grazie all’articolo 19, sappiamo fondamentalmente che il passaggio di una nave nelle acque territoriali di uno Stato è consentito se soddisfatte alcune condizioni. Si afferma, nello specifico: “fintanto che non arreca pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero“. Occhio, però, al comma 2, che cita testualmente in casi in cui si verifica “il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero“.

Essendoci il sospetto che la nave possa effettivamente violare le leggi sull’immigrazione italiane, come in questo caso, il diritto internazionale consente a Salvini di chiudere i porti ai migranti ed in particolare alla nave Acquarius. Staremo a vedere se i prossimi contatti con Malta consentiranno alle parti di oltrepassare la materia giuridica e di anteporre il buon senso, a prescindere dal Paese che farà un passo indietro.

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BUFALA Michael J Fox: “Vi annuncio Ritorno al Futuro 4!”

Sta circolando da ieri pomeriggio un presunto post che sarebbe stato pubblicato su Facebook direttamente da Michael J Fox, secondo cui sarebbe in programma la produzione di Ritorno al Futuro 4. Inutile dire che la notizia ha fatto immediatamente il giro del web, visto che la trilogia ha fatto impazzire milioni e milioni di fan in tutto il mondo ad ogni età. Sono decenni ormai che si discute della possibilità che ci possa essere un quarto capitolo, al netto delle condizioni di salute non propriamente esaltanti dello stesso attore americano. Senza dimenticare che Christopher Allen Lloyd (il famosissimo “Doc”) si appresta ormai a compiere 80 anni.

Ecco perché in molti si sono chiesti da subito se la notizia di Ritorno al Futuro 4 fosse o meno una bufala. Partiamo dal presupposto che gli stessi ideatori della trilogia abbiano a più riprese dichiarato la volontà di non andare avanti, forse per il timore di rovinare un prodotto perfetto per i tre capitoli che ormai conosciamo a memoria. A questo si aggiunge il fatto che il post condiviso qui di seguito a firma di Michael J Fox, in realtà non proviene da nessun account verificato:

“Ciao a tutti! Oggi è un giorno molto importante, oltre a essere il mio compleanno, vi annuncio

RITORNO AL FUTURO IV!!!!!

Ci abbiamo pensato per molti anni e abbiamo iniziato le riprese l’estate scorsa. Rivelerò la data di uscita fra qualche giorno.

Vi adoro tutti!!!”.

Ritorno al Futuro 4
Ritorno al Futuro 4

Nessuna testata del settore ha confermato la notizia, né tantomeno altri elementi del cast potenziale o della produzione, dandoci il chiaro segnale che quella di Ritorno al Futuro 4 fosse appunto la solita bufala di una pagina Facebook nata senza troppe velleità e che per qualche ora ha puntato sulla ricondivisione del post per accrescere numero di fan e portata (il post in questione ha totalizzato già 200mila mi piace). Con tutta la delusione del caso per chi sperava di ritrovare lo stesso Michael J Fox nei panni di Marty McFly.

Insomma, al momento non ci sono prove (immagini, video, trailer o qualsiasi altro documento) che attestino l’eventuale uscita di Ritorno al Futuro 4. Anche alcune testate che avevano riportato la notizia prendendo spunto dal post in questione hanno rimosso l’articolo. Più chiaro di così che si tratti di una bufala…

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BUFALA Giobbe Covatta e l’immigrazione: “Stiamo facendo ponti d’oro a chi non lo merita”

Torna attualissima a giugno 2018 la bufala Giobbe Covatta riguardante alcune dichiarazioni che il diretto interessato avrebbe rilasciato proprio sul tema dell’immigrazione, che da tempo lo vede schierato a difesa dei più deboli. Contrariamente alla linea da sempre seguita da questo famoso personaggio, il virgolettato che gira in queste ore su Facebook con il solito meme evidenzierebbe una presa di posizione del tutto anomala da parte sua, quasi a voler non rendere giustificabile l’ondata di migranti che ogni settimana dobbiamo sostenere in Italia e nel resto d’Europa.

Ricordiamo, ancora una volta, quali sono state le dichiarazioni attribuite allo stesso Giobbe Covatta sull’argomento e che oggi 10 giugno sono tornate attuali, nonostante ci siano sempre state le smentite di rito sia da parte del diretto interessato, sia di coloro che seguono i suoi canali social per provare a smontare sul nascere la bufala sull’immigrazione. Ecco il post tornato attuale proprio in queste ore:

“Quando vedo sbarcare questi con ‘sti fisici, capisco che l’Europa non ha capito niente della situazione in Africa.
Ci sono milioni di persone che non riuscirebbero ad affrontare una passeggiata di cento metri, tanto sono malridotti, figuriamoci una traversata. Senza contare che col costo di un imbarco, ci vivrebbero in mille per un mese.
Stiamo facendo ponti d’oro a gente che non lo merita, quando basterebbe investire una metà di ciò che si spende all’anno per sistemare questi trecentomila, per salvarne milioni in Africa. Ma capisco che certe realtà è meglio non vederle, soprattutto perché non fanno comodo agli interessi politici ed economici di nessuno”.
Giobbe Covatta, testimonial Amref Health Africa – Italia.

Giobbe Covatta
Giobbe Covatta

Come avvenuto l’11 luglio 2016, quando abbiamo dedicato un post all’argomento, occorre riportare assolutamente un post apparso sulla pagina Facebook ufficiale di Giobbe Covatta, attraverso il quale è stata portata alla luce la bufala in questione con una smentita che non lascia scampo a coloro che desidererebbero tanto associare determinate dichiarazioni ad un personaggio simile, al fine di rafforzare le proprie idee “estreme” sul tema immigrazione:

“Ciao a tutti,
comunico a tutti che la dichiarazione che sta girando online su diversi siti di destra NON appartiene a Giobbe (come confermato da lui stesso).
Si tratta di una strumentalizzazione e di una falsa dichiarazione.
Non appena possibile seguira’ una smentita ufficiale (anche da parte di AMREF).
Ringrazio tutti quelli che ci hanno scritto via email (siete tantissimi), chi ha avuto modo di incontrare e parlare con Giobbe sa benissimo che si tratta di un falso, ma molti credono ancora a quello che viene scritto su un social network e non si domandano se quello che stanno leggendo sia una notizia vera o falsa.
Buona giornata”.

Morale della favola? Siamo al cospetto di un nuovo tentativo da parte di coloro che provano ad imputare a Giobbe Covatta dichiarazioni mai rilasciate sull’immigrazione e sulle condizioni dei migranti prima di effettuare la traversata, nel tentativo di portare avanti alcune idee politiche che verrebbero rafforzate da una presa di posizione mai giunta nella realtà.

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BUFALA Saviano: “Il nigeriano non poteva sapere che fare a pezzi una persona sia un reato in Italia”

Sta girando nuovamente in Rete una bufala che risale a diversi mesi fa e che vede protagonista Roberto Saviano, al quale viene imputato un tweet decisamente assurdo per quanto riguarda i fatti di Macerata che videro protagonista un nigeriano di un brutale omicidio. Stando al fotomontaggio in questione, Saviano avrebbe risposto a Tommaso Longobardi affermando che “il nigeriano non poteva sapere che fare a pezzi una persona sia un reato in Italia“.

Certo, sempre meglio queste bufale rispetto a quelle che hanno visto Saviano perire un po’ di tempo fa, come puntualmente vi abbiamo riportato. Di certo utilizzare alcuni programmi nati per creare contenuti divertenti, al solo scopo di mettere in bocca a personaggi famosi parole che non sono mai state pronunciate, non fanno altro che alimentare disinformazione e la fame degli analfabeti funzionali. Soprattutto quelli politicamente schierati che sembrano non attendere altro quando un “avversario politico” si rende protagonista di uno scivolone.

Non è un caso che lo stesso Tommaso Longobardi, a suo tempo, abbia poi utilizzato i social network per sottolineare che in rete sta girando un fotomontaggio in merito ad una presunta risposta di Saviano ad un suo tweet. Chiaro il richiamo ai noti fatti di Macerata. Longobardi ha fatto sapere ai propri follower che, pur avendo vedute diverse rispetto al suo interlocutore, non esiste alcuna risposta da parte di Saviano. Ecco perché da parte sua c’è stato poi l’invito a non condividerla, facendo sapere a chi la sta diffondendo che si tratta di un fotomontaggio.

Chiaro l’intento di associare Saviano ad una posizione eccessivamente favorevole alla figura del nigeriano in virtù dei fatti di Macerata, nella costante campagna elettorale che alcuni personaggi sui social ci propongono per nutrire disprezzo nei confronti di questa corrente di pensiero.

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BUFALA E DISINFORMAZIONE Art. 20.5 Codice Penale: l’azione di rottura della finestra per salvare un animale è considerata legittima

Un passaparola compulsivo e, per certi tratti, pericoloso sulla rottura di un finestrino per mettere in salvo un animale, ha ripreso a circolare di bacheca in bacheca in questi giorni, nonostante l’avessimo smentito in ben due tempi (2014 e 2017):

Il messaggio, riproposto nella classica formula dell’immagine inattendibile con scritta sovrimpressa (leggi la nostra guida utile), contiene un insieme di inesattezze che, purtroppo, vengono considerate verosimili da un’importante percentuale di utenza.

In primo luogo, l’articolo 20 del codice penale (il 20.5 non esiste) riguarda le pene principaliaccessorie:

Le pene principali sono inflitte dal giudice con sentenza di condanna; quelle accessorie conseguono di diritto alla condanna, come effetti penali di essa.

Su Studio Brocardi spiegano:

Le pene principali di cui all’art. 17 sono determinate dal Giudice all’esito di una sentenza di condanna. In base al potere discrezionale riconosciutogli dall’art. 132, egli può graduare la pena utilizzando i criteri enucleati dall’art. 133 i quali permettono sia una valutazione delle caratteristiche oggettive e di gravità del fatto commesso, sia un’analisi dell’elemento intenzionale e soggettivo presente nel reo al momento della condotta, sia in generale un giudizio circa la sua attitudine a delinquere.

Le pene accessorie conseguono invece di diritto alla condanna, nel senso che il Giudice non può esimersi dall’applicarle, tutt’al più, ove possibile (art. 30), può determinarne la durata di applicazione.

Nulla a riguardo, dunque, dello stato di bisogno in cui si è legittimati a sfondare il vetro di un’automobile per trarre in salvo un animale.

In realtà, il post virale si riferisce all’articolo 54 del codice penale, che però riporta qualcosa che differisce, oltremodo, dal contenuto del meme:

Stato di necessità. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.

La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall’altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l’ha costretta a commetterlo.

Dunque, la legge non autorizza ciecamente la rottura del vetro di una portiera per trarre in salvo un animale, tanto meno consiglia di scattare una foto prima di procedere all’operazione. Per farla breve, se non siete sicuri dello stato di necessità, dunque di un pericolo imminente, evitate: se fate una foto prima di lanciarvi nella rottura del finestrino, quella diventa una prova a vostro carico, perché andate voi nel penale qualora l’animale non fosse in reale pericolo.

Per tutti gli approfondimenti vi rimandiamo a questo link dello Studio Brocardi.

Parliamo di bufala, dunque, perché il meme confonde due articoli del codice penale e rischia di diffondere un messaggio che pericolosamente invita tutti a prendere iniziative che potrebbero portare a conseguenze di un certo spessore.

Parliamo di disinformazione, infine, perché si tratta dell’ennesima catena creata con la scusa del rispetto per la vita degli animali, ma che in realtà crea confusione e cattiva informazione.

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DISINFORMAZIONE Barack Obama ha concesso la grazia a oltre 1700 criminali

Sembra che l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama abbia concesso la grazia a Chelsea Manning e altri 1700 criminali nel corso degli otto anni del suo mandato: pare, inoltre, che abbia concesso il perdono ad oltre 330 persone rinchiuse in cella nell’ultima settimana in cui si trovava in carica.

Si tratta di disinformazione, sulla quale ha fatto chiarezza la redazione di Snopes. È vero che l’ex presidente Obama ha commutato le pene detentive di oltre 1700 persone, tra cui anche Chelsea Manning, di cui 330 solo negli ultimi sette giorni in cui è stato in carica. Quello che è falso è che Obama non ha assolutamente concesso la grazia a tali criminali, ma ha solamente commutato le condanne.

Nel corso degli ultimi giorni si sta diffondendo online un meme che riporta proprio il “perdono di Obama” a più di 1700 criminali nel corso del suo mandato, compresa anche Chelsea Manning.

Alcuni versioni di tale meme riportavano un segno distintivo del gruppo di attivisti di destra TPUSA. Nonostante non ci sia certezza sul legame tra questo meme e il gruppo TPUSA, il fondatore di Turning Point USA, Charlie Kirk, ha twittato almeno uno dei vari reclami presenti nel meme.

L’errore del meme, come detto, è quello di fare confusione tra grazia e commutazioni. La Costituzione americana conferisce al Presidente degli Stati Uniti il potere della grazia, che permette di assolvere totalmente una persona accusata e condannata per un determinato reato, o della clemenza (art. 2 Sezione II). Quest’ultimo è un potere che si può esprimere mediante una commutazione che va a diminuire le pene detentive, ma che non cancella assolutamente le condanne.

Questa è la spiegazione del Dipartimento di Giustizia degli Usa in riferimento alle differenze tra perdono e commutazione.

Il meme riporta anche dei numeri errati. Ecco quelli corretti relativi all’amministrazione Obama:

 

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NOTIZIA VERA In Messico creano e vendono spille realizzate con scarabei vivi

In Messico viene creata e venduta una sorta di spilla realizzata con uno scarabeo vivo rivestito con oro e altre pietre semi preziose.

Non si tratta di una leggenda, ma di una pratica assolutamente reale.

Su Facebook, nel corso degli ultimi giorni, si è diffuso in maniera dilagante un filmato di tre minuti che ha attirato non solo milioni di visitatori, ma anche una marea di polemiche. Infatti, il video riporta l’esistenza di una tipologia di gioielli che vengono creati e indossati in Messico, creati con scarabei vivi che vengono ornati con oro e altre pietre semi preziose.

 

Il filmato in questione è stato prodotto e pubblicato da “In The Know di AOL”. Dal video si evince che le spille così realizzate sono addirittura dotate di guinzagli dorati che vengono progettati proprio per evitare che i vari gioielli possano perdersi. Il filmato si conclude con la classica, fatidica domanda: “Ne indosseresti uno?”.

Sono migliaia e migliaia gli utenti che hanno commentato il filmato e la maggioranza sembra schierata verso un no: non indosserebbero qualcosa di simile. Tante persone usano termini come crudele, inumano e inquietante.

Oltre agli utenti che si ponevano dubbi sull’etica di un tale oggetto, altri hanno cominciato a chiedersi se fosse, in realtà, una bufala. In realtà, questa spilla che prende il nome di maquech, esiste veramente ed è legata ad una pratica vecchia di oltre cent’anni. Tra i primi riferimenti sulla stampa troviamo un articolo risalente al 1887, attribuito al New Haven Register, in cui viene citato anche un artista di San Francisco, Raul Aguilar, che possedeva uno di questi oggetti preziosi denominati maquech.

Ecco la fonte che ha fatto chiarezza sulla vicenda.

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BUFALA Il parco divertimenti Story Land chiuderà a breve

Pare che il noto parco divertimenti del New Hampshire, Story Land, come annunciato nei primi giorni di giugno, sia pronto a chiudere i battenti.

Diversi utenti su Facebook hanno cominciato a diffondere un messaggio, qualche giorno fa, sulla presunta chiusura di un famoso parco divertimenti localizzato nel New Hampshire, ovvero Story Land.

Nonostante il nome possa effettivamente generare confusione, la “New Hampshire News Networks” non è una vera fonte di notizie e informazioni. In realtà, infatti, si tratta di una pagina Facebook che si occupa di intrattenimento, che pubblica contenuti satirici su quanto accade nello Stato del New Hampshire. Proprio nella stessa pagina si può trovare una clausola in cui viene esclusa la responsabilità per quanto riguarda le notizie satiriche che vengono pubblicate dal sito.

Il parco divertimenti ha deciso anche di rilasciare in via ufficiale una dichiarazione con lo scopo di smentire tutte queste voci infondate. Il comunicato di Story Land ha avuto altresì l’obiettivo di rassicurare tutte le famiglie del New Hampshire di non avere alcuna intenzione di chiudere in tempi brevi. Il famoso parco divertimenti ha consigliato ai suoi fan di non credere a tutto ciò che si legge sul web. Anzi, ha rilanciato sottolineando come starà ancora per molti anni al suo posto. Per smentire la bufala si è scomodata anche la redazione di Snopes.

 

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